| Minimi incubi di EmilyD |
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Tra un sogno e l'altro, qualche volta mi capita di fare anche qualche piccolo incubo. Uno per esempio, l'ho rifatto qualche notte fa, minimo.ma di incubo si tratta.
E' un tardo pomeriggio estivo, mi trovo in una stanza dai colori aranciati, le tapparelle abbassate a metà, una libreria, una bella lampada, e una poltroncina. La poltroncina è quello che di solito è considerato il mio "patibolo". Considerato da me, e da quello che allora era il mio Dom. La casa è la sua, e sue tutte le cose che ci circondano. Ma la scena davanti ai miei occhi non è di me legata, ad offrire schiena, gambe e natiche. Al mio posto invece c'è lui, nella mia stessa posizione e completamente nudo. E questo è il primo flash che mi manda in tilt. Secondo flash: la sua voce fuoricampo che urla: "Obbedisci !". E ancora: "ti ho ordinato di colpirmi, schiava ! Lo capisci che devi obbedirmi ?". Altra immagine che mi manda ulteriormente in tilt. Terzo flash: lui afferra un mio polso, e poi l'altra mano, mi obbliga ad impugnare il suo amato bamboo, me lo fa stringere, e urla ancora "Usalo su di me !". Quarto flash: io, davanti a lui sulla poltroncina, osservo il mio braccio muoversi per proprio conto e insieme a lui il bamboo; colpisce il muro, va per terra, prende un angolo della libreria, poi forse anche la lampada; va' ovunque, tranne che a colpire lui. Disperata, piango lacrime a fiumi, muovo la testa a dire "no,no,no". Mi sento la quintessenza dell'inadeguatezza. Continuo a piangere per tutta la notte e tutto il giorno dopo. Lui mi guarda e sorride con sdegno. Qui di solito mi sveglio. Questo sogno/incubo, è accaduto in realtà. E più volte. Quel Dom, non essendosi mai rivelato prima nella sua "interezza", un bel giorno, ottenuta la mia devozione, verificata la mia dipendenza da lui, e anche la presenza di un certo sentimento amoroso tra noi, improvvisamente mutò il suo atteggiamento e mi ordinò di fare a lui, quello che lui faceva a me. Me lo chiese cioè nel momento in cui era certo, avrei obbedito, non ne parlò mai prima. Non soddisfatto di un primo tentativo fallito, ci tornò su' ancora, motivando il tutto con ragionamenti del tipo: "tu ti stai reprimendo....è quello che vuoi..... tu sei come me e devi liberarti....". Mi obbligò ancora, ed io mai riuscii a farlo, in compenso ne soffrii in modo indescrivibile, ma che forse si può immaginare... Ora, so bene, che qualcuno/a - o molti - leggendo, diranno: "E allora ? io l 'avrei fatto! Magari !" Io invece no. Non è che non voglio perché sono testarda, ecc..., ma proprio non posso, non sono fatta così. E a niente mi servì dirlo. Credo che ancora oggi lui sia convito del contrario. Ecco. Quello è stato il peggior Master che io abbia avuto. Del "quaqquaraqquà" aveva praticamente nulla. A parte l'"arte del plagio", in quella era molto abile, o comunque ci provava alquanto. Per il resto non si nascondeva davvero....forse era troppo esibizionista per desiderare nascondersi, vivere doppie/triple vite, ecc...... Come persona - visto che molti hanno ricordato che prima dei ruoli, siamo persone - ho di lui un ricordo che fatico parecchio a mantenere sul "positivo". Dal punto di vista dell'esperienza, credo di averla incasellata "almeno" come "violenza-psicologica-non-richiesta-ne-desiderata". Dal punto di vista dell'insegnamento..che ho imparato da lui ? Che non sono switch ? o free, o vattelapesca ? Bastava me lo chiedesse all'inizio, gli avrei risposto, e finiva lì. Tratto dalle Segrete della gabbia |
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