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| <Home | Tutto é iniziato per gioco. Era la vigilia del periodo di carnevale ed io ritornando a casa dallufficio trovai mia moglie e la sua amica del cuore in fibrillazione... Avevano ricevuto degli inviti per alcune feste in maschera ed erano tutte intente nella scelta dei costumi. Il primo party era a tema: lui é lei e lei é lui, quindi, io mi sarei dovuto travestire da donna.Francamente, avendo 31 anni, i tempi delle feste goliardiche in maschera del periodo universitario per me erano belli che archiviati ma, mia moglie ha 24 anni, lamica 25 ed io se avessi detto di no mi sarei beccato il solito coro di vecchio, quanto sei vecchio ecc.ecc. Il giorno della festa, appresi che il mio costume era da cameriera sexy. Mi avevano trovato un bel abitino da domestica nero lucido con i risvolti delle maniche e del colletto in pizzo bianco. Dopo una accuratissima depilazione e quasi unora di trucco, indossati reggiseno, perizoma, reggicalze e calze, misi il completino corredato di guanti bianchi, crestina ed un vanesio grembiulino. Il travestimento era completato da un paio di scarpe da ginnastica (non avevano trovato un paio di calzature da donna per me misura 44) e da una appariscente parrucca bionda. Mia moglie e lamica invece non rispettarono fino in fondo il tema del party, infatti Alessandra (mia moglie) era vestita da Dracula e Raffaella (lamica) era travestita da vampiressa (da moglie di Dracula, ci tennero a precisarmi). Dellallegro terzetto la cosa che spiccava maggiormente era che io risultavo essere il più basso. Mia moglie é sempre stata un poco più alta di me (capelli corti biondi, magra), Raffaella invece (capelli lunghi neri e dal fisico tonico), mi sovrastava in quelloccasione solo perché aveva indossato un paio di stivaloni di pelle col tacco di almeno 12 cm. La festa non era molto affollata, una trentina di persone al massimo, ma tutte avevano più o meno rispettato il tema. Cera anche un collega, pardon, una collega vestita da cameriera e così ben presto finimmo entrambi, un po' per gioco e un po per aiutare i padroni di casa a servire pizzette e rustici come delle autentiche serve, ovviamente il tutto fu accompagnato da battute delle due divertite inseparabili amiche Alessandra e Raffaella. Quasi a fine serata, il simpaticone di turno, propose che bisognava eleggere la cameriera della serata. La prova per stabilire la migliore consisteva nel portare su di un vassoio alcuni bicchieri colmi fino allorlo di acqua, chi ne faceva cadere di meno si sarebbe aggiudicato lambitissimo trofeo di domestica del party! Bisognava percorrere un lungo corridoio alla fine del quale cerano due sedie sulle quali si sedettero una ragazza e Raffaella e a loro bisognava consegnare il vassoio per terminare la gara. La vista dellamica di mia moglie con quellabbigliamento dark era inquietante e al tempo stesso conturbante. Forse proprio gli stivali alti col tacco a spillo, che osservai a lungo mentre camminavo con il vassoio in mano, fu lelemento di distrazione che mi fece perdere la gara. La mia concorrente infatti, fece cadere meno acqua di me. Tutti chiesero di premiare la vincitrice ed invocarono una penitenza per la perdente... Dopo essermi rifiutato di fare il giro dellisolato così vestito, Raffaella, autoproclamandosi come mia Padrona decise che avrebbe impartito lei la penitenza: mi fece piegare a 90° e mi sculacciò davanti a tutti ed anche con una certa decisione. Il resto della serata fu abbastanza seccante, tra i vari sfottò ve ne furono alcuni riguardo al fatto che dei tre io ero il più basso e furono da me veramente poco graditi e di questo Alessandra ed Raffaella se ne accorsero. Il giorno dopo essendo Sabato ed avendo comunque fatto tardi per via della festa, mi alzai veramente tardi. Quando mi svegliai, trovai sul comodino un biglietto di Alessandra che mi avvisava che era uscita presto con Raffaella per fare compre. Era ormai mezzogiorno e mi aggiravo in salotto facendo colazione, quando entrarono Alessandra e Raffaella con una quantità infinita di pacchi e pacchettini e rimasero sorprese nel vedermi alzato. Non feci neppure a tempo a chiedere che cosa avessero comprato che mia moglie mi trascinò letteralmente in camera da letto e mi ci chiuse dentro dicendomi di aspettare! Dopo una buon quarto dora dattesa Alessandra rientrò nella stanza chiudendo frettolosamente la porta dietro di se e nel consegnarmi un pacco mi disse di leggere il biglietto che lo accompagnava. Con la stessa velocità con la quale entrò così uscì richiudendomi dentro. Il mistero si faceva veramente sempre più fitto! Aprii incuriosito il biglietto, cera scritto: Così non ti sentirai più un nanerottolo... Baci, Alessandra e Raffaella P.S. Da utilizzare con il vestito di ieri.. Scartai il pacco e allinterno cerano un paio di stivali alti di vernice nera misura 44 con la zeppa e il tacco altissimi! ... Decisi di stare al gioco. Mi travestii da cameriera ed infilai gli stivaloni con la zeppa che mi avevano regalato. Effettivamente ero divenuto un gigante! Attesi un bel po' prima che sbloccassero la porta. Quando entrai in salotto non cera nessuno. Dopo poco dallattigua sala da pranzo comparve Raffaella. Indossava gli stivali della sera prima ma aveva indosso una guêpière di pelle nera, un paio di lunghi guanti di nappa, un berretto tipo militare ed un enorme fallo nero in lattice legato alla vita. Come prima cosa mi fece inginocchiare e mi costrinse a leccare accuratamente gli stivali. Poi, mi mise al collo un collare con un lunghissimo guinzaglio e a quattro zampe mi fece fare il giro di tutto il salotto. Alla fine mi condusse nella camera riservata agli ospiti dove mi attendeva Alessandra. Era vestita da cavallerizza, solo in versione fetish: aveva una blusa di latex bianco con due aperture che lasciavano uscire i suoi prosperosi seni; aveva inoltre un paio di guanti in latex nero che sbucavano dalle maniche larghe della blusa stessa; un pantalone da cavallerizza aderentissimo (in latex bianco), un paio di stivali dal tacco a spillo neri, alti di poco sopra il ginocchio e forniti di speroni. In mano brandiva una frustino da fantino. Mi ordinò di spogliarmi ma senza togliermi stivali e guanti. Da una busta tirò fuori delle briglie in cuoio che indossai. Quindi le feci da pony per tutta la casa. Tirandomi per i capelli mi indicò di succhiare il fallo in lattice di Raffaella. Lattimo di esitazione che ebbi fu punito con una severa scudisciata sul sedere. Quindi, mentre ero intento in quello strano pompino, mia moglie mi penetrò con il frustino. Alessandra, poi, slacciò il pene di gomma dalla vita di Raffaella e ancora una volta e più inaspettatamente di prima, tirandomi per i capelli mi ordinò di leccare lumida vagina dellamica. Francamente la cosa non mi dispiaceva, anche perché Raffaella é sicuramente una bella ragazza. Tutto sabato ed anche il giorno successivo continuammo con quei giochi sado-maso. Anche nei giorni feriali della settimana Raffaella era nostra ospite. I passatempi preferiti delle mie due Padrone erano principalmente tre: il pony, il dogwalkers e le leccatine a Raffaella che andava letteralmente in estasi. Col tempo i giochi divennero ancora più estremi (almeno per me): mia moglie spingeva sempre più insistentemente per una mia totale femminilizzazione, ormai mi chiamava puttanella e quando le succhiavo il membro finto che aveva legato alla vita avvertii che provava sempre più soddisfazione. Fino a quando una sera, mentre a quattro zampe ero intento a leccare Raffaella (comodamente seduta su una poltrona), da dietro, Alessanda mi sodomizzò con un pene di gomma. A maggio ci fu la svolta definitiva. Un fine settimana, approfittando delle belle e calde giornate, andammo alla casa al mare di Raffaella. Il secondo giorno, quando mi sevgliai, trovai sul comodino un biglietto delle mie Padrone che mi avvisavano che a pranzo ci sarebbero stati degli ospiti. Avevano organizzato un barbecue nellangolo del giardino più riparato da occhi indiscreti. Faceva veramente caldo e nonostante tutto indossai diligentemente il mio completino da cameriera. Vennero gli ospiti: una coppia e due ragazzi. Mia moglie per loccasione indossava dei lunghi stivali di pelle, una gonna sempre di pelle e un top senza maniche. I tre uomini avevano abiti normali. Raffaella sempre più conturbante indossava anche lei degli stivali, reggiseno, slip con reggicalze, un collare borchiato e nientaltro. La terza donna aveva una mini in latex, scarpe col tacco a spillo, guanti a rete e una camicetta bianca. Il pranzo scivolò tranquillo. Quando ci spostammo allinterno per il caffé, Alessandra, Raffaella ed un ragazzo scomparvero per un bel po. Quando riapparvero il ragazzo era travestito da Dominatrice. Indossava un abito da sera lungo in pelle con un ampia scollatura e con un generosissimo spacco che metteva in risalto gli stivaletti bicolori neri e rossi che calza. Aveva un paio di guanti corti di pelle, brandiva un frustino ed aveva una lunga parrucca nera. Alessandra mi mise al collo un collare rosso con tanto di guinzaglio e mi consegnò a quella che definì la mia nuova Padrona. La quale da subito mostrò di apprezzare il regalo, prima mi fece passeggiare a quattro zampe e poi si produsse in un vero e proprio spettacolino hard per i presenti che avevano trovato comodamente posto sul divano per godersi lo show. Dopo essere stato frustato a dovere mi costrinse a leccargli gli stivali, mi denudò completamente e mi urinò addosso tra gli applausi degli spettatori, in primis, Alessandra e Raffaella. La mia nuova Padrona, poi, mi condusse in una stanza dove cera una specie di gogna dove a 90° fui legato mani e piedi. Mi lasciarono qualche minuto da solo. Riapparvero tutti quanti solo che laltro ragazzo era completamente nudo. Questultimo si posizionò alle mie spalle. Passarono alcuni interminabili minuti duranti i quali non accadde nulla. Poi sentii il ragazzo alle mie spalle appoggiare il suo pene al mio ano. Per alcuni interminabili secondi cominciò ad usare il suo membro a mo' di pennello tutto intorno al buco del mio sedere. A quel punto Alessandra e Raffaella scandirono quellattesa con un coro da stadio: un ooooooo che divenne sempre più forte man mano che passava il tempo e, contemporanemente al colpo di reni del ragazzo che mi sodomizzò, emiseo divertite un olé liberatorio. A quel punto la mia nuova Padrona mi afferrò per i capelli e mi infilò prepotentemente il suo uccello in gola. Alessandra prima di allontanarsi si avvicinò e mi disse e brava la mia puttanella. Rimasi da solo con li ragazzo e la Padrona trans che si scambiarono a turno i rispettivi posti. Dopo cira unoretta, apparve Raffaella seminuda che mi mostrò due istantanee: la prima ritreva Alessandra nuda, la seconda a letto con laltro uomo. |
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