![]() |
|
|||
|
|
||||
|
Erano passati ormai parecchi anni da quando avevo scoperto la mia vocazione di schiavo, ma nonostante i numerosi annunci che avevo inserito su riviste per soli uomini, le mie esperienze si erano spesso limitate a deludenti incontri con pseudo professioniste a pagamento che cercavano solo di farmi venire il prima possibile per liberare il posto a favore del cliente successivo. Anche i miei annunci inseriti in qualche sito in rete, non avevano maggior fortuna, e le "Padrone" che qualche volta mi contattavano, erano sempre prostitute o ragazzini in cerca di mail erotiche che sparivano non appena l'ipotesi di un incontro diventava reale. Fu così che un giorno, mentre navigavo in rete cercando quelle immagini di giochi sadomaso che tanto mi eccitavano, scoprii La Gabbia. Letteralmente affascinato dalla presenza di tante inserzioni in tutte le categorie, passai diversi giorni scrivendo un mare di lettere a molte tra le Mistress che avevano inserito un loro annuncio nel sito, e cominciai , pieno di eccitazione ad aspettare qualche risposta.... che non arrivò. Sfiduciato ma comunque speranzoso, decisi allora di inserire un mio annuncio, sperando che almeno stavolta qualcuna potesse rispondermi, ed effettivamente dopo qualche giorno cominciai a ricevere qualche risposta, per l'esattezza tre: da due Mistress e da un Master. Mi ero sempre considerato eterosessuale, e non mi aveva mai sfiorato l'idea di poter avere dei rapporti con un uomo, perciò, scartato a priori il Master, cercai di concludere con le Mistress che mi avevano scritto, ma ben presto scoprii con delusione che entrambe lo facevano per denaro. Cominciai allora a considerare seriamente la possibilità di rispondere al Master che mi aveva scritto, ma una parte di me frenava questo mio desiderio. Onestamente non mi sentivo (come non mi sento tuttora) un gay, e quindi l'idea di farmi "trattare" da un uomo, suscitava in me emozioni contrastanti. Passò così qualche giorno in cui facevo lavorare la mia immaginazione per cercare di capire se mi sarebbe piaciuto essere schiavo di un uomo, e pian piano mi convinsi a scrivere a Master Franco, esternandogli le mie perplessità. Fu la sua risposta, nella sua disarmante semplicità, che mi convinse ad incontrarlo. Scrisse: " .... se sei veramente uno schiavo, hai bisogno semplicemente di qualcuno che sia veramente Padrone. Se cerchi un rapporto sessuale puoi rivolgerti a qualsiasi puttana ma se hai bisogno di una mente forte, allora hai bisogno di me.." Aveva allegato alla sua mail una foto che lo ritraeva bardato con una maschera nera che gli copriva il volto, mentre teneva in mano due pinze per capezzoli unite da una catenina metallica. Fissammo così un appuntamento. Il mio primo appuntamento con un uomo. Passai i 4 giorni che mi separavano dall'incontro, in un misto di eccitazione e preoccupazione. Sapevo che per me sarebbe stato molto umiliante mettermi a disposizione di un uomo, servirlo, obbedirgli, ma in fondo l'essere umiliato era una delle cose che maggiormente ricercavo. Quello che mi preoccupava maggiormente era l'idea di poter essere in qualche modo costretto a subire pratiche sessuali da un uomo. L'appuntamento era in un parcheggio a quell'ora ormai deserto, dove io arrivai con una ventina di minuti di anticipo, dato che lui mi aveva avvisato che in caso di ritardo non mi avrebbe aspettato. Lui arrivò puntualissimo, parcheggiò di fianco alla mia auto e mi fece cenno di salire con lui. Restai per un attimo seduto nella mia macchina, pensando di mettere in moto e scapparmene via, ma poi scesi e dopo aver chiuso la mia auto, salii sulla sua e lui senza dire una parola accese il motore e partì. Non ero mai stato così turbato,il cuore mi batteva forte e un velo di sudore mi si era formato sulla fronte. Evitavo di guardarlo mentre lui, sempre in silenzio guidava tranquillo verso chissà dove . Ad un tratto si fermò accostandosi al bordo della strada e mi ordinò di sbottonarmi la camicia. Io obbedii e vidi le sue mani forti che mi applicavano qualcosa ai capezzoli. Sentii un dolore molto intenso ed istintivamente abbassai lo sguardo verso i miei seni, riconoscendo le pinze per capezzoli che avevo visto nella foto che mi aveva mandato. La macchina ripartì subito ma dopo poche centinaia di metri lui prese in mano la catenina che univa le due pinze e comincio a tirarla verso il basso. Sapevo come funzionavano quel tipo di pinze, aumentavano la stretta se tirate, ed il dolore ai capezzoli si fece ancora più intenso strappandomi qualche lamento, ma facendo crescere la mia eccitazione. Di questo lui si accorse subito, e mi ordino di riabbottonarmi la camicia lasciandola fuori dai pantaloni, in modo che la stessa potesse nascondere le pinze per capezzoli e la mia erezione che era oramai totale. Percorremmo così ancora qualche kilometro, con la sua mano che ogni tanto abbandonava il volante per tirare la catenina, infiammando i miei capezzoli e mantenendo imperiosa la mia erezione. Accostò ancora, stavolta in mezzo alle case, ed io temetti volesse farmi qualcosa che potesse essere visto dalla gente che si stava godendo il fresco sulle terrazze delle case intorno a noi. Spense invece il motore e mi ordinò di scendere e di seguirlo. Entrammo in un bel appartamento, lui chiuse la porta e mi ordinò di spogliarmi completamente allontanandosi verso un'altra stanza. Obbedii ancora una volta , ammucchiando i miei indumenti a terra e rimasi completamente nudo, vestito soltanto delle pinze che mi stavano letteralmente infuocando i capezzoli. Passarono alcuni interminabili minuti, poi lui tornò. Aveva in mano una corda lunga un paio di metri, che usò per unirmi i polsi dietro la schiena. Le mie paure riafforavano e persi rapidamente la mia erezione. Lui se ne accorse e mi disse:" Non preoccuparti, non ti succederà niente. Avrai solo quello che cerchi.." e mi accompagnò verso un'altra stanza. Il suo silenzio mi preoccupava, e l'essere completamente nudo, assieme ad un uomo vestito mi dava emozioni e sensazioni contrastanti. La stanza era grande, ed apparentemente normale. C'era un grande divano, un tavolino di legno basso e molto lungo, qualche sedia dalla forma particolare frutto di qualche designer strano. Dalle pareti e dal soffitto, pendevano numerose piante , i cui vasi erano attaccati a dei ganci ad anello. Lui si accomodo sul divano e si accese una sigaretta . Mi fece sedere davanti a lui, sul tavolino, e dopo aver strattonato ancora un paio di volte la catenina che univa i miei capezzoli, mi chiese se i capezzoli mi facessero molto male. Io risposi - si moltissimo, e lui staccò la pinza che serrava il mio capezzolo destro, e lo serrò forte tra le sue dita strappandomi un urlo di dolore e facendomi riacquistare la mia erezione, e con un sorriso di derisione, mi slegò i polsi e mi ordinò di staccare tutte le piante e di riporle in un angolo. Tu hai troppi pensieri - mi disse - ed è un peccato che questo tuo cazzetto continui a salire e scendere; ma non preoccuparti so io cosa ti ci vuole. Si alzò e si allontanò verso un'altra stanza, ritornando subito dopo con una borsa 24ore nera da cui estrasse un cordino con il quale mi praticò un bondage ai genitali . Guardavo la corda che mi stringeva lo scroto separandomi le palle e concludeva il suo lavoro stringendomi forte la base del pene impedendo definitivamente ogni perdita di erezione. Mi sentivo il cazzo pulsante, mentre la mia erezione si faceva sempre più imperiosa, ed una goccia di sperma usciva dal mio glande. Mi ordinò di sdraiarmi sul tavolino e con poche mosse rapide ed esperte legò le mie caviglie ai pedi del tavolino stesso. Mi fece mettere le mani verso terra, ed ancora una volta mi legò i polsi al di sotto del tavolino, unendoli strettamente assieme e collegando poi il tutto alle legature che già avevo sul cazzo. In questo modo, ogni mio movimento avrebbe provocato un'ulteriore trazione sui miei genitali già strettamente legati che cominciavano ad assumere un colorito piuttosto scuro. Mi applicò quindi una classica pallina da bondage alla bocca, e terminò con una benda che mi isolò completamente dal contesto, lasciandomi al buio più completo. Ancora una volta ebbi paura, ma stavolta non ebbi modo di perdere la mia erezione grazie al bondage che impediva al sangue di rifluire. Non lo sentivo muovere, non potevo vederlo, non sapevo cosa dovessi aspettarmi. Sentii il rumore di un accendino e subito dopo l'odore del fumo di una sigaretta. Mi tranquillizzai, ma dopo qualche attimo sentii una goccia di cera calda che mi colava sul capezzolo. Avevo provato altre volte la cera, ma, forse per il fatto di essere bendato e non poter quindi "prepararmi" al suo arrivo, il dolore mi parve molto più intenso delle altre volte. Sentivo il cazzo che mi scoppiava stretto nel suo bondage. sentivo le palle gonfie e tese ed ebbi come un attimo di sollievo quando sentii una mano impugnarmi strettamente il cazzo, ma subito una goccia di cera mi colò sulle palle facendomi urlare e mentre i miei denti si conficcavano nella palla che mi teneva la bocca. Altra cera arrivò sulle mie palle, sui capezzoli, sulla pancia, facendomi contorcere e costringendomi ad autoinfliggermi molte trazioni alle palle, poi di colpo tutto finì. Lo sentii alzarsi e camminare verso un'altra stanza, poi sentii che parlava con qualcuno, ma senza aver modo di capire chi fosse ne cosa si dicessero. Restai solo qualche minuto, mentre il mio respiro tornava pian piano ad essere regolare. Poi sentii la porta che si apriva e qualcuno che entrava nell'appartamento. Io ero nudo, legato, imbavagliato e bendato, e pensavo con terrore a chi potesse essere la persona che ci aveva raggiunto nell'appartamento. Cosa mi sarebbe potuto succedere? E se fosse stato qualcuno che mi conosceva? Se fossi stato fotografato, e magari poi ricattato? . In preda alle mie paure, sentii una mano che mi tastava il cazzo reso ormai violaceo dal bondage. Non era la mano del Master, era decisamente più piccola e liscia, Una donna -pensai-. Mi accorsi che armeggiava con le corde, liberando finalmente la mia zona genitale dallo stretto bondage che la costringeva. Il mio cazzo, finalmente libero di ammosciarsi, lo fece e sentii quindi una risata, sicuramente di donna. Mi fu tolto anche il bavaglio a palla che avevo in bocca, ma continuavo ad essere immobilizzato e bendato. Uno schiaffo mi colpì in pieno viso e fu allora che sentii la sua voce - E allora stronzetto? Eh si, sei proprio un frocio. Eri bello duro finchè avevi solo un uomo con te, ed ora che hai una regina davanti, hai solo un cazzettino moscio?. Ero umiliato e confuso, nessuno mi aveva detto che ci sarebbe stata anche una donna e le sue parole mi avevano colpito facendomi più male della cera che mi aveva martoriato sino a poco prima. Tieni - mi disse schiacciandomi sulla faccia le sue mutandine - vediamo se l'odore della mia fichetta riesce a farti riprendere. Inspirai forte con il naso il profumo intenso di quelle mutandine mentre sentivo che il mio cazzo si gonfiava ancora una volta. Lei si sedette sulla mia faccia. Avevo la sua fica nella bocca, ed il mio naso era esattamente sul buco del suo culo. Istintivamente tirai fuori la lingua per leccargliela, ma un colpo di frusta ben assestato mi colpì esattamente sul cazzo mentre diceva: - E no stronzetto! nessuno ti ha autorizzato a tirar fuori la lingua! Cosa credi di aver fatto per meritarti l'onore di leccare la mia fichetta? Altri tre colpi di frusta al pene, ben assestati, furono sufficienti a far rientrare rapidamente la mia erezione. Visto che hai voglia di usare la lingua -disse - vediamo come te la cavi con il cazzo di Franco. Non avevo mai preso un cazzo in bocca, ma ormai preso dalla situazione dissi solo -si - aprendo la bocca per accogliere il cazzo del Master. Quando lo avvicinò alla mia bocca, iniziai a spompinarlo come una troia consumata. Bene stronzetto - mi disse - vedi che avevo ragione? Sei solo un succhiacazzi, un pompinaro da cesso pubblico. Chissà quanti cazzi hai succhiato nella tua vita. Si vede chiaramente che ti piace..il tuo cazzetto è di nuovo duro. Levai un attimo il cazzo del Master dalla mia bocca per dire - no Padrona, è davvero la prima volta. Zitto stronzetto - rispose- sei solo una troietta. Ti mancano solo le tette. E così dicendo mi tolse la benda che mi copriva gli occhi, permettendomi finalmente di vedere. Lei stava a gambe aperte sopra la mia faccia e stava baciando oscenamente il Master che teneva il cazzo nella mia bocca. La mia eccitazione aumentò e avrei pagato qualsiasi cifra per poter masturbarmi e venire. Lui si allontanò sedendosi di nuovo sul divano di fianco a me, e vidi lei che estraeva dalla borsa due grandi siringhe. Come dicevo- disse- ti mancano soltanto le tette, ma vedrai che ti aiuteremo anche in questo. Le siringhe erano state private degli aghi, ed erano state modificate in modo tale da diventare dei grande tiralatte. Con esse, mi furono aspirati i capezzoli e mentre li vedevo allungarsi all'interno delle siringhe sentivo che ancora una volta il cazzo che mi stava scoppiando. Ti piace eh stronzetto? - mi chiese il Master- ed io risposi -Si Padroni, grazie per quanto state facendo. Apri la bocca stronzetto -mi disse- e mi infilò in bocca il suo cazzo ormai moscio. Istintivamente cominciai a succhiarlo ma lei mi disse -fermo stronzetto! Tieni la bocca aperta e rimani immobile. Obbedii e dopo pochi secondi secondi lui stava pisciando nella mia bocca. Sentivo il gusto forte ed amaro del piscio, e data la mia posizione il piscio mi soffocava. Bevi stronzetto- mi incitava intanto lei - ed effettivamente riuscii a berne un poca, ma gran parte finì a terra dopo essere passata nella mia bocca. Sei proprio uno stronzetto - mi redarguì - dopo tutto quello che abbiamo fatto per te, tu ci ricambi sporcando il pavimento? Il Master levò il cazzo dalla mia bocca e senza dire una parola sciolse i lacci che fermavano le mie caviglie ai piedi del tavolino, restituendomi finalmente la possibilità di cambiare posizione. NOTA: Questa è stata la mia prima vera esperienza sadomaso, e credo rimarrà impressa nitidamente nella mia memoria per tutta la vita. E' passato ormai quasi un anno da quella sera, ed io ho sono diventato uno schiavo di Master Franco. Ho potuto incontrarlo molte volte, e grazie a lui ho avuto modo di conoscere altri slave maschi e femmine, e sono stato prestato ad altri Master e Mistress suoi amici, e se devo incontrare qualcuno, chiedo prima la sua autorizzazione. Non mi sento gay ne bisex, ma solamente schiavo. |
|||