LE CALZE DELLA VECCHINA
di Aldo

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Fin da bambino sono sempre stato attratto dai piedi femminili, il periodo più bello dell'anno per me era la primavera, quando le stada si riempivano di sandali e scarpe aperte con dentro meravigliosi piedi di ogni età e di ogni foggia. E sempre ho considerato le donne come esseri superiori a cui assoggettarsi completamente. Ricordo che una volta, avevo circa 11 anni, avevamo una vicina di casa vedova piuttosto avvizzita ed in là con gli anni, ma io la adoravo poichè indossava sempre calze nere e ciabatte aperte, ed io restavo delle ore ipnotizzato a guardare quelle dita che si intravedevano sotto il nylon nero così meravigliose e seducenti. Inoltre la Signora Carla mi attraeva poichè aveva sempre uno sguardo severo ed implacabile, sempre pronta a rimproverare e redarguire noi ragazzi che giocavamo in cortile.
Un pomeriggio si sedette sulla solita panchina e si tolse le scarpe. Io ero incapace di distogliere lo sguardo da quella meraviglia, lei se ne accorse e, fingendosi scandalizzata mi afferrò per il polso e mi trascinò in casa rimpoverandomi aspramente. Io ero certamente in grado di divincolarmi da quella stretta, ma provai un infinito piacere nell'essere strattonato e mi lasciai condurre passivamente nella sua casa. Appena chiusa la porta disse che meritavo una punizione esemplare, mi slacciò i pantaloni, mi calò le mutande, non degnò di uno sguardo il mio cazzo turgido e prese a fustigarmi le natiche con una stecca di legno. Ogni colpo mi arrecava un bruciore insopportabile ma avrei voluto che non smettesse mai. Quando fu stanca io mi tirai su i pantaloni, mi sentivo umiliato e dolorante, ma non solo non volevo ribellarmi a quella vecchia dispotica, anzi sentivo di amarla con tutte le mie forze. Confuso ed imbarazzato, col cuore in tumulto mi gettai in terra baciandole i piedi. Con mia grande sorpresa, lei non mi scacciò, ma sfilò un piede dalla ciabatta ed iniziò a sfregarmelo sulla faccia. Quello è senz'altro stato il momento più felice della mia vita, mi riempivo le narici insaziabile di quel meraviglioso profumo, sentivo la meravigliosa sensazione del nylon sulla mia pelle, ero ebbro di piacere. In quella posizione accovacciata la pelle delle natiche mi duoleva orribilmente e questo accresceva il mio piacere, avrei voluto fermare il tempo e rimanere così per sempre.
Inutile dire che dopo un po' la signora mi colpì con un calcio e mi scacciò. Ma ancora oggi che sono un bellissimo 40enne affascinante e molto ricercato dalle donne, quando vedo per la strada qualche vecchina con calze nere non posso non sognare di gettarmi ai suoi piedi, implorandola di frustarmi.