Avventura francese
di Ego_ista

<Home Circa 5 anni fa mi trasferii in Francia per uno di quei programmi di scambio. All'epoca ero fidanzatissimo con una mia ex compagna di scuola, una di quelle storie che cominciano per caso e proseguono per anni senza neanche sapere il perché, tra noia, qualche corna e un grande affetto.
Tralasciando le litigate paurose con la ragazza prima della partenza, è significativo sapere che in Francia hanno l'usanza di accogliere gli studenti stranieri affiancando loro uno studente del luogo per permettere così un'integrazione più veloci nella città e nell'Università.
Appena arrivato quindi mi fu comunicato che il Patrick sarebbe stato lo studente che mi avrebbe seguito nei miei primi problemi: ricordo di essermi scocciato molto all'inizio perché agli altri ragazzi italiani fu affiancata ad ognuno una ragazza e a me toccava un maschio. La solita sfortuna, pensai.

Il primo incontro fu abbastanza freddo, io parlavo molto bene il francese, conoscevo già la città e quindi mi sembrava inutile che qualcuno mi seguisse passo per passo come invece faceva Patrick. Il ragazzo non aveva poi molto di speciale: piccolino, biondo, studente modello con una carriera sicuramente assicurata in qualche banca di Parigi ma di una banalità e noia mortale. Quando decise di invitarmi a casa sua a cena tentennai molto: avevo già individuato una bella spagnola dal seno immenso e non volevo che qualche altro sciacallo le mettesse le mani addosso prima di me!
Comunque, per correttezza, decisi di affrontare quel supplizio deciso a sbrigarmi in fretta per raggiungere poi una festa in un pub in centro dove la spagnola mi aveva supplicato di andare e dove già pensavo di affondarle le mani dappertutto.

Arrivai quindi da Patrick con una mezz'ora d'anticipo facendo finta di aver capito male l'orario e lo trovai ancora indaffarato nelle pulizie del suo monolocale dove viveva da solo a pochi passi dall'Università; quando capii che la cena era lungi dall'esser pronta dovetti contare fino a 10 o a 100 per tranquillizzarmi e decisi, senza chiedergli nulla, di aprirmi una bottiglia di buon vino francese, aspettando che fosse tutto a posto. Il ragazzo si dimostrava decisamente a disagio, capiva che ogni secondo di più mi stavo spazientendo e cercava in tutti i modi di sbrigarsi, riuscendo anche a farmi ridere per il suo modo goffo di stare ai fornelli: si vedeva benissimo che cucinare non era il suo mestiere e continuava a scusarsi per essersi fatto trovare ancora in tuta e non vestito elegantemente come usava di solito.

Quando poi si rovesciò il pentolino del sugo bollente su una mano raggiunsi l'apice del divertimento e cominciai a sfotterlo sulla sua poca abilità e sulla dabbenaggine dei francesi in genere. Finalmente cominciammo la cena: Patrick si sforzava di essere gentile e anch'io cominciai una conversazione decente parlando dei miei progetti e della mia vita italiana; dopo aver parlato della mia povera ragazza che, piangente, aspettava una mia telefonata ogni sera, gli chiesi se avesse avuto una compagna. Dopo un interminabile silenzio mi confessò di essere gay! Apriti cielo!!
Diventai furioso, mi alzai in piedi, cominciai ad imprecare in italiano e ad insultarlo sempre più pesantemente. Sentivo di essere stato preso in tranello, di aver perso del tempo prezioso di quella mia esperienza e decisi di alzarmi ed andarmene.

La svolta avvenne prorpio in quel momento: Patrick mi si gettò ai piedi implorante chiedendomi di restare con lui, che non voleva offendermi, che se fossi rimasto avrebbe fatto qualunque cosa e tenendomi per una gamba cominciò a baciarmi una scarpa. A quel punto io rimasi sotto choc. Non mi era mai successa una cosa del genere e il primo istinto fu quello di colpirlo fortissimo alla testa con l'altro piede, causandogli sicuramente un gran dolore, il ragazzo però non fece una piega, alzò la testa e piangendo mi ringraziò.. io rimasi ancora più pietrificato da quella reazione dimenticandomi quasi della fortissima erezione che mi prese.
Non avevo mai pensato ad un uomo come oggetto sessuale e ancor oggi mi ritengo un amante della belle donne ma quel giorno dimenticai tutto per Patrick.

Ovviamente non me ne andai, dimenticando la spagnola (che poi comunque mi feci in seguito!!) e la festa al pub per scoprire fino a che punto sarebbe arrivato Patrick.. attese in ginocchio per lunghissimi secondi e appena osò alzare la testa gli sputai direttamente in mezzo agli occhi. Mi divertivo un casino e l'eccitazione aumentava sempre di più ma decisi di rimettermi a mangiare come se niente fossi ordinando al francese di fare la stessa cosa poi ebbi un'idea geniale si cui vado fiero ancor oggi: pisciai nella sua insalata e gli comandai di mangiare tutto, avrei voluto vedere il piatto pulito, magari facendo anche la scarpetta e intanto gli ordinai di spogliarsi completamente e di infilarsi 2 dita nel culo (cosa che in verità non fece fatica a fare...) Decisamente non è che la vista di quel corpo rachitico e mingherlino mi facesse un gran effetto ma avere in potere una persona era più importante di tutto. Patrick mangiò tutto e per
ringraziarmi decise di spegnersi una sigaretta su un polpaccio. Io rimasi allibito, avevo letto molto sul SM ma non pensavo che mi ci sarei trovato dentro in questa maniera. Avevo a disposizione un oggetto vivente e decisi di divertirmi: penetrarlo fu uno spasso, lo feci con una violenza tale che anche un tipo allenato come lui fece fatica a resistere e poi mi divertii a fargli più male possibile: schiaffi in quantità industriale, puntine sulle natiche e sui capezzoli, torture ovunque. Mi sentivo matto ma quel ragazzo resisteva a tutto. Dopo aver eiaculato però svanii l'eccitazione e me ne andai schifato da lui e da me stesso. Lui non smise mai di cercarmi ma io non ebbi mai il coraggio di rifare tutto quello che feci quella sera.
Ripresi la mia vita normale cercando di scoparmi qualche straniera per raccontare tutto agli amici al mio ritorno 9 mesi dopo e feci come se niente fosse successo. Però ho vissuto un'ora da re, tutti i sensi!!!