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Ho 21anni e circa 8 mesi fa e cioè il 20 Agosto incontro una Dominatrice svedese che veniva in villeggiatura in italia già da perecchi anni.
La storia inizia così, per un fatto personale eviterò di dire sia il mio paese sia i nomi diciamo comunque che il mio è un paese di villeggiatura del sud italia.
Io facevo il bagnino in un lido e ormai era quasi finita l'estate senza molte soddisfazioni per uno slave come me, in pratica non era successo nulla riguardo quel lato. Più volte però la mia attenzione era caduta su una splendida biondona che usava fare passeggiate sulla spiaggia e che quasi tutte le mattine per il mese di agosto passava davanti al lido dove io lavoravo. Lei era bellissima, una donna con la "D" maiuscola, alta circa 1,73 carnagione bianca, anche se non chiarissima dopo il mese di vacanza, un corpo perfetto, vita strettissima seno una terza e mezzo labbra carnose occhi verdi e due mani e piedi curatissimi sopratutto le unghie che erano lunghe non dipinte ma belle davvero.
Io quando passava rimanevo senza fiato, rimanevo a guardarla per tutta la sua sfilata e ogni tanto lei ricambiava con qualche occhiata e sorrisino, io già scuro di carnagione per natura poi facendo il bagnino vicino a lei sembravo quasi uno di colore; quasi sempre stremato per il lavoro la sera non avevo il coraggio di dirle niente.
Ma una sera lei si avvicinò a me dicendo "Scusa c'è molto vento mi daresti una mano con l'ombrellone e asciugamani BAGNINO" aveva una buona conoscenza della lingua italiana anche se quel'accento straniero le dava un tono ancora più autoritario e poi aveva sottolineato molto BAGNINO come per farmi capire che dovevo obbedire a comando.
Io comunque non me lo feci ripetere due volte dissi subito "Si Signora".
arrivata alla sua macchina lei mi guardò negli occhi e mi disse "grazie giovanotto". le dissi "niente signora" era bellissima un viso dolce nei lineamenti un fisico da sballo doveva avere sui trent'anni per farvi fare un'idea sempre con le dovute differenze era una biondona tipo quelle di baywatch.
Mi disse "Vorresti darmi una mano a casa, sai devo andare e mi serve una
mano per rimettere tutto a posto, posso darti una bella mancia" io le dico che se è per la sera non ci sono problemi stacco alle 7:00 e alle dieci sono da lei, lei mi dice " OK" , mi dà l'indirizzo, era una zona che già conoscevo e confermo che ci sarei andato volentieri senza bisogno di mance, per me già il fatto di starle vicino era una grande mancia.
Alle 9:30 ero pronto mi metto in pantaloncini e maglietta, l'enorme caldo mi obbligava una tenuta così e parto, parcheggio la macchina sotto casa e busso, era una casa bellissima doveva essere ricca o almeno benestante per permettersi una casa così, poi da sola, questo mi dava da pensare.
Lei mi apre, era con un pantaloncino attillatissimo molto corto che faceva intravedere quasi le natiche, un reggiseno tipo costume i capelli sciolti e un paio di scarpe da ginnastica.
Entro e mi dice che ci sarà da lavorare un pò, così mi chiede se volevo qualcosa da bere ma le dico che ho mangiato da poco e non mi andava niente.
Mi dice di iniziare a mettere la roba negli scatoloni e che l'aveva già messa nel salotto, io inizio a sistemare la biancheria quando lei mi dice "io mi stendo un pò sono stanca", questo mi fa capire subito che avrei lavorato solo io e lei si sarebbe presa la tintarella di luna nel giardino, ma non mi dispiaceva. Arrivato a dover sistemare le scarpe noto che ne aveva una quantità infinita alte tacchi a spillo stivali in pelle nera, lucidi, sandali aperti con tacco in metallo, e da feticista (quello che sono!) inizio ad annusare una paio di stivali nero lucido bellissimi con punta dura e tacchi in metallo li annuso fino a imprimere quell' odore di cuoio e poi non resistendo più inizio a leccare il tacco molto alto e appuntito ma bellissimo, improvvisamente sento "Perchè non me li metti visto che ti piacciono tanto?" oltre a dirvi i vari colori che ho assunto col volto vi dico che non avevo parole per la figura fatta mentre lei scalza, motivo per cui non l'avevo sentita avvicinarsi, mi guardava con un aria da vera sadica due occhi che sprigionavano fuoco. Mi affera la faccia con una mano e dice
"Guarda guarda uno schiavo, sono stata un mese a cercarlo in questo paese di MERDA, quando invece è venuto lui da me" e ride molto profondamente, poi ricomincia sempre trattenendomi per la faccia obbligandomi a guardarla negli occhi "Peggio per te, significa che subirai tutto quello che ho in mente da un mese, sai da me ho parecchi schiavi ma qui mi è andata male, ........ FINO AD OGGI" lo dice urlando. "Hai mai avuto altre esperienze?" dice molto arrabbiata "si" le rispondo, mi guarda e dice "Con me vedrai il dolore negli occhi, lo sentirai fino nell'anima e non ti sarà concesso un secondo di gioia", io in verità colto un po' di sorpresa da questo fatto ancora non riusciuvo a capire bene, mi sembrava che la bellissima donna fosse tutto a un tratto diventata come una tigre inferocita che guarda la sua preda negli occhi prima di darle il colpo decisivo, e quindi ero un po' terrorizzato da questo, in fondo non la conoscevo.
"HAAA povero ragazzino, quanti anni hai?" dice, io rispondo 21 e lei "Sei giovane bene capirai subito quello che può farti una donna come me e capirai che voi merde di schiavi dovete sentirvi contenti del fatto che una come me vi fa il piacere di umiliarvi CAPITO STRONZO!" "si signora" le dico con voce tremolante "Ma tu sei sfortunato, io è quasi un mese che non domino nessuno e mi devo sfogare con te hai capito MERDA" "si si si...." le dico poi lei "Zitto non ti ho autorizzato a parlare" dandomi una schiaffo che mi fa cadere a terra "non devi rispondere se non te lo chiedo CAPITO" poi continua "ora infilami quegli stivali FORZA, quelli sono i miei preferiti fanno molto male hanno tacchi in ferro e punta dura per prendere a calci le tue PALLE, MERDA", io prendo gli stivali di corsa e inizio a infilarglieli, ma mentre ne sto infilando uno lei mi spinge a terra con lo stesso piede e mi punta il tacco in pancia, capisco subito che saranno dolori se gli piace calpestarmi con quei tacchi, inizia a spingere a fondo e io non resisto, il dolore si fa subito insopportabile e con le mani cerco di diminuire la pressione ma lei "Ah che c'è già non ce la fai? siamo all'inizio," e poi urlando a squaciagola "Dovrai ancora piangere e gridare come un maiale prima che finisca e scordati che io mi impietosisca e ti lasci andare". Allora quasi mi rassegnai al dolore, la guardavo negli occhi e vedevo che si stava divertendo come una matta e spingeva il tacco e poi diminuiva leggermente per poi spingere di più, poi improvvisamente grida "NON HAI CAPITO UN CAZZO odio che con le tue luride mani mi tocchi gli stivali", improvvisamente toglie il tacco e togliendolo velocemente sento un dolore improvviso poi, "mettimi l'altro forza FORZA" , io ancora dolorante, quei tacchi facevano molto male, afferro l'altro stivale e inizio a infilarglielo, appena finito mi dice "Lecca lecca stronzo, dopo che l'hai sporcato con le tue mani" , inizio a leccare come un cane quando fa le feste al suo padrone, poi la leccata si fa più regolare partendo dalla base dello stivale fino ad arrivare al ginocchio dove finiva lo stivale.
Mi dice " sei bravo come lucidascarpe lo sai dopo me le ripulirai tutte con la lingua" ma poi dice "Visto che non sai stare a posto con le mani dovrò legartele " mi sposta vicino a due aste e mi lega a croce per terra a pancia in su, "così non mi sporcherai gli stivali con le tue manacce", in quel momento mi sentivo completamente in suo potere e glielo leggevo negli occhi il suo potere.
Iniziò a schiacciarmi la faccia con lo stivale poi disse "lecca la suola forza" io iniziai subito cercai di mettercela tutta ma lei "Devi essere punito per questo non mi piace come lecchi le suole, spingerò di nuovo il tacco nella tua pancia e questa volta ... SONO CAZZI TUOI" urlò.
Mi posizionò il tacco un po' sotto l'ombelico e come prima arrivò subito al limite iniziai a mugolare ma lei "E' inutile stronzo te l'ho detto con me non funziona quindi rassegnati a soffrire" , quelle parole facevano più male del tacco mi sentivo impotente e vedevo che lei non cessava la pressione iniziai subito a piangere, con tono calmo disse "bravo piangi pure se ti aiuta a soffrire, in più questo mi eccita mi piace vedere piangere i ragazzi come te sotto i miei colpi" e spingeva sempre di più, io ero tesissimo mi sentivo sfondare e lei con due occhi freddi mi guardava fissa negli occhi e godeva nel vedere che piangevo e urlavo, dal dolore muovevo come un pazzo le dita della mani come per afferrare qualcosa, mi faceva male persino respirare, quando iniziò a muoverlo lo girava e rigirava a quel punto dissi "pietà padrona pietà" ma lei "se parli ancora è peggio devi stare zitto ti è concesso solo di urlare STRONZO" .
"te l'ho detto che avresti pianto, Forza piangi di più FORZA", e spingeva ancora e io ormai urlavo come un pazzo mi dimenavo e piangevo disperatamante per impietosirla ma lei "ORA BASTA" tolse il tacco "ti meriti una dose di calci STRONZO", inizio' a colpirmi soprattutto sulle costole, con quella punta ma si vedeva che sapeva dosare la forza, mi slegò e mi disse che ora si doveva divertire un pò, guardai dove aveva spinto il tacco e vidi che era di un colore livido e mi bruciava solo a sfiorarlo, quando vide questo rise e disse "che c'e ti fa male? bene" mi afferro' quel punto con le dite e ce le passava e ripassava sopra pizzicandomi la carne e facendomi urlare poi disse "ti fa male bene, piangi ancora" e pizzicava con le unghie, era un dolore insopportabile vi giuro che stavo svenendo mi accasciai a lei e ormai non opponevo più resistenza, penso che questo per una dominatrice sia il massimo vedere il suo schiavo completamente inerme e privo di forze a lei.
"già sei sfinito, ma che schiavo sei?" mi sputò in faccia "forza rialzati e mettiti a quattro zampe che devi farmi da cavallo" io raccolsi le forze, il dolore del tacco mi faceva sobbalzaree mi misi a quattro zampe "Forza cavallo dobbiamo andare in giardino" mi montò sopra e subito mi diede uno schiaffo dietro la testa per incitarmi a partire, la reggevo bene, ma a un certo punto inizio' a dimenarsi sulla mia schiena come una che dove domare un cavallo e disse "se mi fai cadere inizierà l'inferno per te" io resistevo più che potevo ma lei era incontenibile e a un certo punto mi accasciai facendola cadere ma non bruscamente tanto che in poche parole vedendo che stavo cadendo scese direttamente in piedi. A quel punto iniziai veramente a temere per me "NO NO NO NO, questo non dovevi farlo adesso soffrirai sul serio, adesso mi sfogherò completamente su di tè, adesso non sei più un essere vivente ma solo una merda da schiacciare" io tremavo a quelle parole cercai di parlare ma lei subito urlò a squarciagola "ZIIIITTTTTOOO, non hai scuse...... devi piangere adesso voglio vederti piangere senza che ti tocco, voglio vederti tremare" e iniziò a camminarmi intorno senza toccarmi sentivo gli stivali con il loro tipico rumore che fanno quando ci si cammina, nella stanza c'era un silenzio totale io tremavo e iniziai veramente a piangere dalla paura e lei "Bravo così, devi capire che per te è finita ora sentirai solo male e male urlerai fino a quando non si consumeranno le corde vocali", andò in un altra stanza e prese un frustino, al che mi inginocchiò con le mai dietro la testa e camminava intorno a me guardandomi negli occhi e sentendosi fiera di ciò che stava accadendo disse "ora ti frusterò, lo sai vero?" e scoppiò in una risata, io feci cenno di si con la testa e lei "Bravo mi meravigli, sei così sveglio che ti sei accorto che stavo per frustarti" disse con tono ironico e poi ridendo continuava a girarmi intorno, faceva sbattere la frusta a terra con forza facendomi vibrare ad ogni frustata sul pavimento e ridendo di questo diceva "No neanche questa era per te", mi prendeva in giro e si divertiva di questo mi girò attorno per più di 5 minuti, poi si fermo' dietro di me e a quel momento capii che stava per iniziare rimase dietro di me per circa 30 secondi, poi frusto' ancora il pavimento e inizio' di nuovo a girarmi intorno ridendo.
Io ero terrorizzato tremavo tutto e sapevo che prima o poi mi sarebbero toccate le frustate, l'attesa era snervante quasi desideravo che iniziasse per togliermi il pensiero, ma lei niente girava intorno a me e quando si fermava dietro tremavo veramente avevo sempre più paura e le braccia che erano dietro la testa iniziavano a farsi pesanti, ma lei continuava a girarmi intorno a facendo sbattere la frusta sul pavimento,poi a un certo punto mi afferrò la faccia e disse "stai tremando porco, la senti la paura, non avere fretta tra poco inizierò, vuoi dire qualcosa ti autorizzo a parlare", mi passarono mille cosa per la testa e l'unica cosa che dissi fu "ho paura vi prego padrona io...." a quel punto mi chiuse la bocca con la mano e disse "Basta hai parlato troppo. Adesso inizio a frustarti, devi contarle tutte e ringraziarmi ad ogni colpo altrimenti aumentano, te ne darò 20 e ad ogni colpo che non conti ne aggiungerò 5, e se cadi per terra ne aggiungerò 10, ma ti darò il diritto di scegliere dove le vuoi se sul petto o sulla schiena, fai cenno con la testa le vuoi sul petto? " io feci cenno di no, e lei " Bene quindi sulla schiena, preparati faranno molto male, ci metterò il massimo della forza per farti cadere e dartene altre 10, e se non ti rialzi più da terra inizieremo un altro gioco molto più doloroso " a questa frase mi si gelò il sangue non sapevo se avrei resistito a 20 frustate avevo una paura tremenda mi sentivo svenire dalla paura chissà che aveva in mente se non ce l'avessi fatta, così che mi misi con la faccia a terra come segno di resa dato che non potevo parlare ma lei ridendo "Lo so che hai paura di non farcela ma non mi impietosisci, alzati subito altrimenti aumentano le frustate e non te lo consiglio, impegnati a contarle tutte e non cadere e vedrai che saranno solamente 20 e scoppiò a ridere".
Mi rimise le mani dietro la testa e mi ammanettò, ormai c'eravamo, stava iniziando e non c'era modo di evitarle si mise dietro di me e si fermo' un attimò poi colpi il pavimento al che sobbalzai e lei scoppiava a ridere, si divertiva un sacco a vedermi così, poi disse "Arriva stronzo ", e colpì sentii come un lampo sulla schiena un dolore fortissimo ma riuscii a contare e mi disse "Come va già stai male, bene, mi sa che finirai a terra fino ad arrivare alla ventesima", capii subito che non ce la facevo infatti arrivati alla decima urlai talmente forte che non contai e lei subito indispettita "Che fai devi contare e ringraziere subito, lo sai che ti comporta questo", da dietro passo' avanti e disse afferrandomi per la faccia "Ti comporta che adesso dobbiamo contarne altre 5 hai capito, altre 5" disse ridendo "Adesso la faccenda si complica per te come sospettavo ", io cercavo di pregarla di smettere ma lei "E' praticamente inutile che mi preghi e piangi l'unico modo per finire con le frustate e fare quello che ti ho detto, io non ho alcuna pietà e compassione per gli schiavi come te", torno' dietro ma io non resistevo piangevo e gridavo senza contare e dopo altri due colpi dissi "Pietà non ci riesco Pietà" e lei "ZITTO devi stare, adesso dobbiamo arrivare a trenta quindi altre venti stronzo" e ripassando avanti disse "E' meglio per te se le conti queste venti sennò sono veramente cazzi tuoi, sei stato tu che l'hai voluto," e ridendo e avvicinandosi al mio viso come quasi per baciarmi disse "Non dovevi mai farmi cadere dalla tua schiena, adesso sono diventata spietata, voglio che tremi ad ogni cenno della mia voce e per farlo ti torturerò come non mai ", ritornò dietro ma dopo qualche colpo caddi stremato e tremolante al che prese a scalciarmi e frustarmi continuamente fino a quando io ormai rimasi completamente inerme ai suoi colpi, ma ciò non la fermò, continuava a scalciarmi e ogni tanto a colpirmi con i suoi tacchi sulla schiena, e urlava "Te la sei cercata STRONZO, adesso soffrirai come un maiale, forza che c'e non ce la fai più" e continuava a prendermi a calci poi ad un tratto si fermò e disse "Smettila di frignare, mi sembri un bambino, sono due ore che piangi non ti se stancato ancora?" , il pavimento era sporco del mio sangue che avevo perso per le frustate, e lei si divertiva a camminarci sopra, "Guarda come sei ridotto sembri un cane impaurito e picchiato, e pensare che eri venuto per aiutarmi con i bagagli", io non avevo neanche la forza di muovermi figuriamoci di rialzarmi e lei disse "Se adesso mi porti in giro a cavallo, nel giardino dopo ti faccio leccare le mie scarpe per tutta la notte come ricompensa, e non ti punisco più", era sicura che non ce l'avrei mai fatta, infatti io non riuscii a rialzarmi al che disse "Vedo che sei un pigrone non vuoi proprio collaborare, sappi che tutte le pene che ti ho inflitto sono state causate dalle tue mancanze, e nonstante adesso ti abbia dato la possibilità di rimediare, tu rimani come una merda a stare lì per terra PORCO," sputandomi addosso e dandomi un calcio disse "Allora mi costringi a punirti ancora STRONZO".
Mi legò con le mani sopra la testa sempre in ginocchio, io ero sfinito mi reggevo solo perche ero legato con le manette ad un gancio che mi mantenevano fermo, lei tornò con un accendino e una scatola colorata, poi
disse " Ti sei riposato troppo, sappi che sta ricominciando la tortura", mi afferrò per i capelli e rimase a guardarmi per qualche secondo, io ero annullato ormai non provavo nemmeno a reagire ed ero terrorizzato da quello che avrebbe potuto farmi, poi disse "adesso tu non devi fare niente, ne' portarmi a cavallo, ne' contare, ne' ringraziare, devi solo gridare, e ...... stai sicuro che lo farai", io ancora non capivo che stesse facendomi, sentivo la schiena come se ci stesse bruciando del fuoco, e dove prima mi aveva spinto il tacco sentivo come una puntura che non smette mai di pungere. Poi lei iniziò a passarmi lo stivale sulla faccia e disse "Lecca lecca merda vivente, guarda come ti ho ridotto, è così che saresti sempre ridotto se fossi uno dei miei schiavi", io leccavo speravo che stesse finendo ma ad un certo punto disse "Adesso basta, ora inizia la punizione per non averti voluto fare frustare prima", io cercai di parlare ma subito un calcio in pancia mi ammutolì poi un altro e un altro ancora, disse "Devi soffrire a basta, è inutile che ti spieghi o che cerchi di commuovermi, tu sei un oggetto, un oggetto sul quale io darò sfogo alle mie fantasie, e se gridi e mi implori non farai altro che eccitarmi di più".
Dalla scatola iniziò a tirare fuori degli spilli, quella vista io gelai di nuovo, io che detesto le punture a gli aghi dissi "pietà pietà questo proprio no", e lei "Ha hai paura degli aghi" ed io "Si ti imploro Padrona.... " ma lei "ZITTO, nessuno ti ha autorizzato a parlare, e poi il fatto che hai paura non fa che rendere le cose più interessanti " e avvicinandosi come prima alle mia labbra con le sue disse "Urla e piangi quanto vuoi, brutto pezzo di merda", iniziò a farmi scivolare l'ago intorno al petto senza infilzarlo, lo faceva scivolare e mi guardava negli occhi, io tremavo dall'impatto che ci sarebbe stato nel momento della puntura, e lei si divertiva di questo poi arrivando dove prima ci aveva spinto il tacco e vedendo che lì soffrivo di più si fermo mi guardò per un po' negli occhi e poi leccò lo spillo e me lo infilzò proprio lì , al che io mi dimenai e lei graffiandomi il petto con le sue unghie disse "SIIII è cosi che ti voglio vedere tremante e dolorante, ma sappi che questo era solo il primo" e ridendo ne prese un altro e facendo lo stesso rito lo lecco' e me lo infilzò un po' più sopra dell'ombelico, io non tanto per il dolore, ma forse più per la paura per ciò che mi stava accadendo iniziai a piangere e lei "Si stronzo piangi, voglio vederti soffrire, così, era un mese che cercavo un fesso come te che si faccese torturare un pò, sei proprio lo schiavo che cerco, terrorizzato come un agnello davanti al lupo".
mprovvisamente iniziò a togliere gli aghi e come aveva fatto prima, ne toglieva uno ad uno e prima li leccava e poi li rimetteva nella scatola. Poi mi disse "Stronzone, guarda come hai voluto che ti conciassi, se tu avessi fatto come dicevo io, a quest'ora stavamo ancora cavalcando tranquillamente" ridendo disse "adesso ti slego voglio che inizi subito a leccarmi gli stivali", come mi stacco' sentivo i muscoli tiratissimi ma mi buttai comunque ai suoi piedi e cominciai a leccare "Lecca bene come sai fare tu, porco sei come un maiale e orami sei completamente mio come ti volevo vedere" a quel vero tremai e lei scoppiò a ridere mi disse "visto che adesso tremi ai miei comandi, continua a leccare FORZA", mi tenne a leccare per più di 10 minuti poi mi disse "Tira fuori la lingua che te la devo schiacciare con il mio tacco", io senza ormai più obbiettare appoggiai la lingua per terra e lei subito ci posizionò il tacco sopra e disse "così non c'è pericolo che parli e dici stronzate" e spingendo il tacco disse "Bello vedo che stai iniziando a soffrire di nuovo, devo spingere ancora per vedeti piangere... e brutto stronzo FORZA piangiPIANGI...", la lingua si era ormai seccata e sentivo un dolore enorme inizia a dimenarmi e cercare di toccare lo stivale con una mano ma subito una fitta terribile alla schiena, era una frustata "non devi osare toccarmi PORCO", mi teneve con la testa in giù bloccandomi la lingua con il tacco e in più poteva frustarmi quanto voleva la schiena senza problemi, per l'ennessima volta ero in suo potere, non sentivo più la lingua e in più le frustate mi freddavano e lei "Bravo è cosi che devi rimanere imprigionato nelle urla dal mio tacco, e sta attento a non muoverti troppo altrimenti la lingua la perdi PORCO", girava il tacco nella lingua ed era dolorosissimo ma quando vedeva che non ce la facevo più si fermava e colpiva con la frusta la mia schiena, continuò così per un bel pezzo fino a quando io mi accasciai a terra rigirandomi e per non strapparmi la lingua alzò il tacco, poi ridendo disse "che c'è non ce la fai a rimettertela in bocca?" e rideva in quel momento rise veramente di cuore io avevo i musoli contratti e non riuscivo veramente a riportare la lingua dentro mi faceva male, e mentre io soffrivo per la mia lingua lei rise tanto da farsi uscire le lacrime agli occhi. Poi disse "bene se non riesci a metterla dentro significa che mi puoi leccare gli stivali", ormai quell'odore di stivali lo conoscevo bene, mi gettai ai suoi piedi ma non avevo proprio saliva e quindi la lingua non scivolava bene, lei lo sapeva e questo la divertiva, diceva "Forza stronzo non riesci nemmeno a leccare più, prima lo facevi così bene, dai impegnati forza, o devo inventarmi qualche altra cosa
per costingerti a farlo?" , in quel momento ce la misi tutta iniziai a leccare con tutta la forza e lei se ne accorse e disse "Basta, bene così adesso devi mettermi questo", era un fallo per donne, gielo misi, dopodichè mi ordinò di mettermi a quattro zampe mi reggevo a malapena, mi mise una scarpa in bocca e sotto di me posizionò una candela in modo che non potevo abbassarmi molto se non ce la facevo a sorreggerla. Disse "Se ti scappa la scarpa perchè urli inizio di nuovo a frustarti come prima, sempre le solite 20 con le solite regole, hai capito stronzo?", io con la scarpa in bocca feci cenno di si con la testa e lei disse "Capirai che adesso devo fotterti quindi cerca di stare fermo e zitto e di farti inculare a dovere", mi chiese "sei gia stato inculato?" io feci cenno di si e lei "allora sei una puttana professionista, vedi di non fare cazzate", mi mise un piede sulla schiena e si sistemò il fallo, poi disse" Allora puttana sei pronto per farmi godere?", e si posizionò dietro di me, a quel punto mi sentii di nuovo in suo potere lei era dietro di me ed io non potevo nè urlare nè muovermi più di tanto, sentivo che aveva iniziato a passare le sue dita sul buco del mio culo e diceva "Si Si hai proprio un buco da troia, ma è un po' stretto, significa che mi divertirò a sfondartelo", infatti era ormai da tempo che non venivo sodomizzato, e temevo per il dolore avendo capito che tipo era, iniziò dapprima a ficcarmi un dito nel culo, lo ficcava con molta forza e decisione e lo girava ben bene dicendo "Come va troia ti senti sfondare?" sentivo il suo dito che mi sfondava aveva un movimento da professionista si vedeva che aveva molti schiavi, e bella com'era ci credo, e sapeva perfettamente come far soffrire, dopo un pòiniziò a ficcare due dita poi disse "ora sei pronto puttanella, stai per essere sfondato e inculato da me personalmente ritieniti fortunato AHH AHHA HAA, e ricordati di non fare cadere la scarpa dalla tua bocca altrimenti.... non voglio proprio dirtelo", BAAAAAM, non finì neanche di parlare che sfondò tutto il culo fino in fondo e mi diede contemporaneamente uno schiaffo sul culo, cosa che mi prese alla sprovvista e per poco non aprii la bocca e lei urlò "ATTENTO coglione non vorrai mica farti male sul serio questa sera, sappi che se ti cade la scarpa ti frusto di nuovo, sono molto rigida su queste cose, penso che tu l'abbia capito", nel frattempo che parlava mi inculava, le botte erano secche e decise e mi smuovevano tutto, e mentre venivo inculato e ogni tanto lanciavo qualche mugolio col naso, sentivo lei che godeva si muoveva sempre più velocemente e mi sembrava che non mi stesse inculando una donna ma un vero martello pneumatico, sentivo male ma resistevo mi piaceva anche a me sentire le sue mani che mi tenevano stretto a lei, e sentirmi così suo tanto da farle godere, iniziò a rallentare fino a quando arrivò o almeno penso, improvvisamente tolse il fallo dal culo e disse "Ma guardati come seisfondato adesso ti do una mano a risistemarti" e ridendo sentii che riiniziava e infilare le sue dita nel mio culo ma questa volta molto più profondamente, e le sentivo scivolare con molta più fluidità, fino a quando disse "tieni sempre la scarpa in bocca e non urlare ", orami ero stanco non ce la facevo più con la scarpa l'unica fortuna era che la candela ormai si era quasi sciolta e sentivo meno caldo in petto, iniziò ad infilarmi tutte le dita nel culo mi sentivo sfondare veramente fino nelle budella e lei nel frattempo con molta freddezza sempre mi sfondava e colpiva nel culo come se mi desse dei pugni interni che facevano molto male, non mi rendevo completamente conto di quello che stava accadento ma sentivo che lei era decisa a infilzarmi con la sua mano e mi fotteva fino a quando la tolse con molta rapidità cosa mi fece gemere e purtroppo cadere la scarpa di bocca, a quel punto caddi ero stremato non ce la facevo più a tenerla in bocca e cominciai a prepararmi a quello che doveva accadere lei da dietro passo' avanti e guardandomi disse "porco l'hai fatta cadere.... considerando però che sei stato bravo a farti sodomizzare e che era alla fine della prova e che soprattutto altre frustate potrebbero costarti l'ospedale" e dicendolo mi schiaccio' la faccia per terra con lo stivale "Questa stronzone te la faccio passare", ma adesso
devi ripulirmi tutta la mano che ho messo nel tuo culo, io rinvigorito per la grazia ed eccitato da poter toccare finalmente quella vellutata pelle iniziai a ripulire tutte le dita, leccavo con piacere e se ne accorse anche lei mi piaceva leccarla, "ti piace maiale, lecca bene porcone", succhiavo tutte le sue dita che si divertiva a girarmi nella bocca fino a quando disse "adesso devi ripulirmi gli stivali STRONZO" urlò, a quell'urlo tremai letteralmente, ormai ero terrorizzato dalla sua voce quando era alterata mi aspettavo qualcosa di brutto, e lei compiaciuta del mio terrore disse "Bene è cosi che ti voglio terrorizzato PORCO", "avanti lecca lecca leeeeeecccaa", io iniziai a leccare gli stivali fino a farli diventare lucidi, ero veramente stremato e quando finii ci volle un pò mi disse "ora sono stanca devo sendermi, mettiti a quattro zampe e portami fino al divano", questa volta si mantenne calma e ci arrivai facilmente in fondo fisicamente sono in forma anche per il lavoro che faccio ci sono abituato a faticare, ma ad un certo momento della serata era sembrata una vera pantera e mi ero sul serio spaventato.
Arrivata sul divani si calmò completamente e disse "Schiavo prendi tutte le scarpe che hai messo nello scatolone e portale qua", andai subito le presi e gliele portai davanti agli occhi. disse "ascolta devi togliermi gli stivali e mettermene un paio che vuoi e leccarle fino a quando sono lucide, quando
le riterrai lucide sarò io a giudicare se sono veramente pulite, se non lo saranno verrai calpestato dal tacco che indosso alto o basso che sia, devi passartele tutte quindi forza altrimenti facciamo l'alba", iniziai subito a sfilarle gli stivali, era un vero godimento per me e non mi feci mai richiamare, era il mio sogno potere baciare in una sera più paia di scarpe che potevo calzare con le mie mani ai piedi della mia padrona anche se la lingua mi doleva ed ero stanco le lucidai tutte anche se ci misi un pò alla fine disse "Hai fatto un buon lavoro, con la lingua sei bravo", ormai mi sentivo imprastato sulla lingua dei sapori delle scarpe che dovevano essere una decina di paia, ma ero contento "Visto che serata che hai passato, ti do il permesso di parlare per ringraziarmi per la fatica che ho dovuto fare per farti soffrire a dovere", la ringraziai più volte e mentre lo facevo le leccavo molto umilmente e con passione l'ultimo paio di scarpe che le avevo messo che erano un paio di scarpe aperte tipo sandali quindi la mia lingua poteva leccare e rileccare il bellisimo piede della mia padrona e potevo avere l'onore di leccare la vellutata pelle del suo piede. la ringraziai per molto tempo fino a quando disse "adesso devo ripulirti PORCONE", aspettami in giardino in ginocchio arrivò dopo un po di tempo mi disse "per disinfettare le tue ferite e per ripulirti per bene devo pisciarti addosso, non voglio che la bevi, devi farti pisciare in faccia e voglio che tu sia contento di questo", si posozionò sopra di me che ormai mi reggevo a malappena e iniziò a scaricare mi guardava e mi ordinava di guardarla dritta negli occhi mentre pisciava, poi disse "RINGRAZIAMI", ed io "Grazie padrona che mi pisciate in faccia, Grazie grazie", la pisciata durò un pò poi disse" Bene ora sei a posto, dormirai in giardino e domattina telefonerai e dirai che non vai a lavorare OK, cosi domani sistemerai i bagagli stronzone", io "si si si padrona come desideri", e lei avvicinandosi con due occhi da pantera disse"Guardati come sei ridotto ....STRONZO" urlò ed io tremai a quell'urlo "sei terrorizzato di me vero", io annuii e lei "per me è cosi che dovrebbero essere gli uomini completamente terrorizzati dalle donne e soprattutto dalle donne come me, ora dormi perchè domani devi lavorare per me ", mi diede un ultimo schiaffo con il quale io mi accasciai per terra dopodichè mi guardò per qualche secondo fiera del lavoro che lei aveva fatto su di me, si girò e se ne andò, io la guardai per tutto il tempo fino a che non chiuse la porta, vi posso assicurare che era una delle donne più belle che abbia mai visto, era veramente bella quanto crudele e aveva due occhi che ti facevano capire che era lei a comandare e che per te non c'era alcuna possibilità di ribellarti l'ho capito dal primo momento che era entrata mentre le leccavo gli stivali, già la con i suoi occhi mi aveva reso suo ed io non ho fatto altro che fare quello che so fare meglio, lo schiavo.
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