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| <Home | La mia prima esperienza sm con una donna risale a qualche anni fa ed è nata per caso con una mia compagna di corso all'università. Una sera sono stato invitato a cena da lei e abbiamo iniziato a parlare di scambio dei ruoli e se avrei voluto nascere donna. Lei mi propose di giocare un po' e mi condusse nella sua stanza, lì estrasse degli abiti dal suo armadio e mi disse di spogliarmi. Ovviamente ero molto eccitato. Giochiamo allo scambio dei ruoli disse! Il suo armadio era molto strano, conteneva una quantità di abiti mai vista e possedeva scarpe di tutti i tipi. Mi fece indossare della lingerie nera delle calze nere, dei tacchi molto alti e un abitino da cameriera. Poi estrasse una parrucca bionda da un cassetto me la fece indossare e mi truccò. Sembravo una cameriera di lusso a mezza strada con una prostituta. Iniziò a stuzzicarmi, ero molto eccitato a questo punto mi legò le mani dietro la schieda e iniziò a penetrarmi con un vibratore, capì dopo che erano dei quelli che si possono legare infatti ad un certo punto me lo infilò tutto e me lo legò alla vita. Poi mi legò al letto e mi lasciò in quella posizione per circa un'ora. Quando ritornò mi legò un collare al collo e un guinzaglio e iniziò ad insultarmi dicendomi che non ero altro che una troietta a cui piaceva leccarlo e prenderlo nel culo che avrei dovuto ubbidirle e fare tutto quello che diceva. La seconda volta che ci incontrammo era di sabato mattina e lei mi telefonò ordinandomi di acquistare un paio di collant ed indossarli sotto i pantaloni e poi passare da lei. Anche quella volta volle travestirmi. La cosa differente è che per la prima volta ho potuto assapoare la sua deliziosa urina. Infatti chiedendomi se avevo sete mi versò due dita di brandy e dicendomi che non era il massimo berlo liscio, ci pisciò dentro e mi costrinse a berlo. Da quel giorno ero diventato anche il suo wc personale. La terza volta è stata ancora diversa infatti mi diede un vestito nuovo, una parrucca nera e mi fece indossare un paio di scarpe sulle quali non riuscivo a rimanenre in piedi, mi fece sdraiare a pancia in giù su di un tavolo e mi legò braccia e gambe ai piedi del tavolo. Iniziò a sodomizzarmi con un vibratore legato in vita, poi mi bendò e continuando ad insultarmi dicendomi che ero una troia da quattro soldi e che non valevo niente si sedette sul tavolo e mi infilò la testa tra le sue gambe. Ad un certo punto sentii due mani sui fianchi e un uccello molto grosso che cercava di entrarmi dentro. Aveva invitato un amico e questi iniziò a scoparmi e a muoversi con tale violenza che avevo le lascrime dal dolore. Alla fine me lo infilò in bocca e me la riempì con il suo sperma caldo e amaro, dovetti ingoiare tutto. A quel punto lei mi sbendò mi fissò negli occhi e mi disse: ora puoi dire di essere una vera troia. malizia@freemail.it |
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