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Il nostro fu di certo un incontro casuale. Era primavera inoltrata , alle porte dellestate. Lei era bellissima, allapparenza timida, pronta ad arrossire appena le porsi la mano all atto delle presentazioni ma lasciava intuire una recondita sensualita, intensa e senza limiti.Tra noi si e stabilito un feeling immediato e profondo, fatto di grande complicita, fiducia, voglia di condividere tutto. Sono sempre stato attratto dalle donne con una personalita complessa, una intrigante alchimia di spontaneita e mistero. Se gli occhi sono davvero lo specchio dellanima, le nostre anime fin dal primo istante sono state pervase da un accecante bagliore di curiosita e desiderio. Quasi come per un tacito ed unanime accordo i primi tempi della nostra relazione sono stati riempiti di baci, risate e parole, tralasciando il desiderio fisico ma solo perche lievitasse fino a diventare inarrestabile e travolgente. Una sera sono passato a prenderla per andare a cena ma Lei mi ha invitato a salire a casa. La porta era aperta, attraverso alcune stanze vuote e la trovo in camera: davanti ai miei occhi avevo una donna bella e sensuale ma cio che mi aveva colpito era una luce misteriosa nello sguardo. Indossava un abito da sera di colore nero, le labbra carnose messe in risalto da un giusto tocco di rossetto, le mani ben curate, le scarpe con il tacco alto, aperte che mettevano in mostra i suoi splendidi piedi. Senza parlare, dopo una sola intensa occhiata, sono andato verso di Lei, irresistibilmente attratto. Mi sono inginocchiato ai suoi piedi ed ho cominciato a baciarli. Ho leccato in preda alleccitazione tutta la superficie dei piedi, non trascurando di infilare la lingua sotto la pianta e tra le dita. Senza mostrarsi sorpresa, Lei si e seduta in poltrona lasciando che le sfilassi una scarpa. Mi ha premuto la pianta del piede sulla faccia, la decisione del suo gesto e la morbidezza della pelle, fresca per la doccia appena fatta mi hanno inebriato. A questo punto, afferrandomi per i capelli mi ha costretto a guardarla, un lampo beffardo ha attraversato il suo sguardo, in quel momento ha iniziato a schiaffeggiarmi su entrambe le guance con colpi sempre piu forti. Mi ha ordinato di spogliarmi completamente e prostrarmi ai suoi piedi e poi mi ha calpestato. Dopo avermi sollevato per un braccio, trascinandomi a quattro zampe vicino al letto, mi ha legato per un braccio alla spalliera in ferro battuto usando una corda presa dal cassetto del comodino. In tutto questo io, sorpreso ed eccitato, non ho proferito parola. Come Lei, del resto. Mi ha inflitto un numero di colpi che non saprei indicare con la cintura dei pantaloni, fino a che il mio sedere non e diventato a strisce rosse. Poi ha afferrato il mio pene ormai turgido masturbandomi fino a farmi venire. Andando in bagno a lavarsi le mani mi ha chiesto di rivestirmi e di andare via, ci saremmo rivisti lindomani. E cosi e stato. Ma di cio che era accaduto mai una parola, come se fosse stato un sogno. | |||