Il re è... nudo!
di Bundy

D'accordo, non scoraggiamoci, ma se conferir si vuole, cerchiamo di porci nel modo più obbiettivo possibile, qundi apriamoci al disvelamento di ogni possibile modo del nostro essere.
In un sito in cui, si parla di sadomaso cose se fosse un dono della vita, in cui si leggono racconti che (eccetto, per fortuna, alcuni) glorificano il momento della "presa di coscenza" e cioè della scoperta delle proprie tendenze. Io non mi stancherò di scrivere che, per me, essere un perverito non è una grazia ma una croce, che mi ricordo con angoscia il momento in cui ho capito che il produrre dolore mi eccitava, e che, oggi, che amo e sono riamato da una persona che ha le mie stesse tendenze (inverse) ho la sensazione (più emotiva che razionale) che, il praticare e quindi il "costruir azioni e suggestioni", possa equivalere ad arrecarsi, vicendevolmente, il nocumento psichico costituito dall'inabissamento in fantasie a sfondo distruttivo ed autodistruttivo.
Mi dispiace, ma i "gli abiti del re" io proprio non li vedo, né mai li ho visti: per me è nudo.
Confrontarsi può essere utilissimo, non solo, però, per dire e ripetere fino alla noia: "sadomaso è bello" ma, forse anche, per accennare un po' anche alla nostra "impotenza" rispetto ad esso. Un po come fanno gli "Alcolisti Anonimi" che iniziano la loro riabilitazione proprio dall'umiltà di un'ammissione d'impotenza.
Forse può non far piacere il sentirlo ma, io la vedo così, e mi rendo sempre più conto che la mia perversione mi condiziona anche nella sua stessa negazione.
Avrei dato, volentieri, vent'anni di vita per non starci in mezzo e non esserci mai stato, perchè essa ha influenzato in modo subdolo e costante tantissimi aspetti della mia esistenza; e, davvero, non volgendoli al meglio.
Sono opinioni personali, scaturite da un vissuto sm reale e sofferto, non pretendono di essere dottrina, ma nessuno, credo, può prendersi l'arbitrio di censurarle per non scoraggiarsi.

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