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In diverse pratiche F/m il gioco di potere che sta alla base del rapporto e potrebbe rappresentarne il pegno simbolico portato dal maschio in segno di rinuncia a sovrastrutture mentali aggressive (etologicamente trasponendo: il verme che il pennuto porta alla compagna o il gatto che rende 'omaggi' poco graditi al padrone), si evolve in una fortissima interazione simbiotica, tale da sprigionare potenzialmente tensioni erotiche formidabili. Partendo da dinamiche (apparentemente?) sopraffattive che sconcertano molte anime pie, si giunge a una sintesi tra istanze opposte di rado riscontrabile nella 'normalità' e singolarmente lontana da impulsi autodistruttivi e realmente 'asociali'.
Cosa cerca il maschio che si trasforma in tappetino da spiaggia per sostenere il dolce peso della sua 'dea', da cui viene letteralmente ricoperto; che ne lecca scrupolosamente le estremità e/o la zona pubica (se baciare gli stivali della padrona è innanzitutto un segno di sottomissione, derivato da antichissimi ritualismi autoritari, il feet-worship è qualcosa di più); che accoglie con gioia (ahimè) i suoi fluidi corporei neanche fossero nettare; che gode nel farsi 'penetrare' dal suo pugno o da appendici artificiali da lei indossate; che gioisce nel subire forme grottesche di 'imbestiamento'?
Noi siamo abituati a concepire il dominio reale come distacco, separatezza e a questa visione si ispirano, per lo più, le 'battute' che corredano la 'scena' sadomaso. Le pratiche sopracitate sembrerebbero indicare piuttosto la 'volontà' (ricambiata) del sub di farsi 'assorbire' dalla padrona, di annullarsi nella sua sfera corporea, in altri termini di fondersi con l'altro, recuperando quell' 'unità primigenia' a cui si riferiva il mito platonico raccontato nel Simposio. Se poi la storia ha scardinato questa unità 'mitica', e dio sa come, un mezzo per farla rivivere a livello simbolico può essere paradossalmente un certo tipo di interazione sadomaso. Ed e' appunto un' 'astuzia' di detta storia impiegare quella che alcuni definiscono la sua 'levatrice', ovvero la violenza.
In questo momento operano su di me alcune suggestioni cinematografiche; prendiamo per esempio l'horror Society: nelle orgie di un gruppo di gaudenti, presentati in una luce sinistra e in fondo tendenziosa, assistiamo alla fusione 'letterale' dei partecipanti. Veramente il regista voleva simboleggiare la gelida ipocrisia della upper class americana e il suo immoralismo sfrenato, ma il modo impiegato fa pensare che su di lui operassero condizionamenti sessuofobici. In un curioso film di fantascienza degli anni 70, il cui titolo mi sfugge, allo scopo di perpetuare la razza umana, in via di estinzione a causa dalla terza guerra mondiale, un gruppo di scienziati si propone di creare il nuovo messia, perfettissimo e androgino, fondendo due esemplari di sesso diverso. Ne viene fuori una creatura dai tratti vagamente scimmieschi che, dopo aver proclamato che l'era della scienza è finita e bisogna cominciare da capo, si avvia a rifondare l'umanità'.
D'altronde c'e' anche la modalità 'ferrea' dell'sm, quella che implica dolore, inflitto nelle maniere più pittoresche, umiliazione, imprigionamento, deprivazione sensoriale. Gli aspetti più brutali dell'sm, che fanno somigliare i dungeons agli scantinati di ogni commissariato extraeuropeo che si rispetti, forniscono all'esterno la visione standard del fenomeno.
Ribadito che il sadomasochismo è un'orientamento sessuale molto articolato, in un'ottica tendente a integrare la prassi più squisitamente sadomaso con quella d/s , la prima, secondo quanto già accennato all'inizio del post, si configurerebbe come un prologo, se vogliamo un' iniziazione' che prepara e garantisce la seconda. Controllo totale come conditio 'sine qua non' di comunione totale, al punto di sacrificare alla partner la propria naturale paura del dolore fisico, che i masochisti provano non meno degli altri. Proviamo a pensare allo spanking 'puerile' non necessariamente come propedeutico a più impegnative pratiche verberatorie, ma come 'figura' della coesistenza tra due interpretazioni distinte di ciò che chiamiamo female domination.
Tutto codesto discorso in fondo mira a sostenere che la sessualità nelle sue svariate forme, laddove esistano consenso e consapevolezza, ha sempre una valenza positiva, quindi anche quando si manifesta con comportamenti eterodossi, come appunto questa sorta di 'regressio ad uterum' , che nelle scene di 'maternage' spinto appare più evidente, con tutti quei bambinoni impannolati.
Dunque il sesso (non solo quello genitale), soprattutto se vissuto senza sensi di colpa, unisce tanto i fidanzatini di Peynet quanto le coppie sadomaso (anche effimere).
Mi spingo a dire che anche certe fantasie autodistruttive (modello 'Impero dei sensi') lontane dall'ssc hanno una loro dignità in quanto miranti alla realizzazione individuale, l'unica cosa che conti davvero; purché, è ovvio, non ci si spinga oltre un certo punto, cercando di trasformare il proprio partner nel proprio carnefice. Il maschio della Mantide Religiosa è probabilmente più realizzato di noi, tuttavia dobbiamo riconoscere che non siamo insetti.
Forse un giorno le famose 'neurosimulazioni interattive' evocate dal cyberpunk permetteranno a chi è interessato di oltrepassare questa soglia senza che nessuno ne subisca danni permanenti o definitivi.
Ottimo Massimo
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