|
Mio pensiero: sì, è possibile amare se stessi ed essere sadici. Sì, è possibile amare se stessi ed essere masochisti. Non voglio essere autoreferenziale, non dico che sia come penso, in verità: dico che ho conosciuto persone che mi hanno ispirato il giudizio. Molte persone. Penso, in particolare, che il narcisismo che alberga in molti di noi sia una spinta notevole al raggiungimento del piacere tramite le modalità bdsm.
L'uso del termine "eziologia", mi riporta al mio ambito specifico, per cui per me significa causa, si, ma non di qualcosa di generico, bensì di qualcosa di specifico, ovvero di malattia. Più volte, ultimamente ho visto usato il termine patologia, in riferimento alle tematiche sm. Io non credo che, neppure da un punto di vista strettamente psichiatrico, si possa parlare dei sadomasochisti come malati, o meglio delle persone che praticano sm o bdsm come malati. Non è previsto, fortunatamente, oggi, mentre un tempo, certamente, lo fu. Forse è meglio parlare di determinate persone che stanno male, essendo sadici o masochisti, e stan male per quella loro particolarità: in quel caso, quelle persone hanno necessità di una cura (prevalentemente psicoterapeutica): ma ricordiamoci, anche qui, che esiste cura certa a malattia certa, che già in ambito di oncologia si hanno margini di ignoranza e che la terapia psicoanalitica è posta in interazione con una malattia che non è organica (ovvero non esiste una modificazione patologica di alcun tessuto o cellula, nei malati di mente).
Si potrebbe aprire un piccolo dibattito su una delle definizione dei nevrotici, o meglio una delle suddivisioni, cioè in quelli che fanno soffrire gli altri e quelli che fan soffrire se stessi (e quelli, i più, che fan bene tutte e due le cose). Ma non credo che i forum (scusami Ted ma "fora" mi pare un tiramento di palle e lo rifiuto) possano o debbano essere dedicati ad argomenti così specialistici. Dallo stesso punto di vista, credo che ogni interpretazione di ordine psicodinamico della autostima, della autoconservazione, del narcisismo, con eventuali ulteriori riflessioni filosofiche che ne evidenzino la frequente aporia, seguite a loro volta da controinterpretazioni lacaniane o behaviouriste, tendano a confondere, più che a chiarire ciò che interessa, ponendo, in luogo del luogo che si vuole rischiarare, il percorso per il quale, da ogni lato della circonferenza perimetrale, si può procedere. E poichè non esiste una entità patologica stabile, unica, riconoscibile inequivocabilmente, ma pulsioni, interessi, modalità d'azione variabili, eviterei di cercare una via unica di interpretazione del sm.
E quindi, la risposta definitiva può essre: si ci sono sadomasochisti che si amano ed altri che non si amano. Sadomasochisti che amano ed altri che non amano (non dimentichiamo le fortissime tensioni aggressive presenti in rapporti che non prevedono modalità pratiche sadomaso, sia tra genitori e figli, sia tra uomo e donna, o tra donna e donna e uomo e uomo: vi prego di soffermarvi un attimo su tutte la fattispecie). Il sadomasochismo, il mondo bdsm che qui in gabbia si esprime, non è una caratteristica qualificante le persone univocamente, nè una etiologia di alcuna malattia, nè una predisponente criminale. Almeno questo è ciò che credo io, Pilippo in versione professionale-Pivello.
|