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Navigando per il Web ho notato che, come in fondo per qualsiasi altro argomento, esiste un'effimera quantità di materiale circa gli aspetti negativi (se così si possono aggettivare) del mondo SM (o BDSM se preferite). Meglio forse sarebbe parlare degli aspetti che tante volte vengono presi poco in considerazione. Ben sapendo che la mia esperienza non può essere presa a campione per ovvi motivi, se questo mio scritto dovesse anche solo farvi pensare 5 minuti pur lasciandovi con la vostra opinione precedente, beh, posso dire di ritenermi soddisfatto. Non penso assolutamente di aver il diritto di rampognare nessuno e non credo di avere la verità "vera" (bel gioco di parole, no?). Il latini dicevano "Suae quisque fortunae faber est" (ognuno è artefice del proprio destino) e, senza velleità letterarie, penso che si possa interpretare come un "ognuno è quello che ha fatto (le sue esperienze) e farà quello che è". Ho piu' volte visto e sentito associare alla parola Sadomaso il termine "Gioco". Non credo che questa associazione sia realistica e ne spiego i motivi. Un gioco, per essere tale, come tutti sappiamo, ha bisogno di regole e giocatori. Fin qui niente di nuovo, direte. Infatti di regola si determina prima con il Master o con lo slave (uso il maschile ma tutto può essere applicato ovviamente alla rispettiva parte femminile (ricordiamoci comunuqe che dentro di noi, anche se lo neghiamo, siamo sia maschi sia femmine) i limiti che non devono essere in alcun modo superati. Si definisce magari una safeword (quella parola che segnala al Master che si è raggiunto il limite di sopportazione oltre il quale la cosa rischierebbe di diventare una violenza (fisica e morale). Sembrerebbe quindi che l'SM possa essere classificato come un gioco, magari poco innocente. Ci siamo scordati i giocatori. E qui, secondo la mia modesta opinione, viene fuori la parte che fa acqua (se mi consentite il termine). Se non vogliamo che l'sm si riduca ad una pura cosa fisica (al pari di una masturbazione o di un coito) dobbiamo parlare dell'aspetto psicologico. Non credo che corde o fruste siano dei mezzi essenziali per una perfetta dominazione (che, nella definizione di Gioco precedente, potrebbero essere assimilati alle pedine, ai dadi, o alle carte). Reputo piuttosto che un legame psicologico sia più efficace di un legaccio. Perché dico questo? Perché mi è capitato spesso (non è una norma ma è un fattore diffuso) di sentire di persone che hanno delle sessioni SM con gente che conoscono appena. Ora, mi chiedo: Visto che la cosa riguarda proprio l'aspetto psicologico, com'è possibile giocare con una persona che non si conosce affatto? Lasciando perdere il fattore sicurezza personale (credo che nessuno abbastanza intelligente si farebbe legare in modo da essere inerte da una persona che ha visto una o due volte) la mia domanda nasce da questa dicotomia. Credo che dominare una persona voglia dire condurla attraverso un sentiero che la porti a superare le proprie paure e le proprie inibizioni. Per fare questo c'è bisogno di una perfetta conoscenza del partner cosa che sicuramente viene acquisita col tempo. Vi faccio un esempio: cos'è che vi fa distinguere una scopata (scusate la volgarità, ma ormai credo che il termine si sia diffuso a tal punto da non offendere più nessuno o quasi) da aver fatto l'amore (si, lo so sono un sentimentale) con la medesima persona? Il sentimento... ma il sentimento dove nasce? Nella mente (altri direbbero nel cuore ma, in fondo, non sono la stessa cosa?). E da cosa è scatenato? Dalla piena coscienza dell'altra persona. Cos'è che vi fa innamorare di una persona invece che di un'altra? Le sue qualità, il suo modo di ragionare, il suo essere. Direste mai di essere innamorati di una persona con cui avete parlato qualche volta o con cui avete passato poche ore? Io credo di no (mi dispiace, so che mi si potrebbe obiettare coi cosiddetti "colpi di fulmine" ma io ,da parte mia, non ci ho mai creduto). Riterreste che l'essere innamorati di questa persona è un gioco? Penso proprio di no. Con questo non voglio essere assolutista. Nella mia modestissima esperienza posso dire di essere stato più dominato e di aver più dominato nelle situazioni che proprio niente avevano a che fare con l'SM piuttosto nelle sedute SM reali e cercate. Credo che un'approccio a questo mondo sia più augurabile tra due persone che hanno vissuto assieme esperienze esterne all'SM e che abbiano condiviso gioie e dolori. Con questo non parlo specificatamente di una coppia. Due amici vanno benissimo ma devono essere due amici intimi (e non intendo solo dire due amici che siano andati a letto insieme). E qui mi vorrei agganciare ad un altro discorso. Sono solo sillogismi, qualcuno potrebbe aggiungere anche banali. Può essere (e forse è per questo che ho trovato poco e niente al riguardo) ma, così come sono pronto a rispettare le idee degli altri (magari non condividendole, certo) spero che anche voi rispettiate le mie. Qual'è la persona che meglio conoscete? Dai è facile. Voi stessi. Vi chiederete dove ho intenzione di arrivare. La prima persona, sempre secondo questo ragionamento, con cui dovreste fare dell' SM siete voi stessi. Fare dell'SM da soli?Che senso ha? Molto a parer mio. E non vi sto proponendo di autolegarvi (cosa peraltro assai difficoltosa) o frustarvi (credo che in questi casi si possa parlare di Masochismo patologico). Sia che poi decidiate di assumere un ruolo dominante o dominato vi proporrei di essere Master o Mistress di voi stessi. Con questo non intendo dire annullare la vostra personalità, anzi. Tutto ciò che intendo proporvi è un controllo delle vostre pulsioni (e non mi riferisco specificatamente solo a quelle sessuali). Come si può pretendere da un'altra persona ciò che noi stessi non riusciamo a fare? Io, da parte mia, forse sono una persona troppo sospettosa e paurosa ma mi stupisco quando sento della gente che si butta a pesce in cose che conosce poco. Non vorrei cadere comunque nei soliti luoghi comuni a cui si rifanno decine di proverbi paesani. Direte voi, ma se uno non si fa le proprie esperienze come fa a sapere quello che è bene o quello che è male. Giustissimo ma perché siamo allora selettivi in certe cose? Sappiamo tutti che buttarsi con la macchina contro un muro a 100 Km/h non è una cosa intelligente da fare. E non credo che lo sappimo perché ce l'hanno detto gli altri o perché l'abbiamo visto in televisione. Non credo oltretutto che a nessuno venga in mente o abbia mai provato a farlo per togliersi questo dubbio. E' il nostro senso critico che ci fa arrivare a questa conclusione. Eppure, certe volte, il nostro senso critico sembra sparire. Certo, l'SM non è solo negativo. Assolutamente. Credo che in un certo senso mi abbia aiutato a capire gli sbagli che ho fatto e, credetemi, ne ho fatti molti. Mi ha aiutato perché non sono riuscito ad essere Master di me stesso quando avrei dovuto. Infatti alcune volte non sono riuscito a dominarmi. Niente di spaventoso, non temete. Il semplice fatto di non dire una cosa che ci da fastidio in un'altra persona a cui teniamo è un non essere Master di noi stessi. E' facile sconfinare nell'intolleranza, lo so. Ma non credo che nessuno vi colpevolizzerà se la penserete diversamente da lui a patto che rispettiate le sue idee. C'è l'ottimo metodo dei compromessi, il che non significa sacrificare qualche cosa o la vostra identità. Il fatto è che non sempre si può avere tutto quello che si vuole. Non dico che ci si debba accontentare, questo no, assolutamente, parlo più che altro di pazienza, il sapere aspettare il momento adatto. A volte è utile e più nobile rinunciare ad un'esperienza piuttosto che viverla non essendo psicologicamente pronti ad affrontarne le conseguenze a volte devastanti. In fondo è alquanto stupido porre una domanda se non si è pronti a sostenere una qualsiasi risposta. |
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