Mistress in passerella
di Rachele
La gabbia - Visioni SM

Sull’onda dello sdegno che ha provocato l’apparizione della sedicente Mistress sui palcoscenici italiani, mi sono, una volta di più, stupita dello stupore sollevato.

"Anatema!"

"Scandalo!"

"Vituperio!"

"L’immagine del vero BDSMer ne esce malconcia dalla testimonianza di questa signora"

Perché, prima avevano di noi un'immagine migliore?

"Quella donna non fa parte del nostro mondo, lo si capisce da come parla degli schiavi"

Altro che se fa parte del nostro mondo e lo si capisce proprio da come si esprime. Ho visto in reale e virtuale "accreditate" Signore pavoneggiarsi con schiavo al guinzaglio. Rivolgersi a questi con il classico linguaggio codificato per cagnolini.

"E’ una vergogna che si dia spazio a queste persone solo per far spettacolo!"

Ma se proprio il 70% dei cosiddetti BDSMer venderebbero l’anima al diavolo per essere sotto la luce di questi riflettori!

Smettiamola di raccontarci frottole!

Nel mondo BDSM ci stanno tutti.

Chi l’ha detto che quello autentico è quello con il sito?

Chi l’ha detto che quello autentico è quello che ha uno sproposito di numeri di cellulare collezionati con le frequentazioni di chat?

Chi l’ha detto che quello autentico è quello che va nei locali privati a mostrare la sua bravura o le sue prede?

Chi l’ha detto che quello autentico è quello che non è contento fino a quando non porta segni permanenti delle sue performance?

Ci stanno tutti sotto questo cappello e non mi sognerei di escluderne alcuno.

A questo punto, però, una domanda sorge spontanea. Allora, se stiamo tutti sotto lo stesso cappello, siamo tutti uguali?

No!

Io non lo credo proprio.

Per definizione siamo dei "diversi"; abbiamo raggiunto il grado di consapevolezza in completa autonomia, siamo rimasti piacevolmente attoniti quando abbiamo scoperto di non essere soli ma continuiamo a considerarci unici e ritengo sia fondamentale continuare a sentirci così.

Nel virtuale, come nel reale, esistono le stesse differenze.

Nel virtuale, come nel reale, scelgo con chi rapportarmi.

Nel virtuale, come nel reale, ho amici e "semplici conoscenti".

Il fenomeno della globalizzazione dei BDSMer è tutto sommato recente. L’avvento di Internet lo ha reso possibile ma le persone sono sempre le stesse.

In ultima analisi ritengo che ciò che fa la differenza sia la possibilità di scegliere.

Sembrerebbe banale. Tutti scegliamo continuamente ma non è così.

Non si sceglie quando hai situazioni irrisolte che ti portano in una certa direzione per compensazione.

Non si sceglie quando ti accontenti.

Non si sceglie quando non sai chi sei, o non ti piace chi sei, e rappresenti qualcun altro.

Un mio amico dice che spesso ha incontrato bravi "coreografi". Trovo questa definizione particolarmente felice per indicare chi ci mostra la sua rappresentazione. Alla fine dici: Bello spettacolo! Ma è importante saper distinguere la finzione dalla realtà sia per gli spettatori che per gli attori.

Al Maurizio Costanzo Show ho visto una brava attrice.

Gabbia.com