Sorella Padrona
di Ludwig

<Home Era un po' di tempo che mi sentivo frustrato ed insoddisfatto, il desiderio di avere una vera e reale padrona si faceva sempre più forte ed i saltuari rapporti che avevo con le mercenarie erano ogni volta una profonda delusione. In quel periodo non avevo neanche una fidanzata con cui cercare di dare sfogo in maniera almeno soft ai miei istinti bdsm e alle mie tendenze fetish, ero alla disperata ricerca di una esperienza
"reale".
Fu forse la disperazione a suggerirmi una inverosimile soluzione, i ricordi di infanzia infatti mi vennero in aiuto, quante volte da piccolo, subdolamente, ero riuscito nei giochi con mia sorella a sottomettermi a lei sfogando le mie premature tendenze sub.
Di due anni più giovane di me, mia sorella amava indossare le scarpe di mia madre e girare per casa atteggiandosi a donna adulta e sofisticata, per me ciò costituiva una autentica manna che cadeva dal cielo: feticista sin dalla pubertà non perdevo occasione per stare vicino a quelle splendide calzature che tanto mi facevano impazzire, ogni occasione era ottima per inventarmi un gioco che inevitabilmente finiva in una lotta in cui io sistematicamente soccombevo sottomettendomi a lei!
Pian piano che mia sorella cresceva, questi giochi dovettero finire per il mio timore che capisse, la sua passione per le scarpe di mia madre invece non cessava ed io però ero costretto ad approfittarne in maniera sempre più sottile perché il timore di essere scoperto mi spaventava. Finii così per
limitarmi ad adorare di nascosto le scarpe che da sola ormai ella si comprava.
Solamente una volta, colmo dal desiderio, ebbi il coraggio di stendermi ai
suoi piedi per baciare gli stivaletti che indossava. Ricordo ancora benissimo quel giorno, ero eccitatissimo, con la scusa di prendere una rivista dal cestino posto sotto la scrivania su cui stava studiando mi chinai, ammirai per qualche istante gli stivaletti di vitello nero che indossava e poi cautamente mi avvicinai con le labbra alla punta del piede destro e lo baciai delicatamente in modo che non se ne accorgesse: una sensazione stupenda! Probabilmente però, insospettita, allontanò la sedia dalla scrivania e guardando sotto di essa mi chiese cosa stessi facendo, forse aveva visto tutto dal grande specchio per gli esercizi di danza che
era appeso al muro opposto alla scrivania ... era quello che inconsciamente desideravo!
Ebbene, memore di queste esperienze, con notevole azzardo, escogitai il mio piano.
Eravamo prossimi al suo compleanno e con non poca difficoltà riuscii a fare in modo che mi chiedesse in regalo un paio di scarpe, la prima mossa era riuscita!
Avevo fatto di tutto per riuscirci, con notevole insistenza l'avevo guidata sfrontatamente nella scelta del regalo che volevo farle riuscendo con non poca fatica nel mio intento, che avesse iniziato a sospettare qualcosa?
Questo non lo so, ma studiai il piano nei minimi dettagli e feci le cose in grande, il rischio era enorme perché forse, preso dall'entusiasmo, avevo esagerato: in un negozio del centro avevo acquistato uno splendido paio di stivali di Gucci.
Era ovvio che c'era qualcosa di strano, anche perché conoscendo i gusti di mia sorella, il genere del regalo era quantomai azzardato e poi non avevo mai speso così tanto per un suo regalo di compleanno, il costo del giochetto non fu irrilevante ma avrei fatto di tutto per raggiungere il mio intento.
Mi presentai a casa ed aspettai il momento più opportuno in cui nessuno avrebbe potuto disturbarci, ero eccitatissimo ed eccezionalmente teso, il cuore pulsava velocissimo e sentivo il viso infuocato dalla tensione, d'altronde il rischio che stavo correndo era enorme, in fondo era pur sempre mia sorella e la sua reazione avrebbe potuto avere rischiose conseguenze.
Comunque mi armai di coraggio, entrai nella sua camera e facendole gli auguri le porsi la scatola contenente il suo regalo, la sua faccia fu notevolmente sorpresa perché dalle dimensioni del pacco era chiaro che non mi ero limitato ad un semplice paio di scarpe, tanto che mi chiese: "Ma sei impazzito! Cosa mi hai regalato?". Tutto andava secondo copione anche se il nostro rapporto rimaneva quello normale tra fratello maggiore e sorella.
A questo punto dovevo giocarmela al meglio e non era di certo facile, così
tranquillamente risposi: "Apri e controlla, secondo me ti piacciono". La mia voce iniziava a farsi flebile per l'emozione.
Lei, incuriosita, aprì avidamente il pacco: uno splendido paio di stivali di pelle nera lucidissima alti fino al ginocchio con una punta affusolata ed un
vertiginoso tacco a spillo di 12 centimetri, corredati da una sottile fibbia laterale che gli donava un notevole aspetto s/m.
"Tu sei pazzo!" mi disse, "Ma quanto hai speso, poi guarda che tacco non li metterò mai!"
Io, assalito dallo sconforto perché le cose non stavano andando come avevo progettato, cercai comunque di recuperare fiducia e controllare la situazione così le dissi: "Non è vero, secondo me ti stanno benissimo vieni che li proviamo". Ovvio che non avrei perso l'occasione per calzarglieli io stesso.
Mi rispose: "Guarda che sono bellissimi, ma non sono il mio genere, devi essere impazzito!".
Il pasticcio era fatto ed a quel punto dovevo solamente cercare di sfruttare la situazione a mio vantaggio, così presi in mano la scatola estraendo uno dei due stivali, aprii la lampo laterale e le dissi: "Dai provalo che vediamo come ti sta!".
Lei si arrese e anche se non molto convinta si sfilò i jeans per poter calzare lo stivale che tenevo in mano, tenendolo in mano io era ovvio che avrei dovuto aiutarla e questo mi riempiva di eccitazione, in quel momento nella mia mente non era più mia sorella ma la mia tanto desiderata padrona, con umiltà l'avrei aiutata ad indossare quel simbolo di potere che con tanta cura avevo scelto.
In tutta la mia vita non ero mai stato così servizievole con mia sorella ed anche lei probabilmente lo realizzò.
"Aspetta che allora mi metto un paio di calze più adatte", andò nell'armadio e prese due autoreggenti nere, con disinvoltura se le infilò e si sedette sul bordo del letto. Ero veramente eccitato anche se un po' deluso perché il suo atteggiamento era quello confidenziale di una sorella e non quello della padrona che io avevo sognato, ad ogni modo questa strana situazione mi stava coinvolgendo ma al contempo mi imbarazzava perché non ero mai stato innanzi a mia sorella in autoreggenti, tanga e reggiseno, iniziavo comunque a non capire più nulla dall'eccitazione, anche il semplice aiutarla ad indossare quegli splendidi stivali sarebbe stato bellissimo.
Così mi inginocchiai davanti a lei con lo stivale in mano e glielo calzai al piede nel modo più delicato che mi riuscì poi, sempre con estrema delicatezza, chiusi la lampo fino al ginocchio e la guardai. In quel momento non so cosa avvenne, forse si accorse anche lei della strana situazione in cui ci trovavamo tanto che mi guardò per alcuni istanti negli occhi con uno sguardo freddo e tagliente, poi si alzò in piedi senza dire nulla e si guardò nel solito specchio con aria soddisfatta. Qualcosa nel nostro rapporto era cambiato!
"Ora mettimi anche l'altro" mi disse con tono autoritario e deciso, poi mi appoggiò una mano sul capo e mi porse l'altro piede, io chinai il viso senza proferire parola e feci quanto mi aveva ordinato con estrema attenzione e delicatezza.
Lei appoggiò il piede a terra, allargò leggermente le gambe e svettando da quegli altissimi tacchi a spillo con postura fiera e sguardo severo mi osservò per alcuni istanti mentre ero ancora in ginocchio ai suoi piedi.
Fu la più completa e totale estasi che fino a quel momento avessi mai provato, una sensazione che non avevo mai avvertito prima, la sensazione di essere completamente inerme alla mercè di una donna!
Non importava che fosse mia sorella, davanti a me avevo una reale padrona anche se non riuscivo ancora a realizzare cosa stava succedendo e cosa sarebbe successo di li a poco.
A quel punto si girò e con passo lento e sinuoso attraversò la stanza, aprì
un cassetto da cui estrasse una sottile cintura in pitone e tenendola per le
due estremità mi fissò. Io trasalii e non riuscii più a guardarla negli occhi, il mio sesso stava per esplodere quasi fossi vicino ad un orgasmo, mi sembrava di vivere un sogno: davanti a me avevo una splendida ragazza bionda in tanga nero e autoreggenti che, vestita solo di un paio di stivali neri dalla punta aguzza e dal tacco acuminato, si avvicinava a me con aria minacciosa reggendo una cintura a mò di frusta, quello che avevo sempre
sognato!!!
Con il dito indice mi alzò il viso e tenendomi stretto il mento tra indice e pollice mi costrinse a guardarla, ero in estasi completa ed avevo raggiunto uno stato di totale annullamento.
Con strabiliante naturalezza mi allacciò la cintura intorno al collo, poi mi diede uno strattone facendomi crollare a quattro zampe, sembrava che nella sua vita non avesse fatto altro che la dominatrice: "E' questo quello che volevi? Ora lo avrai! Viso a terra ed inizia a leccarmi i piedi, d'ora in poi è questo che dovrai fare!".
Da quel giorno mia sorella è diventata la mia padrona.