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Non mi ritengo niente di speciale, molte esperienze brutte e belle alle spalle, e la consapevolezza che anche quelle brutte sono esperienze che servono sempre, anche per chi ama dominare come me, da piu di quindici anni da quando ho scoperto quanto questo faccia parte della mia natura.
Non so bene perchè scrivo questo, penso che potrei usare lo stesso tempo per tornare da Marcella e godermela, ma si scrive sempre per far leggere a qualcuno, ed un giorno questo qualcuno si riconoscerà e capirà cio che mi ha dato, magari quando io l avro lasciata perdere, come ho già fatto molte altre volte. Mentre guido verso casa sua penso che ci conosciamo da qualche anno, da quando al mare mi osservava da dietro occhialoni scuri, parlava con un amica, doveva essere verso i 45 anni, ma da lontano si capiva che se su quella spiaggia cera una donna affamata di sesso quella era lei, che se ne stava a prendere il sole a seno nudo e gambe un po troppo larghe per non essere notata, se alzava la testa ogni tanto poteva vedere quasi sempre 2-3 uomini che si godevano lo "spettacolo" da pochi metri, il suo perizoma spariva nel solco ed invece di coprire il suo pelo lo lasciava generosamente in vista, lo sapeva bene ed invece di seccarsi per i tanti guardoni cominciava a provocarli, senza chiudere le gambe ma anzi alzando le ginocchia, rendendosi ancora piu sfacciata e fregandosene dei commenti che immaginava. Molti tentarono anche l approccio, ma dopo pochi minuti capivano che non era aria, tutti li vedevo prima o poi andarsene, spesso senza neanche salutare tanto doveva essere stata diretta. Mi piaceva guardarla, con un cappellone di paglia e la voglia di fare ancora la ragazza, un po in sovrappeso, ma ancora molto piacente, era "tanta", ed anche la sua voglia si intuiva tale. Mentre parlava, sdraiata a pancia in giu a pochi metri da me, allungai una mano sul mio cazzo, per sistemarmi il costume ma rimanendo cosi qualche istante di troppo per non sembrare voluto, vidi un impercettibile voltare la testa verso di me e subito i piedi cominciare a muoversi, da allora sempre piu spesso si voltava verso di me mentre parlava e sempre vedeva "qualcosa" che le faceva capire che avevo voglia di sbatterla come una troia. Dopo qualche minuto vidi che aveva anche cominciato a contrarre le natiche, si passava la lingua sulle labbra, lamica era sdraiata e Marcella poteva guardarmi di nascosto, poggio la testa sull asciugamano, si sistemo il cappello lasciando lo spazio per vedermi da dietro gli occhiali ed alzo i piedi, le ginocchia larghe come al solito nella sabbia, comincio a muoverli, ed ormai se io mi accarezzavo la vedevo chiaramente contrarre il culo e strusciare il bacino sull asciugamano, era chiaro che la eccitavo quanto lei eccitava me, non ce lo stavamo nascondendo e questo ci fece passare un paio d ore, in cui si accorse che non volevo metterla in imbarazzo, ed avevo il buon gusto di non far capire ad altri il mio "interesse" verso di lei, come mi disse successivamente. La raggiunsi in acqua e lontano dalla spiaggia cominciammo a parlare, prima delle solite sciocchezze da spiaggia, poi mi feci sempre piu sfacciato visto che la cosa la stuzzicava visibilmente, viveva da sola nella mia stessa città. Da li a qualche giorno andai a casa sua, ed iniziarono degli incontri in cui progressivamente era uscita la sua voglia di essere dominata e la mia di trattarla come l ultima delle cagne. Marcella si è laureata a Bologna, dove già da ragazza si era scopata la metà degli studenti maschi ed anche qualche amica, ora si è trasferita, lavora nel settore medico, ha avuto parecchi uomini e storie da mille ed una notte, pazzie per amore fatte e ricevute, ma tutte finite perchè gli uomini non sopportavano a lungo il suo essere indipendente e selvatica come una gatta, umorale ed instabile, a letto troppo calda per non mettere in difficoltà chi crede nella fedeltà. Non mi ha mai chiesto il numero di telefono, sono io che la chiamo quando ne ho voglia, e lei è lunica a cui concedo il piacere di essere cercata, perchè non mi ha mai detto di no, le poche volte che non poteva la sera stessa si è sempre liberata per il giorno dopo, sicuramente come per me con altri, ma sa che non me ne frega niente e questo è proprio cio che gli piace di me, come lei non gli faccio domande, la scopo e basta, anche lei sa che ne ho altre, ma quando mi vede a cazzo duro per ore sà che è solo per lei in quel momento, e lei diventa un lago, anche se non volesse parlare basterebbe toccarla tra le gambe per capire che la situazione le piace, questo è quello che cerchiamo e questo è quello che troviamo ogni volta, non le ho mai dato un bacio, ma sa che malgrado il mio atteggiamento la stimo e la rispetto, godo nel vederla partire di testa, dire, fare o farsi fare cose che anni prima non immaginava. Non vado da lei da piu di un mese, e oggi mi và proprio di fotterla. Suono e mi apre subito, è in accappatoio dopo la doccia, ci sfioriamo le guance, la prima delle due gentilezze che si aspetta da me, e subito le apro l accappatoio, le prendo i capezzoli tra pollice ed indice tringendo con forza, apre la bocca per il dolore improvviso ma non fiata, mentre la guardo negli occhi "Ne hai voglia troia ?" "Si, tanta..." "Di cosa hai voglia ?" "Del tuo cazzo", le sospendo i grossi seni sempre tirandoli per i capezzoli, comincia a gemere ad occhi chiusi, "toglitelo" dico, e lei si sfila l accappatoio, la tocco esplorandola come se fosse una bestia, la giro di schiena e le tengo i polsi stretti in alto nelle mie mani, sa che mi piace vederla muoversi, lei nuda, io ancora vestito, strofina il culo contro il mio pacco, appena sente che sono eccitato anchio sorride, mentre le dico "Sei una gran puttana...". Si appoggia da sola con le mani ad una libreria, comincia a muovere il culo guardandomi da sopra una spalla, le piace, già si lecca le labbra, sà che mi avvicino, le passo la mano lungo il solco tra le natiche fino a toccarla sotto, la mano si bagna come al solito, "Sei già bagnata come una maiala...", comincio a sculacciarla con la stessa mano, fino a che le sue natiche sono rosse, la mia mano calda e dolorante, una volta mi basto infilarle due dita nella fica dopo questo servizio per vederla godere coprendosi il seno con una mano e stringendo le ginocchia, ma stavolta voglio molto di piu. Andiamo in camera e come al solito mi faccio spogliare, deve farlo bene, senza fretta, in piedi mi accarezza e mi lecca sul petto, le spingo la testa verso il basso, sà già che mi deve leccare le palle in ginocchio, ormai tutto le piace cosi tanto che non lo sente piu una imposizione o un sottomettersi, diverse volte mi ha detto che con me il sesso lo intende solo cosi e riesce a comportarsi cosi solo con me, che con me non riuscirebbe a farlo diversamente, io la ascolto e lei capisce che non mi interessa crederle o no, l unica cosa di cui sono convinto è che se mi dimostrassi meno stronzo con lei non si renderebbe sempre disponibile alle mie telefonate. La spingo sul letto di schiena, ed in ginocchio di fianco alla sua testa le infilo il cazzo in bocca, comincia a succhiarlo e leccarlo ad occhi chiusi, ogni volta che le sfugge un mugolio di piacere faccio finta di punirla senza alcun motivo, mi piace prenderla a schiaffi sui seni, o tirarglieli senza pietà, ho delle mollette molto dure che collego anche tra loro con uno spago, e tiro, tiro, fino a che perde la testa e mi lecca come una indemoniata, mi lava con la lingua dall interno delle cosce all ombellico, allo sfintere, sà che mi piace molto farmi leccare il culo. Comincio a darle degli schiaffoni sulla vagina aperta, le fa male ma non chiude le gambe, sa che deve tenerle piu larghe che puo o le faro davvero male, la sfondo con la mano, ha un bacino abbastanza largo e dopo poco riceve la mia mano fino al polso, mentre la muovo dentro di lei con le dita dell altra le stuzzico la clitoride, "Ti piace troia, ci vorrebbe il cazzo di un cavallo per soddisfarti, .... ora spingo e ti rompo del tutto.... te la faccio tanto larga da non sentire piu niente con gli uomini, dovrai andare a farti montare nelle stalle per sentire qualcosa....". Di solito gode moltissimo, comincia con la mano ed arriva a venire anche 6-7-8 volte mentre le faccio di tutto, la scopo in ogni modo, quando sono un po stanco la tengo in tensione con vari "giochi", le infilo delle palline con una sferetta all interno, le classiche 3 unite con lo spaghetto bianco, e mi diverto a tirarle fuori lentamente, una volta feci uscire tutto con cattiveria e con un unico strappo, quasi si mise a piangere, ma rimase ancora piu eccitata, ci sono momenti che trema come una foglia, altri che si bagna da sola contro una mia coscia come una ragazzina, io le do il mio pollice da succhiare, lo fa senza nessuna vergogna. Una volta lho legata e scopata dopo averla presa a schiaffi, non riusciva a smettere di mugolare ed ho dovuto metterle un grosso fallo di gomma in bocca per farla stare zitta, ma mi piace di piu vederla muovere e fare cio che si sente, mentre io faccio cio che voglio, per questo preferisco non legarla. Oggi è già venuta piu volte, in ogni posizione in cui l ho presa, non resiste quando mi viene sopra ed io le massacro con i denti i capezzoli da vacca, grossi come la punta di un pollice, vede che non riesce a farmi godere e questo la umilia, la fà sentire inferiore, sa che io verro solo quando lo vorro io, quando saro soddisfatto nel vederla sfinita. Mentre la sbatto con le sue gambe sulle mie spalle si morde il dorso di una mano, poi mi guarda e mi dice: "...è cosi che si dà il cazzo a una donna, è proprio cosi..." " ti ammazzerei per quanto sei un pezzo di merda, ma nessun altro mi fa godere cosi". Mi piace pensare che lo dica a chissà quanti altri, ma in fondo non mi interessa, non la amo e proprio per questo le do cosi tanto. Viene ancora, la lascio rilassare un attimo, si sdraia accanto a me e mi accarezza il petto, mi odora, le piace tutto di me, mi chiedo come la farei impazzire se fossi anche un gran bel fusto, con un uccello che non finisce piu, mentre sono un uomo normale in tutto, ma è la mia testa che le piace, mi giro ed avvicino un piede al suo viso, subito alza la testa e comincia a leccarlo, sa già che deve insalivarlo bene, le dita, mi spompina l alluce, si rieccita. Mi alzo e mi metto in piedi, le mani al muro sopra il letto, lei è sdraiata e continua a guardarmi il cazzo dritto, "ne hai ancora voglia cagnetta ?" sorrido, con il piede che mi ha leccato le do dei piccoli calci sulla fica, mi bagno il dorso del piede, la stuzzico con l alluce sulle labbra, è una cosa che la manda fuori di testa, "Siii, mi piace". La prima volta che l ho fatto mi ero messo seduto tra le sue gambe larghe, ho giocato con le dita del mio piede sulla fica fino a che me le bagno completamente, infilai la punta e cominciai a spingere, rimase a fissarmi inebetita ripetendo 5-6 volte "...cosa mi fai... cosa mi fai..." mentre le entravo dentro per diversi centimetri, "zitta puttana, o spingo fino al calcagno..." la fece godere stringendo le gambe intorno la mia, mentre muovevo le dita dentro la sua fica. Credo si immagini che non le farei mai davvero del male, ma è la paura di cosa potrei farle che la fà partire, il mio trattarla come una vacca da monta, ma anche lessermi tagliato accuratamente le unghie per non ferirla le fà capire che con me puo lasciarsi andare, si fida, si vede, e questo mi gratifica, mi piace, mi fà godere. Oggi ho voglia di altro, la giro mettendola a quattro zampe, seduto dietro a lei le infilo ancora la mano in fica, con l altra la sculaccio, si muove continuamente, geme, capisce a malapena cio che sto facendo, diventa troppo rumorosa e la spingo giu contro la mia gamba sotto di lei, "prendi il piede in bocca, guai a te se mi mordi perchè ti sbrano anche il culo", le infilo il fallo di gomma nel culo, è larga dappertutto, mi godo lo spettacolo di una donna che si gode il sesso, penso ai suoi pazienti abituati a vederla con il camice bianco e sicuramente molto professionale, chissà che sorpresa a vederla cosi, scosciata sopra una gamba, con un piede in bocca, un cazzo nel culo ed una mano in fica, "Cosa sei tu ?" "La tua troia....stronzoooo...." viene. E stanca, soddisfatta, sazia "...mi piacerebbe conoscere la tua donna, io non ti perderei di vista per un minuto... deve essere ben attrezzata per stare con uno come te..." mi dice, lo prendo come un bel complimento, quelle cose che rendono felice un maschio, ma non lo do a vedere, è tempo di godere della mia vacca, ora tocca a me. Le alzo il bacino con le mani e da dietro le infilo il cazzo in fica, mi piace vedere quel culone aperto, le infilo le dita nel culo mentre la sbatto, prendo il fallo e le allargo il buco rosso e slabbrato, geme ma le piace, quando è dentro per metà è a contatto con il mio pube e quando spingo lei li sente entrare entrambi, non capisce piu niente da quanto gode, morde il cuscino, vorrebbe che non smettessi mai. Per puro divertimento le stampo le 5 dita sulle natiche, le tolgo il cazzo di gomma di scatto, urla per il dolore e la sorpresa, non le do il tempo di dire altro perchè le infilo il mio nel buco prima che si richiuda e continuo, il fallo di gomma è uscito un po sporco, e l odore ci dà alla testa, la sbatto come se volessi passarla da parte a parte, è stravolta, il cuscino sporco di rimmel e rossetto, struccata dal sudore e qualche lacrima, le prendo i seni con le due mani e li spremo con cattiveria, quando sto per godere la prendo per i capelli e le alzo la testa "eccomi.... godo", le schizzo sulla schiena, sulle natiche, una doccia di sperma, che adora. Resta giu nascondendo il viso tra le braccia, una volta è venuta da sola anche dopo che sono uscito, con il mio sperma che le colava lungo i fianchi, restiamo qualche minuto cosi, aspettando che il respiro si regolarizzi, non parliamo, mi guarda con un occhio solo, dove leggo gratitudine, dolcezza, tristezza, a modo suo amore, ma copre anche quello prima di farmi vedere che sorride. Mi alzo e vado in cucina, prendo della carta e le asciugo la schiena, è la seconda gentilezza che si aspetta. Mi guarda vestirmi, mi accompagna nuda fino alla porta "Non far passare dei mesi prima di chiamarmi" "Ti chiamo quando ne ho voglia". Non prova neanche a darmi un bacio, mi allontanerei, cosi invece prima o poi un giorno la richiamero. Forse. |
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