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Dovevo tenere fede al mio impegno, dovevo trovare una terza persona che potesse giocare con noi. Non era facile come pensarlo o desiderarlo. Scartai subito una donna, sarebbe stato fantastico avere un'altra donna ma era impossibile da trovare, le donne singole "non esistono", se hai già un'amica o conosci una persona è un'ipotesi percorribile, ma trovarla "tout court" nel giro di una o due settimane, impossibile, ed avevo scartato Barbara per evitare gelosie che poi mi sarebbero inevitabilmente ritorte contro. Allora mi concentrai sui maschi, gli annunci sul web erano pieni di proposte maschili per un trio. Lessi decine d'annunci e ne scelsi tre, avevo in mente un ragazzo dai 30 ai 35 anni, con un annuncio discreto non troppo aggressivo e necessariamente bsx. Non lo volevo schiavo e neppure master, in entrambi i casi avrebbe preso la scena lui, doveva essere una presenza discreta e non invadente. Risposi ad alcuni annunci pregandoli, se interessati, di darmi il loro cellulare, i dettagli li avremmo chiariti a voce, invitandoli a spedirmi un loro foto, normale, anche con il viso nascosto. Due aderirono subito, il terzo non voleva inviare foto, ma ebbi il suo cellulare. Dalle foto ricevute, li scartai entrambi, uno era molto peloso con barba, età sui 40 anni, non mi attraeva affatto, l'altro era magro e filiforme, classico ragazzo allampanato, non provavo nessuna simpatia istintiva per entrambi, telefonai al terzo, mi rispose una voce cordiale e simpatica che mi colpì subito, mi disse che era sposato e che sarebbe stato libero in qualsiasi ora del giorno. Decisi per lui. Decidemmo i dettagli dell'incontro, lo informai del motel, stabilimmo il giorno e l'ora, lui doveva prendere una camera ed aspettare la mia chiamata, informandolo poi sul numero della nostra camera. Lei non era al corrente di quanto avevo organizzato, era vero che in un precedente incontro le avevo promesso un'incontro a tre, ma poi avevamo avuto altri incontri sempre tra noi due. Dalla promessa erano passate tre settimane e ne io ne lei non ne avevamo più fatto cenno. Decidemmo il nuovo incontro e le dissi che avrebbe dovuto essere oltremodo "schiava". Quel giorno lei si presentò con una biancheria intima molto osè di colore rosa antico, nel reggiseno le coppe erano tagliate in orizzontale per far uscire i capezzoli e le mutandine avevano un'apertura sul sesso. Era splendida, lo sguardo pungente di chi si aspetta faville da te. Arrivati in camera, nel motel, la spogliai, lasciandole la biancheria intima, poi la legai al letto, ogni articolazione legata alla corrispondente gamba del letto, le misi la benda sugli occhi, poi iniziammo a giocare. Era mia intenzione eccitarla, iniziai a metterle delle mollette da bucato sui capezzoli, stiracchiandole, poi le aprii il sesso e infilai dentro un vibratore. La insultavo con parole volgari e pesanti, incitandola ad essere puttana, lei rispondeva a tono con altre parole volgari su se stessa. Mi sedetti sul suo stomaco, leggermente sollevato per non essere "di peso" in senso letterale, e mi feci fare un pompino, lei succhiava e sbavava, volevo vedere uscire dalla sua bocca la saliva. Non volevo però venire, il gioco doveva continuare. Lei era eccitatissima e mi invitava a possederla. Era giunto il momento per il terzo. Le dissi di non muoversi, di stare ferma in quel modo, legata e bendata. Andai in bagno e telefonai a Michele, quello era il suo nome, gli dissi di venire nella nostra camera. Tornai da lei, le accarezzai i sesso, le introdussi il fallo nel sedere e nel contempo la informai che avevo preparato una sorpresa per lei. Lei iniziò a domandarmi quale ed era molto incuriosita da questa novità non prevista. Lui bussò alla porta, lei capì, lo feci entrare indicandogli con il dito indice di non parlare. Mi rivolsi a lei dicendole che era venuta a trovarci una persona, che lei doveva scoprire se era maschio o femmina. Indicai a gesti a lui, che era fermo incantato a guardare lei legata al letto, con le mollette ai seni ed un fallo nel sedere, con reggiseno e mutandine, di fare in modo di non far subito capire che fosse. Lui fece una cosa che mi sorprese, invece di andare verso il letto, come mi sarei aspettato, si chinò e mi prese in bocca il mio sesso. Io reagii istintivamente, dicendogli "cosa fai?", lei non capiva poi disse "voglio vedere anch'io". Lo staccai dal mio cazzo e lo indirizzai verso di lei. Era una ragazzo sui 30 anni, pulito, sbarbato, ordinato, si spogliò e iniziò a leccarle la figa, lei non poteva toccarlo ne vederlo, era con i sensi al massimo per scoprirne il sesso. La leccò a lungo, le aveva allargato bene le gambe, in modo che le coscie non toccassero il suo viso, lei impazziva, poi venne. Il viso di Michele era tutto bagnato dagli umori di lei, si ritrasse ed io allora la slegai, le tolsi la benda e lei realizzo chi fosse il terzo convenuto. Cambiò lo sguardo, assumendo un atteggiamento tra il furbo e il cattivello e mi disse di sdraiarmi sul letto, cosa che feci, poi invitò lui a farsi vicino e gli disse che voleva che lei e Michele mi facessero un pompino in due. Cosa che lui accettò di buon grado, avevo la sensazione della bocca di lei che si intervallava con quella di lui, poi venni, venni in bocca a lui, non potevo più resistere ad una situazione come quella, lui non si ritirò, ma poi prese dalla sua bocca un pochino del mio sperma con il dito e lo infilò nella bocca di lei. A quel punto i due si baciarono, lungamente ed io incantato li guardavo, impotente di qualsiasi erezione. Lui la prese alla pecorina, in modo che quando i loro corpi si toccavano producevano un tonfo, era molto animalesco e mi piaceva guardarli. Lei venne ancora e lui subito dopo. Parlammo, lui ci confidò che questa situazione le ricercava da tanto tempo, poi si rivestì e se ne andò. Lei era grata per quello che avevo organizzato e mi chiese se avevo provato gelosia per lui, gli dissi che un pochino sì e che non l'avremmo più rivisto. Ma promisi che avremmo avuto una situazione a quattro. Continua |
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