![]() |
|
|||
|
|
||||
|
Era una domenica di due anni fa quando ricevetti una telefonata di M, la mia ex-regazza che non sentivo più da quasi un anno. Erano le prime ore del pomeriggio e mi invitava ad andarla a trovare a casa sua, dove stava con sua sorella. M. abita poco distante da casa mia, ma soprattutto mi faceva piacere lidea di poterla rivedere dopo tutto questo tempo, anche perché il litigio con cui avevamo rotto il nostro rapporto era stato pesantissimo e non ci eravamo mai più visti né sentiti dopo quel giorno. Mezzora dopo sono già a casa sua, suono al citofono della villetta dove abitano e mi viene ad aprire A, sua sorella, anchessa un piacevole ricordo che non vedevo da tempo. Mi abbraccia e mi dà un bacio sulla guancia sorridendo. Ciao, mi dice guardandomi negli occhi, Ci chiedevamo che fine avessi fatto e così ti abbiamo invitato a bere qualcosa, spero che non ti abbiamo disturbato. Niente affatto, rispondo, anche a me fa molto piacere rivedervi dopo tutto questo tempo. A. annuisce e si avvicina leggermente, poi dice a voce bassa Sai, M. ultimamente mi ha parlato molto della storia che avete avuto insieme ed ho capito che voleva rivederti, per cui abbiamo organizzato questincontro. Organizzato questincontro? rispondo io stupito, E che avete organizzato, un meeting dellONU?. A. scoppia a ridere, poi si gira lasciandomi libero il passaggio. Io entro, chiudo la porta e la seguo mentre cammina veloce verso la sala grande che si trova al centro della casa. La loro è una casa bellissima e molto grande, quando la frequentavo dicevo sempre loro che era sprecata per sole due persone, ma a loro è sempre andata bene così, comoda e spaziosa. Seduta sul divano cè M, bellissima come sempre. Noto con piacere che non ha perso labitudine di portare i suoi vestiti super-sexy anche quando sta in casa e porta un mini abito stretch nero e tacchi a spillo vertiginosi. Si è fatta ancora i capelli neri a caschetto come la Valentina di Crepax. Come quando ci eravamo conosciuti. Mi sorride e mi saluta invitandomi a sedere sul divano di fronte a lei, mentre la sorella va in cucina a prendere del ghiaccio. Da quanto tempo inizio io, E stata una telefonata molto gradita. Sono molto compiaciuta risponde lei. Ho pensato al modo in cui ci siamo lasciati e volevo fare qualcosa per farmi perdonare, così ti abbiamo organizzato una cosetta che ti piacerà sicuramente e scoppia a ridere insieme alla sorella che nel frattempo è tornata con del ghiaccio in una vaschetta. Io sorrido per assecondarle, ma in realtà non capisco assolutamente di cosa stiano parlando. La situazione è un po strana e mi accorgo che la bottiglia di vodka Absolut sul tavolo è mezza vuota, mentre loro continuano a ridere. Poi M. prende dei fogli scritti a mano che stanno sul tavolo e me li porge dicendomi di leggerli. Inizio a leggere mentre loro mi osservano in un silenzio rotto solo dagli sfregi sonori del cd di Nine Inch Nails che gira nello stereo. È la storia di un transessuale e di una ragazza che si prostituiscono. Tornano a casa insieme dopo una notte di lavoro e cominciano a raccontarsi quello che hanno fatto con i loro clienti. Si eccitano, iniziano a toccarsi e a spogliarsi, poi iniziano a fare sesso. Leggo circa metà delle tre pagine della storia, poi mi rivolgo a loro, che nel frattempo continuano a guardarmi in silenzio, e sbotto Beh, che significa?. Loro ridono ancora e M. mi dice di continuare a leggere con molta attenzione fino alla fine. Continuo a leggere. Scene di sesso fetish tra un trans ed una prostituta, niente di nuovo fino alla fine. Dopo avere finito di leggere butto i fogli sul tavolino senza dire nulla, poi guardo negli occhi M, ma lei non apre bocca. Allora guardo negli occhi A, la quale mi dice Ma veramente ancora non capisci?. No, replico io, Ma molto sinceramente mi piacerebbe capirci qualcosa. A. mi risponde dicendomi Bene, allora ti concederemo un piccolo aiuto, intanto si gira verso M. ed entrambe ritornano a ridere. La situazione per me comincia ad essere irritante, non capisco a che gioco stiano giocando e soprattutto non capisco quale sia il mio ruolo allinterno della loro complicità. A. sposta un cuscino dal divano ed estrae una piccola videocamera Sony, la impugna puntandola verso di me fino a quando vedo accendersi la spia rossa, segno che la videocamera è accesa e sta registrando. Mentre mi riprende dice Ciak, si gira, poi ancora risate. Sono completamente confuso, poi guardo M. e le chiedo di spiegarmi il loro gioco. Lei non mi risponde, però mi risponde A. mentre continua a riprendermi: M. mi ha raccontato di tutte le volte che vi raccontavate delle storie hard e poi montavate in camera la telecamera sul cavalletto per riprendervi durante le vostre fantasie. Bene, questa volta avrete anche il regista!. In quel momento capisco improvvisamente il loro gioco perverso, come avevo potuto essere così stupido? La storia era una delle fantasie di M. scritta appositamente per questo nostro incontro dopo tanto tempo e A. ci avrebbe ripresi con la telecamera durante le nostre fantasie erotiche! In quel momento ero completamente confuso, non mi sarei mai aspettato un incontro del genere e mentre cercavo di mettere a fuoco i miei pensieri mi tronavano in mente tutte le volte in cui avevamo fatto cose assurde davanti ad una telecamera, per eccitarci, per giocare, o solo per non annoiarsi in una relazione che stava andando a rotoli. M. mi guarda ancora negli occhi e mi chiede: Ti va?. In quel momento la confusione in me stava scendendo per lasciare posto ad un senso di eccitazione. Decisi di stare al gioco e le risposi di sì. Ci trasferimmo nella camera di M. per cambiarci, prendendo dei vestiti dal suo armadio. Quando arrivammo di là e lei aprì il suo armadio mi trovai davanti ad una stupefacente sorpresa: il suo guardaroba era praticamente quintuplicato dallultima volta che ci eravamo visti ed aveva comprato moltissimi vestiti nuovi in pvc, latex, lingerie in nylon, scarpe e stivali. Vestiti tecnologici e stupendi, abiti costosissimi di SkinTwo, House of Harlot. Penso che non avrà fatto fatica a comprarseli, visto quello che guadagna con il lavoro che fa M. mi dice: Bene, che ti vuoi mettere, caro transessuale?. Questa volta sono io a scoppiare a ridere, poi le chiedo: Cè qualcosa che mi può andare bene?. Considerando che sei solo qualche centimetro più alto di me, che sei magro come un grissino e che quasi tutti questi vestiti sono elasticizzati direi che ti puoi mettere praticamente quello che vuoi! risponde lei. Ok, allora aiutatemi a vestirmi. Inizio a scorrere i vestiti, ne prendo uno rosso in pvc con le spalline, ma A. lo riprende dicendomi Ah ah, ricordati che in qualità di transessuale dobbiamo farti le tette finte, quindi devi metterti qualcosa che ti copra bene in alto, in modo da non lasciare trasparire nulla. Bene, allora che cosa mi consiglia, signora? rispondo ironicamente. Io direi un bustino in cui ci mettiamo un paio di asciugamani per farti le tette, poi un body a maniche lunghe in pvc come questo ed estrae un body in pvc nerocon lallacciatura sotto linguine, le maniche lunghe ed il collo alto. Vista la mia attrazione verso il latex preferirei qualcosa di questo materiale, le dissi ridendo. Ancora? Ti ho già detto che cè il problema delle tette finte, quindi dovrai mettere per forza un bustino. Non puoi mettere il latex sopra ad un bustino, fa schifo e rischi pure di romperlo. Al massimo ti puoi permettere una minigonna in latex e comincia a cercare tra le minigonne. Tieni, questa può andarti bene. Prendo in mano la mia bellissima minigonna in latex nero e penso alle gambe. Posso mettere gli stivali di latex? chiedo a M. sorridendo. Scherzi? Sono del trentotto, come fai a metterli con il tuo piede? Se sono elastici magari riusciamo a farceli stare, le dico. No, non se ne parla. E poi quelli li devo mettere io! Va bene, rispondo, allora illuminatemi voi. Non ho scarpe così grandi, devi per forza prenderne un paio aperte dietro, così ti sporge un po il tallone ma riesci a metterle. Guarda queste qui e mi apre una scatola con dei sandali in plastica trasparente con la suola alta ed un tacco a spillo da dodici centimetri. Belle, replico io osservandole attentamente. A. chiude una delle ante inferiori dellarmadio, avvicina la sedia e ci sale sopra. Apre una delle ante sopra e prende uno scatolone pieno di collant di ogni tipo. Cerca un po nella mischia, poi tira su un paio di collant neri a pantaloncino spessi ma lucidissimi. Più spessi non ci sono? aggiungo con sarcasmo. Con i peli che ti trovi sulle gambe questo è il massimo della sensualità che ti puoi permettere. Intanto M. si è spogliata completamente e si sta mettendo un perizoma nero dopo avere scelto i suoi vestiti. Iniziamo a vestirci insieme. Io mi spoglio completamente e chiedo un paio di slip prima di mettere i collant. M. me li vieta: Non ti ricordi la prima scena dal film? dice ridendo. Ah, sì, lo strappo dei collant, come potevo dimenticarmelo rispondo io. Mi metto i collant coprenti lucidi e me li tiro su bene fino in vita. La pressione mi provoca unerezione. A. prende il bustino e mi aiuta ad indossarlo, poi, mentre me lo aggiusto, va in bagno e prende un paio di asciugamani piccoli per farmi le tette. Li appallottola e me li infila nel bustino. Le mie tette sono ridicole, sono tutte spigolose e sono giganti. Propongo di sostituirle con qualche foglio di giornale accartocciato e la mia idea ha successo. Mi fanno delle tette bellissime. Infilo il body nero in pvc dallalto, ma sono un po impacciato e A. mi deve aiutare a districarmi. Lo tiro giù bene mentre mi guardo di fronte allo specchio, poi me lo allaccio stretto sotto linguine. Lerezione cresce ed il sentire il mio corpo completamente fasciato in quegli abiti mi fa venire le palpitazioni. Infilo la gonna in latex e completo il mio abbigliamento nero. Prendo le scarpe trasparenti dalla scatola, me le metto davanti ai piedi, mi alzo e le indosso. Provo a fare qualche passo, poi esclamo Cazzo, come fate a camminare con queste cose?. Faccio una fatica bestiale a muovermi, così decido di fare qualche passo di prova mentre M. si sta ancora vestendo. Faccio un giro per la casa e gradualmente riesco a raddrizzare la gamba durante la camminata, però non riesco a farlo così bene come fanno le donne. Torno in camera accompagnato dallo scalpitio dei miei tacchi a spillo. M. intanto ha finito di vestirsi, ha messo gli stivaloni in latex nero altezza coscia, quelli che volevo mettere io, poi un mini abito in latex rosso con le spalline e dei guanti in latex nero. In realtà non sono proprio dei guanti, le mani sono libere ma cè questa fasciatura in latex nero che copre tutto il brccio ed ha unestremità che si infila come una specie di anello nel dito medio della mano. Lei è pronta ed anchio penso di esserlo, ma A. apre unaltra anta dellarmadio ed estrae una parrucca con i capelli bianchi lunghissimi. Ecco, questa fa proprio trans! esclama ridendo. Mi aggiusta la parrucca, poi andiamo tutti e tre in bagno, dove mi vogliono applicare ciglia ed unghia finte. M. prende la videocamera ed inizia a riprndermi mentre A. mi applica le ciglia finte. Adesso mi sento completamente disinibito e quando A. finisce con il lavoro in bagno voglio tornare un attimo in camera di M. per ammirarmi davanti allo specchio intero. Quando arrivo di fronte allo specchio stento a crederci: mi sento bellissimo in queste condizioni, ma soprattutto mi sento libero, lontano da ogni sentimento terreno, lontano dalle situazioni stereotipate che affronto nella vita di tutti i giorni, in ufficio, al ristorante, quando faccio la coda in posta o in banca. Mi sento pronto a fare qualsiasi cosa. A. arriva con la videocamera ancora accesa a mi riprende davanti allo specchio dicendomi Come siamo carineee!. Andiamo di là, possiamo iniziare rispondo io. Ritorniamo nella sala più grande, spostiamo uno dei due divani in cucina, creando spazio di fronte allaltro divano con il tavolino per facilitare le riprese frontali. A. si mette di fronte a noi e comincia a fare qualche prova di ripresa. Non usi il cavalletto?, le chiedo. No, faccio tutto a mano, come Lars Von Trier. Stiamo per creare il primo dogma-fetish-porno della storia! Io e M. ci spostiamo nellanticamera, dove la videocamera non ci può riprendere. A. prende anche due delle borsette appese allappendiabiti che sta accanto alla porta dingresso. Ne prendo una e la metto sulla spalla destra, lei fa lo stesso. Siamo un trans ed una prostituta che tornano da una notte di lavoro. Ciak, si gira. M. apre la porta di ingresso e la richiude con forza, per fare arrivare il rumore fino al microfono della videocamera. Camminiamo affiancati fino al divano centrale, facciamo il giro intorno e ci sediamo sopra, io a sinistra e lei a destra, guardandoci in faccia. Cerco di non guardare A. che intanto si muove lentamente con la videocamera di fornte a noi, mentre M. racconta della sua nottata di lavoro e delle performances che hanno richiesto i suoi clienti. Io le rispondo tenendole corda, finché lei si versa un bicchiere di vodka ed inizia a sorseggiarlo esprimendo degli apprezzamenti sul mio corpo. Appoggia il bicchiere e si avvicina a me. Mi accarezza le gambe sul nylon spesso, lucido e teso ed inizia a baciarmi le cosce. Va sempre più in alto, fino a quando arriva alla gonna in latex. Mi mette una mano dietro la schiena e mi spinge un po verso lalto, io assecondo il movimento e mi alzo un poco dal divano aiutandomi con le braccia. M. mi alza la minigonna fino in vita, arrotolandomela quasi come se fosse un preservativo. Torno a sedermi sul divano, mentre lei mi dà dei piccoli morsi sui collant allaltezza dellinguine. Slaccia il body in pvc ed inizia a leccarmi i collant sopra il cazzo. Lo sento durissimo, mentre lei continua a leccare. A. intanto si è portata su un lato del divano ed è estremamente vicina a noi, in modo da riprendere tutto in primo piano. M. continua con dei morsi ai collant sempre più forti, poi inizia a tirare forte con i denti e mi apre uno strappo nel nylon, ci infila la mano e tira fuori il mio cazzo che in quel momento ha raggiunto il vertice dellerezione. Stanno entrambe in ginocchio davanti a me: A. con la videocamera che sta seguendo la scena da vicinissimo, M. che prende in bocca il mio cazzo ed inizia a succhiare andando su e giù. Sono già eccitatissimo e se non fosse per le palpitazioni che mi ha provocato questa assurda situazione sarei già venuto. M. succhia, ma con calma, mentre io cerco di rilassarmi e piego la testa indietro fino ad appoggiare la nuca sullo schienale del divano. Sento il materiale sintetico della parrucca sfregare tra la mia testa ed il divano. M. si alza e si prepara per la seconda scena. Lei è seduta sul divano con le gambe divaricate ed appoggia i piedi sul tavolino in cristallo di fronte a noi. Io mi alzo in piedi, poi mi infilo tra le sue gambe e mi inginocchio davanti a lei. Le apro le cosce il più possibile premendo sulle sue gambe inguainate nel latex nero, poi le alzo il vestitino fino in vita, finché riesco a vedere il suo perizoma nero. Inizio a leccare il lucido latex degli stivali, poi inizio a salire, lecco sempre più in alto, finché arrivo al perizoma. Lo tiro un po verso il basso e poi di lato, finché vedo il clitoride rosso e gonfio. Chiudo gli occhi ed inizio a leccare. Sento il suo umore umido sulla lingua e mi eccito ancora di più, lecco e succhio mentre lei mi accompagna con un movimento oscillatorio del bacino ed A. è sempre in ginocchio al nostro fianco per riprenderci da vicino. Cambiamo posizione. A. si allontana un paio di metri e si mette esattamente di fronte a noi, io mi siedo al centro del divano e M. si siede sopra di me dandomi le spalle dopo essersi tolta definitivamente il perizoma. Sta un po piegata in avanti per favorire la profondità della penetrazione, ma tiene la testa alta, probabilmente sta fissando lobiettivo della telecamera. Io le tengo per un po le mani sulle cosce, poi le alzo ancora un po il vestitino per poterle toccare il clitoride con più facilità. Lei si ferma un attimo, sfila le braccia dalle spalline e spinge verso il basso anche la parte superiore del suo vestito, che adesso le sta praticamente tutto arrotolato in vita. Poi prende le mie mani, le toglie dalle sue cosce e me le fa mettere sulle sue tette, tenendo premuto con forza. Io premo ancora di più fino a strizzarle, mentre lei riprende ad andare su e giù con sempre più forza. A. è immobile davanti a noi e continua a riprenderci con la videocamera in mano. M. si ferma, è ora di cambiare posizione. Si mette sdraiata sul tavolino di cristallo di fronte a noi alto circa mezzo metro ed apre le gambe. Io mi metto in ginocchio davanti a lei tenendo il busto eretto, infilo il mio cazzo e le apro le gambe il più possibile tenendole per le caviglie. Sono ancora praticamente tutto vestito ed inizio a sentire caldo, mentre lei si arrotola in vita anche lultimo pezzetto del suo mini dress gommoso, poi allarga le braccia per reggersi meglio al tavolino ed inizia a gridare di spingere sempre più forte. Io sono al massimo delleccitazione e cerco di spingere con più potenza, anche se devo ancora trattenermi per non venire subito. Quando M. alza la testa per guardarmi mi fermo e mi alzo in piedi. Lei è sudata, si alza e poi si mette sul divano in ginocchio appoggiando i gomiti sullo schienale del divano. A. gira velocemente intorno a noi per riprendere la scena frontalmente, mentre io sono in piedi dietro a lei ed inizio a penetrarla andando lentamente avanti e indietro. Leccitazione in questo momento è al limite dellesplosione, la tensione delle mie gambe sui tacchi altissimi, il mio corpo fasciato da nylon e pvc, i gemiti di M. e la vista di A. di fronte a noi che sta riprendendo tutto quello che facciamo mi fa provare una sensazione indescrivibile e sento che sto per scoppiare. Mi fermo e mi preparo per la scena finale. Questa volta sono io a mettermi seduto sul divano con le gambe divaricate ed i tacchi sul tavolino di cristallo, mentre lei si inginocchia tra le mie gambe ed inizia a leccarmelo. A. si siede sul divano accanto a me per poter riprendere tutto in primissimo piano. M. lo prende in bocca tutto ed inizia a succhiare, sempre più forte, sempre più veloce. A. continua a tenere la telecamera con la mano destra, mentre con il braccio sinistro mi abraccia e mi accarezza. Sta facendo un primo piano su M. che continua a succhiare sempre più veloce, finché io le metto una mano sulla testa per assecondare i movimento e farle capire che sto per venire. Succhia ancora, prende il primo schizzo in bocca, si tira su e si mette il mio cazzo davanti a lei per farsi schizzare sulle tette, poi ricomincia a succhiarlo prendendosi ancora gli ultimi schizzi in bocca. Io sono estasiato e per poco non perdo i sensi, intanto A. continua ad abbracciarmi mentre riprende M. che finisce di succhiare. Buona la prima, evvai!, girda A, Trentadue minuti di paura!!!. Io sono sconvolto e mi piego in avanti, tenendomi la testa tra le mani, M. sorride e si alza per andare in bagno. Che te ne pare? mi chiede A. soddisfatta. Ho rischiato di morire, rispondo, Ho bisogno di qualcosa di forte e mi verso un bicchiere di Absolut. Più forte di così? chiede lei. Non rispondo e mi sdraio sul divano mentre A. se ne va in camera sua, probabilmente vuole rivedersi il filmato. M. esce dal bagno, mi passa accanto mentre mi alzo in piedi: anchio voglio andare in bagno. Mentre stavamo per incrociare lo sguardo lei ha abbassato gli occhi per evitarmi, non ci siamo detti nulla. In bagno mi sono tolto la parrucca, le ciglia e le unghie finte. Poi il body in pvc, il bustino, la gonna. Per ultimi ho tolto i collant strappati e li ho buttati nel cestino in mezzo agli assorbenti usati, alle salviettine struccanti ed ai cotton fioc. Esco nudo dal bagno e vado in camera di M. per rivestirmi. Le ante dellarmadio sono ancora aperte e lasciano intravedere il suo incredibile guardaroba. Armi letali se indossate da una ragazza attraente come lei. Mentre sto per finire di rivestirmi arriva lei e rimane in silenzio sulla porta guardandomi. Si è già rivestita come quando sono arrivato, con il suo abito stretch nero e le pump dal tacco vertiginoso. Fingo di non avvertire la sua presenza mentre finisco di vestirmi. Ti è piaciuto? mi chiede senza lasciare trasparire nessuna emozione dallo sguardo. E stata una delle emozioni più forti che abbia mai provato rispondo. Allora posso richiamarti per altre proposte del genere? Non lo so. La certezza non è più di questo mondo, eh? chiede lei. Non lo è mai stata. Ciao |
|||