Professioniste della frusta
di OttimoMassimo


Dagli aprichi forum della Gabbia ci siamo benignamente degnati di soccorrere
i segregati della ML con i nostri pareri.

“Mi spieghero' meglio: so benissimo che esiste anche questo aspetto ma mi domando in modo preoccupante: quanto è diffuso? Esiste davvero una parte del mondo bdsm che fa di questo una fonte di guadagno?”

Evidentemente devi avere poca dimestichezza non solo con la ML ma anche con il fenomeno sm in genere.
Il BDSM è prima di ogni altra cosa un fatto commerciale, anzi mi sembra che attualmente rappresenti il settore di punta dell’industria erotica. Se la ripartizione degli spazi negli eros- shop ha valore paradigmatico, le cose stanno certamente così: l’sm è la “perversione” più trendy e più economicamente redditizia.

Proprio all’importanza economica rivestita dal bdsm si deve il fatto che tu, nell’anno di grazia 2001, possa discutere in rete di sadomasochismo, invece di piluccare qualche avara e tendenziosa notizia sull’enciclopedia medica, alla voce patologie sessuali. Da molto tempo ci si era accorti che proprio le versioni più “pittoresche” dell’erotismo, così macchinose e difficili da gestire in un contesto monogamico, si prestavano particolarmente allo sfruttamento commerciale in senso lato.

Ehh i bdsmers son gente capricciosa, il cui “vizio” in genere necessita di scenografie elaborate, atmosfere particolari, adeguati abiti di scena. Il giovane con tendenze sadomaso è innanzitutto affamato di immagini, fisse e in movimento, che diano esca alla sua passione. Indovina come le trova.

Il “romanzo di formazione” del giovane sadomasochista, imperniato su cuginette prepotenti o professoresse tanto autoritarie quanto viziose, ha di norma poco a che vedere con la realtà, ma molto con gli estri narrativi dei nostri “affabulatori”.
E quando “saltiamo il fosso” chi c’è (in genere) dall’altra parte? la moglie? la fidanzata? la tipa contattata tramite un’insezione? Addirittura la disinvolta passeggera incrociata miracolosamente nello scompartimento semi–vuoto di un treno?
In realtà la dominante tipo è una “prodomme”, cioè una padrona professionista, il cui statuto professionale si è andato nettamente distinguendo da quello delle prostitute.

È impossibile e in fondo inutile chiederci cosa passa per la testa di una prodomme; se durante una “session” siamo al cospetto di una disincantata “travet della frusta” o di una implacabile “vamp” che si eccita colpo dopo colpo.

Di certo questo mestiere, insolito secondo il comune modo di vedere, non manca di attrattive, se si esamina la faccenda dopo aver fatto piazza pulita delle più viete remore moralisitiche. In primo luogo c’è l’aspetto economico, generalmente assai gratificante (si spieghi per esempio a una ragazza rumena, agnostica e priva di inibizioni, interessata ai giochi sm, in nome di che cosa dovrebbe contribuire a ingrassare un industrialotto trevigiano per 250.000 £ al mese, quando può guadagnare 20 o 30 volte tanto in un locale di Amburgo o di Amsterdam? Certo…... la facondia pretesca senza tenaglie arroventate diventa meno convincente, ma si tenti ugualmente.).
Poi la misstress non è di regola tenuta ad avere rapporti sessuali con i “clienti”, anzi di solito il sesso “penetrativo” è vietato esplicitamente dai regolamenti delle “case”; eventuali deroghe dipendono solo dalla volontà della domme. E ancora c’è un aspetto importantissimo, direi rivoluzionario per la mentalità corrente, sul quale non si riflette abbastanza: il rispetto, in certi casi l’affetto, che gli utenti nutrono (di solito) per la prodomme anche fuori dalla “scena”. Quante categorie professionali possono dire altrettanto? I medici? gli avvocati? non credo proprio. Gli insegnanti? Peggio che andar di notte. Tuttalpiù mi vengono in mente i pompieri.

Insomma il sadomaso “professionale” ha avuto il merito di trainare l’intero movimento, incluse le iniziative no-profit (la Gabbia ad esempio). Per esempio, Le stesse coppie sadomaso spesso mostrano di gradire la perizia di una professionista del settore.

Non mi stupisco che molti storcano il naso: residui di educazione sentimentale improntata a un certo romanticismo deteriore (e ipocrita perché non impediva amori mercenari e ancillari, ma li relegava negli angolini, riducendo le donne coinvolte a semplici valvole di sfogo).
C’è anche L’orgoglio maschile che si ribella all’idea di dover pagare per fare sesso, canonico o bizzarro che sia.
Persistono anche malintesi scrupoli ideologici di ascendenza terzinternazionalista. Ma perchè l’estorsione di plusvalore imposta all’operaia della Fiat, peggio se della filiale polacca, dovrebbe essere moralmente più accettabile della percentuale che la prostituta deve al suo pappa (e ho citato a bella posta un caso estremo e inaccettabile)?
anche lui deve affrontare delle spese. Ah, non dubito che una malattia professionale rimediata in fabbrica sia di molto preferibile a un’infermità “vergognosa”. Vuoi mettere la decorosissima polvere d’amianto con quel sigillo d’infamia a forma di palla puntuta!

In verità tutto avete reso venale, la vita e la morte.
Un viaggio sulla Mir (buonanima) è divenuto il primo premio della Miralanza.
Il corpo umano è ormai valutato come quello del maiale: non si butta via niente.
Formidabili costruttori di ossimori, siete riusciti ad appiccicare anche alla parola socialismo il sintagma “di mercato”.
Non avete fatto mancare ai morti d’inedia i conforti religiosi, trasmessi in mondovisione durante i galà di beneficenza, che tra una spremuta lacrimuccia e l’altra incalzavano l’auditel, cioè il mercato.

Ma quando sesso e affari si incrociano, apriti cielo! Ecco innalzarsi l’inno stereotipato che “la pruderie di mezzo”, versione più duttile della clerical-sessuofobia, intona ispirata: “sesso senza amore, sesso a malincuore, sesso senza amore non lo faccio più uh-uh”

Quanta inquietudine troppo spesso amareggia i nostri consumistici sollazzi!
Ma c’è consumismo e consumismo. “A ogni giro un cavallo di latta, distrugge il cavaliere” , già trent’anni fa cantava Sergio Endrigo. Ma ad ogni colpo di frusta il sub è solo più vicino alla pienezza del suo paradossale piacere.

Cordiali Saluti
Ottimo Massimo

Tratto dalle Segrete della gabbia

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