Piccoli borghesi
del sadomasochismo

di Ottimo Massimo
La gabbia - Visioni SM

Sono sostanzialmente d’accordo con l’intervento di Nunch (BDSM, SHOWS E RAGNATELE- VISIONI SM- GABBIA), sebbene non sia del tutto convinto che il “sadomasochista medio” corrisponda esattamente all’immagine che ne dà lui. E’ ovvio che spesso le più disparate inclinazioni sessuali (cmq da tempo sono giunto alla conclusione che il sadomasochismo non è soltanto un modo più pittoresco per avere un’erezione) non si armonizzano con una visione del mondo progressiva : per esempio, quanti omossessuali senza coraggio ci sono nella chiesa? Quante importune creature che nei confessionali pretendono di insegnare alle loro pecorelle come si scopa cattolicamente? Nell’ultimo secolo si è diffuso in Occidente, senza affermarsi del tutto ,un modo di pensare che considera ogni individuo padrone del proprio corpo e delle proprie emozioni ( questo affermava la prima costituzione sovietica) e quindi libero di disporne come meglio crede .In altre parole, secondo questa tesi la sessualità degli esseri umani è una faccenda privata sulla quale nessuno , tantomeno lo stato, ha diritto di intervenire. Le persone culturalmente emancipate (una minoranza ) che condividono queste idee possono più facilmente accettare la propria sessualità “alternativa”, sebbene i residui della vecchia educazione continuino a interferire fastidiosamente ( “il subconscio è una forza molto potente” e a volte interferisce con i nostri “sogni lucidi”, si sentenzia in un film uscito recentemente). Io, ad esempio, ho smesso da molto tempo di vergognarmi per le mie inclinazioni sub, eppure durante la mia ultima ‘esperienza’ (indimenticabile) provavo un’ istintiva verecondia, non tanto nei confronti delle padrone quanto piuttosto verso gli altri maschi, nonostante fossero tutti miei “confratelli”.Pertanto non si dovrebbe credere che per i “pervertiti” sia tanto facile o “comodo” agganciarsi a dottrine che legittimano i loro comportamenti sessuali. Superata poi la fase dell’ “autoaccettazione”, i “vecchi modelli” pesano in un altro modo, inquinando i rapporti interpersonali con il solito approccio “privatistico”, che a mio avviso ci deriva più dai condizionamenti culturali che da una non meglio specificata “natura umana”. Non è certo a disquisizioni accademiche (a parte alcune mie diatribe con Wronskj) che si deve la crescente ‘litigiosità che sembra caratterizzare il “giro”e che ovviamente non fa bene al “movimento”.

PS
A proposito del ‘diritto alla diversità sessuale’, vorrei significare ad alcune amiche che tale diritto mal si accorda con certo vieto relativismo culturale, merce intellettualmente avariata e complementare al razzismo etnocentrista, che in questi ultimi anni è di moda nei salotti o sui Media e che finge di dimenticare le dinamiche conflittuali esistenti in ogni società stratificata

Ottimo Massimo

Tratto dai Forum della gabbia

Gabbia.com