Lo zen e l'arte del sadomasochismo
di Antinea

ho notato che, così come "fuori" si tende ad esasperare quello che fanno i bdsmers considerandoli la quintessenza dello squilibrio e della dissolutezza, altrettanto a volte si tende a fare "dentro", autoalimentandosi in un delirio di ipotesi che arrivano anche a definire il bdsmer quasi come una specie di monaco zen cha ha trovato la via per l'equilibrio, la saggezza, la tolleranza ed il pacifismo. Di questo passo, tra un po' arriveremo anche a dire che fare bdsm è "terapeutico".

Fare bdsm non è, a mio avviso, aver trovato la via catartica per non essere degli hooligans... o almeno non lo è per tutti. Così come non è che si diventi per forza serialkiller se non si trova il modo di picchiare per finta la morosa.

Credo che "matti", se lo si è, lo si è prima di essere bdsmers. Così come "tolleranti" lo si è prima, "buoni" lo si è prima, "illuminati" lo si è prima. Credo che "fare bdsm" sia solo uno dei tanti modi per fare le cose che hanno a che fare con la sessualità, e così come non è la scelta di vita di chi potenzialmente ha problemi, non lo è nemmeno di chi "ha capito" più degli altri.

Ad esempio, credo che chi si pone il problema del "ma sarò normale" non se lo pone perchè gli piace il bdsm e pensa che quel modo di vivere la sessualità sia poco accettato, ma perchè "a monte" non ha un buon rapporto con sè stesso e con la propria sessualità, a prescindere dal fatto che gli piaccia fare bdsm.

Il famoso "senso di colpa del bdsmer" è solo e semplicemente senso di colpa nei confronti della sessualità.

Evidentemente, se così tante persone ne parlano e ne riparlano qui e altrove, i sensi di colpa collegati al bdsm esistono. Sensi di colpa, disagio, chiamateli come vi pare.

Personalmente è difficile che provi sensazioni del genere, e quando le provo il bdsm non c'entra assolutamente nulla. Provo sensi di colpa quando non vado a trovare i miei la domenica, quando invece di lavorare mi trastullo con il piccì, quando lascio la gatta da sola per più di due giorni.

Forse il mio training cattolico durato tanti e tanti anni mi ha paradossalmente vaccinata dai sensi di colpa legati alla sessualità. Ma, a pensarci bene, il vaccino ce l'avevo già, ed è stata probabilmente un'educazione rilassata e "positiva", impartitami dalla mia famiglia e non solo.

Pensa che ti ripensa, sono giunta alla conclusione che il bdsm probabilmente fa solo da "detonatore" per una sessualità vissuta in maniera conflittuale. Credo che il disagio non nasca dal bdsm in sè, ma da un non ottimale rapporto con sè stessi e con la propria dimensione sensuale.

Forse il senso di colpa non emerge se le pratiche sono quelle consuete e condivise dalla maggioranza degli umani non perchè ci si sente in pace con se stessi, ma proprio perchè ci si sente "assolti" dal contesto sociale.

Quando però ciò che si fa va "contro" il concetto di normalità socialmente accettato, ecco che salta fuori quel "grillo parlante" che non si è stati capaci di prendere adeguatamente a martellate. Come se venisse a mancare una stampella esterna a noi, e dentro di noi non ce ne fosse una sufficientemente forte da tenerci in piedi.

Le persone che vivono con disagio la propria sessualità ed il rapporto con il proprio corpo sono tantissime, e questo disagio molto spesso prescinde dalle modalità espressive della medesima.

Insomma, credo che la nostra formazione sociale e culturale, cattolica ma non solo, abbia fatto in modo che una sessualità vissuta con disinvoltura e allegria sia una faticosa conquista personale, e non un "diritto acquisito".

Questa riflessione è un po' il risultato delle mie frequentazioni in ambienti di bdsmers. Prima di conoscere tante persone e di leggere tante mail pensavo che il fatto di fare bdsm, una cosa così "trasgressiva", fosse una caratteristica che necessariamente ne implicava altre, tipo quella di essere più capaci degli altri di comprendere le diversità, di non emarginare nessuno solo perchè fa cose diverse da noi, eccetera eccetera.

Invece no. Mi sono resa conto che mi sarebbe tanto piaciuto che fosse così, ma che i bdsmers in comune hanno solo il fatto di essere bdsmers, perchè anche tra i bdsmers ci sono gli ottusi, gli intolleranti, i maschilisti, i femministi, gli sfigati, gli illuminati, gli arrivisti, i doppiogiochisti eccetera.

Diciamo che quello dei bdsmers è semplicemente un partito trsversale, insomma, e che l'essere bdsmers significa solo ed esclusivamente essere bdsmers. Nient'altro.

Praticamente ho fatto la mia ennesima scoperta dell'acqua calda ^_^

Antinea
(Tratto dalle Segrete della gabbia)

P.S. A dimostrazione del fatto che se si è narcisisti deliranti lo si è "prima" di essere bdsmers, lì sopra mi sono anche autocitata, attaccando alcuni pezzi di una mail postata in un'altra ML, a proposito proprio del senso di colpa. ^_^

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