LA NASCITA DI VENERE
di worm
quella che sto per raccontare e' la vera storia di come ho scoperto la mia natura slave, e di come da allora la mia vita sia irrimediabilmente cambiata. Ho deciso di raccontare questa storia alla Gabbia per farmi conoscere meglio dagli assidui frequentatori della Chattina e per farmi meglio conoscere dalle Mistress che ne rimanessero colpite... mi aspetto di ricevere i vostri commenti a daworm75@hotmail.com.

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Era il 1994, studiavo all'ultimo anno di Liceo Classico. In classe eravamo tre maschi e una moltitudine di ragazze, per lo piu' bruttarelle e secchione... ero il classico gallo del pollaio! Approfittando delle simpatie che attiravo avevo iniziato a chiedere spesso i compiti a una mia compagna, certo non bella ma piuttosto interessante... e soprattutto molto brava.
Fu in una di quelle lunghe telefonate in cui lei, col solito atteggiamento sicuro e deciso, mi fece notare che non poteva perdere un'ora al giorno per passarmi traduzioni e appunti.. e che avrebbe continuato a farlo se io avessi fatto qualcosa per lei.
Mi disse di andare il giorno dopo a studiare da lei.. e a me sembro' evidente che fosse un tentativo di sedurmi, decisi che tutto sommato due bacetti per tutto il lavoro che mi evitava ci potevano stare e mi preparai a ricevere le sue avances.
Era un martedi'... arrivai da lei (abitava a una quindicina di Km da me) in bicicletta, mio unico mezzo di trasporto a quei tempi. Venere (fu cosi' che dovetti chiamarla in seguito) mi appari' molto diversa da come ero abituato a vederla: non piu' sciatta e slavata come a scuola, ma truccata e vestita in modo molto piu' sexy del solito... al punto che mi parve quasi carina.
Mi fece accomodare in camera sua e iniziammo a studiare, per quanto fosse possibile, visto che sembravamo entrambi aspettare che qualcosa succedesse... a un certo punto notai che faceva in modo che io notassi le sue gambe sottili e curate, di solito coperte da jeans larghi e banali.
Pensai che fosse il momento di aprire il discorso e tentai di baciarla per uscire dall'imbarazzo... ma lei, con mia somma sorpresa si ritrasse e mi disse: "Guarda che un bacio da te me lo sarei potuto prendere in qualsiasi momento, io voglio molto di piu'... e lo otterro'." Il mio imbarazzo era enorme, non capivo... "Se vuoi continuare a usarmi per i tuoi compiti, dovrai lasciare che io usi te, io voglio la tua mente, voglio che tu mi adori al punto da perdere la capacita' di capire quali siano le tue volonta' o le mie.... non mi interessano i tuoi baci! Ora voglio che tu mi vada a fare un caffe'!"
Non so dirvi perche', ma tutto quello che feci fu esattamente cio' che mi chiese, era la prima volta che assaporavo il piacere di sentirmi schiacciato dalla personalita' di una donna...
Quando tornai lei non mi rivolse nemmeno la parola e bevve il suo caffe', venne verso la mia bocca e me lo sputo' dentro, facendone cadere un bel po' sulle mie e sulle sue gambe... quindi mi ordino' di leccarglielo via e si sfilo' i sandali che indossava facendosi leccare a lungo i polpacci, le caviglie e i piedi... quando io feci per smettere lei mi tiro' un violento calcio in faccia ordinandomi di continuare per almeno un'altra mezz'ora!
Come spinto da un'inspiegabile molla, continuai a leccarla fino a che mi ordino' di smettere, mi porse dei fogli con i compiti che mi servivano e accompagnandomi alla porta mi disse: "Da oggi io per te sono Venere, e tu mi apparterrai e dovrai obbedire a ogni mio ordine. In caso contrario la tua punizione sara' la mia indifferenza... ti aspetto qui domani per continuare il tuo addestramento."
Tornando a casa mi interrogai a lungo sui motivi per cui mi ero trovato a fare tutto cio' senza mettermi a ridere... mi accorsi che pero' stavo benissimo, avevo provato sensazioni terribilmente profonde... pensai che forse Venere avesse notato la mia anima sub prima di me stesso.
In ogni caso il giorno dopo a scuola non riuscii a sostenere il suo sguardo nemmeno per un secondo, ma alle 15 mi presentai di nuovo da lei. Mi sembro' meravigliosa quel giorno, era sexy da morire, vestita con un top azzurro e una gonna (!) di seta a fiori, le gambe nude e dei sandali altissimi ai piedi... era Aprile, le ragazze cominciavano a scoprirsi.. e lei.. non sfigurava per niente, come avevo potuto non notarla nei quattro anni precedenti?
Mi spiego' subito che quel giorno non si sarebbe studiato, doveva prepararmi perche' mi voleva addestrare in modo che io fossi pronto a servirla alla perfezione durante la imminente gita a Creta (che se vorrete vi raccontero' un'altra volta).
Mi ordino' di spogliarmi e di inginocchiarmi davanti a lei.. e con mio grande imbarazzo mi osservo' freddamente mentre lo facevo.. io mi accorgevo intanto che la mia mente sembrava spegnersi quando lei parlava e che le mie azioni parevano guidate a distanza da un comando cui non sapevo resistere...per anni ero stato il bulletto della scuola e non avevo mai considerato le mie compagne che riempivano pagine dei loro diari con il mio nome... e ora ero nudo come un verme davanti a una che avevo sempre creduto fosse innamorata di me e invece... stava li', a guardarmi indifferente, quasi con disgusto.
Inizio' a prendermi a calci, sul sedere,sullo stomaco... minacciando di colpirmi i testicoli al primo lamento. Quando si senti' soddisfatta mi mise un collare, si sedette sopra di me e mi ordino' di andare verso camera sua.
Una volta li', mi spinse violentemente sotto la sua scrivania e mi ordino' di leccarle gambe e piedi finche' non avesse finito di studiare. Cio' che mi sorprendeva era che non c'era niente di erotico in cio' che faceva... aveva pressoche' ignorato il mio pene che tra l'altro subi' numerose erezioni, non
mi aveva nemmeno toccato, era una sorta di incantesimo, quello che stava cercando di creare, fondato esclusivamente sulla cerebralita'... il mio corpo pareva non interessarla per nulla. Capii in seguito che si trattava dell'inizio della mia preparazione: voleva rendermi totalmente sottomesso alla sua volonta', per essere sicura che quando avesse voluto abusare del mio corpo non avrei opposto alcuna resistenza.
Finito di studiare mi lego' alle gambe del letto e senza dire una parola se ne ando'. Rimasi li' almeno un'ora quando sentii la porta aprirsi e vidi entrare sua madre, che nella piu' totale indifferenza mi guardo', ancora nudo, e mi disse: "ah, tu devi essere il giocattolo nuovo di Venere. Stai zitto e non rompere." Il mio imbarazzo fu inferiore solo alla naturalezza del suo comportamento... presto avrei capito...
Venere torno', pochi minuti dopo, mi slego' e mi permise di andare a casa, ordinandomi pero' di masturbarmi e di portarle a scuola le prove del mio operato. La vicenda prosegui' piu' o meno cosi' per un paio di settimane; talvolta mi faceva andare a casa sua solo per apparecchiarle la tavola o per farle il caffe'. Una sola volta, una sera che suo padre era fuori a cena mi fece restare a cena per fare da cameriere a lei e a sua madre che nemmeno mi rivolse la parola ma mi faceva mangiare cio' che Venere sputava... sembrava quasi che le stesse insegnando l'arte della dominazione.