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"Faccia al muro! Appoggia le mani in alto contro la parete, e muovi il tuo culo da puttana in modo da convincermi a prestargli qualche attenzione, prima o poi
"
Con queste parole Claudio invitò Patty ad entrare appieno nel proprio ruolo sub. Era parecchio tempo che non sincontravano: città lontane, impegni di lavoro pressanti, le solite storie di ordinaria quotidianità, insomma. Ma quellopportunità improvvisa che si era presentata, aveva permesso loro di ritrovarsi, e dopo una rapida ma calorosa fase di convenevoli si erano immediatamente tuffati nel loro "gioco" preferito! Claudio si sedette in poltrona, ad osservare. Patty che, in guepière e tanga neri, ondeggiava sensuosamente i propri fianchi, muoveva avanti e indietro il bacino, applicandosi come una brava scolaretta alla ricerca dellapprovazione del maestro. A dispetto dei suoi 47 anni, il suo fisico era in ottime condizioni. I fianchi asciutti, le spalle morbide assicuravano una vista dinsieme assolutamente gradevole. Le cosce atletiche sorreggevano un culo sodo, che ora dondolava gradevolmente, come un segnale di richiamo Claudio lasciò passare una decina di minuti, prima di lasciarsi avvincere dal segnale sensuale. E quando si avvicinò aveva in mano una sottile bacchetta di legno. "Vedo che il tuo culo soffre intensamente la mancanza di attenzione " bisbigliò allorecchio di Patty. E così dicendo calò con decisione la bacchetta sulle natiche nude della donna. "Mmmm " un gemito fece da contraltare al sibilo del legno. Patty si contorse mugolando, mentre una bella linea rossa, perfettamente orizzontale, si disegnava sulla sua pelle. "Scaldiamoci con gradualità " le mormorò Claudio "E trascorso parecchio tempo dalla volta passata, non vorrei tu fossi a corto di allenamento! Cominciamo con dieci." Senza frenesia, ma con calma e metodica cadenza, Claudio calò altre nove volte la bacchetta sulle natiche nude di Patty, disegnando una serie di righe rosse, di colore sempre più vivo, che si fusero presto in ununica chiazza purpurea. E ad ogni colpo successivo le mani di Patty, appoggiate in alto sulla parete, si muovevano freneticamente come alla ricerca di un appiglio, per poi contrarsi in pugno che si stringeva con forza. Al decimo colpo il respiro di Patty si era fatto decisamente affannoso, e minuscole goccioline di sudore le imperlavano la schiena. Claudio si avvicinò e con il dito indice le sondò in modo indiscreto la vagina. "Perbacco Senti qui! disse il giovane scivoloso e caldo come se avessi davvero apprezzato!" E così dicendo avvicinò il dito intriso degli umori vaginali alle labbra di Patty, che si affrettò ad accoglierlo in bocca e succhiarlo avidamente "Mia cara, mi pare tu sia piuttosto in carenza di dolore " le mormorò. E cosi dicendo raggiunse la donna alle spalle, le pose la mano destra sulla bocca spingendo la testa di lei sulla propria spalla destra, mentre con la mano sinistra le afferrò il capezzolo e lo tirò con violenza verso lalto. Patty sinarco, per un momento tentò di divincolarsi dalla stretta, poi cedette allenergico abbraccio, e si alzò in punta di piedi, cercando di assecondare il più possibile la dolorosa trazione, emettendo un mugolio appena attenuato dalla mano di lui. "Non ho ancora finito con il tuo culo, puttanella " la ammonì Claudio "perciò torna in posizione!" La donna rimise la mani sopra la parete e spinse diligentemente le natiche in evidenza. Claudio tornò impugnando il frustino da cavallo. "Non dimentichiamo linterno delle cosce" mormorò. E cominciò a colpirle con un movimento secco e quasi frenato, alternando con regolarità una frustata a destra e una a sinistra. "Conta pure ad alta voce, mia cara " esortò Claudio con decisione. "diciotto diciannove venti . ahaaaaa" e Patty si contorse, tremando per lo sforzo di restare in posizione corretta, il più possibile immobile, come si conviene a una buona schiava, mentre i colpi la ferivano sulla pelle morbida e delicata. "Ora apri meglio le gambe, che devo intervenire anche li ." comandò Claudio. "Oh no, ti prego!" sussurrò la donna con voce spezzata, ma obbedì immediatamente al comando ricevuto. Claudio strofinò dolcemente la punta del frustino contro le grandi labbra della figa di Patty, che occhieggiavano turgide e orgogliose fra le cosce aperte. Le allargò appena, portando allo scoperto la carne rosa della vagina, lucente a causa della lasciva umidità frutto degli stimoli erotici precedenti. Poi, con un sibilo improvviso, lo stiletto di crine colpì, proprio li. "Aaaaaaahhhhhhh" un urlo risuonò nella camera. Con gli occhi chiusi e le labbra serrate, Patty combatteva contro il pianto. Claudio le si avvicinò: "Ti è piaciuto, mia cara?" le chiese sottovoce. " si " fu lunica, lamentosa sillaba che uscì dalle labbra di Patty "Allora lo ripetiamo, vuoi?" insinuò maliziosamente Claudio " si " fu la risposta tremante ma vogliosa della donna. "Ringraziami, allora" La mano del Master si poggiò sulle labbra di lei, che si schiudettero subitaneamente in un affettuoso e sottomesso segno di ringraziamento. Annunciato appena da un breve sibilo, un altro colpo si abbatté sul sesso di Patty. "Aaaaaaahhhhhhh" un nuovo urlo riempì il silenzio. Ma subito le labbra di Patty ricercarono il contatto con la mano del Master, suggendone le dita e lambendone voluttosamente il palmo con lievi colpi di lingua. "Te ne darò ancora una, adesso" la voce di Claudio tradiva lemozione intensa del momento, esprimendo la coscienza piena del dono che stava cogliendo. "Girati, e apri bene la tua figa con le tue mani" ordinò. "Oh no non posso non ci riesco " replico sommessamente la donna. "Subito !" fu lunica parola di Claudio. Patty gemette, poi emise un lungo sospiro, ruotò lentamente su se stessa e si presentò agli occhi del Master, gambe aperte, piedi ben divaricati, e con le due mani che afferravano le labbra della propria vagina al fine di mettere il più in mostra possibile le proprie intimità sofferenti. "Guardami bene negli occhi" comandò Claudio. Lattesa si indovinava negli occhi nocciola della donna, appena dissimulata dal velo acquoso che li rendeva languidi. Il frustino colpì, un movimento breve, secco, non troppo forte, ma efficace al punto da strappare un lampo di voglioso abbandono nello sguardo della donna, prima che le lacrime potessero scorrere libere lungo le sua guance, per gocciolare provocantemente sul seno ancora piacente. Il corpo della donna era scosso da un tremolio lungo e incontrollabile. Claudio appoggiò il palmo della propria mano sulle carni rosa che aveva appena punito, e il fremito si sciolse in un lungo sospiro. Poi Patty cercò con le labbra le labbra del Master, e si abbandonò a un bacio liberatorio. "Padrone, consentimi di darti piacere, ti prego " implorò sommessamente. "Certo, fra un momento però!" replicò Claudio. Poi si voltò, prese dal letto un sacchetto di mollette da bucato colorate, e cominciò a posarle variamente sul seno, sui fianchi, sul ventre e fra le gambe della donna, con lavvertenza che non pizzicassero dei lembi di pelle troppo spessa, per poter dispensare così il massimo del dolore. Nel giro di un paio di minuti la donna era ricoperta da una trentina di bocche dentate di plastica colorata. "Ecco, ora ti concedo di darmi piacere" riprese il Master. Così dicendo Claudio si sedette sul letto, e invitò la donna ad inginocchiarsi dinanzi a lui, per poi appoggiare petto e ventre sulle proprie gambe e avvolgere con le sue labbra il proprio membro, pigramente abbandonato fra le cosce. "Strofinati bene su di me, mentre lo succhi" riprese il Master. E Patty, diligentemente, cominciò a far scorrere le proprie labbra sul membro di lui, mentre faceva oscillare il proprio culo a destra e sinistra, strisciando dolorosamente le mollette che le stringevano seni e ventre sulle cosce del Master. Un paio di mollette saltarono via, strappate dalle carni della donna, e in entrambi i casi Patty ebbe un sussulto, che ebbe lunico effetto di far scomparire più profondamente il membro del Master nella sua gola. "Così va bene disse Claudio anzi, adesso miglioriamo " E così dicendo raccolse una delle mollette staccatesi dal corpo della donna, allungò la propria mano sotto il ventre di lei, e piazzò con malignità la molletta a mordere la zona clitoridea, che spuntava in bella evidenza sotto il piccolo ciuffo di peli castani. "umfffffffff " fu lunica risposta della donna, che si lanciò sul membro eretto delluomo come se dovesse inghiottirlo golosamente. Claudio le prese la nuca fra le mani, e la inchiodò in quella posizione. "Ti libererò solo dopo che avrai succhiato fino allultima goccia" Ma non fu necessario attendere troppo. Il membro delluomo toccava evidentemente lugola della donna, che era scossa da contrazioni simili a conati di vomito, con leffetto di stuzzicare deliziosamente la punta del glande. Che dopo pochi secondi eruttò volentieri il proprio cremoso regalo. Annunciando a Patty una doppia ricompensa: la gioia di esser stata ancora una volta strumento di piacere per Claudio, e la fine delle sofferenze fisiche. Almeno per qualche minuto.
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