Solitudini e complici scintille
di EmilyD e Master Claude
"...la morale di Sade, ha detto Maurice Blanchot, è fondata sul fatto decisivo della solitudine assoluta. Sade l'ha detto e ripetuto in tutte le forme; la natura ci fa nascere soli, non esistono rapporti di nessun tipo tra uomo e uomo. L'unica regola di condotta consiste nel fatto di preferire tutto ciò che mi rende felice e di non tenere in nessun conto tutto ciò che la mia preferenza può comportare di funesto per gli altri. Il piu' grande dolore altrui conta sempre meno del mio piacere. Che importa se devo acquistare il piu' piccolo godimento con un inaudito cumulo di delitti, dal momento che il godimento mi lusinga, è in me, mentre l'effetto del crimine non mi tocca, è fuori di me ?
L'analisi di M. B. corrisponde fedelmente al pensiero fondamentale di Sade. Pensiero che è artificiale, senza dubbio. Esso trascura la struttura effettiva di ogni uomo reale, che non sarebbe concepibile se noi l'isolassimo dai legami che altri hanno annodato con lui, che egli stesso ha annodato con altri. Mai l'indipendenza di un uomo cessò di essere un limite posto all'interdipendenza, senza la quale nessuna vita umana avrebbe luogo..."
da "L'uomo sovrano di Sade", tratto da "L'erotismo" di Georges Bataille.

(...) Con grande pena penso all'infinita solitudine che ho trovato in tanti uomini/Master. Voluta, dovuta, cercata od obbligata. Ricordo le parole di (...) quando mi descriveva la sua impossibilità a rivedere piu' volte la stessa persona. Prima con vanto, e alla fine, raggiunta una certa confidenza con me, con profondo dolore e rassegnazione: "...devo star solo, devo star solo...". Bello, intelligente, affascinante, sensibile, un mucchio di qualità...perdute nel vuoto.

A volte un certo vuoto traspare anche dalle cose che leggo qui. Vuoto e allo stesso tempo "integralismo", è vero, come qualcuno ha detto (qui) prima di me.
Ma se è vero che quello che una certa cultura definisce "diverso" è semplicemente una persona ferita, questa è sempre "in difesa", e dietro certi esibizionismi molto esteriori, si nasconde purtroppo sempre una certa chiusura, la qual cosa non fa onore a nessuno. Anzi non fa altro che spargere dolore, ma non quello della carne, quello dell'anima.
E non fraintendete, se sono qui non è per caso, dunque per prima mi metto e riconosco in quella categoria definita "diversa". Sono solo riflessioni le mie, prego tutti di non leggerle come accuse.

EmilyD

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Non riesco a resistere alla tentazione di risponderti... per cui...
Io sono certo che in fondo, alla base di tutti i nostri pensieri e delle nostre ricerche, ci sia un'unica realtà: la solitudine come esperienza fondante della vita.
Esperienza che considero assolutamente egualitaria, poichè non è affatto riservata al novero di chi pratica il BDSM.
Solitudine che è profonda, in quanto riguarda la nostra difficoltà ad attivare una comunicazione profonda con i nostri simili.
Solitudine che è contraddittoria, come spesso contraddittorio è il rapporto che abbiamo con noi stessi.
Praticare il BDSM, sperimentare modi differenti, più istintivi e meno razionali, di interagire con se stessi e con le altre persone, trovo sia un modo sano di fare un minimo di chiarezza dentro di noi, e nei rapporti con gli altri. Non cancella, non può, la solitudine, ma credo la renda un poco più consapevole.
Come rende consapevole quel tuo conoscente che citi "...devo star solo, devo star solo..." della propria difficoltà a costruire relazioni stabili.

La paura della stabilità è forse un limite? La condanna ad una eterna ricerca sarà forse il supplizio che qualcuno sceglie per sè come strumento di espiazione?
Per quanto mi riguarda io ho scelto di non giudicare, né gli altri e neppure me stesso. Perchè ho scelto di negare, almeno qualche volta, alla mia parte razionale il totale e assoluto dominio sul mio essere vivo, a favore di uno spazio d'azione per il mio essere istintivo e primordiale.
L'unica legge che riconosco è quella della complicità.
Che scatta, deve scattare, fra due persone che hanno un sentire comune, improvvisa e fuggevole come la scintilla di un acciarino. E che non è detto possa accendere un fuoco durevole.

Master Claude

Tratto dalle Segrete della gabbia

La gabbia - Visioni SM
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