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Avevamo passato una notte bellissima poche ore prima veloce nel trascorrere, ma allo stesso tempo lunga, lunghissima, senza staccarci un attimo da noi era troppo tempo che non ci vedevamo, avevamo bisogno di parlarci, di guardarci, di viverci ogni mm di pelle e avevamo fatto l'amore continuativamente in maniera irruente, calda e passionale, i nostri corpi si erano vissuti con ritmi frenetici come per recuperare e compensare i giorni usurpati, quelli in cui eravamo stati divisi dai chilometri e dalla realtà del quotidiano. I movimenti del suo corpo erano stati ritmati dai e coi miei movimenti, i suoi gemiti gestiti dai miei affondare in lei, dal mio parlarle, dal mio farla sentire sempre e in ogni caso unica e speciale, come mia slave, come mia donna, come ideale mia compagna di vita, come mia metà della mela, come mia complice, come mio unico, grande e vero amore. Le mie mani potevano fare una mappa del suo corpo talmente lo conoscevano bene avevo perlustrato ogni angolo di lei, non avevamo praticato sm in senso canonico, troppa era la voglia di viversi carnalmente e poco il tempo per fare davvero il NOSTRO sm, ma nel nostro modo di fare l'amore erano state sempre presenti le nostre intime attitudini: il suo meraviglioso modo totale, completo e passionale di essere sottomessa a me, al mio corpo, ai miei voleri ed il mio continuo desiderio di dominarla in maniera assoluta, ammansirla, sottometterla completamente, proteggerla, guidarla, prenderla per mano, farla volare con me lontano lassu' dove solo noi potevamo arrivare... Al risveglio respiravamo ancora l'odore dei nostri corpi, del nostro aver fatto l'amore tutta la notte e ci desideravamo ancora, ma avevo qualcosa di altro in mente per il mio cucciolo di slave e dopo un tenero destarsi assieme, cosi' come c'eravamo addormentati con me che la avvolgevo e coprivo con tutto il mio corpo, ricco di mille reciproche attenzioni, era il momento di prepararsi per andare dove avevo deciso di condurla. Una doccia assieme è un reciproco toccasana .. le sue mani curano, come magnifica ancella, il mio corpo sotto il getto tiepido dell'acqua come se lo avessero sempre fatto talmente riuscivano a rilassare e modellare il mio corpo e le mie mani giocano con lei, facendo lo stesso, non rinunciando a solleticarla anche sensualmente, a farla vibrare, ma senza esagerare e ne usciamo ristorati, pronti per una nuova giornata piena di NOI. Saliamo in macchina la giornata e' ricca di foschia ed umidità, la brina fa ancora capolino al bordo della strada, li dove l'erba riesce a crescere in barba al petrolio ed al catrame . e dimostra come la forza della natura e dei suoi corsi sia piu' forte di tutto. Percorriamo una stradina di campagna uscendo nettamente dalla città .. lei mi abbraccia mentre guido mi bacia vuole sentire il mio corpo, la mia presenza tranquillizzante, la mia forza scendere su di lei si sente protetta cosi' lo so .. è felice lo vedo, lo sento, lo percepisco, lo tocco con l'anima e io sono fiero di quello che siamo e con altrettanta fiera gioia le trasmetto le mie sensazioni positive, la gioia infinita di esser con lei, le parlo in maniera dolce ma ferma e decisa, so che cosi' la faccio sognare e stare bene e da Master innamorato, cosa posso pretendere di piu' visto che con lei vivo tutto in maniera cosi' naturale? I chilometri scorrono sotto le nostre ruote le avevo ordinato di vestirsi in maniera particolare per esser un mattino presto invernale: auto reggenti leggerissime che facevano trasparire il candore delle sue gambe lisce e vellutate, una minigonna nera molto elegante, non volgare, ma certamente non da educanda essendo molto molto corta, senza mutandine sotto, una maglietta aderente, senza farle indossare il reggiseno, che evidenziava, sotto il cappotto di pelle nera, i suoi meravigliosi seni turgidi ed i suoi capezzoli che spingevano verso l'esterno mandandomi in visibilio e da cui non staccavo le dita per titillarli, stringerli forte, stimolarli, torturarli. Completava il tutto con degli stivali molto molto alti con un bel tacco a spillo da 10 ed una punta molto molto fetish, che vestivano magnificamente e sensualmente i suoi piedi cosi' belli e cosi' capaci di donarmi piacere come tutto il resto del suo corpo. Nel suo collo brillava magnificamente il suo collare di pelle nera, molto elegante, con un anello scintillante d'acciaio lucidissimo che le scendeva guisa pendente di un monile inestimabile di valore: era il collare con cui la avevo fatta mia, quello che la designava come un mio possesso, il simbolo d'essere io il suo Master e Dominus e lei la mia devota e amatissima subbie, IL simbolo. Simbolo del quale andavamo entrambi orgogliosamente fieri e che sacralmente lei conservava, conscia del significato che ha per me, il suo Signore, e del valore enorme che lei gli attribuisce. "Toccati per me, troietta mia!" le dico improvvisamente con dolce fermezza mentre guido, "voglio sentire il tuo odore ed il tuo sapore". Le faccio appoggiare le gambe sul cruscotto della macchina facendogliele allargare e le dico di reclinare un po' il sedile dove siede, lei esegue il tutto alla perfezione e sollevando la gonna di qualche centimetro mi mostra fiera la sua passerina liscia, tenera, morbida, di un rosa arrossato intenso, priva di ogni peluria e con la carnagione del pube bianchissima che risalta sul nero della gonna e delle calze. "Allargati le piccole labbra", le dico, "toccati all'interno di esse, bagnati i polpastrelli sfiorandoti anche la clitoride e fammeli respirare ed assaporare" Lei esegue puntualmente quanto le dico anche perche' ama farsi vedere da me mentre si tocca quanto io amo vederglielo fare per me, ci eccita da impazzire giocare cosi' . le dita che la toccano diventano lucide nel farlo; si vede che e' eccitata, come del resto lo sono io, si vede che ha voglia di eseguire sempre le cose che le dico, di ubbidirmi senza battere ciglio, di avere il mio apprezzamento per la sua dedizione assoluta, che vuole che io sia sempre fiero ed orgoglioso di lei, e vorrebbe godere di me e con me ogni momento della sua esistenza. I suoi respiri sempre piu' accelerati mentre si carezza sensualmente labbra e clitoride, il suo sguardo e' sognante, la sua bocca emette melodiosi suoni di compiacimento e quello che mi dice il suo viso ed il suo sguardo ne e' prova lampante, inconfondibile. "Non devi godere ora, passami le tue dita sotto al naso e poi in bocca, voglio assaggiarti troietta mia, sentire il tuo profumo, gustare il tuo sapore" Esegue prontamente e senza indugio, respiro con gioia il suo meraviglioso odore, lecco con piacere il suo sapore . è buonissimo, lo sento dentro le ossa e dopo averle dimostrato il mio gradimento leccandole le dita la prendo per la nuca la porto verso i miei pantaloni ., trattenendola sulla mia patta dura per fargli sentire quanto lo abbia gradito, sia eccitato di lei e quanto carnalmente la desideri. Le faccio strofinare la faccia all'altezza della zip dei miei pantaloni ed il bozzo all'interno di essi pulsa distintamente. Lei "urla" la sua passione .. e tirandole forte i capelli mentre muovo la sua testa, sento i suoi gemiti, un misto di piacere e di altissima tensione erotica .. so quanto ami giocare con il SUO (lo chiama e considera giustamente cosi' il mio pene) totem quanto ami quando che lo usi su di lei per schiaffeggiarcela, frustarcela o che glie lo lasci leccare e succhiare; so quanto ami quando le esplodo dentro la bocca dandomi come cibo e come bevanda per lei, come ama che la lavi il viso e la bocca con la mia pioggia dorata o come impazzisca quando dopo aver giocato con il suo corpo, averlo modellato secondo i miei voleri, averlo segnato con le mie corde, il mio cuoio, il mio frustino, i miei attrezzi, la penetri e gli conceda di esplodere e vivere i suoi orgasmi, dopo che si e' donata completamente a me e si e' abbandonata senza timori ai miei desideri, dopo che si e' riuscita a controllare, solo dopo aver seguito le mie parole come musica, solo dopo che ci siamo amati come solo noi siamo in grado di fare . "Ti piace troietta mia, ti piace, eh?" le dico tirandole i capelli e lei con i suoi gemiti e con il suo sguardo mi dimostra quanto questi gesti, queste mie parole, questi miei comportamenti, questo mio agire cosi' fiero e deciso, questo mio sentirla come MIA e soltanto MIA la facciano impazzire, le facciano girare la testa, la facciano perdere in me completamente. La strada passa sotto le ruote della macchina che va, giro improvvisamente verso un viottolo sterrato, fangoso e dopo aver percorso qualche centinaio di metri, davanti ad una specie di cortile pieno di ghiaia, si intravede un grande casolare, antico, ma molto ben tenuto attorniato solo da una verde campagna invernale. Fermo l'auto, scendo, le dico di aspettare e di non muoversi e, verificato velocemente non facendomi perdere di vista da lei che sia tutto a posto, mi sposto verso il suo lato, apro la portiera le metto una catena di acciaio lucido al collare tenendone l'altro capo io fermamente in mano, la faccio scendere e chiudo la macchina. La afferro improvvisamente per il braccio destro e glie lo porto dietro la schiena facendole pressione verso l'alto. Mi guarda assolutamente non timorosa, ma con sguardo giustamente basso e remissivo, in piena coscienza dei ruoli che abbiamo. Ha capito che ho qualche cosa in mentre per lei e il suo gemito nel prenderla in quel modo irruento mi fa toccare con mano quanto sia pronta e desiderosa di perdersi con me. Spingendola dal braccio la porto verso l'ingresso del casolare lo apro e ci introduciamo al suo interno. Le pareti e i soffitti in scura pietra viva assieme a massicce travi di legno danno all'ambiente un tocco molto caldo ed antico, ci fanno uscire dal tempo e dallo spazio .siamo solo lei e io, solo NOI, il resto non esiste. Dentro appare come un unica stanza enorme, illuminata da molte candele che mostrano il suo scarno arredamento, ma che palesano anche l'esser pieno di attrezzi con cui poi avremmo giocato .. fruste e frustini di molti tipi, gogna, tavolo di legno antico con manette, anelli pendenti da catene dal soffitto, una specie di tavolo di marmo sospeso nell'aria tenuto da corde pendenti, candele bianche di ogni dimensione distese orizzontalmente, bende, bavagli, una luccicante gabbia, manette, morsetti, una croce di legno con fermagli per polsi e caviglie e chi sa quante altre cose vi erano riconoscibili, era un perfetto dungeon medioevale, quello di cui avevamo spesso fantasticato assieme. Le lascio il braccio e la giro davanti a me, le levo il cappotto di pelle nera che la ricopriva, le sgancio la catena e mi allontano un po' per osservarla meglio . "Gira lentamente su te stessa" le dico con voce calda ma decisa, "voglio osservarti bene, sei davvero bellissima troietta mia", e mentre le dico queste parole le faccio sentire bene sul corpo il freddo acciaio della catena con cui la avevo condotta dentro il locale che ci ospitava. Lei, tenendo lo sguardo basso, esegue quello che le avevo comandato di fare mostrandomisi in tutta la sua bellezza .. mi avvicino di piu' a lei, le sollevo il viso concedendole di guardarmi negli occhi le mordo le labbra, la bacio e le do una carnalissima, forte e potente strizzata ai seni cosi' alti, cosi' sodi, cosi' invitanti, cosi' torturabili, una strizzata tanto forte da farla gemere di piacere e dolore mentre le nostre calde lingue si intrecciano e le nostre salive si mischiano nell'unicum e subito dopo le cingo forte per qualche secondo i seni, attraverso la maglia, con la catena prima di poggiarla. La conduco al centro della stanza, prendo delle forbici dal tavolo li vicino e, attraverso la ampia scollatura tonda, taglio un po' di quella maglia che la copriva e la stessa cosa faccio dal sotto; afferrandone i lembi superiori, facendo forza, la strappo completamente rendendola quasi una camicia sbottonata e dalle due metà di essa si intravedono svettanti, sodi e duri i suoi capezzoli Lei accenna ad alzare lo sguardo verso il mio viso .. lo fa per un secondo, dopo di che lo riabbassa meravigliosamente remissiva .. le braccia distese lungo il corpo sono immobili, è li che sente il metallo delle forbici carezzarle il petto e giocare con i suoi seni, sente la punta di esse premere sulle sue mammelle, geme, sente la lama lambirne il capezzolo, percepisce come se la lama di esse volesse viverne le carni fresche e rigogliose Il seno al contatto del freddo metallo si inturgidisce ed un brivido le percorre la schiena, mi abbasso con il volto verso di lei le afferro un capezzolo tra i polpastrelli delle dita lo stringo forte e me lo metto in bocca tenendolo tra i denti, serrando le mascelle, geme di dolore e di piacere le mie mani scendono su di lei attraverso i fianchi ed arrivano al suo ventre, ne toccano la clitoride e le piccole labbra e' bagnata batto la clitoride con le mia mano, la pizzicotto, le mie dita si intrufolano tra le labbra divaricandole ed infilandocisi dentro mentre stringo e succhio tra i denti il suo capezzolo . È umidissima, morbida, calda, vogliosa . il suo respiro sale di intensità so che potrebbe lasciarsi andare immediatamente al piacere, ma non è ancora il tempo, glie lo dico con parole calme ma ferme: "non ancora subbie, non ancora! Concentrati sulle mie parole segui i miei movimenti, assapora il brivido del desiderio che cresce in te!" .. risalgo su con le mani, mi stacco dal suo seno volevo sentirla eccitarsi ed ha risposto magnificamente al mio giocare con lei .. le sollevo il mento con le mie dita le stringo forte il viso, scuotendolo un po', le sussurro "Brava la mia cagnetta eccitata e vogliosa, ora cominciamo a giocare un po'", la guardo fissa negli occhi mentre con le dita che la avevano sfiorata nell'intimo le solletico le labbra carnose, rimaniamo un po' di secondi in silenzio mentre ci guardiamo, e nonostante non si parli ci comunichiamo lo stesso perche' lasciamo parlare le nostre menti, i nostri cuori, le nostre anime, poi le faccio leccare avidamente le mie dita che sanno di lei . Le sfilo le parti di quella che era la sua maglia, le apro la gonna facendola cadere ai suoi piedi ed ora e' nuda, vestita solo delle calze, degli stivali e del suo collare, è fieramente davanti a me, suo orgogliosissimo Padrone, aspettando che la guidi e la conduca verso l'abbandono piu' assoluto ai miei voleri e desideri. "Vai verso la gogna subbie" le dico seguendola da dietro perche' non voglio perdermi il suo ancheggiare nel camminare . Con una forte pacca le stringo la carne delle natiche mentre ci avviciniamo allo strumento prescelto per cominciare a giocare ed esprimo in maniera palese il mio apprezzamento per il suo culo cosi' tondo e sodo "adesso con quel tuo bel sedere mi divertiro' proprio . sentirai che musica suonerà per il tuo Padrone" . La faccio sistemare nella gogna facendole tenere le gambe allargate e utilizzando un bastone con delle cavigliere alle estremita' come distanziatore, la faccio chinare con le mie mani per infilare testa e braccia nel gioco e la serro cosi', rendendola completamente immobilizzata ed impossibilitata a ribellarsi, quand'anche volesse, ai miei desideri. Mi pongo davanti a lei . osservandola cosi' sistemata, le afferro la testa prendendola per i capelli, vedo una sua smorfia, ma non si lamenta .. anzi tradisce nel lamento una forte presenza di piacere .. la guardo .. le sorrido discretamente le faccio sentire le mie mani e la mia presenza carezzandole il viso . schaffeggiandole un po' le guance, le faccio leccare le mie dita . esegue alla perfezione questo compito .. la sua lingua avidamente lecca la carne della mia mano, le sue labbra si serrano sulle mia dita morbidamente .. e, risollevandola per i capelli, le dico: "Ora mi fai vedere come succhi il totem del tuo Dominus assoluto" Davanti a lei mi sfilo la cinta, facendolo le sfioro il viso . la attorciglio, tramite la fibbia, sulla mano destra e aperti i pantaloni mi pongo davanti al suo viso nei miei boxer rosso bordeaux umidi e gonfi di me .le strofino il boxer sulla faccia . facendogli afferrare il totem tramite le labbra .. facendole seguire il disegno della carne dura umida e pulsante di desiderio. Mi calo l'intimo e sono li davanti a lei con il totem duro e svettante .. diretto verso il suo viso .., la punta e' umida della sua saliva e del lubrificante naturale che ha prodotto il glande le carezzo e poi colpisco le sue guance con l'asta ..a volte le permetto di sfiorarlo con le labbra e con la lingua voglio che senta il mio odore e cominci a sentire il mio sapore le faccio allargare le labbra e le penetro la bocca tenendo la testa ferma con le mani, tirandole i capelli . Succhia avidamente e la sua lingua morbida lecca meravigliosamente la mia cappella . Le piace il suo totem, molto ne ama il sapore e l'odore geme dall'eccitazione mentre lo succhia .. le faccio i complimenti per quanto e' brava nel leccarmelo .. lei se ne compiace e non smette di dirmi quanto faccia di tutto per dare piacere al suo Signore e Padrone Mi allontano qualche centimetro da lei le ordino di tenere la bocca aperta . e riavvicinandomi a lei le appoggio il glande sul labbro inferiore e poco dopo comincio a mingere. Il getto caldo e dorato arriva nella sua bocca e fuoriesce dal lato .. mi sposto le innaffio il viso con la mia pipi' lei e' li che si bagna di me e ne gode . Il suo respirare e' affannoso aspettava da tempo questo momento, questa sensazione il mio sapore ed odore forte la invadono nell'anima . Termino di mingere .. mi avvicino a lei le dico "Ora puliscimi con la tua lingua, asciugalo!" Tenendomi il pene tra le mani sento la sua lingua cominciare una abilissima operazione di pulizia del glande .. la sua lingua furtiva penetra nello spacchetto della cappella deglutisce quello che le e' rimasto in bocca sorride felice come una bambina, sincera, assolutamente non strafottente . È felice, si vede le passo le mani nel viso come a spalmarla delle gocce di pipi' rimastale in viso .. le passo le dita in bocca per farle ripulire, le lecca avidamente, mi chino verso di lei e la bacio mordendole forte un labbro .le sussurro ad un orecchio "Ti amo mia schiava" e mi sposto dietro di lei dopo averle messo una ballgag nella bocca per non fargliela chiudere e per farla essere ancora di piu' completamente abbandonata a me . Non puo' vedermi da dove sono ora e le parlo per farle avvertire la mia presenza comunque protettiva, sente i miei passi, sono dietro di lei con la cinta ancora avvolta alla mano... me ne libero e la afferro dopo averla piegata alla meta' della sua lunghezza e comincio ad usarla come fosse uno slapper e lo alternero' con l'uso di una paddle e di un frustino. Il suo meraviglioso sedere comincia a suonare una musica fantastica che si alterna al suono dei suoi gemiti, segni rossi cominciano a colorarne le bianche carni, al mio colpirla corrisponde un crescere del desiderio di possederla e dominarla in maniera assoluta e il suo respiro tradisce, una sempre maggiore eccitazione e voglia di me. Le natiche sono il target principale di questo mio colpire .. anche se non risparmio la parte alta delle cosce alternandomi a minuti il cui le faccio sentire il cuoio e la fibbia lungo la schiena .. e la strofino nell'interno cosce passandole la cinta attorno . Arrivo a strusciarle e toccarle strofinare la passerina bagnata le passo la cinta nel solco delle piccole labbra toccandole anche la clitoride il cuoio della cinta si bagna, scurendosi, dei suoi umori seguo il suo solco . Il suo respiro sale le mie parole le servono da guida per non lasciarsi andare ed esplodere gia', comincio a colpire la sua clitoride con la punta della cinta .. geme, freme, con l'altra mano mi intrufolo con due dita dentro la vulva cosi' aperta e bagnata .. colpisco e muovo le dita muovo le dita e colpisco il respiro e' spasmodico .. sale sale sale di intensita' mentre le mie dita giocano al suo interno stantuffandola come fossero ME dentro di lei e la punta della mia cinghia schiaffeggia forte la clitoride come fosse il palmo della mia mano. Respira sempre piu' affannosamente e i gemiti sono continui la mia mano gronda di lei e mi lecco il polso umido del suo piacere per assaporarmela, vado avanti cosi' guidandola nel sentire le sue sensazioni e improvvisamente le dico alzando la voce "Godi mia schiava, godi per il tuo padrone" e sostituisco alle dita la mia lingua inserendo il mio volto tra le sue natiche divaricate dalle mie mani. Mi godo ogni stilla del suo piacere sul viso e nella bocca, mi inonda . Affondo la mia faccia sempre piu' profondamente e le mie mani stringono forte le sue natiche mentre le allargano, sembra quasi che debba esplodere per le contrazioni che vivo sul mio viso oramai fradicio di lei Il suo respiro comincia a placarsi, gli ultimi gemiti escono come musica celestiale dalla sua bocca aperta forzatamente. Mi alzo, vado verso di lei, mi piego all'altezza del suo viso mi guarda stravolta, ma serena, le sgancio la ballgag, le afferro la testa e le ordino di leccarmi il viso, di ripulirmi del suo sapore, dei suoi umori e dopo che lo ha fatto ci baciamo profondamente dividendolo. Mi risollevo .. tenendola un po' per i capelli le permetto di guardarmi ancora un po' negli occhi dopo di che' mi riallontano dal suo volto, sempre pero' parlandole per farle sentire la mia presenza continua. Prendo la paddle ed il frustino, ritorno dietro di lei e comincio ad alternarli nel colpirla, la musica del suo sedere colpito e' sempre meravigliosa ed eccitante la sua bocca, oramai libera, riprende ad emettere quei gemiti di piacere e dolore da cui sono assolutamente stregato. Adoro vedere il formarsi dei segni degli strumenti che uso sulle sue carni bianche .. approfitto del frustino anche per ricominciare a stimolarle la clitoride e nel mentre apro la gogna onde poterla far dirigere verso un altro strumento di "tortura". Sfilatala dalla gogna le afferro le braccia da dietro la schiena e con una corda trovata in quella sala le annodo tra di loro i polsi attaccandoli a una delle catene che pendevano dal soffitto antico della sala. Facendola rigirare verso di me i nostri occhi color ghiaccio si incontrano e si scambiano messaggi subliminali. Prima ancora che glie lo dica capisce che deve inginocchiarsi perche' e' ora di pensare al piacere del suo Padrone assoluto. Le sue ginocchia toccano il pavimento ruvido ed io mi avvicino a lei mi tocco davanti al suo volto e nel durante colpisco con la cappella le sue guance, le sue labbra e la sua lingua quando la tira fuori per leccarmi . Il movimento e' vorticoso .. e dopo un po' di questo le concedo di succhiarmi come si deve per poi farla cibare del mio seme caldo, saporito e filante. Comincio a muovermi in avanti ed indietro dentro la sua bocca, tenendola ora per i capelli dietro la nuca ora per il viso .. i miei affondi si fanno sempre piu' penetranti ed a volte le tengo chiuso anche il naso per qualche secondo .. acche' senta ancora piu' forte dentro di se il suo starmi assaggiando. La sua abilita' nel leccarmi e' incredibile sa perfettamente dove, come e quando stimolarmi e la sua lingua si muove attorno alla mia asta o al glande come se lo avesse fatto da sempre le sue labbra morbide mi vestono, cingono e carezzano come un guanto di velluto fa con una mano Solletica attraverso la lingua e succhia anche le palle, spingendosi dentro attraverso le mie gambe che allargo e sulle cui ginocchia mi fletto arriva a leccarmi il buco del culo spingendosi con la lingua curiosa, vogliosa e perlustratrice in profondita'. La riporto a leccare il totem, bagnatissimo, paonazzo, carico di piacere e dalla mia bocca escono gemiti di piacere e parole di compiacimento per come mi sta leccando, per come mi sta facendo godere. Riprendo a penetrarle la bocca e questa volta al mio movimento si aggiunge anche il suo .. ho deciso che e' giunta l'ora di sfamarla e di dissetarla, nel mentre mi solletica il glande con la lingua le esplodo in bocca .. tenendole una mano in testa ed affondando in lei .. All'urlo del mio piacere si aggiunge il suo gemito nel sentirsi riempire la bocca del mio (suo) caldo liquido bianco, saporito e filante, il Suo nettare vitale del quale e' ghiottissima e nopn smetterebbe mai di sfamarsene . Non ne perde una goccia, deglutisce tutto quello che le sto dando .. sfilandole il totem dalla bocca le premo sulle labbra e sulla lingua la cappella che emette le sue ultime gocce che lei avidamente ingoia . Mi sento quasi svenire per il piacere che mi ha procurato .. sono li con il totem ancora tra le sue labbra e le mani che le carezzano il volto, spalmandole sulle guance quelle poche stille di seme che nello schizzare non erano entrate in bocca .. e a esso sostituisco poi le dita che la hanno spalmata onde permetterle di ripulirle a dovere. I respiri di entrambi sono affannosi rimaniamo un po' in silenzio guardandoci negli occhi, le dico con voce calda e ancora un po' affannata "Sei stata bravissima subbie, mi hai fatto godere da impazzire, adoro vedere come ti piaccia il tuo totem e ami il mio sapore cagnetta mia, sono orgoglioso dell'impegno che profondi per farmi godere, brava!" I suoi occhi si illuminano, conscia del piacere che mi aveva dato mi guarda riconoscente per le parole che le ho detto e mi sorride innamorata folle di me, le faccio un occhiolino di intesa e cenno di rialzarsi le carezzo il volto felice e la bacio appassionatamente, con trasporto, calore, amore mentre lei non smette di trasmettermi con le parole la sua devozione e gratitudine assolute e le libero le mani. Ci guardiamo profondamente . i nostri sguardi esprimono reciprocamente il senso del nostro amore: io, il Master, amo la mia subbie perche' mi da' sempre il massimo del piacere, perche' si dona completamente a me, perche' si fa dominare ed ammansire con naturalezza, perche' sa esaltarmi come Master e come Uomo, perche' mi completa in un unicum ancestrale, perche' sa amarmi e capirmi come mai era pensabile lei, la subbie, mi ama perche' in me ha trovato l'altra meta' della mela, il complementare perfetto, l'Uomo capace di amarla, dominarla, ammansirla, guidarla, sostenerla completamente e con naturalezza, l'Uomo che la ama come non avrebbe mai potuto pensare .. siamo entrambi consci da infinito tempo che il rapporto tra noi e' molto diverso da una semplice relazione D/s, ma e' un qualcosa di unico e speciale che riguarda anime, cuori e persone speciali, uniche nella loro grandezza e uniche nel loro sentire, e' AMORE e noi siamo il Master innamorato follemente della sua slave, della donna capace di comprendere in se stessa tutto cio' che lui desiderava da sempre e la slave innamorata follemente del suo Dominus, dell'uomo capace di incarnare contemporaneamente tutto cio' che lei sognava e che non pensava di poter mai trovare in un individuo che non fosse solo immaginario. Siamo di nuovo in piedi ebbri ancora delle sensazioni provate .le mie mani cingono forte i suoi fianchi .. la stringo forte a me le poggio il viso sul mio petto e le carezzo la testa .. cosi' si sente protetta lo so e a me piace donarle sicurezza, tranquillità. Camminiamo un po' nella stanza e ci dirigiamo verso un grosso tavolo di legno scuro, antico che ha dei bracciali di ferro battuto all'altezza del collo delle braccia e delle caviglie .. le ordino di sdraiarcisi e la serro cosi' e lei e' priva nuovamente di qualsiasi movimento . La luce delle candele disegna ombre molto sensuali sulla sua pelle la mia scura immagine e' riflessa su di lei assieme alle altre cose che si trovano nella sala il clima e' molto caldo anche se fuori tira un'aria non certo estiva, ma il nostro calore determina una atmosfera magica. Lei e' li distesa ed immobilizzata mi segue con lo sguardo e si lascia guidare dalle mie parole sempre rassicuranti ma espresse con voce forte e ferma .prendo una corda lunga .. comincio a legarle i seni stringendoli forte ed avvicinandoli tra di loro .. nel mentre faccio questa operazione vedo i suoi cappelli inturgidirsi meravigliosamente e ne approfitto per tenermeli un po' in bocca .. leccandoli succhiandoli e mordendoli .. dalle sue reazioni capisco quanto le piaccia quando gioco cosi' con lei e i gemiti che fa quando li mordo con piu' durezza sono la crasi perfetta tra il piacere e le sensazioni forti del nostro giocare e vivere il nostro amore. Una volta ben legatole i seni prendo bene tra le dita i suoi capezzoli, e dopo essermi ben inumidito i polpastrelli delle dita comincio a carezzarli e stringerli tra di essi mi sposto un po' per prendere dei morsetti da applicargli su quelle punte meravigliosamente dritte Sono dei morsetti a serraggio controllato tramite una vite a farfalla che comincio a stringere sino a che vedo i suoi capezzoli ben stretti e compressi da essi, alle corde ed ai morsetti aggiungo due barre di legno messe orizzontalmente sopra e sotto i seni serrandole tra di loro tramite delle viti ed il petto ne viene meravigliosamente costretto e modellato. Le sfioro la pelle con le mani voglio farla vibrare e sentire venirle la pelle d'oca al contatto con le mie mani e scendo dai seni sino al ventre comincio a carezzarla alla clitoride che si bagna subito naturalmente, le prendo la clitoride tra pollice ed indice . La stringo la muovo un po' tirandola e rilasciandola .. per riprenderla e bloccarla anche essa in un morsetto ad hoc che comincio a serrare vedendo quel meraviglioso centro nevralgico modellarsi ad esso e sentendo i mugolii di piacere che le provoca. E' li immobile stretta tra corde e morsetti che mi guarda, con voce calma le dico "sei bravissima subbie, ti stai comportando benissimo, sono molto orgoglioso di te e di cio' che sei, di quanto ti abbandoni a me", lei mi guarda con rispetto e devozione, è felice per quello che le ho detto, si sente fiera nel suo ruolo di slave e segue con il suo sguardo furbo e vispo i miei movimenti. Mi allontano qualche metro dal tavolo per prendere qualcuna di quelle candele che avevamo visto all'entrata .candele bianche lunghe e sottili ., ne accendo una e mi muovo verso di lei tenendone un'altra nella mano sinistra . Tenendo la candela sopra di lei percorro il suo corpo cosi' bloccato facendo cadere la cera addosso . cominciando dai capezzoli che cosi' saldo ai luccicanti morsetti che li stringono Nel momento in cui la prima goccia di cera le giunge a contatto con la pelle emette un piacevolissimo mugolio, mix perfetto tra la sensazione del calore della cera ed il piacere viscerale che questa cosa le sta dando, faccio lo stesso anche con l'altro capezzolo e faccio cadere un bel po' di cera tra i due seni cosi' ravvicinati . Proseguo nel mio versargli la cera scendendo sempre di piu' sotto il seno facendo disegni di fantasia con la cera che le si salda alla candida pelle .. sino ad arrivare all'ombelico che lambisco e poi proseguire sotto arrivando al pube . Alzando un po' l'altezza della candela lascio cadere delle gocce calde che si vanno a coaugulare tra il morsetto e la clitoride che esso contiene e li il suo mugolio si fa ancora piu' forte e ricco di piacere per quello che sta sentendo e provando direttamente. Continuo la mia strada sul suo corpo tramite la candela e le lascio cadere cera sulle gambe arrivando sino ad i suoi meravigliosi piedi che avevo fatto denudare per bloccarla al tavolo .. E' bellissima con questi disegni bianchi che hanno assunto forme spontanee ed elegantissime su di lei, cosi' meravigliosamente a mia disposizione ed abbandonata ad i miei voleri. Risalgo con la candela che continua a versarle a dosso cera calda e ritorno all'ombelico che riempio di cera pronto per usarlo come porta candela dopo avercela ben fissata dentro per evitare che le possa cadere la fiamma viva sul corpo. Con l'altra candela comincio a solleticarle il corpo ripartendo dal volto fermo e bloccato al tavolo scendo lungo il collo le arrivo ai seni e faccio con essa pressione sui morsetti , e riprendo la mia marcia . sfiorandole la pelle . facendola vibrare scendo dai seni arrivando al ventre . sfiorandole l'interno delle cosce comincio a toccarla con essa in mezzo alle piccole labbra, umidissime, che divarico con le mie dita, prima seguendone il solco e poi una volta che il suo esser bagnata ed eccitata e' palese anche sulla candela oltre che dai suoi gemiti, comincio ad introdurre la punta dentro e comincio a muoverla parlandole la aiuto a vivere al meglio queste sensazioni non volendola pero' fare esplodere nuovamente ora .anche se il mio toccarla al suo interno con la candela le provoca piaceri evidenti .. le lascio la candela dentro e la carezzo con il frustino solleticandole la bocca le guance ed il viso riprendo a toccarla tramite la candela mentre con il nerbo di pelle gioco un po' con il suo meraviglioso corpo toccandole i seni ed i morsetti dei capezzoli e della clitoride, le colpisco un po' la parte alta delle cosce . e' li tutta fremente vorrebbe lasciarsi andare mentre la tocco ma il mio parlare e' chiaro e deciso non deve ancora venire deve godersi cio' che sta provando per poi lasciarsi andare quando saro' dentro di lei e comunque vedo che riesce a ben controllarsi, anche grazie al suono delle mie parole che la penetrano e rimbombano nell'animo. Soffio sulla candela accesa spegnendola, la levo dall'ombelico della dolce subbie e ne poggio la punta da poco spenta, ma non piu' ustionante, sul ventre facendola vibrare per questo inaspettato ultimo calore che le faccio provare, la candela che ha nella passerina e' lucida per i suoi umori e ricominciando a toccarla le aumento la carica erotica e nuovamente la porto sul punto di esplodere e nel mentre la sento gemere sotto le mia mani mi sposto e la comincio a liberare dalle cavigliere che le tenevano bloccate al tavolo, divaricate, le gambe perche' ho forte il desiderio di prenderla e di farla esplodere di piacere. Salgo sul tavolo e mi struscio su di lei, le sfioro la pelle con il mio corpo, la accarezzo con la mia pelle e con il suo totem, lei mi guarda con occhi sognanti capisce che tra poco la prendero' e ne e' felice, e si gode la mia pelle calda a contatto con la sua. Seguo le sua pelle strusciandomi addosso a lei come un pennello fa con la sua tela, nel sentire il contato del mio glande umido con la sua pelle sento che vibra ed e' eccitatissima lo percepisco nettamente mi avvicino al suo volto le passo il totem in viso .. facendoglielo odorare sentire e vivere stringo il glande all'altezza delle sue labbra e le faccio cadere su di esse una goccia del suo lubrificante naturale .. e con la punta stessa del totem glie la spalmo bene sulle labbra mentre e lei comincia a leccarsele per assaporarmi prima di farglielo leccare un po' con la sua divina perizia e magnifica attenzione al come lo fa .. la sua lingua solletica il mio glande e l'asta . mi siedo un po' sul suo volto per farle leccare meglio l'asta, i testicoli e l'ano la sua lingua sempre furtiva e vogliosa pare farsi una mappa di quelle mie zone cosi' e' attenta a non perderne un millimetro ed il mio respiro comincia a farsi piu' affannoso mentre con le mani le tengo il viso, muovendolo e guidandolo, e le tiro un po' i capelli dietro la nuca. Muovendomi le alterno le zone da leccare con la sua fantastica lingua e lei esegue sempre questo compito in maniera egregia, e glie lo dico dimostro alzandomi da quella posizione sul suo volto e baciandola con passione prima di dirgli "Bravissima subbie, mi lecchi davvero bene". Mi sposto, sempre strusciandomi su di lei, e scendo verso il suo ventre, mi metto le sue gambe sulle spalle e comincio a leccarla dopo aver staccato il morsetto della clitoride Le mie dita la perlustrano mentre la lingua passa dalla clitoride all'interno delle labbra senza dimenticare di leccarle anche l'ano e di toccarlo un po', sembra che me la stia mangiando dalla passione che ci metto nel leccarla e mordicchiarla ma il momento era giunto, adesso la avrei posseduta e, dopo aver giocato tramite il glande con la clitoride, battendola e carezzandola, e le piccole labbra, solcandole, sistemo le sue gambe incrociate dietro la mia schiena, e comincio a entrare in lei solo con la punta vibrando velocemente l'asta del totem con una mano. La guardo negli occhi li ha chiusi . sta gemendo . difficile riuscire a farla controllare, ma le mie parole ferme e dolci riescono a governarla a dovere e a farla resistere dall'esplodere nel piacere Entro in lei sempre piu' profondamente, le sollevo le caviglie alle mie spalle e facendo leva mi appoggio fortemente su lei penetrandola affondo. Geme in maniera nettissima e gaudentissima, il mio ritmare su di lei scandisce il ritmo dei suoi gemiti e dei suoi respiri accelerati, nel mio entrare ed uscire, nel mio essere sopra di lei si perde la cognizione del tempo e dello spazio siamo li uniti e non solo nella carne. Sposto piu' volte la posizione delle sue gambe onde prenderla in maniera diversa e dopo essermi appoggiato sul suo corpo e staccato un morsetto dal seno, comincio a muovermi molto velocemente dentro di lei non staccando la mia bocca dal capezzolo appena liberato .. Sento che il momento e' vicino, voglio farla esplodere e le dico di lasciarsi andare .. quasi non faccio in tempo a parlare che sento le sue gambe stringermi fortemente a lei, la sua vagina pulsare attorno al totem e esplode in un potente orgasmo a malapena trattiene un urlo di piacere . io continuo a muovermi dentro di lei perche' voglio esplodere anche io cosi' in lei, mentre sento ancora le sue contrazioni. Con un ultimo affondo le esplodo dentro riempiendola di me riuscendo anche io a malapena a trattenere un urlo di piacere che soffoco baciandola e mordendole le labbra . Siamo li che ansimiamo, io sopra di lei, che le faccio scudo con il mio corpo, che la riscaldo e la proteggo, i respiri ancora affannati cominciano un po' a placarsi mentre ancora la mordicchio e la bacio, con le mie mani che le carezzano i capelli e scendendo sul suo corpo la vanno a liberare dalle manette dei polsi. Appena la sgancio mi abbraccia la schiena e mi stringe forte a se .. il suo sguardo e le sue parole esprimono la sua totale devozione e riconoscenza nei miei confronti per averla fatta godere cosi' tanto, mi bacia, mi dice che mi ama, ci perdiamo l'un rispecchiandosi negli occhi dell'altro . Mi appoggio un po' sul suo petto, riprendiamo fiato mentre le nostre mani si accarezzano reciprocamente, mi sfilo da lei, le ordino di carezzarsi un po' la passerina, di prendere un po' del mio seme che sta colando e di portarselo alla bocca, lo fa felicemente, adora sentire i nostri due sapori mischiati, la bacio per dividerne il sapore Passato qualche minuto per riprenderci scendiamo dal tavolo e la faccio inginocchiare per farmi leccare un po' i piedi cosa che esegue benissimo e con mio sommo orgoglio le esprimo il mio piacere per come si e' comportata durante la giornata passata li.... .. ma oramai e' tardi, dobbiamo rientrare in citta', ci aspetta un'altra serata tutta per noi dove saremo sempre e solo io e lei, NOI. Ci rivestiamo quasi senza staccarci lo sguardo estasiato da dosso, le prendo il cappotto e la vesto con esso, lei prende la catena scintillante con la quale la avevo condotta dentro la sala e me la porge in mano con occhio basso e sognante, le metto la catena all'anello del collare e la guido fuori dal locale in cui avevamo passato la giornata e risaliamo in macchina per andarci a godere la nostra serata Non ce lo diciamo, ma guardandoci negli occhi ci intendiamo meravigliosamente, in quel posto magico saremmo ritornati appena possibile, ma adesso era tempo di andare In macchina, mentre parto e usciamo dalla campagna, mi riabbraccia e si stringe attorno al mio braccio destro la guardo sorridendole dolcemente sentiamo le nostre anime dirsi che siamo l'UNICUM che avevamo sempre sognato e che ci siamo consacrati l'un all'altro, in un qualcosa che non avrebbe avuto mai fine al di la di tutto e di tutti. Il Master di ele |
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