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Ho sempre avuto una passione per i cavalli. Da trotto, da galoppo, da tiro: l'importante è che fossero estremamente ubbidienti e non nervosi come spesso accade ai concorsi ippici. Non appena ebbi la possibilità economica, ne comprai uno, una ex trottatrice con un qualche passato glorioso. Lo comprai con tutto l'armamentario: sulky (cioè la carrozzella), finimenti, paddock (ricovero animali), van (portacavalli da rimorchio per auto). Senza alcuna esperienza se non la mera passione mi portò a far tutto da solo: il pomeriggio andavo, le mettevo i finimenti e mi allontanavo dal club su strade provinciali, comunali, ecc. La trattavo benissimo, con affetto e crudeltà insieme, quando era un po' sfiatata mi bastava assestarle qualche colpo di frusta (avevo il nervo di bue, non un frustino leggero) per farle riprendere i fasti di un tempo. Sembrerà assurdo, ma a me sembrava che Dody mi chiedesse di essere frustata. Me ne accorgevo quando improvvisamente rallentava senza motivo né particolare stanchezza: il suono della mia voce e la scossa di redini le faceva solo muovere la coda, nient'altro...al primo colpo di frusta sulla groppa sobbalzava e trottava... Chi si intende di equitazione sa che se si frusta molto, un trottatore "rompe", cioè passa dal trotto al galoppo. La mia Dody mai. Sudava, schiumava, ma non rompeva. A fine corsa la lavavo, le davo zuccherini, carote, le mettevo la gualdrappa (una copertina antiumidità) e andavo via sempre un po' eccitato di essere il padrone di un animale e di farne quello che volevo. Quando la lavavo personalmente, passavo con una punta di lascivia sulle parti intime... Le insaponavo a lungo, forse troppo... non sono mai stato in grado di capire se si infastidisse o meno, ma faceva strani movimenti con la testa: annuiva, o almeno così sembrava.
Una pomeriggio la mia fidanzata poco più che 20enne (io ne avevo circa 25, circa 20 anni orsono) volle accompagnarmi al club; un po' per capire perché passassi tanto tempo lì, un po' perché davvero voleva vedere il mio nuovo acquisto. Dopo mezzora eravamo io e Veruska in aperta campagna: aria pura, silenzio, pace... Dody si comporta egregiamente come sempre, tanto che Veruska mi sottolinea come il rumore degli zoccoli sia simile al suo... E' vero, penso, lo stesso suono di zoccoli... Ovviamente mi chiede se può tenere lei le redini e non ho difficoltà a passargliele spiegandole i meccanismi di comando. Forse Dody sentì una mano insicura alle briglie, fatto sta che dette qualche segnale di nervosismo che mi costrinse a tirare fuori il nervo e a frustarla. Temevo di essere rimproverato da Veruska, ma per tutta risposta - in un momento concitato come quello! - mi chiede se le passo anche la frusta. E comincia a farle la groppa davvero rosata (aveva il manto grigio) e striata a suon di nerbate che ovviamente fanno letteralmente imbizzarrire la cavalla.
Corse, corse tanto, Veruska frustava e Dody correva, era quasi una sfida fra due femmine... Ed io mi accorsi che il mio uccello diventava duro, stranamente duro... vedere la mia donna frustare la mia cavalla mi fece scattare un meccanismo di perversione mai provato prima. Quando Veruska si stancò di frustare e incitare la cavalla, aveva persino la bolla alla mano. In aperta campagna, feci accostare il calessino, mi guardai intorno e mi lancia letteralmente su Veruska. Facemmo l'amore come non era mai successo prima. Volli goderle in bocca e così mi fece sedere sul sulky e con una mano appoggiata sulla fica della cavalla, Veruska mi fece godere tanto. Capimmo di essere entrambi presi da questa passione e senza dire nulla lei continuò a toccare la fica di Dody e la sua finche non godette. Dopo un po' tornammo in silenzio e a passo lento verso il club. Durante il lavaggio di Dody, Veruska ebbe il coraggio di dire ciò che io non osavo dire a lei: mi chiese se volevo riservare anche a lei lo stesso trattamento di Dody. La lasciai a casa sua e pensavo con eccitazione alla sera, quando ci saremmo incontrati nel pied-a-terre. Arrivò con un po' di ritardo e con una busta grande, da shopping. Tirò fuori quasi tutto serve a trasformare una ragazza in una pony girl: morso, redini, stivali (che già possedeva col reggicalze), perfino uno strano pennacchio per renderla più cavalla. Io rimasi sbigottito ma lei mi disse: ora non parlare più, io sono la tua cavalla, non la tua fidanzata. Con l'arguzia di chi non vede l'ora di
divertirsi, le misi tutto l'armamentario addosso e mi sedetti sulla sua schiena con lei a quattro zampe. Fece pochi passi e cominciò a cedere. Allora la tirai per redini sulla sponda del letto, il suo corpo a pecorina sulla moquette e manie avambracci sul letto. Mi sedetti sopra e le facevo mimare la cavalcata: non fu un surrogato, anzi... la cavalcata durò molto di più, la frustai sul culo parecchio, quando aveva davvero dolore cercava di sgroppare. Mi accorsi di averle fatto davvero il culo rosso con il frustino (ne avevo diversi appesi alla parete, ma non pensavo quale piacere potessero dare!) e per pietà le feci indossare una gonna di pelle nera: il suo look fu ancora più arrapante fra stivali, tacchi alti, e reggicalze e in più potevo frustarla quasi senza limite di violenza. Ogni tanto poggiavo il frustino e le redini nel bordo delle calze proprio come si fa sul calesse: una goduria!
Col tempo imparò a diventare un'asina e a portare pesi dalla cucina al salottino (vivande, vino, sigarette) sempre a quattro zampe e in silenzio. Poi se mi andava me la scopavo, ma era davvero un'optional. Lei se ne veniva quando le salivo in groppa. Allora le permettevo di sgrillettarsi fino allo spasimo finale.
Con Veruska scoprimmo insieme il "ponygirling", gioco che non mi ha mai più abbandonato con tutte le mie partners successive e nei numerosi viaggi all'estero, dove è molto praticato sia a sella che a trazione. Sarei sciocco se nascondessi che spesso è una pratica a pagamento nei numerosi sexclub europei, ma ne vale la pena. Le modelle hanno una tecnica di sopportazione del dolore elevatissima e corrono per boschi meravigliosi. Addirittura si possono scegliere una o due pony e passeggiare anche in due sul calesse. Io l'ho fatto con la padrona di casa di un club, aveva la frusta facile ed era ovvio che poteva permettersi di frustare come io non avrei potuto fare! Aveva una quarantina d'anni ma mi fece un pompino mentre le due pony trottavano che ancora lo ricordo... Basta, i ricordi appartengono al passato. Perciò mi faccio una doccia e vado a cavalcare una stupenda transex che adora essere posseduta. Alla prossima!
ziodino@iol.it |