Le cronache qui riportate non sono frutto di fantasia ma sono la descrizione di incontri realmente avvenuti. Sconsigliamo comunque dimettere incautamente in pratica i giochi bdsm qui descritti, essendo le condizioni fisiche ed i limiti di sopportazione parametri soggettivi e differenti da individuo a individuo. La pubblicazione di una storiavera non implica che la Gabbia riconosca come attività BDSM sana sicura e consensuale né approvi o incentivi la pratica di quanto narrato nel testo stesso.
Ricordiamo anche che i seguenti testi trattano argomenti sessualmente espliciti riferiti a pratiche (sadomasochismo estremo, schiavitù, violenza, ecc.) che nel tuo paese possono essere illegali. In tal caso o qualora tu sia minorenne o tali argomenti ti disturbino, ti preghiamo di andare via da questa pagina. Proseguendo la lettura sollevi implicitamente l'autore, l'editore ed il provider da qualsiasi responsabilità per i contenuti.

Puoi collaborare anche tu a questa rubrica inviando la tua storiavera, se possibile corredata da foto, a fulvio@gabbia.com


I MIEI INIZI SOTTO LE DONNE

Non mento affatto dicendo che le donne dominanti erano il mio sogno ad occhi aperti fin d’allora. Spesso immaginavo che queste donne mi violentassero, mi mettessero al loro servizio o mi imprigionassero in sinistre gabbie, celle o cantine(!!!) e ogni volta pensando a questo mi eccitavo in una maniera incredibile non solo fisicamente, ma anche emotivamente. Purtroppo all’epoca, di tutto questo non potevo confidarmi con nessuno (i miei coetanei capiscono cosa voglio dire…), però sapevo dell’esistenza di donne che potevano soddisfare le mie fantasie. Erano le cosiddette “Stiefelfrauen”, “donne con gli stivali”, per gli stivali appunto che tali donne indossavano sopra il ginocchio. Le Stiefelfrauen si trovavano nel quartiere a luci rosse di Amburgo e così decisi di approfittare del mio primo fine settimana libero per raggiungere la Herbertstrasse. Giunto nella strada dopo aver superato un pesante cancello di ferro arrivai alla mia meta. La mia prima Domina stava dietro una “vetrina”. E’ inutile spiegarvi quanto sia rimasto colpito nel vederla. Mi batteva forte il cuore, la salivazione era azzerata e sentivo le farfalle in pancia. Penso facessi una figura da imbecille! La “Signora” era seduta come una dea e non mi degnava di uno sguardo. L’espressione severa e intoccabile, mi metteva in uno stato di paura e forte eccitazione. Non sapevo cosa potevo o dovevo fare, ma ero consapevole che non si sarebbe ripetuta un’occasione simile e dovevo andare avanti, sapere che cosa si celava dietro l’infinita voglia di essere schiavo di una donna, fosse stato anche solo per poche ore. Dopo un attimo che mi sembrò eterno, superate le mie paure, mi avvicinai timidamente e con coraggio cominciai a sostenere il suo sguardo. Lei allora aprì la vetrina e con un tono implacabile mi spiegò di essere una Mistress e che se volevo stare con lei dovevo solo ubbidire e seguire tutti i suoi ordini. Aggiunse inoltre che non avrebbe eseguito nessun atto sessuale “tradizionale”.

29 09 2007
I TUOI OCCHI

Ci eravamo sentiti per telefono, la tua voce calda mi accompagnava da giorni, il mattino appena sveglia, nella pausa pranzo, a volte il pomeriggio e sempre per la buonanotte… il tuo viso su msn mi guardava sorridente, la mia connessione lenta non permetteva di usare la webcam e contemporaneamente scrivere, così ci limitavamo a lunghe chiacchierate al telefono e brevi frasi la sera se rientravo presto dal lavoro. Oggi sono a casa per il riposo settimanale, mi sono preparata con la massima cura, ma poi all’ultimo qualcosa dentro di me è scattato, niente minigonna, niente camicetta… ma jeans e t-shirt, se mi vuoi davvero, pensavo fra me e me anche così ti andrò bene, mi hai già vista in completino sexy grazie alle foto che ti ho girato, hai già visto brevissimi filmati con la webcam, di me sai già molto, parecchio più di quanto mi sarei mai aspettata di poter raccontare a chi, in fin dei conti, è un estraneo.

20 07 2007
ALBERGO DEL CONTE DRACULA

Entriamo nella stanza ed Ephy prova a scherzare su quel terrificante albergo. La gelo con lo sguardo, lei intuisce, abbassa gli occhi e non li solleverà più fino alla fine della seduta.
La spoglio completamente, carezzo il seno e stringo leggermente i capezzoli per vedere come reagisce. Solo una leggera smorfia di dolore. Le dono la collana di perle che indossa immediatamente.
Dispongo sul letto gli strumenti che intendo usare. C'è un frustino, delle mollette metalliche, spezzoni di corda, le immancabili candele, svariati pesi, alcune mollette per il bucato modificate con una molla atroce dal sottoscritto, del nastro adesivo ed alcuni elastici in caucciù. La porto in bagno e con il mio rasoio la depilo completamente. E' bellissima, ma non glielo dirò mai.

30 03 2007
PRIMA CLASSE

I colpi, secche sferzate per l'anima, sorde battute su tasti di pianoforte per comporre suoni di sicuro impatto, furenti bruciori impazziti, strisce di piacere.
Il tuo culo è fatto per questo... e nel dirlo aumenti il ritmo, mentre mi torturi piano i capezzoli trovati con forza tra le pieghe della posizione voluta. Non so se scegliere le due diverse sensazioni, non so se sono distinte o somma, o contrasto. Ma sembra che tu sappia che ogni cosa che stai facendo mi rende pazzamente schiava di questo momento, di te. Tu sai, tu vuoi.
Vorrei urlare, ma non lo faccio, vorrei dire basta, ma non lo faccio. Forse lo aspetti, forse lo cerchi, forse non ti importa. Forse lo dirò, forse...

05 01 2006
LO SCHIAVO BENDATO

Una sera come capita spesso, ero in chat, una chat a sfondo sadomaso-feticistico che ha principalmente lo scopo di far incontrare persone che come lui la pensano in questo modo “particolare” circa il sesso... Tra le persone connesse mi capita di cominciare a scambiare qualche parola con una coppia il cui nick e profilo lasciavano a lui sperare di aver trovato la coppia che sognavo da tempo. Loro erano CPBIBI, coppia bisex dominante; seguiva una descrizione dei due, entrambi sui 35 anni fisici normali ecc, ecc.

07 11 2005

SCHIAVO PER CASO

Ammetto che non mi è mai dispiaciuto durante i rapporti con le ex essere sottomesso in modo soft. Ma quello che mi è successo durante il mese e mezzo di relazione con Pauline, non era assolutamente immaginabile e prevedibile. Lavoro in una banca, e una delle nostre migliori clienti, attraente, divorziata, fisico magro e mozzafiato nel modo di vestirsi e atteggiarsi, era da tempo la preda ambita da tutti.

ugoschiavo

ANNI FA

Anni fa (ormai più di trenta), quando ero un giovane studente universitario ventenne, forse bello ma senz'altro vigoroso, pieno di testosterone e spavalderia, fui chiamato da una società di servizi a coprire un vuoto di organico durante un'importante manifestazione internazionale. Da novellino mi assegnarono il turno serale, il più scomodo, e mi misero alle dipendenze di una manager esperta, R., un'elegante trentenne, bionda, occhi verdi, sguardo glaciale... fui subito attratto da lei e mi stupii del fatto che anche lei dimostrasse un certo interesse per me, passammo alcune serate tranquille chiacchierando, poi una sera, a fine turno, mentre chiudevamo lo stand, presi coraggio, la chiusi in un angolo e la baciai... quella stessa sera finimmo a letto a casa sua, ero molto giovane e per fortuna compensai la mia inesperienza con un certo ardore mentre lei, letteralmente, mi guidava dentro di sé.

severnes

DOGMA

Era una domenica di due anni fa quando ricevetti una telefonata di M, la mia ex-regazza che non sentivo più da quasi un anno. Erano le prime ore del pomeriggio e mi invitava ad andarla a trovare a casa sua, dove stava con sua sorella. M. abita poco distante da casa mia, ma soprattutto mi faceva piacere l’idea di poterla rivedere dopo tutto questo tempo, anche perché il litigio con cui avevamo rotto il nostro rapporto era stato pesantissimo e non ci eravamo mai più visti né sentiti dopo quel giorno.Mezz’ora dopo sono già a casa sua, suono al citofono della villetta dove abitano e mi viene ad aprire A, sua sorella, anch’essa un piacevole ricordo che non vedevo da tempo. Mi abbraccia e mi dà un bacio sulla guancia sorridendo. “Ciao”, mi dice guardandomi negli occhi, “Ci chiedevamo che fine avessi fatto e così ti abbiamo invitato a bere qualcosa, spero che non ti abbiamo disturbato”.

Ironskin

COMETA INFUOCATA

"Posso parlare Padrona?" "Parla" "Ho trovato il titolo per il Suo racconto..." Parole farfugliate e bagnate interrompevano, a tratti, l’opera della lingua dello schiavo... steso per terra ad accogliere gli umori della sua Padrona, io, Cometa Blu, che sdraiata su di lui guardavo il mio uomo masturbarsi, in piedi, dinanzi a me. "quale sarebbe questo titolo?" "COMETA INFUOCATA!" A queste parole non ho potuto fare a meno di ridere... ed ho sentito la sua pancia che si muoveva sotto la schiena... si muoveva perché anche lui rideva ed allo stesso tempo soffriva... perché steso su di una federa di cuscino riempita con tante durissime e tonde nocelline. Comincio così questo racconto, perché devo il titolo a lui. Ma non gli devo solo il titolo... a lui devo questa esperienza... e il mio essere, perché è stato capace di tirarlo fuori in maniera così totale.

Cometa Blu

IL CANE DI PINA

Non l ‘avevo notata. Stava in ombra seduta su una poltrona dell ‘albergo dove lavorava come assistente al ricevimento dei clienti. Una presenza oscura visti i mille pensieri che mettevano a dura prova la mia testa. Troppi impegni, troppi numeri di telefono, troppe cose da fare inibivano e distraevano il mio libido. Non così il mio amico, sempre attento e vigile, che mi parlò della piccola Pina . "Vedi che tette che ha la ragazza" Non ci feci caso, ero in full immersion professionale. Tempo dopo il progetto di lavoro prese forma e mi ricordai le indicazioni dell'amico. Serviva una ragazza carina e sveglia. Proposi e Lei accettò subito l ‘incarico. La piccola Pina , 21 anni vissuti quasi per intero in un piccolo paese sperduto della campagna marchigiana.

Paolo

DANIMARCA

Qualche anno fa la mia Padrona ed io siamo andati nello Jutland, in Danimarca, avevamo saputo che in estate il gruppo "Sisc", un club S/M molto conosciuto nel nord Europa, organizzava delle settimane S/M in un campo, perfettamente legale, che si trova appunto da quelle parti. Ci siamo informati meglio, appurato che poteva essere una esperienza interessante, abbiamo prenotato per la settimana internazionale. Il campo funziona dalla metà di luglio fino a tutto agosto, si divide in settimane, cioè una settimana dedicata ai tedeschi una settimana dedicata ai paesi nordici, una settimana internazionale, poi c’erano anche le settimane dedicate ai gay e alle lesbiche con tendenze S/M. Abbiamo pensato che la più indicata fosse quella internazionale e al solito, ci siamo avventurati, pur non sapendo esattamente cosa avremmo trovato. Uno schiavo è venuto a prenderci in un piccolo aeroporto e ci ha portati nel campo.

Sileno

NELLA ROCCA

E' un paesino da niente, farà si e no le 500 anime, sovrastato dalle rovine arroccate di un importante castello, di cui si conservano ancora diverse sale semisotterranee e due torri: la più alta è aperta al pubblico per goderne il grande panorama di colline e boschi. Una volta all'anno vi si tiene una festa con musica rock e, sempre una volta all'anno, nella seconda metà d'agosto, una festa per famiglie che attira anche dal circondario: ci sono giocolieri e pagliacci, alcuni banchetti vendono chincaglieria varia, collanine, manufatti di pelle, ceramica etc.; ci sono venuto nella speranza di trovare una replica in ferro di scudo medioevale, meglio se ovoidale, che da tempo sto cercando: faccio il giro dei banchetti, ma vedo che non c'e' nulla al caso mio.

Fetish6969

LA DIFFERENZA

Non sapevo chi fosse, non conoscevo il suo viso, nè il suo corpo. Ma non era importante, conoscevo le sue parole, le sue sensazioni. Nelle lunghe telefonate parlavamo sempre sapendo quali erano i nostri ruoli. Il sesso, nelle nostre chiacchierate era solo un gradevole scenario, nel quale per la prima volta mi venne naturale non ordinare, non comandare, non imporre, io esprimevo desideri, spettava a lei trasformarli in ordini. Grazie a lei stavo uscendo fuori dagli stereotipi di chi vive nel mondo del BDSM. E i termini di riferimento come Master, Padrone, Slave, Schiava si erano trasformati e fusi in un unico termine, "Dominazione". Era giunto il momento di conoscerci realmente, decidemmo la città dove incontrarci e l'hotel dove, separatamente, prenotammo due stanze. Quando arrivai ero sicuro, lo sentivo sulla pelle, che lei fosse una delle persone che vidi nella hall e la tentazione di farle squillare il cellulare per identificarla fu forte, ma la mia curiosità fu fermata dall'idea di poterla vedere più tardi, da solo. Salii in stanza e attesi circa un paio d'ore prima di chiamarla al telefono. Mi rispose una voce intimorita, diversa dalle ultime volte che c'eravamo sentiti, le chiesi di indicarmi il numero della sua stanza e di prepararsi ad attendermi come lei pensava che mi fosse piaciuto vederla.

Realmaster

ESPERIENZA GIOVANILE

Ho conosciuto Sabrina alla fine di maggio, era una studentessa di 18 anni che preparava la maturità, quando la vidi fui subito attratto dal più bel mappamondo infilato in un jeans. Mi ricordo la sensazione che mi diede la prima volta quando le passai la mano sulle natiche tonde e sode. Ci frequentavamo da una quindicina di giorni quando per scherzo le rifilai un paio di pacche sul sedere, lei si fece subito seria e una strana luce pervase i suoi occhi, sul momento non diedi molto peso alla cosa anche se mi parve un pò strana. La sera dopo uscimmo per cena e andammo a csa di una sua amica che compiva gli anni, nel trambusto della festa riuscimmo ad imboscarci in giardino, dietro il garage dove c'era la legna da ardere. Lì appoggiato al muro del garage, nel buio della sera le sollevai la gonna e le calai le mutandine e mi apprestai ad accarezzare l'ogetto del mio culto, lo stavo strofinando in tutta la sua dimensione, passando dall'inzio coscia alla schiena e giù per il solco, ci baciavamo ed eravamo eccitati quando lei mi mordicchiò la punta della lingua ed io per reazione le diedi uno scappaccione che risuonò oltremodo sulle natiche nude.

Teacheraxe

VERONIKA

Il nostro fu di certo un incontro casuale. Era primavera inoltrata , alle porte dell’estate. Lei era bellissima, all’apparenza timida, pronta ad arrossire appena le porsi la mano all’ atto delle presentazioni ma lasciava intuire una recondita sensualita’, intensa e senza limiti.Tra noi si e’ stabilito un feeling immediato e profondo, fatto di grande complicita’, fiducia, voglia di condividere tutto. Sono sempre stato attratto dalle donne con una personalita’ complessa, una intrigante alchimia di spontaneita’ e mistero. Se gli occhi sono davvero lo specchio dell’anima, le nostre anime fin dal primo istante sono state pervase da un accecante bagliore di curiosita’ e desiderio. Quasi come per un tacito ed unanime accordo i primi tempi della nostra relazione sono stati riempiti di baci, risate e parole, tralasciando il desiderio fisico ma solo perche’ lievitasse fino a diventare inarrestabile e travolgente. Una sera sono passato a prenderla per andare a cena ma Lei mi ha invitato a salire a casa.

Harvey

LA MIA PRIMA PADRONA

A gennaio, mentre guardavo un po' di annunci su "La Gabbia", ne trovai uno della mia città e (anche se con poche speranze) decisi di rispondere. L' indomani mentre aprivo la posta trovai un' e-mail di risposta. Mi disse che data la mia giovane età era interessata a me e che voleva conoscermi meglio. Le risposi e le lasciai il mio numero di cellulare. Una sera mi telefonò e iniziammo a conoscerci un po'. Col tempo mi lascio il suo numero di cellulare e di casa. La chiamavo quasi tutti i giorni e le mandavo parecchi SMS. E' strano, non credo che ci siano molte padrone a cui piace parlare tanto con il proprio schiavo. Le dicevo tutto ciò che pensavo, tutte le mie paure e anche ciò che non volevo fare. Devo dire che sono stato fortunato, la prima padrona con cui parlavo, accettava il fatto che avevo molta paura e che alcune cose non le volessi proprio fare. Dopo qualche settimana iniziò un rapporto un po' più stretto, perchè mi diede i primi ordini e divieti: non potevo uscire senza il Suo permesso, non potevo conoscere altre ragazze e, soprattutto, non potevo masturbarmi se non dopo un Suo ordine.

Nello

SCOPRIRSI SCHIAVA

E’ marzo, oggi piove e non avrei nessuna voglia di viaggiare in auto per lavoro, sarebbe molto meglio starsene in ufficio, invece mi ritrovo a percorrere molti chilometri passando da un cliente all’altro per riparare i loro personal computer. Mi fermo a pranzare in un ristorante e l’umore è ormai sotto la suola delle scarpe, sono stufo di sentire commenti lagnosi di altrettanto lagnose e insulse segretarie. E così sorseggiando il caffè e fumandomi una sigaretta, trovo un attimo di relax, estraniandomi dalla realtà e ripensando alla mia ultima schiava, a come l’avevo addestrata, come l’avevo cambiata, a tutte le pratiche a cui l’avevo sottoposta e all’ottimo risultato ottenuto, prima di disfarmene per noia. Accidenti sono ormai quasi tre mesi che non ho una schiava e il mio istinto di Master comincia a pretenderne una. La cameriera mi porta il conto e il brusco ritorno alla realtà mi irrita, anche perché mi accorgo di essere molto sovraeccitato per tutti i ricordi che ho richiamato nella mia mente.

Master Brain

UNICUM

Era una mattinata uggiosa, invernale, particolare, il giorno prima eravamo riusciti a trovare ancora una volta un sistema per vederci..... in barba al lavoro ed al resto, insomma ancora una volta fregandosene di tutto e tutti, in nome di un ideale pagano ma forte, incredibilmente avvolgente, magnificamente dirompente: NOI ed il nostro AMORE, qualcosa contro cui qualsiasi altro condizionamento è destinato comunque prima o poi a soccombere. Avevamo passato una notte bellissima poche ore prima veloce nel trascorrere, ma allo stesso tempo lunga, lunghissima, senza staccarci un attimo da noi...... era troppo tempo che non ci vedevamo, avevamo bisogno di parlarci, di guardarci, di viverci ogni mm di pelle e avevamo fatto l'amore continuativamente in maniera irruente, calda e passionale, i nostri corpi si erano vissuti con ritmi frenetici come per recuperare e compensare i giorni usurpati, quelli in cui eravamo stati divisi dai chilometri e dalla realtà del quotidiano.

Master di ele

IO E ANNA

Volevo raccontare la mia iniziazione all’ S/M da parte di una schiava-nave scuola straordinaria avvenuta qualche anno fa, oggi purtroppo persa di vista causa suo trasferimento in città molto distante per gravi motivi di famiglia. Innanzitutto mi presento: sono un Padrone di Verona, 43enne, potete chiamarmi Max, moro, robusto, alto 1,85, ben dotato ma non superdotato, oggi sono molto raffinato, esigente e perverso, e devo tutto questo all’incontro con Anna, una signora separata di origine siciliana che conobbi anni fa in un dancing di Verona. Era una donna con circa 8 anni più di me, alta 1,60 circa, tarchiatella e con l’aria depressa come una cagna bastonata, ma due occhi... due occhi liquidi e complici tra il rassegnato ed il voglioso che mi suscitarono una strana voglia, pur non essendo lei molto bella secondo i canoni “standardizzati” a cui siamo abituati, una voglia come di possederla con al violenza, di brutalizzarla e farla urlare.

Wolfbear

DEVOZIONE DI UNA SCHIAVA

Scrivo per il Mio Signore e Padrone, per soddisfare il Suo desiderio di dimostrare a tutti la mia sottomissione e devozione nei Suoi confronti. E' sera..sono accanto al Padrone... accoccolata sul divano..Lo accarezzo teneramente..mentre Lui mi sfiora leggermente come per gioco... ma capisco che desidera far diventare il gioco molto più interessante..infatti approfondisce le carezze finché non mi rende completamente illanguidita e pronta..pronta a dimostrarGli di essere completamente in Suo potere... Scivolo pian piano ai Suoi piedi... mi inginocchio... .inizio a sbottonare la camicia che indosso... ho solo quella... e poi nuda mi prostro davanti a Lui...

Severopadrone

SCUSATE SE VI SCRIVO...

Caro Fulvio, sono Paola.Trave. Una neofita del bdsm, travestita in privato. Da alcuni mesi navigo sul vostro sito (splendido) e ho pubblicato un annuncio (categoria Transex) che mi ha portato a ricevere diverse risposte. Stavo per concretizzare ma mi è caduta una tegola in testa. Ho fatto casualmente delle analisi del sangue (volevo sottoscrivere una polizza vita...) e la sera stessa delle analisi sono stata ricoverata in ospedale per un'epatite acuta di tipo B. Il virus me lo ha trasmesso una "sorellina" conosciuta per caso (no, non tramite il vostro sito) che ha pensato bene di tacermi della sua malattia (o forse, spero, non ne era al corrente- la domanda è senza risposta perchè da giorni non risponde al cellulare...), dicevo me lo ha trasmesso una sorellina con la quale ho avuto la geniale idea di avere un (e ripeto un solo) rapporto non protetto, che tra l'altro non ha comportato alcun contatto con lo sperma in quanto entrambe abbiamo eiaculato masturbandoci una di fronte all'altra...

PaolaT

CARA LADY D

Cara Lady D., è passato più di un anno dal nostro ultimo incontro e ancora porto gelosamente su di me il Tuo segno. C’eravamo incontrati quasi per caso, ma contrariamente alle altre esperienze il feeling era stato subito forte e profondo. Le prime sedute domestiche mi hanno insegnato a conoscere e sopportare i Tuoi Stivali, il loro peso, la punta che si insinuava dentro di me. L’imposizione interminabile del grosso fallo in lattice che Ti legavi in vita e mi facevi succhiare è stata la seconda fase del mio addestramento, i tuoi sospiri e lievi gemiti mi facevano sognare che anche Tu godevi per la mia umiliazione e per lo sfregamento sul Tuo pube. Solo molto più tardi mi mettevi a quattro zampe penetrandomi a fondo con inesorabile determinazione. A volte mi concedevi, seduto sul pavimento con il fallo ancora infisso nell’ano, di masturbarmi sotto il Tuo sguardo attento e compiaciuto.

Leopold

FACCIA AL MURO

Faccia al muro! Appoggia le mani in alto contro la parete, e muovi il tuo culo da puttana in modo da convincermi a prestargli qualche attenzione, prima o poi..." Con queste parole Claudio invitò Patty ad entrare appieno nel proprio ruolo sub. Era parecchio tempo che non s’incontravano: città lontane, impegni di lavoro pressanti, le solite storie di ordinaria quotidianità, insomma. Ma quell’opportunità improvvisa che si era presentata, aveva permesso loro di ritrovarsi, e dopo una rapida ma calorosa fase di convenevoli si erano immediatamente tuffati nel loro "gioco" preferito! Claudio si sedette in poltrona, ad osservare. Patty che, in guepière e tanga neri, ondeggiava sensuosamente i propri fianchi, muoveva avanti e indietro il bacino, applicandosi come una brava scolaretta alla ricerca dell’approvazione del maestro.

Master Claude

GRAZIE PADRONE

Mi chiamo Giulia, abito a Torino, vorrei fosse pubblicata questa lettera per ringraziare L. Questa notte ho dormito male... la mia mente era affollata da strani pensieri. La mia anima agognava di ritrovare la gioia perduta, quella schiavitù, quel legame che avevo accettato all'inizio a malincuore, ma che alla fine si era trasformato in un'intesa mentale che mi affascinava e mi aveva fatto capire la mia vera natura di donna. E pensare che era nato tutto per gioco da parte mia, ma alla fine mi ritrovai incatenata, avvinghiata in una sottile e scintillante tela di ragno, facile da spezzare, alla quale ero inesorabilmente legata.

Giulia
DURA LEX

"Lo schiavo chiede umilmente il permesso di andare in bagno Signora." "Che devi fare in bagno? " mi domanda lei senza degnarmi di uno sguardo "la pipì Signora". Da circa un'ora sto leccando le scarpe della mia padrona e già da un po' avverto l' esigenza di urinare, così chiedo il permesso. "Permesso acordato" sentenzia lei. Si alza in tutta la sua maestosità e slaccia il guinzaglio dal collare.

Dimal

LA SCHIAVA A.

Lei era stata molto restia ad accettare quella proposta di "donarsi totalmente", ci aveva pensato per giorni e giorni, incerta fra il si e la paura che il gioco non avesse più limiti, paurosa per la sofferenza che, oltre il piacere, le sarebbe stata data anche se lui aveva promesso che le sarebbe stata somministrata solo quella necessaria. Per non parlare, poi, dell’umiliazione. Proprio lei, una donna libera e acculturata. Questo tormento era diminuito dopo il si che aveva finito per dare. Maledetto quel giorno, ma il suo orgoglio le impediva di tirarsi indietro. Ieri sera, via internet aveva ricevuto le disposizioni o, meglio, gli ordini da parte di lui.

Fortiter

PUNITA IN WEBCAM (2)

Avevo come ospite, in casa mia, un caro amico milanese.. Sir Antony. Per combinazione, mentre gli mostravo il mio PC girare in internet, vidi su net meeting la chiamata di Justine e attivai la connessione audiovideo.. Antony si avvicinò incuriosito, aveva sentito parlare di Justine e mi chiese di esserle presentato.. Il gioco mi piacque.. e dopo un po’ li lasciai a fare conoscenza... non senza avere ordinato a Justine di ubbidire a qualsiasi richiesta del mio amico.. Io mi misi a guardare un film interessante in tv... anche se ogni tanto un dialogo inquietante mi giungeva alle orecchie..

Vip

UN INCONTRO IMPORTANTE (3)

Dovevo tenere fede al mio impegno, dovevo trovare una terza persona che potesse giocare con noi. Non era facile come pensarlo o desiderarlo. Scartai subito una donna, sarebbe stato fantastico avere un'altra donna ma era impossibile da trovare, le donne singole "non esistono", se hai già un'amica o conosci una persona è un'ipotesi percorribile, ma trovarla "tout court" nel giro di una o due settimane, impossibile, ed avevo scartato Barbara per evitare gelosie che poi mi sarebbero inevitabilmente ritorte contro. Allora mi concentrai sui maschi, gli annunci sul web erano pieni di proposte maschili per un trio. Lessi decine d'annunci e ne scelsi tre, avevo in mente un ragazzo dai 30 ai 35 anni, con un annuncio discreto non troppo aggressivo e necessariamente bsx.

Max

ALLO SPECCHIO

Da quando avevo 11 anni ho cominciato a manifestare tentenze che fino a poco tempo fa ritenevo perverse e malsane. Ricordo che mi chiudevo nella mia cameretta quando andavo a dormire, e prendevo dal bidone delle immondizie del bagno i collant usati e rotti di mia sorella, li indossavo e mi eccitavo da matti nel sentirmi le gambe fasciate da quello splendido tessuto. la mia passione con il tempo e' diventata sempre piu' forte; alcuni giorni quando i miei familiari uscivano di casa, io preparavo sul letto tutto il materiale che tanto mi eccitava e poi comincivo a travestirmi, ricordo che su quel letto c'erano: 2/3 paia di collant, mutandine di pizzo, reggiseni, body, gonne, vestaglie e altri capi sottratti dalle cassettiere dell'armadio di mia sorella.

Fragola

UNA PIZZA CAPRICCIOSA

Sabato scorso e venuta da me Barbara, con l´amica del cuore giànnetta. Barbara è decisamente più belloccia, castano-chiara, occhi azzurri. giànnetta meno significativa, sicuramente graziosa. Di Barbara so che non ha mai avuto padre e la madre è appena divorziata dal secondo (o terzo) marito; certo di soldi in casa non gliene girano molti, così quanto le do per aiutarmi con la tappezzeria di casa mia le è ben gradito. Della famiglia di giànnetta non so nulla. Sono disinvolte come sanno essere le ragazze di qui, entrambe diciottenni, ma certo non imbranate. Basta una rivista in casa per farle parlare di sesso con una facilità invidiabile. Barbara è sicura di sé e quando le dico che sembra una Domina ("capirà?" mi domando) mi garantisce che ha già esperienza in materia, ma si rifiuta di darmi particolari.

Fetish

REMAKE

Ho iniziato a baciarti collo. Sei profumatissima, cominci a rilassarti ed io sono sempre più estasiato. Da dietro con calma inizio a spogliarti. Tolgo la maglietta e ti sfioro i capelli, le mie labbra sul collo e cali la gonnellina copri-costume e scendendo bacio la schiena, assaporando le spalle ed inebriandomi dei tuoi odori. Arrivo al reggiseno, slaccio il tuo costume e proseguo verso il basso. Ti pieghi verso il basso ed appoggi le ginocchia sul letto. Con le mani dolcemente abbasso le mutandine e la mia lingua scivola nel calore accogliente del tuo sedere. Il gioco ti piace e la mia lingua ti scruta. Abbiamo fatto l’amore, eccome!

SubSet

ESPERIENZA E'...

Esperienza è il nome che da l’uomo ai propri errori... Vero, verissimo, ho sbagliato... ho perso il controllo, non ho obbedito, ma posso far tesoro dei miei errori, farne esperienza per migliorare e cercare di commetterne il meno possibile. Allucinante!!!! Non mi era mai successo... sentirmi infinitamente PERSA in un sogno forse ripetibile, forse no.... che ho avuto solo il piacere di assaporare in minima parte... eppure, mi e’ bastato per affascinarmi, catturarmi, per capire che e’ questo il mondo sm che voglio esplorare, che mi gratifica, che mi fa salire l’adrenalina ai massimi livelli. Infinitamente PRESA dal tuo modo di essere Master, spontaneo, naturale, senza finti atteggiamenti, paziente e protettivo, sofisticato ed intelligente... con quello sguardo dove balenano, combinati, sarcasmo, mitologia giovanile, dolcezza e severità, che rassicura ma al tempo stesso inquieta. Il Master “completo, carismatico”.

Viola

UN INCONTRO IMPORTANTE (2)

Dopo il primo incontro tra sconosciuti, i nostri rapporti diventarono molto intensi e ricchi di presenza. Non era facile perché abitavamo in due città diverse che distavano 150 km tra loro. Il telefono ci univa molte volte al giorno, al mattino, quando uscivo da casa per andare in ufficio, trovavo sempre un messaggio di buonagiornata da parte di Lei, il tono era positivo e questo mi metteva di buon umore. Ci chiamavamo per dirci solo "un bacio da sentire" e poi dopo pochi minuti per dirci "ti voglio bene". Ero tornato ragazzino e ricambiavo l’amore che lei mi mandava con tutto me stesso. Avevamo avuto altri incontri, ma da innamorati, con un sesso fatto di tenerezze, senza più citare o pensare al BDSM. Dopo circa un mese Le dissi che volevo avere un altro incontro con Lei da Master a "schiava". Lei mi disse che aspettava che lo dicessi, anche lei lo aveva pensato ma aspettava un mio segnale. Ci dovevamo vedere il giorno dopo.

Max

L'ISPEZIONE

All’ora concordata la schiava entra nella stanza e tenendo gli occhi bassi dice: "la umile schiava saluta il suo padrone e lo supplica di sottoporre la schiava all’ispezione corporale". La schiava deve rivolgersi al suo padrone usando la terza persona in segno di umile sottomissione e di messa a nudo della propria personalità. La schiava avanza fino davanti al padrone ed attende l’ordine perentorio: "spogliati". La schiava inizia a spogliarsi ma ad un certo punto il padrone la blocca: "Schiava non devi fare uno spogliarello per tentare di far eccitare qualcuno, non ne sei ancora degna. Devi solo spogliarti per sottometterti alla umiliante ispezione corporale. In questo momento sei solo un qualcosa che deve essere analizzata. Ed ora continua!". La schiava riprende a spogliarsi un po´ impacciata quando viene interrotta nuovamente: "Schiava! Mi pare che ci fossimo messi d’accordo che dopo ogni mio comando tu avresti risposto con un "sì padrone" o "grazie padrone". Per questa volta perdonerò la tua mancanza ma vedi di non sgarrare più." La schiava risponde umilmente con un flebile: "grazie padrone".

Holdme

COGNATA O PADRONA?

La mia padrona, sino ad allora era stata per me una amica di famiglia e soprattutto una amica di mio fratello; il legame con mio fratello era sin troppo forte e destò subito dubbi che rimasero in piedi, fino a quando mi rivelò di avere con lui una relazione da più di un anno. Da quel momento cominciammo una sorta di rapporto telefonico, vista la elevata distanza che ci separava, con telefonate simpatiche e condotte coi toni amichevoli di due amici di vecchia data. Era tale la tranquillità che in una giornata afosa del luglio 2000, le rivelai la mia passione per i piedi femminili. La cosa le piacque subito e dopo non molto tempo mi spedì alcune foto delle sue dolci estremità ed io per ringraziarla le promisi che la prima volta che ci saremmo visti, glieli avrei massaggiati. Una sana passione per le estremità delle donne è stata sempre vissuta da me in chiave masochistica e lei, intelligente come la maggior parte delle donne, non ci mise molto per capirlo. Un giorno in una delle tante telefonate mi chiese se ritenevo il massaggio dei piedi una pratica da servo ed io le risposi di si e che per i suoi piedi le avrei fatto da schiavetto in qualunque momento.

Titty

L'INIZIO DI UN PERCORSO

Il locale è intrigante, luci basse, musica di sottofondo ed una scenografia originale con pesci tropicali che fanno capolino da dietro degli acquari-oblò; a parte un eccesso di abiti neri in latex e pelle ed un po' di accessori, potrebbe essere un Pub/Discoteca come tanti altri ... invece questa è una serata BDSM. Sono al seguito della Padrona, stupenda nel suo corsetto vittoriano, e indosso un collare di cuoio scuro quale simbolo di appartenenza e di sottomissione. Quando la Padrona decide di riposarsi, mi concede di toglierle le delicate scarpe e di massaggiare ed adorare i suoi stanchi, eleganti piedi. Ed io felice, riconoscente, in ginocchio, cerco di esprimere la mia totale appartenenza alla Padrona dedicando tutte le mie attenzioni a Lei, estraniandomi dal contesto; ci sono oltre cento persone che popolano il locale, ma per me esiste solo la Padrona, Lei e nessun'altro.

Hagrid

PUNITA IN WEBCAM

Da due anni navigo in rete, soprattutto in chat, e grazie ad essa ho conosciuto Justine, una schiava 30enne che mi ha giurato fedeltà e sottomissione totale. Purtroppo abita in valle d’Aosta e, per un emiliano come me, le occasioni per vederci non sono tantissime. Per fortuna esiste la chat... e la webcam.. che possediamo entrambi, e con questo bel giocattolino è possibile, anche a distanza, esercitare il mio ruolo di severo master... Un mese fa le avevo chiesto di essere la schiava-puttana di due masters... io e un caro amico milanese.. Sir Antony, esperienza per lei totalmente nuova e angosciante... ma aveva accettato.. L’appuntamento era tra sette giorni... il tempo per me di finire un lavoro che mi tratteneva a Milano. Per prepararla all’appuntamento le ordinai di sottoporsi tutte le sere, per un ora, a un doloroso trattamento punitivo, con gli strumenti che avevo creato per lei. Suo compito era di documentare il tutto con foto fatte con la webcam e di avvisarmi con un sms dell’inizio del suo supplizio.

Vip

ANTICHE PIETRE (2)

Erano passati 20 giorni da quando Silvia era sparita ed io ero stato riassorbito dagli impegni quotidiani, pensavo che non la avrei più sentita. Ore 10 di mattina suona il cellulare, chiamata senza ID, rispondo distrattamente e sento “ciao sono Silvia...” un’onda calda attraversò tutto il mio corpo. Mi disse che dopo ferragosto sarebbe venuta giù, poi aggiunse che sarebbe stato molto tranquillizzante per il nostro gioco se avessi fatto alcuni test del sangue per escludere HIV, epatite, ecc... e letteralmente mi dettò una lista di esami. Poi mi disse la data esatta e l’ora in cui sarebbe arrivata e di pensare io a tutto il resto. Inventai un impegno di lavoro e prenotai una camera in un grazioso alberghetto. Al suo arrivo lei fu seria e silenziosa per tutto il tragitto dall’aereoporto all’albergo. .

SpiritelloAllegro

ANTICHE PIETRE

Spesso sono stato attratto da fantasie in cui “lei” è una dea e io il suo schiavo, ma pur provando con vari sistemi le varie ragazze con cui sono stato non mostravano interesse a giocare con queste fantasie. Ormai felicemente sposato da diversi anni e prossimo ai 40 ho cominciato a rassegnarmi e ad accontentarmi di quei pochi attimi in cui mia moglie finge fantasie non sue per accontentarmi e così fingo anche io, d’altra parte non si può avere tutto... Da alcuni anni una molto anziana zia che ha un’appartamentino al mare e che usa pochissimo ci ha lasciato le chiavi così che possiamo usarlo a patto di seguire noi i vari problemi e manutenzioni.

SpiritelloAllegro

VERO

A dire il vero la mattina era iniziata nel peggiore dei modi .... sceso dalla mia abitazione avevo notato che la mia macchina non era più dove l’avevo lasciata la sera prima. Tirando giù qualche improperio, mi diressi alla prima stazione della benemerita con la moto. Finite le prassi ignobili che si devono adempiere in questi frangenti per brindare al ‘lieto’ evento decisi di andare al centro con l’intenzione di visitare qualche negozio di camice e cravatte Erano le 12,00 ero ormai stufo, stanco di camminare tenendo tra le mani buste di varia grandezza, con un movimento goffo (senza pensare che c’era gente) mi bloccai e cercai di entrare in un bar all’angolo con P.zza del Popolo. Il famoso Ragioniere per antonomasia non avrebbe fatto di meglio: centrai con precisione certosina una ragazza che stava passando da quelle parti facendole cadere a terra tutto quello che portava con sè.

Mauro

UN INCONTRO IMPORTANTE

Mi ero interessato al BDSM con gradualità, ma lo stimolo principale mi fu dato per caso, un giorno con la mia amica, quando incontrammo una coppia nel mio appartamento a Milano. Dovete sapere che con Barbara eravamo solo amici e complici ed incontravamo saltuariamente coppie con l'altra lei bisex, perchè Barbara amava essere "posseduta" da un'altra donna, senza essere una lesbica convinta. Quel giorno il lui della coppia manifestò un atteggiamento di dominazione verso Barbara, utilizzando la sua lei per lo scopo. Ebbene Barbara fu una schiava perfetta. Ma non è di questo che voglio raccontare, questo episodio mi aprì gli occhi e mi decisi di cercare una schiava tutta mia. Prima mi documentai visitando molti siti, apprendendo i termini e le tecniche. Poi misi l'annuncio sulla Gabbia, ripetuto varie volte. Dopo due mesi e dopo alcuni contatti fasulli, mi scrisse Lei.

Max

DOMINA SVEDESE

Ho 21 anni e circa 8 mesi fa e cioè il 20 Agosto incontro una Dominatrice svedese che veniva in villeggiatura in italia già da perecchi anni. La storia inizia così, per un fatto personale eviterò di dire sia il mio paese sia i nomi diciamo comunque che il mio è un paese di villeggiatura del sud italia. Io facevo il bagnino in un lido e ormai era quasi finita l'estate senza molte soddisfazioni per uno slave come me, in pratica non era successo nulla riguardo quel lato. Più volte però la mia attenzione era caduta su una splendida biondona che usava fare passeggiate sulla spiaggia e che quasi tutte le mattine per il mese di agosto passava davanti al lido dove io lavoravo. Lei era bellissima, una donna con la "D" maiuscola, alta circa 1,73 carnagione bianca, anche se non chiarissima dopo il mese di vacanza, un corpo perfetto, vita strettissima seno una terza e mezzo labbra carnose occhi verdi e due mani e piedi curatissimi sopratutto le unghie che erano lunghe non dipinte ma belle davvero.

Snake

ARSURA BAGNATA

Il vestito tradiva quanto promesso: ottava di seno. Glutei imponenti. Ventre rotondo. Era proprio Lei: Giulia. Rossa dagli occhi di ghiaccio. 175 di eleganza e portamento. Voce suadente. Ed un maledetto senso dell'erotismo che rapiva attenzioni mal celate dalla mia ostentata oratoria/pacatezza. Incuriosito da quella pelle lentigginosa: insolitamente scura dati i capelli. Dalle sue mani lunghe ed affusolate. Dalle labbra umide e sufficientemente carnose per affettare qualsiasi pseudo-indifferenza. Giuly. Quella della chat. La Fetish-Woman misteriosa ed intrigante, compagna di nottate grondanti di sesso virtuale. Desiderata, attesa, insperata. Vera. Il tempo di un drink. Per me un'eternità. Per lei una doccia e qualche minuto di respiro dal viaggio. Il bagno la partorisce splendida. Maliziosamente avvolta da un accappatoio nero. Con lo sguardo filtrato dalla frangia ramata ed una scollatura voluta.

Masterclyster

IL BATTIPANNI DI MARTA

La padrona Marta, una donna di 45 anni mora con i capelli a caschetto, gli occhi chiari ed una larga bocca sottile, alta 175cm e del peso di quasi 90 kili, con un enorme culo e delle piccole tette cascanti, grosse mani pesanti, con lunghe ed affilate unghie quadrate smaltate alla francese, ritornò nella stanza e si avvicinò a Marco che era steso per terra nudo con le mani dietro la nuca, e la sentì arrivare terrorizzato. Marta si fermò vicino a lui.Gli pose un piede sul cazzo moscio e cominciò a schiacciare ed a roteare la suola della scarpa. Marco cominciò a divincolarsi ed a contorcersi per il dolore provato.

ACDC

INCONTRI

Dopo molte titubanze e qualche contrattempo Silvio e Krizia (nomi di comodo) si decidono a passare una serata in mia compagnia. Li ho conosciuti tramite un’ inserzione e, forse perché siamo della stessa provincia, Brescia, c’è stata subito simpatia tra noi. Loro sapevano che stavo cercando una slave con gusti complementari ai miei, ma si sono prestati ugualmente ad un incontro all’insegna del gioco BDSM. Siamo tutti e tre sulla quarantina e di natura sensibile e giocosa; Silvio ed io siamo sull’1.70, di corporatura media, mentre Krizia è più piccola, ben proporzionata, capelli castani,corti ed un’espressione dolce : carina !

Kissbond

IL GIOCO

E' passato ormai quasi un anno. Da sempre attratto dalle fantasie sado-maso, mi ero rirovato a sbirciare le inserzioni dell schiave della Gabbia ... Tra tante, mi aveva colpito proprio quella di Irene, "affermata professionista di 32 anni". "Cerco qualcuno che riesca ad umiliarmi via mail. Amo essere sculacciata ed immobilizzata a lungo come punizione. Eseguirò fedelmente ogni ordine che mi verrà impartito, anche i più umilianti. No ai giochi troppo cruenti. Voglio solo essere trattata come una sciocca bambina!" Era esattamente quello che cercavo. Mandai subito una e-mail, nella quale spiegavo ad Irene come intendevo impostare la sua sottomissione. Non troppe righe, ma solo un piccolo assaggio dei trattamenti che avrebbe subito, e alla fine una sorta di sfida ... "Sei pronta"?

Masquenada

LA NASCITA DI VENERE

Era il 1994, studiavo all'ultimo anno di Liceo Classico. In classe eravamo tre maschi e una moltitudine di ragazze, per lo piu' bruttarelle e secchione... ero il classico gallo del pollaio! Approfittando delle simpatie che attiravo avevo iniziato a chiedere spesso i compiti a una mia compagna, certo non bella ma piuttosto interessante... e soprattutto molto brava. Fu in una di quelle lunghe telefonate in cui lei, col solito atteggiamento sicuro e deciso, mi fece notare che non poteva perdere un'ora al giorno per passarmi traduzioni e appunti.. e che avrebbe continuato a farlo se io avessi fatto qualcosa per lei. Mi disse di andare il giorno dopo a studiare da lei.. e a me sembro' evidente che fosse un tentativo di sedurmi, decisi che tutto sommato due bacetti per tutto il lavoro che mi evitava ci potevano stare e mi preparai a ricevere le sue avances.

Worm

LE CALZE DELLA VECCHINA

Fin da bambino sono sempre stato attratto dai piedi femminili, il periodo più bello dell'anno per me era la primavera, quando le stada si riempivano di sandali e scarpe aperte con dentro meravigliosi piedi di ogni età e di ogni foggia. E sempre ho considerato le donne come esseri superiori a cui assoggettarsi completamente. Ricordo che una volta, avevo circa 11 anni, avevamo una vicina di casa vedova piuttosto avvizzita ed in là con gli anni, ma io la adoravo poichè indossava sempre calze nere e ciabatte aperte, ed io restavo delle ore ipnotizzato a guardare quelle dita che si intravedevano sotto il nylon nero così meravigliose e seducenti. Inoltre la Signora Carla mi attraeva poichè aveva sempre uno sguardo severo ed implacabile, sempre pronta a rimproverare e redarguire noi ragazzi che giocavamo in cortile. Un pomeriggio si sedette sulla solita panchina e si tolse le scarpe. Io ero incapace di distogliere lo sguardo da quella meraviglia, lei se ne accorse e, fingendosi scandalizzata mi afferrò per il polso e mi trascinò in casa rimpoverandomi aspramente.

Aldo

QUESTIONE DI FORTUNA

Ho ricevuto la sua e-mail circa due mesi fa, quando ormai non credevo più che potesse accadere, dopo così tanto tempo dalla mia inserzione: un breve messaggio con un numero di cellulare per contattarla. Una sola chance: chiamarla... Effettivamente mi risponde una donna, abitiamo nella stessa zona quindi decidiamo di incontrarci per fare conoscenza ... Arriva all’appuntamento puntuale, ci rechiamo ai tavolini di un bar per parlare con calma; lei parla, parla, parla......compensa i miei silenzi, un po’ imbarazzati ed un po’ sorpresi... Accenniamo ai nostri reciproci gusti; il primo impatto è piacevole, mi sento a mio agio e così decidiamo di rincontrarci poche sere dopo. Vado a prenderla e ceniamo insieme, dopo di che ci accomodiamo in macchina: sono tentato di invitarla da me, ma non so ancora come potrebbe prenderla.

Onmyknees

HIGHWAY'S GOLDEN RAIN

Incontrarsi, guardarsi finalmente direttamente negli occhi senza il filtro vitreo della web cam, parlarsi non al telefono.......anche solo per un attimo, per poi nuovamente sparire nel nulla, un pò come in quel film dal titolo "Lady Hawk", ove un maleficio costringeva il cavaliere e la sua Dama a sfiorarsi solo per un attimo per poi immediatamente dopo ripiombare nella separazione...........il sogno proibito, normalmente irrealizzato e spesso irrealizzabile, di tutti coloro che hanno provato un rapporto coinvolgente con una persona lontana nato e cresciuto sulle ali del WEB. L'idea e l'occasione sbocciano per caso, in pochi attimi, un venerdì mattina: siamo al telefono, come spesso ormai da tempo ci accade, e, parlando del più e del meno, non necessariamente di raffinate tecniche di tortura, scopriamo come il giorno dopo, cioè il sabato pomeriggio, ci troveremo per ragioni diverse a percorrere più o meno le stesse strade, a convergere in macchina verso località vicine, ben distanti dalle nostre rispettive abitazioni: bellissima occasione, direte Voi............: manco per il c....... invece........in quanto Lei (ENNE) sarà in macchina con il suo ignaro coniuge, e lui (emme) deve raggiungere entro un orario prefissato la rispettiva ed altrettanto ignara moglie....... Qualsiasi persona normale avrebbe scartato a questo punto sul nascere l'idea, facendone pietosa eutanasìa........ma noi NON siamo persone normali e ci vantiamo di non esserlo mai stati.

Enne&emme

L'ESTATE DELLA MATURITA' (2)

Dopo quella notte la Padrona Carla per diverse sere non mi chiamo’ a casa sua, non sapevo se aveva da fare o era già soddisfatta cosi’ , probabilmente lascio’ passare un po’ di tempo per pensare se era giusto continuare a schiavizzare un ragazzo cosi’ giovane, ancora non completamente consapevole di se, o forse mi lascio’ solo un po’ di tempo per farmi riflettere su quanto avevo subito e farmi abituare mentalmen-te all’ idea di essere il suo schiavo. Io giravo la sera intorno alla sua sdraio come al solito, ma mi sembrava piu’ fredda e distaccata dei primi giorni, col passare del tempo avevo assorbito l’ esperienza ed era sparito quel certo senso di colpa che si prova da ragazzi quando si fa qualcosa che non si dovrebbe mai, ricordavo continuamente ogni scena di quella notte e solo a pensarci mi eccitavo, un paio di volte mi ero già masturbato pensando a quando leccavo i piedi e le dita smaltate di rosso della Padrona Carla o quando mi pizzicava i capezzoli fino a farmi male per farmi continuare a succhiarle i suoi. Dopo quasi una settimana, appoggio’ il suo libro sulle gambe accavallate e: "Franco, vedo che sei sempre intorno a me, mi fà piacere, ma non voglio che gli altri del bagno pensino a qualcosa, stammi piu’ lontano, vai con i tuoi amici dai...", "Va bene Signora Carla, mah.. io vorrei...." "Cosa Franco ? Vorresti rifarlo lo so, hai goduto come porco e non vedi l’ora che io ti richiami vero ?"

Franco

SEI PROPRIO UNO STRONZETTO

Erano passati ormai parecchi anni da quando avevo scoperto la mia vocazione di schiavo, ma nonostante i numerosi annunci che avevo inserito su riviste per soli uomini, le mie esperienze si erano spesso limitate a deludenti incontri con pseudo professioniste a pagamento che cercavano solo di farmi venire il prima possibile per liberare il posto a favore del cliente successivo. Anche i miei annunci inseriti in qualche sito in rete, non avevano maggior fortuna, e le "Padrone" che qualche volta mi contattavano, erano sempre prostitute o ragazzini in cerca di mail erotiche che sparivano non appena l'ipotesi di un incontro diventava reale. Fu così che un giorno, mentre navigavo in rete cercando quelle immagini di giochi sadomaso che tanto mi eccitavano, scoprii La Gabbia. Letteralmente affascinato dalla presenza di tante inserzioni in tutte le categorie, passai diversi giorni scrivendo un mare di lettere a molte tra le Mistress che avevano inserito un loro annuncio nel sito, e cominciai , pieno di eccitazione ad aspettare qualche risposta.... che non arrivò.

theslave

DODY LA MIA PRIMA CAVALLA

Ho sempre avuto una passione per i cavalli. Da trotto, da galoppo, da tiro: l'importante è che fossero estremamente ubbidienti e non nervosi come spesso accade ai concorsi ippici. Non appena ebbi la possibilità economica, ne comprai uno, una ex trottatrice con un qualche passato glorioso. Lo comprai con tutto l'armamentario: sulky (cioè la carrozzella), finimenti, paddock (ricovero animali), van (portacavalli da rimorchio per auto). Senza alcuna esperienza se non la mera passione mi portò a far tutto da solo: il pomeriggio andavo, le mettevo i finimenti e mi allontanavo dal club su strade provinciali, comunali, ecc. La trattavo benissimo, con affetto e crudeltà insieme, quando era un po' sfiatata mi bastava assestarle qualche colpo di frusta (avevo il nervo di bue, non un frustino leggero) per farle riprendere i fasti di un tempo. Sembrerà assurdo, ma a me sembrava che Dody mi chiedesse di essere frustata. Me ne accorgevo quando improvvisamente rallentava senza motivo né particolare stanchezza: il suono della mia voce e la scossa di redini le faceva solo muovere la coda, nient'altro...al primo colpo di frusta sulla groppa sobbalzava e trottava...

Ziodino

ADORATA SEVERA PROFF.

Oggi sono un 40enne, brizzolato, di bell'aspetto, laureato, vivo e lavoro a milano dove conduco una vita equilibrata e serena... Ma... da un pò di tempo seguendo "la Gabbia" ho provato emozioni che ormai credevo di non provare più... le stesse che provavo quando ero adolescente e frequentavo il liceo... La mia proff. d'inglese era una bella signora, ben messa, cinquantenne, sempre vestita in tailleur. Era un'insegnante molto rigida... anche un pò dura e prepotente, ma a me la cosa piaceva un sacco... Non ero uno dei suoi migliori allievi e questo le dava un sacco di occasioni per umiliarmi... poi quando ritornavo a casa da scuola invece di studiare ...ripensavo alla mia insegnante... e... fantasticavo di essere completamente a sua disposizine... allievo devoto ed ubbidiente... ahhh... che bei ricordi... le mie prime masturbazioni. Avendone bisogno andavo spesso da lei a ripetizione... non perdeva occasione per maltrattarmi, letteralmente... io naturalmente le davo ogni pretesto per esserlo.

Pippomi

BRENDA E L'ANNUNCIO

Per una travesta come me (il mio nome è Brenda, over40, ben fatta, chic) quell'annuncio su "la Gabbia" era fin troppo invitante: "Coppia dom cerca travesta sottomessa per bdsm soft...": naturalmente avevo risposto subito e lo scambio di mail mi aveva convinto all'incontro. "Loro", la coppia dom, abitavano a Firenze, e decisi di raggiungerli in treno, il che mi avrebbe lasciato il tempo per fantasticare sull'incontro: adoro essere l'oggetto sessuale di un maschio, agli ordini della sua donna... scesi all'albergo che loro avevano scelto per me e tutto filò liscio: stanza prenotata, atmosfera calda e kitsch quel poco che "aiuta", perfino un pacco sul letto con un biglietto,"a tra poco". Ero eccitatissima, convinta che solo una mano femminile potesse aver organizzato tutto.

Brenda

GODERE DI JOY

Oggi è mercoledì, ho deciso di chiamare Joy per incontrarlo domenica. Sono passate 3 settimane dall’ultima volta e devo dire che mi è venuta un po’ di voglia. "Ciao Joy ti aspetto per domenica....verso le 6....." E’ ovvio, lui non può replicare e se lo fa, dovrà scordarsi di me. Alle sei in punto il campanello suona e lui è già dietro la porta. E’ un ragazzo di 25 anni, più giovane di me, castano ed abbastanza carino, in forma. Appena in casa ed in pochissimo tempo è già nudo ed in ginocchio vicino all’ingresso, al suo fianco il mucchietto di vestiti. "Vieni avanti e fatti vedere..." A testa bassa arriva in cucina e mi mostra il sedere completamente depilato e sicuramente pulito, ovviamente con le due mani si apre le natiche piegandosi in avanti e decido così di lasciarlo in quella posizione almeno 5 minuti.

Manu

AVVENTURA FRANCESE

Circa 5 anni fa mi trasferii in Francia per uno di quei programmi di scambio. All'epoca ero fidanzatissimo con una mia ex compagna di scuola, una di quelle storie che cominciano per caso e proseguono per anni senza neanche sapere il perché, tra noia, qualche corna e un grande affetto. Tralasciando le litigate paurose con la ragazza prima della partenza, è significativo sapere che in Francia hanno l'usanza di accogliere gli studenti stranieri affiancando loro uno studente del luogo per permettere così un'integrazione più veloci nella città e nell'Università. Appena arrivato quindi mi fu comunicato che il Patrick sarebbe stato lo studente che mi avrebbe seguito nei miei primi problemi: ricordo di essermi scocciato molto all'inizio perché agli altri ragazzi italiani fu affiancata ad ognuno una ragazza e a me toccava un maschio. La solita sfortuna, pensai. Il primo incontro fu abbastanza freddo, io parlavo molto bene il francese, conoscevo già la città e quindi mi sembrava inutile che qualcuno mi seguisse passo per passo come invece faceva Patrick. Il ragazzo non aveva poi molto di speciale: piccolino, biondo, studente modello con una carriera sicuramente assicurata in qualche banca di Parigi ma di una banalità e noia mortale.

Ego_ista

SOTTILE LINEA D'OMBRA

Personaggi ed interpreti: Lei: Enne. - E' una Dom motivatamente convinta del proprio ruolo, che sente come esclusivo e per il quale, last but non least, ha anche il fisico ed il portamento giusti, con una buona esperienza di dominazione alle spalle. Conduce il "gioco", così ci ostineremo a definirlo, che va avanti ormai da mesi e di cui i fatti appresso narrati sono solo una tessera di mosaico, con responsabilità e senso del limite... e meno male.... Lui: emme. - E' switch praticante pressocchè da quando ha memoria, con esperienze concrete anche abbastanza "forti" in entrambi i ruoli, viene giustamente considerato dalla Sua Padrona un irresponsabile da tenere bene a freno e controllare a vista per evitare che ecceda. Lei ne sta pazientemente tirando fuori, si spera con discreto profitto, la più profonda parte sub, l'anima nuda, come dice Lei; si sono "conosciuti" sulla chattina della Gabbia, discutendo di automobili, altra loro grande passione, arguendo senza tema di smentite di essere dei pervertiti irredimibili dal tipo di veicoli rispettivamente posseduti ed amati.

Enne&emme

OMAGGIO A MATTEO

Brescia, Sabato ore 16: Sono a casa con Monica, una slave di 31 anni, magra, alta e bionda, con un viso d’angelo e tutte le curve al posto giusto...a volte mi sorprende con la sua fantasia maso: "master, non dovrei essere preparata per l’ arrivo di Matteo?” chiede con candore... Oggi mi sento benevolo nei suoi confronti, vista l’attenzione e la devozione che mi riserva sempre... “Tu cosa suggerisci, porcellina? Scommetto che ti sei già bagnata al pensiero di ciò che sta per succederti...” (sguardo di finto stupore negli occhioni azzurri contornati di efelidi) “no master, è che so quanto tieni all’incontro con Matteo e vorrei presentarmi a lui nel modo più adatto alle circostanze...” Taglio corto “ok, come pensi di riceverlo?” Mi descrive un paio di sue idee, visto che manca poco all’ora stabilita per l’incontro, passo immediatamente all’opera; vorrei creare una scena d’effetto per l’occasione... In breve arriva Matteo, giovanotto dall’aria sveglia e simpatica, lo faccio accomodare in salotto e noto con soddisfazione il suo sguardo interrogativo... chiamo la slave con ordine perentorio: ”porcellina, vieni subito qui e porta da bere,svelta!” L’apparizione di Monica è uno spettacolo decisamente sexy! Gambe slanciate, calze a rete e tacchi a spillo...tutto nero... le caviglie strette da manette d’acciaio unite da una cortissima (2 o 3 anelli) catenella, cosa che le permette piccoli ed aggraziati passettini.

Kissbond

HEAVY METAL

E’ arrivato a casa, finalmente! Era più di un mese che non ci vedevamo e quasi una settimana che attendevo notizie. E adesso finalmente stava salendo le scale che porteranno il mio maestro per la prima volta a casa mia (gli incontri si sono sempre svolti a casa sua). Ho la testa confusa tra mille pensieri. Una occhiata veloce all’appartamento come per controllare che tutto sia a posto, poi all’abbigliamento, a quel pigiama da uomo rosso porpora che indosso, fatto di camicia a maniche corte e di shorts che mi coprono appena la coscia. A volte l’abbigliamento maschile rende ancora più femminili le donne. Suona alla porta, vado ad aprire, lui entra senza neanche degnarmi di un saluto o uno sguardo, ma porgendomi l’impermeabile grigio ed appoggiando la sua quarant’otto ore sul tavolo da cucina. Silenziosamente appendo l’impermeabile e mi avvicino a lui. E’ sicuramente stanco morto, dopo quattro ore di viaggio in auto ed alle spalle una settimana passata tra Briançon e Torino. Lo guardo, è bellissimo come sempre, alto, e le spalle larghe. Il viso molto sottile con poca barba, a ringiovanire ulteriormente il suo aspetto e due occhi azzurri ghiaccio, ma tutt’altro che freddi, a dispetto di quello che possano sembrare ad una prima occhiata.

Inquisitore

LA PROF. D'INGLESE

Quella che sto per raccontarvi è una storia vera accadutami quando avevo 17 anni. Ora ho 21 anni e riesco a trovare il coraggio per condividere quello che mi è successo con altre persone alle quali è capitata più o meno la stessa cosa. Andavo a scuola e conducevo una vita normale uscivo con gli amici e frequentavo le ragazze normalmente, ma ero interessato alle donne più grandi di me, anche se non riuscivo neanche ad accettarlo io stesso, abitando in un paese del sud la mentalità non è molto aperta su certi argomenti. Provavo attrazione per alcune professoresse e soprattutto una professoressa di inglese 35 anni alta carnagione scura fisico atletico snella due belle gambe e un particolare che mi colpì subito fu che non la avevo mai vista senza un paio di scarpe con i tacchi alti, oppure soprattutto di inverno portava degli stivali alti anch'essi a spillo.Non era una professoressa del mio corso e quindi la vedevo per i corridoi quando entrava a scuola oppure la vedevo il pomeriggio girare per il paese. Essendo lei calabrese aveva una casa in affitto in periferia dove viveva con la sua unica figlia di 15 anni. Avendo preso confidenza con la figlia più piccola andai a casa sua per dargli dei libri che le servivano per l'anno successivo essendo di due anni più piccola di me, ma non avevo nessuna intenzione di parlare con la madre, anzi pensavo proprio di non trovarla a casa, e cosi fu. Proprio mentre stavo uscendo eccola entrare indossava una giacca scura e una gonna lunga, ma la mia attenzione fu attirata dalle sulle sue scarpe tacco a spillo in metallo e punta anch'essa rinforzata in metallo, lei si accorse subito che le stavo guardando i piedi e mi disse: "Chi è questo bel ragazzo?"

Snake

ROSSO FUOCO

Venerdì 1 dicembre. Sono sul treno che mi sta portando verso Nicole, Mark (il suo Master) e il mio Padrone. Da parecchi giorni so che ci vedremo, ma fino ad ora ho evitato di pensarci e di parlarne, anche con Nicole, nonostante ci siamo sentite diverse volte. Anche col mio Padrone non ho approfondito l'argomento, ed ora so il motivo. Ho paura, il timore di non saper prevedere come si svolgera' l'incontro mi impedisce di pensarci. Ma ora che il momento si sta avvicinando velocemente non posso impedirmelo. Mi sto mettendo di fronte alle mie paure come se fossi dinanzi ad uno specchio, ma esse si fermano alla superficie e riflettono su di me la loro immagine, ed io mi sento sempre piu' confusa. Lo so che non ho motivi razionali per provare quello che provo, l'incontro precedente e' stato indimenticabile anche se sconvolgente, per cui ho i termini di confronto. So anche che il mio Padrone non si allontanera' mai da me, non mi abbandonera', e questa certezza mi dara' modo di potermi abbandonare completamente alle mie sensazioni. h. 17,30 Il treno sta entrando in stazione, tra pochi minuti potro' abbracciare il mio Padrone, e salutare Mark che molto gentilmente e' venuto ad accogliermi. Il mio Padrone mi ha avvertito che si uscira' a cena dove sia io che Nicole saremo a loro disposizione e pronte ad ogni ordine che ci verra' dato. La situazione e' eccitante da morire, anche se leggermente preoccupante. Sara' la prima volta che mi comportero' da schiava in pubblico. Sono vestita esattamente come mi e' stato ordinato, un leggero maglioncino nero, gonna pure nera un paio di quei collant che lasciano culo e figa completamente nudi ed accessibili... mi sento nuda e puttana...

Wanda

UNGHERIA 1990

Avevo 21 anni quando potei realizzare le mie più estreme fantasie di sottomissione ad una donna. A quell’epoca, quasi dieci anni fa, giravo l’Europa con zaino e sacco a pelo, sfortunatamente da solo in quanto l’amico che avrebbe dovuto essere con me ebbe un incidente stradale che lo costrinse in ospedale per quasi tutto il mese di Agosto. Quell’anno, per la prima volta, si ebbe la possibilità di viaggiare, più o meno liberamente, anche nell’Est europeo. Anch’io, come tanti miei coetanei, vagheggiavo di romantiche avventure e di scopate fenomenali, sull’onda dei racconti un po’ surreali che viaggiavano sulle strade del "ho sentito dire che...". Conobbi tantissime persone, tra le quali qualche bella ragazza che fu disponibile a fare del sesso diciamo tradizionale, ma quel che successe a Miskolc (una cittadina a circa 150 km ad est di Budapest) segnò definitivamente piena realizzazione di quanto, da parecchi anni, avevo sempre sognato e mai immaginato potesse diventare improvvisamente realtà. Ero andato a visitare un piccolo parco botanico, qualche chilometro fuori città ed ero seduto a terra, appoggiato al palo della fermata dell’autobus armato di libro e pazienza, in quanto orari precisi per i trasporti pubblici erano un’utopia. Passò qualche tempo quanto vidi avvicinarsi una bella signora, ben vestita, sulla quarantina che armeggiava con due grosse borse della spesa...si fermò a due metri da me e, incontrando il mio sguardo, mi sorrise stancamente.

janpaolo

FORBICI

Sono felicemente sposata da 15 anni con un uomo che amo e adoro, gentile premuroso ottimo papà, giocherellone con i bambini, pero'da due tre anni nella sfera sessuale è cambiato qualcosa. Premetto che lavoriamo assieme e sul lavoro non gli concedo molto spazio, molto spesso lo umilio, lo rimprovero davanti ai clienti e non uso un modo cordiale nei suoi confronti, cosi' col passare del tempo lui stesso ha subito un cambiamento nella vita privata. Durante i rapporti ha cominciato a manifestare desideri di sottomissione nei miei confronti prima verbali e poi pian piano è passato ai fatti. Non nego di non avere mai disprezzato il ruolo della sottomessa pero' a tutto c'è un limite. Sono diventata la sua schiava, l'oggetto dei suoi desideri: quando meno te lo aspetti arriva con la sua passione di depilazioni e continue tirate di capelli.

Mrk

L'INCONTRO CON MARCELLA

Non mi ritengo niente di speciale, molte esperienze brutte e belle alle spalle, e la consapevolezza che anche quelle brutte sono esperienze che servono sempre, anche per chi ama dominare come me, da piu’ di quindici anni da quando ho scoperto quanto questo faccia parte della mia natura. Non so bene perchè scrivo questo, penso che potrei usare lo stesso tempo per tornare da Marcella e godermela, ma si scrive sempre per far leggere a qualcuno, ed un giorno questo qualcuno si riconoscerà e capirà cio’ che mi ha dato, magari quando io l’ avro’ lasciata perdere, come ho già fatto molte altre volte.

Solomarco

UNA CENA ORIENTALE

Avevo conosciuto Iko, una splendida donna in carriera giapponese (ingegnere 40 enne che lavora per una multinazionale di telecomunicazioni) a casa di amici e mi aveva favorevolmente impressionato la sua profonda cultura, il suo fascino orientale ed il suo perfetto italiano, davvero impressionante per una donna di Kioto, pur residente in Italia da 10 anni. Era una donna decisa, sicura, concreta ed autoritaria, con un fisico certo lontano dagli stereotipi orientali: gli occhi a mandorla non le mancavano, ma aveva un fisico sinuoso, alta m1,75 con le curve al posto giusto, capelli neri, occhi "glaciali", vestita all’ultima moda con una gonna corta che faceva risaltare le sue splendide gambe fasciate in calze nere e un paio di stivaletti di vernice nera dal tacco altissimo e dalla punta aguzza che facevano venire in mente pensieri molto "piacevoli".

Capitanemo

ZIA GIUDITTA

I miei passi stropicciavano lenti sull’asfalto reso umido dalla pioggia appena caduta ed i miei sospiri si nebulizzavano nella fredda aria invernale. Un venerdì sera di inizio dicembre, un fine settimana come tanti, apparentemente noioso, con il pensiero della spesa nel week-end ed in quale ristorante mangiare il sabato sera. Mi trascinavo verso casa e forse non volevo neanche entrarci, da quando lei se n’era andata sbattendo la porta, l’euforia per la mia costosa ma ritrovata libertà aveva lasciato spazio alla malinconia. Uscivo poco anche con gli amici, con quei pochi rimasti, scapoli o separati. L’unico motivo di piacere me lo dava lei, Giuditta, con quel nome un po’ retrò che io prendevo in giro, una mia collega assai più cresciuta di me, intorno alla cinquantina, divorziata per scelta e single per convinzione, senza figli, con tanti amici sparsi per il mondo che spesso ospitava od andava a trovare.

Andrik

CINTURA NERA

Vi scrivo questa mia storia vera sperando sia d'aiuto a tutti coloro, e sono convinto siano tanti, che credono che le donne dominanti non esistano o che le occasioni per incontrarle non capitino mai. Prima mi presento. Mi chiamo Angelo ho 40 anni e da sempre sono un feticista che spera di incontrare una dominatrice che sappia imporsi con la forza del proprio fisico. Arrivato all'età di 30 anni mi sono sposato, ho fatto 3 figli, e messo nel cassetto tutti questi sogni. Il bello è che, col lavoro che faccio, sono un tecnico di radiologia, ho spesso occasione di avere a che fare coi piedi di donne splendide. Li carezzo quando devono sottoporsi alla radiografia di un piede, aiuto loro a togliersi le scarpe quando devono accomodarsi sul lettino, e talvolta riesco a rubarne, per pochi attimi, le scarpe per annusarne l'odore.

Angelo

MAI FARE LA PIPI' A LETTO

La mia storia ha inizio nel 1998, all'ora avevo tretuno anni e da cinque ero sposato con Elisabetta piu' anziana di me di sei anni. L'avevo sposata unicamente per interesse, è la figlia del proprietario del ristorante in cui lavoro, e lei è l'unica donna con cui abbia fatto l'amore. Elisabetta all'età di diciotto anni mi inizio' al sesso scopandomi in cantina. Nel primo anno di matrimonio si andava d'accordo sia nella vita che sotto il profilo sessuale, l'amore veniva fatto in modo tradizionale ma spesso e tutto procedeva con serenità. Dal secondo anno la differenza d'età e sopratutto il fatto che da parte mia non c'era amore condusse il nostro rapporto in una situazione di monotonia senza entusiasmi o particolari desideri, l'amore veniva fatto una volta alla settimana piu' per obbligo che per desiderio, in maniera rapida ed insoddisfacente per entrambi.

Giugliano

LUI VENNE INFINE

Lui venne infine; tornò. Lei ne era entusiasta, e felice, eccitata. Vergognosamente, spudoratamente ansiosa, eccitata. Lo schiavo non lo sapeva; Lei non lo dava a vedere (lo schiavo, era il marito della donna).Lo sentiva, lo capiva che c’era in aria qualcosa, ma non sapeva, e percepiva di non dover chiedere; non vi era disposizione per una spiegazione. Sabato pomeriggio, lo lasciò nudo a quattro zampe, come un cane, con il collare e la catena attaccata, agganciata alla vicina parete. A terra, una ciotola di plastica, vuota. "Aspettami qui, cane –disse-, io torno." E senza degnarlo di uno sguardo o di una parola si tirò dietro la porta, chiudendola alle sue spalle.

BlackFetish

LIDIA

Mai come oggi trovo un sottile compiacimento nel vedermi allo specchio. Ammiro, quasi stupito, il sorriso nei miei occhi, i lineamenti distesi. Anche la pelle sembra ringiovanita, rinvigorita da una qualche cura miracolosa. Oggi sono felice, davvero. Pieno di te, sempre di più. Ma è una felicità fuori dal comune, tuttaltro che schematizzata o preconfezionata. I più mi darebbero del folle, dello squilibrato, del pervertito. Ma chi se ne importa, che facciano pure, che pensino ciò che più aggrada loro. E, comunque, non mi interessa farlo sapere a chi non può capire, a chi non vede al di là del proprio naso. Oggi ho te, o meglio, tu hai me e mi possiedi e ti appartengo sempre di più. Lo sento. Missà che lo senti anche tu. Altro non chiedevo, da tempo immemore. Ore, giorni, settimane, mesi, anni a cercarti, sempre e ovunque. Momenti tristi, bui. Vacui tentativi di rimpiazzarti, di trovarti in chi non avresti mai potuto essere.

Vargus

UNA FANTASTICA SORPRESA

Quanto racconto mi è davvero accaduto... Ho 32 anni e da poco ho trocato una storia con una ragazza, due mesi fa avevo voglia di trasgressione e di emozioni. Napoli offre poco per le trasgressioni e così grazie ad un giornale di annunci trovai una “coppia trasgressiva in cerca di nuove emozioni”. Immaginavo il divertimento una donna da dividere con il suo uomo, l’eccitazione di possederla davanti al suo uomo. Risposi all’annuncio e fissai una appuntamento in un luogo molto frequentato. Una piccola delusione, li incontari ma erano di una “certa età” tra i 40 e i 50. Lei, Alba, un po’ cicciotta ma carina, lui Maurizio con barba e baffi era molto presatante nonostante l’età. Furono abili a toccare tutti gli argomenti senza mai entrare nello specifico ... si parlava di situazioni nuove che ci coinvolgessimo trasvesralmente, ci accordamo per l’indomani.

Stefano

LA STORIA DI MALIZIA

La mia prima esperienza sm con una donna risale a qualche anni fa ed è nata per caso con una mia compagna di corso all'università. Una sera sono stato invitato a cena da lei e abbiamo iniziato a parlare di scambio dei ruoli e se avrei voluto nascere donna. Lei mi propose di giocare un po' e mi condusse nella sua stanza, lì estrasse degli abiti dal suo armadio e mi disse di spogliarmi. Ovviamente ero molto eccitato. Giochiamo allo scambio dei ruoli disse! Il suo armadio era molto strano, conteneva una quantità di abiti mai vista e possedeva scarpe di tutti i tipi. Mi fece indossare della lingerie nera delle calze nere, dei tacchi molto alti e un abitino da cameriera. Poi estrasse una parrucca bionda da un cassetto me la fece indossare e mi truccò.

Malizia

UNA PIZZA COL CUGINO

Certo non avrei mai creduto che la mia vita potesse cambiare solo con un incontro. Avevo quasi dimenticato di avere un cugino fino a quel pomeriggio di metà Agosto quando mia madre ricevette la telefonata di mia zia, tutto normale se non fosse per il fatto che quest’ultima la invitava a convincermi ad andare con mio cugino nel loro appartamento in montagna per sistemare l’arredamento in attesa di trascorrervi il ferragosto. Che io fossi, anche se giovane, un ottimo architetto d’interni era risaputo ma il fatto che la zia mi chiedesse un intervento così diretto mi lasciava perplesso. Mia madre tentò di convincermi, mi mostrai indeciso per un paio di giorni poi, mosso a compassione dalle sue richieste, accettai anche se non ero ancora convinto.

Andrea

LE VAMPIRE E LA CAMERIERA

Tutto é iniziato per gioco. Era la vigilia del periodo di carnevale ed io ritornando a casa dall’ufficio trovai mia moglie e la sua amica del cuore in fibrillazione... Avevano ricevuto degli inviti per alcune feste in maschera ed erano tutte intente nella scelta dei costumi. Il primo party era a tema: “lui é lei e lei é lui”, quindi, io mi sarei dovuto travestire da donna. Francamente, avendo 31 anni, i tempi delle feste goliardiche in maschera del periodo universitario per me erano belli che archiviati ma, mia moglie ha 24 anni, l’amica 25 ed io se avessi detto di no mi sarei “beccato” il solito coro di “vecchio, quanto sei vecchio” ecc.ecc. Il giorno della festa, appresi che il mio costume era da cameriera sexy. Mi avevano trovato un bel abitino da domestica nero lucido con i risvolti delle maniche e del colletto in pizzo bianco.

Alessandra

UNA BIRRA BIONDA

Avevo sempre desiderato provare esperienze sadomaso ma il mio ragazzo era contrario e quando glielo proponevo finiva sempre che litigavamo. Avevo lasciato perdere e vivevo il sesso come una coppia normale, bello sì ma senza stimoli, cercando sempre quel qualcosa in più che non arrivava mai. Circa un anno fa ci siamo lasciati e poco dopo ho iniziato ad avere una grandissima voglia di provare quello che per 3 anni non avevo potuto fare. Io ho 23 anni. Sapevo che esistevano siti con i quali potevo fare incontri ma non mi fidavo, volevo usare cautela soprattutto sapendo che, quando sono immedesimata nella mia parte di schiava, il mio padrone può fare di me ciò che vuole.

Marta

SENZA NESSUN COLORE

Ragazze/i in una cabina di camion, la notte è dura durissima. Ma è vita, bellissima. Come ogni forma di vita. Quante cose avvengono in una notte, quanti sguardi si incrociano, complici indifferenti soli. Bisogno d'amore inespresso, cortecce dure. Gli occhi delle donne, da cui confesso di essere attratto e rapito totalmente, il ritmo del loro petto che ti riporta al battito del cuore all'onda lunga del respiro. A volte i rumori del mondo mi ubriacano. La sosta nei motel nelle stazioni di servizio, alla ricerca di una somatica più sorridente delle altre, più distesa più umana. Anche se penso che in fondo anche chi è incazzato ha i suoi buoni motivi.

Guaito

CHE PIEDI!

Era tanto che aspettavo di avere un week-end tutto per me e finalmente era giunto il momento. Tre giorni di relax al mare senza fare niente. Avevo gia' fatto da tempo la prenotazione su un treno espresso notturno che mi avrebbe fatto guadagnare del tempo diurno,non mi è mai piaciuto viaggiare di notte, ma non avevo scelta e cosi' eccomi pronto a partire. Arrivai in stazione presto per sistemarmi con calma ed evitare la ressa, trovai la mia carrozza e poi il mio posto, il treno era completamente prenotato,nel mio scompartimento c'erano 5 persone tutti uomini! Che sfiga pensai.... Uscii nel corridoio per fumarmi una sigaretta, dopo pochi minuti arrivò una ragazza che entrò nel mio scompartimento e reclamò il suo posto prenotato.

Ruud

SI MA QUANTO MI AMI?

Un inizio stantio: scrivo questo diario per ordine di Silvia, mia Signora e Padrona. Appena salita al potere Silvia mi ha imposto di tenere un piccolo quaderno verde e di trascrivervi sensazioni e pensieri senza nessuna riserva. Sarà anche stantio come inizio ma, una volta tanto, è vero. Lo giuro sul mio onore. Non so che fine faranno questi appunti, non so se qualcuno li leggerà mai, per questo motivo mi scuso da subito per la forma che sarà inevitabilmente frammentaria e sconclusionata. Non so dove vado a parare e non so se vado a parare da qualche parte; sono solo appunti quotidiani scritti per ordine di Silvia. Lei è una creatura mitologica, un presente senza storia, carne di ragazzina e sangue di puttana centenaria.

Nunchango

I PIEDI DI ANNA (3)

Mentre stavo scrivendo l'esperienza vissuta che vi ho raccontato, mi è venuto alla mente il ricordo di un altro episodio mozzafiato. Protagonisti sempre loro: i soliti noti, i grandi, curati ed odorosi piedi di Anna. Penso che solo certe negre abbiano i piedi aggressivi e duri come quelli di Anna, cosa che mi arrapa moltissimo. Ho un debole per le donne nere, infatti. Per l'esperienza che ho, le bionde non hanno le qualità che i piedi di una vera modella fetish a mio modesto avviso richiedono. Senza fare della pubblicità, quelli che erigerei a campioni mondiali del World Feet Web sono i piedi di Carmin in SoleFood. Solo certe brune stanno ...al suo passo!

Ruud

I PIEDI DI ANNA (2)

Primavera, la bella stagione, le giornate si allungano, ed il desiderio sessuale cresce a dismisura. E' questo il quadro di scena di un episodio elettrizzante che ebbi con Anna, che il solo pensiero ancora mi fa rizzare. Era qualche giorno che non ci si vedeva, per il solito lavoro. Era un periodo in cui Anna aveva una voglia di letto superiore alla mia, nei pochi giorni liberi che avevamo tutte le occasioni erano buone per finire a scopare. Aprile dolce...dormire! Un pomeriggio le telefonai dall'istituto e le dissi che sarei riuscito a liberarmi prima del solito. Lei era raggiante, e mi disse che voleva premiare questa bella notizia con una sorpresa. Rimasi al lavoro con la trepidazione di cosa la testolina di Anna avesse tramato per attentare alla mia castità.

Ruud

I PIEDI DI ANNA

Quelli che sto per narrare sono due episodi che mi capitarono tempo fa con Anna. Il primo è un ricordo d'autunno, un ritorno a casa dopo giorni di lavoro fuori. Come già detto in passato, Anna veniva spesso in stazione a ricevermi, una finezza alla quale sono abituato da tempo, che fa sempre piacere ricevere e che ho imparato anch'io a farle. D'abitudine, è sempre messa per benino, senza esagerare, e per me era una gioia immensa, in quanto sapevo che essendosi fatta già la doccia, e dovendo camminare per un tragitto per arrivare in stazione, mi si presentava al meglio delle condizioni igieniche, profumata, ben vestita, perfetta fino alle unghie dei piedi, ma le cui suole celano un fetore a me familiare, le cui essenze si sarebbero ben presto dischiuse fino a giungere alle mie narici.

Ruud

SORELLA PADRONA

Era un po' di tempo che mi sentivo frustrato ed insoddisfatto, il desiderio di avere una vera e reale padrona si faceva sempre più forte ed i saltuari rapporti che avevo con le mercenarie erano ogni volta una profonda delusione. In quel periodo non avevo neanche una fidanzata con cui cercare di dare sfogo in maniera almeno soft ai miei istinti bdsm e alle mie tendenze fetish, ero alla disperata ricerca di una esperienza "reale". Fu forse la disperazione a suggerirmi una inverosimile soluzione, i ricordi di infanzia infatti mi vennero in aiuto, quante volte da piccolo, subdolamente, ero riuscito nei giochi con mia sorella a sottomettermi a lei sfogando le mie premature tendenze sub.

Ludwig

CARMELA

Non so davvero se l’episodio che vado a raccontarvi sia da considerare dal punto di vista erotico, molto rilevante, so solo che mi è rimasto impresso nella mente in modo indelebile. Era l’estate del 63, avevo 8 anni allora, come ero solito fare ogni primo pomeriggio ci riunivamo insieme ai miei amici per giocare al pallone. Avevamo convenuto un segnale di richiamo vocale per segnalare che era ora di riunirci. Mia madre non era per nulla contenta di ciò in quanto compiti ne facevo pochi, il sole già torrido della fine di maggio sotto cui giocavamo e infine qualche vetro di finestra che periodicamente rompevamo (giocavamo su un pezzetto di strada da cui passavano poche macchine che di per sé allora erano poche), per cui lei cercava di impedirmi di uscire, ma era come se mi impedisse di respirare, allora intuendo la mia sofferenza (già allora soffrivo EH!EH!) a malincuore mi mandava.

Sileno

UNA SERVA PARTICOLARE

In una delle solite giornate universitarie, vissute tra lezioni ed incontri di routine, incontrai colei che di lì a poco avrebbe stravolto la mia vita. Quel giorno indossava un jeans attillato ed un maglioncino colorato e la notai a mensa mentre con estrema classe consumava il suo pasto in compagnia delle amiche. Mi avvicinai a loro con fare un po’ goffo, per chiedere un informazione ad una del gruppo che già conoscevo; lei mi salutò senza mostrare molto interesse ma, quel giorno girava Cupido in facoltà....la rincontrai e nacque dal niente una bella ed intensa amicizia.

Must

IL MIO DIARIO

Lunedì 17 aprile. Sono all’uscita dell’autostrada nell’attesa che Roby arrivi, chissà se lo riconoscerò, lui ha visto la mia foto, vorrà affermare che ci penserà lui a riconoscermi. Sono una pochina preoccupata, tra poco vedrò in faccia qualcuno che, prima o dopo potrà usarmi a suo piacimento insieme col mio Padrone. Andremo a pranzo e parleremo, sapendo perfettamente quello che in un futuro circa prossimo accadrà. E’ un ragazzo carino, effettivamente mi sento meno in imbarazzo di quello che pensavo, il ristorante non è lontano, e chiacchieriamo piacevolmente durante il tragitto.

Wanda

L'ESTATE DELLA MATURITA'

Fin da bambino avevo strane fantasie che allora non capivo, quando ero nudo fantasticavo di subire cosi’ un interrogatorio, mi appendevo nudo con le mani ad una libreria in camera, immaginavo che si aprisse la porta e che entrasse una ragazza di poco piu’ grande di me per torturarmi come avevo visto in qualche film di guerra o di spionaggio di allora. Sono cresciuto tra scuola, casa e sport come molti tra i miei coetanei, poche uscite la sera tardi, un infanzia ed un adolescenza comuni alla maggior parte delle persone, un buon rapporto con i genitori, forse talvolta troppo apprensivi, sopratutto la madre.

Franco

Gabbia.com