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Dopo quella notte la Padrona Carla per diverse sere non mi chiamo a casa sua, non sapevo se aveva da fare o era già soddisfatta cosi , probabilmente lascio passare un po di tempo per pensare se era giusto continuare a schiavizzare un ragazzo cosi giovane, ancora non completamente consapevole di se, o forse mi lascio solo un po di tempo per farmi riflettere su quanto avevo subito e farmi abituare mentalmen-te all idea di essere il suo schiavo.
Io giravo la sera intorno alla sua sdraio come al solito, ma mi sembrava piu fredda e distaccata dei primi giorni, col passare del tempo avevo assorbito l esperienza ed era sparito quel certo senso di colpa che si prova da ragazzi quando si fa qualcosa che non si dovrebbe mai, ricordavo continuamente ogni scena di quella notte e solo a pensarci mi eccitavo, un paio di volte mi ero già masturbato pensando a quando leccavo i piedi e le dita smaltate di rosso della Padrona Carla o quando mi pizzicava i capezzoli fino a farmi male per farmi continuare a succhiarle i suoi. Dopo quasi una settimana, appoggio il suo libro sulle gambe accavallate e: "Franco, vedo che sei sempre intorno a me, mi fà piacere, ma non voglio che gli altri del bagno pensino a qualcosa, stammi piu lontano, vai con i tuoi amici dai...", "Va bene Signora Carla, mah.. io vorrei...." "Cosa Franco ? Vorresti rifarlo lo so, hai goduto come porco e non vedi lora che io ti richiami vero ?" "Si, mi è piaciuto tanto, lho anche sognato stanotte, mi faceva le stesse cose" "Ti è proprio rimasta dentro questa pazzia che abbiamo fatto ! Ma non so se è giusto, forse mi sono lasciata andare troppo, tu sei un ragazzo, dovrei lasciarti arrivare a cio che ti piace senza forzarti, mi sono sentita un po troppo Padrona con te, avrei dovuto essere piu comprensiva, ma scusami è la mia natura, quando uno schiavo mi fà partire sono capace di tutto." "Anchio sono stato un po male quella notte, non ho dormito e quello che avevo provato mi faceva un po paura, ma adesso ho tanta voglia di rifarlo, di imparare, di tornare a casa sua e fare tutto quello che vuole" Mi sorrise e dopo un compiaciuto "va bene, fammici pensare un po, ora vai pero", si rimise a leggere. Il giorno dopo appena arrivata al bagno mi incrocio al bar: "Franco, ho una cosa per i tuoi genitori, vieni che te la do", la seguii, appena entrata in cabina lontano da occhi ed orecchie indiscrete "Allora Franco, ci ho pensato, sei sicuro di volerlo rifare", diventai rosso per la sorpresa, ci speravo ma non immaginavo un modo cosi diretto e con la scusa di darmi qualcosa, mi salto il cuore in gola e usci un "Si". "Di la verità, lo fai piu per stare vicino a me o perchè ti piace cosa faccio" "Non lo so, so che mi piace da impazzire, ci penso continuamente" "Sei proprio uno schiavo allora, io ti ho fatto provare qualcosa che avresti fatto comunque prima o poi.... va bene, allora stasera vieni da me alla solita ora o anche prima se puoi" "posso venire quando vuole, posso dire a casa che mangio fuori" "bravo, buona idea, allora vieni alle 8:00 che mangiamo qualcosa insieme". Ero strafelice, guardavo gli altri, le sdraio, gli ombrelloni ma non "vedevo" niente, pensavo solo che quella sera sarei andato ancora da quella che ormai era la mia Padrona. Nel tardo pomeriggio mi lancio una occhiata mettendo l indice sull orologio, mosse un po la testa sorridendo a labbra chiuse, capii subito che mi stava ricordando l ora e di essere puntuale. Alle 8:00 precise ero da lei, aveva una leggera gonna fiorita molto ampia ed il seno coperto dal top di un bikini nero che le avevo già visto al mare, era abbronzata e bellissima, scape nere lucide con solo una fascia di pelle che lasciava come al solito tutto il piede e le unghie scoperte, lo smalto cominciava a rovinarsi, mi sembro strano che non fossero curate come al solito. Rientrando a casa dal bagno aveva preso due porzioni di riso freddo, delle albicocche e del gelato che aveva messo nel freezer. "Allora schiavo, hai fame ?" "Si Padrona, le lasagne mi piacciono" "Meno male, comunque devi meritarti il cibo e di mangiare con la Padrona", mi ero seduto sull altro lato del tavolo ma mi disse sorridendo "Ah ! credi che quello sia il tuo posto ? Non ci siamo proprio" (facendo di no col dito) "ora ti metti nudo e vai sotto il tavolo come un bravo cagnolino". Mi misi a sedere su una coscia, le vedevo solo le gambe che teneva leggermente discoste, la gonna non mi faceva vedere gli slip "Ora io comincio a mangiare, se vuoi che ti passi qualcosa sotto il tavolo devi leccarmi i piedi come ti ho insegnato, tutti e due e non ti masturbare o ...lo sai ...". Avevo imparato la lezione e li leccai con tutta la voglia che avevo, senza toccarmi anche se ero durissimo, sentivo dei "mmmmhmmh...." di approvazione, e quando mi misi da solo tutta la punta del piede in bocca mi accorsi che mi stava guardando sorridendo "ma bravo il mio cagnolino, ti meriti la tua ciotolina con la pappa" e appoggio per terra tra le sue gambe un piattino di plastica con un po di lasagne. Un po per fame un po perchè il gioco mi piaceva aiutandomi con la mano le mangiai in due bocconi e mi leccai le dita, "Non era questo che dovevi fare, hai mai visto un cagnolino che mangia con la zampa ? Dovevi usare solo la bocca" feci una faccia da mortificato che la fece ridere "Ah, ah, dai va bene, mi dimentico sempre che con te devo andare per gradi, sei stato bravo lo stesso, adesso arriva il secondo !" Sposto il bacino avanzando sulla sedia, si tiro su la gonna ed allargo le gambe, era nuda sotto ed era già bagnatissima "adesso continua qui come ti ho insegnato, tutta la lingua dentro forza..!". Era un lago sotto, fradicia dalla clitoride al solco tra le natiche, come al solito bevevo tutto e mi ero bagnato le guance del suo muco "mmmmhmmh, come ti ho insegnato beeene, starei ore a farmi leccare cosi, si sente che ti piace molto"...."bravo ecco il resto della tua cena" mettendomi un altro piattino con altre lasagne "Ora pero devi farlo solo con la bocca". Provai e mangiai, era difficile, mi stavo sporcando la bocca e il mento, lei guardava i miei sforzi da sopra il tavolo, "Non so farlo, non mi riesce" le dissi, mi sentivo troppo umiliato, non ero sicuro che mi piacesse, "Va bene lo stesso, quello che conta è che ti applichi come si deve, vuol dire che ti aiuto io...". Mosse un piede verso il piatto, pensai che volesse spostarlo ma .... mise le dita e la pianta sopra le mie lasagne, le calpesto fino ad avere tutte le dita coperte di sugo come la punta della pianta "Adesso mangia dal mio piede, non devi lasciare niente". La cosa mi stravolse, sentivo il cuore battere fortissimo, il gusto delle lasagne era lo stesso, ma il gesto di mangiarle cosi mi faceva sentire schiavo come forse mai prima di allora, in quel momento sarei stato capace di qualsiasi cosa, la Padrona Carla mi sembrava una Dea, non capivo come faceva a sapere in anticipo qualsiasi cosa mi provocasse una emozione cosi forte. "Puliscimi bene, non voglio vedere una macchia di sugo sul mio piede, non vorrai che sporchi la scarpa", lo lavai accuratamente con la lingua, "bene ora un po di frutta e poi ci laviamo, siediti con me". Era severa ma anche comprensiva, facendomi sedere capii che pur giocando con perversione da vera Padrona non dimenticava mai che ero come lei un essere umano, non avevo mai la sensazione che mi disprezzasse, per lei era un gioco che gestiva con esperienza, sempre con lucidità, per il suo piacere ma anche per il mio, questo mi dava fiducia e mi spingeva a continuare a fidarmi di lei. "Ho il piede appiccicoso, e anche tu sei un po unto" disse ridendo, "vieni in bagno". Si spoglio completamente "come vanno trattati questi ?" (alzando i seni con le mani e mostrandomi i capezzoli duri) senza parlare li bacia e li succhiai un po, dopo qualche "mmmmhh" entro nella vasca e rimase in piedi "Mettiti a sedere davanti a me", "lavati il muso e le mani" (dirigendo il getto di acqua tiepida della doccia a mano verso di me), mi insaponai mentre lei faceva lo stesso con i suoi piedi, seduta sul bordo della vasca. Ero un po insaponato ed aspettavo che mi ridasse l acqua per sciacquarmi "vuoi che ti faccia la doccia schiavetto ? Sei proprio sicuro ?" (non capivo) "Allora sdraiati sul fondo della vasca", quando appoggio un piede sul bordo vasca e con le dita si allargo le labbra della fica capii.... La sua pipi caldissima mi bagno la pancia, il petto, riusciva in qualche modo a dirigerla ed a controllarla, interrompendosi per bagnarmi altre parti del corpo, mi piscio dappertutto, anche in faccia, chiusi la bocca e gli occhi, quando li riaprii aveva finito ed aveva una espressione bellissima, dalle labbra le colava un filo di muco forse diluito dall urina, ero fradicio della sua pioggia dorata, felice, mi disse di rannicchiarmi fino a che riusci a sedersi sul mio petto come aveva fatto la prima notte. "Adesso per ringraziarmi della doccia devi farmi un bel bidet con la lingua", la leccai con eccitazione, l odore mi inebriava, anche il gusto della pipi non era poi cosi disgustoso, forse era l incredibile eccitazione, mi piaceva tutto, stava cominciando a godere mentre le pulivo la fica a tutta lingua. "Bravo continua cosi se mi fai godere ti premio"..."mmmmmh" ...." pizzicami i capezzoli con le dita, forte, come facevo io con te....mmmmmhhmmh" stava veramente godendo piu leccavo e piu mi sembrava che fosse di nuovo bagnata, allungo la mano destra dietro la schiena e mi carezzo il sesso durissimo, in quel momento non la sentivo Padrona ma una donna che amava il sesso piu di ogni altra cosa, comincio a masturbarmi mentre non riusciva piu a stare ferma mentre la leccavo, mi graffiava con le unghie i genitali, mi tirava giu la pelle quasi a farmi male, la sentii contrarre le coscie mentre si fermava con la mano, quel lunghissimo "Goooodooommmhh" detto a mezza voce non lo dimentichero mai, era troppo per me, ricomincio a masturbarmi mentre a bocca aperta non capivo piu niente, i primi schizzi le arrivarono sulla schiena, il resto mi colo addosso. Rimanemmo sorridenti ed affannati a guardarci, forse per un minuto, muovendoci per trovare una posizione piu comoda, poi riprese la doccia e stavolta ci lavammo come generalmente ci si lava in una vasca.... Dopo una decina di minuti eravamo lavati e rivestiti, "Adesso fila, vieni qui" prendendomi il viso con la mano sinistra mi dette un bacio sulla guancia, ma subito dopo con l altra mano mi dette uno schiaffo, ne troppo forte nè troppo piano sull altra "Il bacio è per come ho goduto, lo schiaffo per ricordarti comunque come devi continuare a comportarti". Ero completamente esaltato, tornando a casa avro rischiato la vita 2 o 3 volte per come correvo da incoscente con il motorino, pensavo che le era piaciuto e che io non desideravo altro che tornare ad essere il suo schiavo. Il giorno dopo era un venerdi, passo senza niente di particolare, nel primo pomeriggio la Signora Carla mi chiese se mi andava di passare piu tempo a casa sua, tipo un intero pomeriggio e sera, se davvero volevo provare cosa significasse essere un vero schiavo mi avrebbe dovuto insegnare a subire con eccitazione anche cose che non avrei mai fatto o pensato, quello che avevamo fatto finora erano cose che non richiedevano una completa sottomissione, mi fece capire che tutto sommato finora aveva fatto cose che io "volevo" o avevo accettato senza grossi sforzi, niente a che vedere con il comportamento di una vera Padrona che obbliga lo schiavo a fare cio che vuole lei, senza curarsi troppo del piacere dello schiavo. Io ascoltavo affascinato le sue spiegazioni, sempre piu incuriosito, ormai mi fidavo completamente della mia Padrona, l idea di provare cose che solo la sua fantasia perversa poteva realizzare mi soggio-gava completamente, le dissi che potevo venire da lei quando voleva durante quel fine settimana, ai miei al bagno avrei inventato qualche scusa, tipo una scampagnata con altri amici con gli scooters. Nel pomeriggio si assento per un po di tempo, quando torno mi disse che sarei dovuto venire da lei il giorno dopo (sabato) verso le 15:00, ci andai puntuale come al solito. Apri la porta rimanendo dietro essa, era in bikini e scalza, in cucina cerano diversi piatti da lavare e sul letto una piccola valigia ed un borsone con la cerniera lampo, pensai che cominciasse a prepararsi per tornare al nord. "Oggi ho una bella sorpresa per te, ti piacerà molto ma devi fidarti e lasciarti legare al letto", mi disse con una certa emozione che raramente avevo sentito nella sua voce, "Perchè legato ..?" dissi timidamente, "Perchè voglio che tu ti senta come un vero schiavo, completamente nelle mani della Padrona, senza possibilità di masturbarti o di fare qualsiasi cosa che io non voglia, dovrai solo subire quello che mi verrà in mente, ....ma se non te la senti non se ne fà di niente, sarebbe un peccato pero" Mi disse con un tono che sapeva un po di sfida, io restai un po a pensarci "Legato come ?" "Mani e piedi sdraiato sulla schiena e nudo, sul letto". L idea mi impauriva ma mi eccitava tantissimo, il tuffo al cuore che provai quando pronuncio la frase mi fece capire che volevo provare quella esperienza. Mi spogliai e mi sdraiai sul letto matrimoniale in camera, la Padrona aveva 4 pezzi di corda lunghi un metro che fece passare intorno alla struttura della rete del materasso, me li annodo non troppo stretti ma in modo che neanche le mani potevano liberarsi anche tirando molto forte. Ero eccitatissimo ed il mio sesso duro era la prova che già stare cosi inerme di fronte a lei mi eccitava come un pazzo. La finestra aveva i vetri aperti ma la tapparella di plastica abbassata in modo che la luce filtrava dai fori, la stanza aveva abbastanza luce, si avvicino alla tapparella e busso un paio di volte sulla plastica. Non capivo, non ci fu risposta e lei alzo leggermente la tapparella abbassandosi per guardare sotto di essa, fece un cenno con la mano di richiamo e con spavento capii che cera qualcun altro nel giardino dietro casa. Ero stravolto, "chi è ?? chi ce ??" domandai spaventato, vergognandomi di come ero, nudo e legato come il cretino che mi sentivo in quel preciso momento, avrei voluto sparire, non essere mai entrato in quella casa, nei pochi secondi che la Padrona mise per andare ad aprire la porta persi completamente la mia eccitazione. La Padrona rientro a fianco di una ragazza, avrà avuto 22-23 anni, molto chiara di carnagione, capelli lunghi castano scuro, magra ma carina, con una maglietta ed un paio di shorts, due ciabattine di plastica nera del tipo "infradito". Ci guardammo con imbarazzo ed incredulità, lei divento rossa come sicuramente dovevo essere anchio, ancora non sapevo che era la ragazza che faceva le pulizie in casa della signora Carla a Padova, che lei aveva convinto a prendere il treno per venire a passare qualche giorno di vacanza al mare con lei. La signora non riusciva a trattenere un sorriso che era tutto un programma, "Allora ragazzi, vi presento io visto che siete muti, questa è Nevenka e questo è Franco (rivolgendo lo sguardo in alternanza verso entrambi)", Nevenka era figlia di immigrati slavi, da molti anni in Italia parlava abbastanza bene in italiano e faceva pulizie in varie case, da un paio di anni aveva conosciuto la Signora Carla, con lei al rapporto di lavoro si era aggiunto un gioco perverso quanto la fantasia della Padrona. "Hai visto che mantengo le mie promesse ?" (rivolta a Nevenka) "Hai un giovane ragazzo a cui puoi fare tutto quello che vuoi come desideravi, è il tuo schiavo, vediamo se riesci a comportarti come una vera padrona o se le tue erano solo fantasie". "E lui il ragazzo con cui gioca Padrona ?" "Si, puoi stare tranquilla, e già abbastanza addestrato e gli piace moltissimo essere schiavo di una donna", "Ma posso fare proprio tutto quello che voglio ?" "Certo, io pero voglio godermi lo spettacolo, dai lo so che non aspettavi altro, fammi vedere quanto sei stronza con il tuo schiavetto". Io non mi divertivo per niente: "No, no, non voglio, cosa volete fare ? Non mi piace, non mi eccita, mi vergogno, slegatemi..." e cose simili, ma la cosa stuzzico la ragazza che si spoglio e venne ad accarezzarmi nuda di fianco a me, mentre la Padrona Carla si sedeva su una sedia di fianco al letto. "Cosi tu adesso sei il mio schiavo" (graffiandomi con le unghie lentamente sul torace), "tu non vuoi che io diventi cattiva e ti faccia male vero ?" "Ho voglia di divertirmi con te, voglio farti impazzire e voglio farti fare e dire cose che non ti piacciono ma piacciono tanto a me, sei mio, finche non fai quello che voglio non ti slego capito ?", Nevenka aveva uno sguardo malizioso, la Signora Carla sorrideva e si leccava le labbra seguendo la sua allieva, sicuramente le aveva fatto provare quello che adesso mi aspettava, il cuore mi scoppiava per una serie di emozioni e sensazioni che non capivo completamente. Nevenka comincio a masturbarmi lentamente, tornai ad essere duro, ando in cucina scalza e torno con dell olio da cucina con cui si bagno le dita ed il pollice, comincio ad ungermi abbondantemente il glande scoperto, era una vera tortura che mi eccitava ma non mi avrebbe portato a godere, "Ti piace schiavo ? Voglio vederti smaniare, implorarmi di smettere", chiuse una mano attorno al mio sesso e comincio a ruotare il solo pollice sulla pelle unta della mia punta. Io mi contorcevo, era una vera sofferenza, i miei gemiti cominciavano a diventare quasi rabbiosi per la voglia di godere ed il non poter farlo, stavo male "ti prego smettila" riuscii a dirle, "no caro, il bello viene proprio adesso" e continuo, "dimmi che sei una schiava, una troia, se vuoi che smetta !" Lo dicevo ma lei continuava ad accanirsi eccitata chiedendomi di dire cose sempre piu luride. Dopo minuti interminabili si alzo in piedi sul letto e si appoggio con le mani al muro, stava a gambe larghe sopra di me e potevo vederla mentre si toccava la fica, avevo voglia di toccarla, leccarla, penetrarla, ma le corde non mi facevano alzare "ti piace la fica della Padrona schiavo ? Te la sogni, ora lecca" (mettendomi un piede sulla bocca). Era sporco ! Aveva camminato per casa scalza e sulla pelle cera tutta la polvere di una casa estiva non troppo pulita, mi faceva schifo ma cominciai a darle qualche leccata, "Non ti piace eh ? Se non lo lecchi bene non ti slego" mi toccava il sesso con il piede e poi lo riportava sulla mia bocca, si fece leccare a lungo fino a che i piedi erano puliti, io avevo uno strano gusto in bocca "non ti provare a sputare" fece la Signora Carla che era rimasta in silenzio fino ad allora. "Sei una troia" mi disse Nevenka, "Mettigli quelli che ti metto io" fece la Signora che ando a prendere qualcosa, torno con due mollette di plastica di quelle che si usano per stendere i panni. Nevenka mi pizzico i capezzoli e me le applico, facevano un male cane, ma mi eccitavano da impazzire, gemevo e mi contorcevo continuamente, le due donne avevano cominciato a masturbarsi e Carla carezzava Nevenka mentre questa aveva cominciato a giocare con le unghie sulle mie palle. Mi fece leccare il medio e comincio giocare sul mio ano "Sei una gran troia e ti piace vero ?" Mi faceva letteralmente impazzire, fino a farmelo ammettere. "E bello avere uno schiavo" disse Nevenka, avvicinandosi sopra di me, mi mise i seni sopra la testa e si divertiva ad allontanarli quando mi alzavo per avvicinare la bocca ai suoi capezzoli. "Brava Nevenka, fallo morire" disse Carla, la ragazza si alzo e si accovaccio sopra la mia testa, "Leccami il culo", era davvero esaltata dalla cosa, giocava con le mollette ed ogni movimento era una eccitante tortura, io cercavo di accontentarla ma non era facile, si alzo in piedi e mi sali addosso, meno male che era magra e non pesantissima, si divertiva a camminarmi sul petto, sulla pancia, sulle cosce. Non tutto era piacevole, ma in quella posizione non potevo oppormi e la cosa la eccitava continuamente, era completamente bagnata fino all inizio delle cosce. "Adesso apri la bocca schiavo" io non capivo perchè si accovacciava con la fica vicino alla mia testa, "No Nevenka, non sul letto, mi sporchi tutto e con lui non lho ancora fatto", capi che la Signora Carla l aveva fermata dal pisciarmi in bocca. "Sei davvero una grande porca" disse ancora Carla alla ragazza, "Mi hai fatto eccitare e venir voglia di scoparti come piace a noi, facciamo vedere a Franco che cagnetta sei", "No Padrona, davanti a lui no, mi vergogno" "Andiamo, ma se godi come una troietta ogni volta" disse Carla mentre apriva il borsone con la lampo che era per terra. Tiro fuori un fallo in lattice, non avevo mai visto niente di simile neanche in qualche rivista porno, era color carne, un cazzo di dimensioni enormi, aveva una base triangolare da appoggiare all inguine e due cinghie che si riunivano sotto, "No, non davanti a lui, anzi facciamolo a lui" disse Nevenka che era diventata improvvisamente incerta davanti alla sicurezza della Padrona Carla che stava riprendendo il suo ruolo anche con lei. "Ah, Ah, vuoi ammazzarlo ? Povero Franco, non potrebbe mai prenderlo, non ha mica la fica come te, ed il culetto non è ancora allargato, gli farebbe solo male, ti ricordi quanto ce voluto con te ?". "No, con lui no, ci sto se inculi anche lui" protestava Nevenka. "Che ne dici Franco?" "NO !!, voi siete pazze, io quel coso non lo voglio !" "No !!?? ...uno schiavo non puo opporsi a quello che vuole la padrona, credo proprio che devo ricordarti chi sei...(prese un fallo piu piccolo e lo unse un po con lo stesso olio del primo gioco di Nevenka)", la ragazza ricominciava a prenderci gusto mentre io ero stravolto ed impaurito per quello che immaginavo. La padrona mi allargo le natiche con una mano ed appoggio la punta del fallo sul mio buchino vergine, io frignavo ma il cazzo mi era tornato durissimo, era la prova che mi eccitava e Carla comincio a forzarmi mentre Nevenka si masturbava. Lo sentii entrare poco a poco, non era molto grande e l olio lo faceva scivolare senza farmi male, l umiliazione era grande e le due donne erano sempre eccitate "Rompigli il culo a questa troia" diceva Nevenka che guardava da vicino e si voltava a succhiare i capezzoli durissimi della Padrona, le piacevano moltissimo, forse era abituata a farlo perchè erano talmente rossi e gonfi che sembravano la punta di un dito, li mordicchiava e succhiava eccitatissima, sicuramente Carla l aveva costretta a farlo molte volte e per questo i suoi capezzoli erano diventati sensibilissimi e molto allungati. "Sei sempre la mia troia Nevenka, voglio vederti come gli lecchi il cazzo mentre lo inculo" io ero fuori di me, quelle porche erano scatenate, ma cio che mi facevano non mi faceva venire, era una tortura continua, fisica e psicologica. Quando il fallo fu dentro di me Nevenka comincio a masturbarsi sempre piu oscenamente, "Godi già cagnetta ?" fece la Padrona mentre si spostava per mettersi dietro alla ragazza accovacciata, era in piedi sullo scendiletto mentre Nevenka mi leccava le palle, l asta, mi faceva morire ma la stimolazione non era "violenta" ne sul glande scoperto e non venivo anzi.... Carla teneva il suo enorme cazzo con una mano alla base, il pollice ed il medio si sfioravano senza toccarsi da quanto era grosso, la mano lo copriva per meno della metà in lunghezza, comincio a strusciarlo sulla fichetta bagnata di Nevenka che si scioglieva completamente, "Si mi piace, mi piace tanto, come grosso, è bellissimo questo cazzo Padrona" Nevenka era partita, "Ah, ora non ti vergogni piu, vuoi che ti sfondi come la troietta che sei, dillo, dillo anche a Franco che ti piace farti scopare da me su..." "Si, siiii, mi piaceee..." Carla cominciava a spingere, Nevenka era talmente bagnata che il cazzo entrava, lo capivo dalle espressioni della ragazza, ormai era ad occhi chiusi e mugolava come una cagnetta, Carla comincio a muoversi ed il bacino di Nevenka seguiva la penetrazione, io guardavo stravolto, il mio cazzo durissimo. Carla stava partendo "Puttana, non sei altro che una puttana, ti ci vuole il cazzo grosso per te, dillo che faresti tutto per il mio cazzo" "Si mi piace, sfondami, lo voglio sempre, sono la tua troia" "Allora ingoia il suo cazzo mentre ti scopo" fece Carla, Nevenka mi prese finalmente in bocca e Carla comincio a darle dei colpi sempre piu lunghi e violenti. "Goooodo, sono una troiaaaa" parti Nevenka per prima, io non ressi e schizzai, Carla era ancora lucida ma vedendoci godere comincio a fottere Nevenka proprio con il ritmo di un uomo, la eccitava vera-mente incularla cosi, dopo qualche secondo anche Carla "Godo anchio, siii, mmmhmmh" (era davvero riuscita a godere soltanto penetrando con il fallo finto !!!). Soltanto quando il respiro si era normalizzato a tutti e tre mi slegarono, sapevano che era piaciuto anche a me e che potevano stare tranquille, nessuno avrebbe saputo il nostro segreto. "Che roba..!! non ho mai goduto cosi " dissi io, Nevenka sorrideva, Carla "hai visto come la faccio godere ? Nevenka vero che ti faccio godere piu io dei ragazzini che conosci ?" "Si Padrona" "Ti ho talmente abituato al mio "cazzo" che quello vero di un uomo ti dovrebbe fare il solletico...!" disse ridendo Carla. Continuammo per un po a commentare il pomeriggio, "Nevenka pero mi ha dato qualche idea, mi sà che dovrei lavorarti un po anche il culetto, come ogni schiavo che si rispetti non puoi essere cosi stretto" rideva Carla, con Nevenka ormai si lasciava andare ad un linguaggio molto spinto che era nuovo per me, si vedeva che erano molto affiatate nel loro "gioco" sessuale, scappai con un "Devo andare a casa". Franco. |
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