di Prince d'Aquitaine |
![]() |
|
|
"Io non ti chiedo di essere innamorato di me, lo sono io per tutti e due" (detto da una donna sposata a un giovane che lei ha iniziato alle arti e ai piaceri del sesso nel film "Carne tremula" di P. Almodovar).
Tempo fa ho scritto di avere una particolare predilezione per il tema della disparità nei sentimenti (amore non contraccambiato ecc.), anche in relazione all'SM. Riflettendo, leggendo e rileggendo, mi sono reso conto che anche le mie scrittrici erotiche preferite (Terence Sellers, Florence Dugas, Pauline Réage) hanno un interesse particolare per esso. Non mi pare un caso. Ora cerco di esprimere il mio punto di vista. Per farlo recupero gran parte di un post da me inviato a un altro gruppo italiano sul BDSM, mi spiace per chi - facendone parte - si troverà a leggere le stesse cose per la seconda volta, ma per me è importante ripartire da queste considerazioni. Secondo me il potere nell'eros (NB: le situazioni violente o comunque di imposizione, in cui il potere è conquistato con la forza, il ricatto, l'inganno ecc. sono escluse a priori da tutto il mio ragionamento) è legato ai sentimenti, molto più che agli atti che danno piacere di tipo sessuale o simile. Alla faccia di tutti quelli che continuano a ripetere la scemenza che il BDSM è di per sé la negazione dell'amore, l'opposto dell'amore, il senza amore ecc. Queste dinamiche, naturalmente, non sono per nulla esclusive del BDSM; il potere ci può essere in tutte le relazioni. Quando l'amore non è ricambiato questo è evidente. Ma anche quando è ricambiato l'equilibrio di solito non è sicuro, stabile, perfetto. Una delle due persone ha più bisogno, ama di più, ha una qualità diversa nel sentimento... e allora si crea un potere, o se volete una dipendenza. Un'asimmetria. Secondo me uno dei modi in cui si esprime il sadomasochismo di alcune persone è tendere a *ricercare* (invece di sfuggire - come dovrebbe avvenire secondo la 'normalità' e il 'buon senso') queste asimmetrie. Mi direte che è una cosa comune al di fuori delle inclinazioni speciali di cui si parla qui - una ragazza che ho conosciuto in Internet me lo ha scritto: quante persone si innamorano irresistibilmente delle persone che *non* si innamorano di loro? Beh io non credo che sia poi così universale e in ogni modo, non è masochismo affezionarsi a un'anima su cui non si riesce a incidere in profondità? E non è sadismo lasciare che una persona che non amiamo si affezioni a noi e lasciare che coltivi le sue speranze? Personalmente ho vissuto entrambe le situazioni - del tutto al di fuori di qualsiasi contesto BDSM esplicito e consapevole. Nella prima (attrazione solo da parte mia) mi sono sentito oppresso, è allora che ti chiedi: perché? perché faccio questo? non sono più padrone di me stesso; perché non posso fare a meno di perdere la mia dignità pur sapendo che non servirà a nulla? Nella seconda (attrazione solo da parte sua) ho provato emozioni altrettanto intense, ma completamente differenti, una specie di ebbrezza, proprio il gusto del potere; in certi momenti senti che l'altra persona è come un giocattolo nelle tue mani e la controlli sempre di più senza bisogno di fare nulla, un piacere particolare che non saprei descrivere con altre parole, che però porta con sé (per fortuna) dei sensi di colpa: non è giusto far soffrire così, e ancora ti chiedi: perché faccio questo? perché mi piace? Vanessa Duriès nel suo breve romanzo autobiografico _Il legame_ (titolo originale _Le lien_ Ed. Blanches, trad. inglese _The Ties that Bind_ Masquerade Books, non tradotto in italiano) racconta di un'iniziazione a base di fruste, catene, piercing alle labbra vaginali, sottomissione a tutto campo, compresa cessione ripetuta a uomini (soprattutto) e donne per rapporti sessuali in presenza o in assenza del Master, con orgasmi a comando e quant'altro vi potete immaginare. Alla fine fa un bilancio del rapporto che ha creato con quest'uomo che ha un Dominio così forte su di lei e di quello che ha imparato su se stessa e... parla puramente e semplicemente di amore. Senza voler esprimere ancora certezza sulla profondità dell'amore di lui, chiude con una nota di intensa felicità perché è certa del proprio amore per lui e conclude: amare è la cosa più importante del mondo, preferisco amare una volta piuttosto che essere amata per l'eternità. Certo lei vuole l'amore del suo Master e ne ha bisogno. Ma quello che mi sono chiesto io è se, forse per sbaglio, la Duriès non abbia indicato proprio la differenza tra il desiderio che sta al fondo della sottomissione (amare) e quello che sta al fondo della dominazione (essere amati). In genere questo ha poco a che vedere con i giochi e i ruoli che si scelgono (ma a volte invece sì come insegna Sacher-Masoch con la sua ossessione per la Venere in pelliccia), ma cosa c'è dietro questi giochi e questi ruoli? Inoltre la relazione D/s - per quel che ne ho capito io - viene in genere concepita dai praticanti o aspiranti tali come un rapporto (almeno idelmente) equilibrato, in cui lo scambio di potere dovrebbe avvenire in una piena corrispondenza di sentimenti (se mi permettete il paragone, un po' come nella concezione tradizionale del matrimonio), ognuno dovrebbe fare la sua parte e Dominare dovrebbe essere un atto d'amore tanto quanto sottomettersi. Idealmente, la coppia D/s dovrebbe comporsi di due modi di amare diversi, ma con uguale intensità. Tuttavia quanto ho scritto e riferito sopra più altre riflessioni che mi piacerebbe trovare l'occasione per comunicare in seguito, mi fanno dubitare di questo ideale. Avrei un altro esempio letterario molto interessante, ma mi fermo qui perché ci porterebbe a un passo successivo. Ripeto, non mi interessa trovare spiegazioni universali, non credo che ce ne siano. Suggerisco però dei nessi che potrebbero avere importanza per una parte delle persone che sono attratte da certe cose. Saluti, Prince d'Aquitaine PS: a chi ama la "Storia di O" di Pauline Réage consiglio di dare un'occhiata al sito http://www.storyofo.co.uk/ Tratto dalle Segrete della gabbia |
||
|
||||