Giochi di ruolo

I giochi di ruolo attraggono un certo numero di persone che, appena possono, cercano il modo per arricchire la parte fisica del rapporto Dominazione / sottomissione con la parte cerebrale. Il gioco di ruolo si presta molto bene a questa operazione. Esso richiede sempre l’uso abbondante del dialogo ed il dialogo è in grado di creare una suspence, di aumentare il pathos, di calare la punizione dentro una motivazione, seppure inventata.
Il primo e più semplice gioco di ruolo è quello di “oggi ti sculaccio perchè mi hai fatto aspettare un’ora ! che non si ripeta mai più. E voglio che mi chiedi scusa altrimenti ti batto anche con il frustino”.
Quante volte questo rituale è stato compiuto con entrambi seri e convinti.,
Ma non tutto è così semplice. I giochi di ruolo possono essere più ricchi ed articolati.
Ci sono ovviamente quelli che non amano per nulla i giochi di ruolo ed è giusto sintetizzare anche le loro posizioni.
L’articolo cerca di fare una panoramica su questi aspetti e nella nota vi è una sintesi di un gioco di ruolo fra più persone agito qualche anno fa e con tema l’Inquisizione.

Da molte parti si trova scritto che il BDSM consiste in giochi di ruolo. Ossia uno giocherebbe a dominare e l’altro ad ubbidire.
E’ una visione decisamente semplicistica se non, per la maggior parte dei casi, errata del tutto.
Il BDSM è per taluni uno stile di vita; per altri un modo non convenzionale di trarre piacere da rapporti di dominazione/sottomissione; per altri una forma più complessa ed articolata della propria sessualità, per altri infine un mix di tutto questo.
Dire che tutto questo è riconducibile a giochi di ruolo non coglie aspetti come il 24/7 ma non coglie neppure una serie di attività come quasi tutte quelle legate al feticismo del piede / calpestamento e neppure attività BDSM dettate da un piacere più orientato alla fisicità.
Nella migliore delle ipotesi, il dire che il BDSM è tutto un gioco di ruolo è dire una cosa ovvia, lapalissiana, pleonastica.
Tutto il BDSM è una “attività” che termina quando una delle 2 parti dice “non gioco più” così come dicono i bambini quando per un motivo qualsiasi non vogliono continuare nel gioco con l’amichetto/a.
Il concetto di gioco di ruolo è opportuno riservarlo a quando il BDSM assume la forma di una teatralità che va a sovrascriversi sopra un rapporto di dominazione/sottomissione.
Entriamo subito nel concreto.
George prova un grande piacere a legare sua moglie Laura al letto o da qualche altra parte e frustarla forte. Lei urla, piange, dice basta ma desidera ardentemente le frustate di George. Lui ogni tanto si ferma e si baciano con passione. Quando la fustigazione è finita l’eccitazione di entrambi li porta a qualche ora di intenso sesso. I segni di frusta e frustini durano per molti giorni e lei li guarda allo specchio con soddisfazione. Il loro è un gioco, ma non un gioco di ruolo.
Lyz arriva a casa stanca del lavoro. Bry è già a casa da un po’ e si è vestito da ufficiale. In sala sono stati spostati alcuni mobili e anche ricoperti con dei grandi teli. La sala ha assunto un altro aspetto. Tapparelle abbassate. In mezzo alla sala sopra 2 cavalletti che stavano nel ripostiglio c’è una tavola sopra la quale è posta una lampada di quelle vecchie da scrivania. La luce punta verso una sedia messa di fronte all’improvvisato tavolo di un ufficio.
La sala ha cambiato con me
no di mezz’ora di lavoro il suo aspetto. Il tocco finale è dato da un giradischi che era dei genitori e che fa funzionare un vecchio disco a 78 giri. Musica gracchiante di altri tempi.
Lyz entrando vede e non chiede che cavolo è successo. Tra i due nessun saluto, nessun “come è andata la giornata”. Lei va di là, si fa una doccia e torna in sala indossando un vecchio vestito.
E qui inizia il gioco. Il gioco di ruolo.
Gli schiaffi, il denudamento, le strizzate di capezzoli, le legature alla sedia, i colpi di frustino sulle cosce, sono accompagnati da un dialogo fitto dove l’ufficiale “esorta” la prigioniera a dire chi sono le sue complici nell’attentato.
Il gioco di solito dura almeno un paio d’ore con reciproca soddisfazione. Bry è bravissimo nel suo ruolo di sordido ufficiale che sa come giocare con la sua preda per distruggerla psicologicamente tramite minacce, percosse, umiliazioni, promesse di usarle violenza carnale e di metterla poi nelle mani dei suoi soldati.
Entrambi hanno assunto un loro ruolo: uno vittima e l’altro carnefice.
Quando Lyz e Bry non hanno tempo ci sta anche una bella seduta di spanking, della cera e altro. Ma gli stati emotivi provati nella situazione più complessa del gioco di ruolo sono, a loro detta, mille volte superiori.
Entrambi sanno calarsi nella parte, provano emozioni molto forti immedesimandosi nel personaggio; ma un personaggio che fa cose in linea con quelli che sono i desideri di sottomissione di uno e di dominazione dell’altro. Stando così le cose non è necessario essere attori di teatro, avere doti di recitazione. Più o meno si interpreta se stessi.
Sono in molti che muovono obiezioni al gioco di rulo così concepito.
La prima è quella che, in questo modo, con il gioco di ruolo si sconfina nel non consensuale. O più correttamente che si rappresenta una non consensualità.
Per quanto ritenuto un fanatico del consenso, trovo eccessiva questa preoccupazione.
Qui cambia solo la veste esterna nonché un dialogo mentre le singole azioni e le premesse (l’accordo tra le parti) seguono le normali Regole dell’SM.
Alcuni sono invece contrarissimi ad ogni gioco di ruolo perchè visto come uno sminuire l’essenza del rapporto di Dominazione / sottomissione. Questo rapporto, inserito in una rappresentazione da teatro renderebbe tutto ridicolo. Un gioco e non qualcosa
Altra obiezione sentita più volte è quella del timore di cadere nel ridicolo, di scoppiare a ridere dopo pochi minuti.
Il rischio c’è, non lo si può negare.
Dipende da quanto si è convinti, da quanto si è convinti di prendere il coraggio e di buttarsi. Il momento più difficile è l’inizio, le prime battute.
Poi diventa tutto semplice perché il coinvolgimento toglie l’imbarazzo e il dialogo fluisce battuta dopo battuta.
Il dialogo nel gioco di ruolo è fondamentale. Il dialogo nell’esempio prima citato del gioco tra Laura e George è superfluo e quindi inesistente.
Nel gioco di ruolo di Lyz e Bry la parola invece è importantissima. La parola conduce poi ai fatti concreti. Nessun fatto avviene senza che sia stato prima detto, minacciato o viceversa implorato di non farlo.
Questo aspetto è centrale nel gioco di ruolo.
L’esperienza insegna che è utile che la parte Dominante (che è quella che conduce il gioco) si prepari le fasi iniziali o meglio le cose da dire all’inizio. E’ basilare impostare bene il gioco ed avviarlo. Basta preparare i primi minuti e poi tutto diventa semplice e consequenziale.
Ad esempio riferendomi alla casistica qui sotto riportata del poliziotto ed arrestata si tratta di decidere su cosa si vuol interrogare. Può essere dove ha messo la refurtiva, quali sono i complici, come ha avuto le informazioni necessarie per sapere il percorso e l’orario del trasporto dei preziosi.
Sono elementi che non si possono improvvisare. Meglio pensarci prima e partire spediti con domande precise.
Altro elemento da non trascurare è un minimo di ambientazione. Le piccole modifiche alla stanza apportate da Bry, nell’esempio che prima facevo, sono molto consigliabili.
Ed infine si tratta di scegliere quale gioco di ruolo fare tra i tanti possibili. Quello che più in quel momento può attrarre entrambi. O che non offende la sensibilità di alcuno. Giocare a ufficiale delle SS ed ebrea è qualcosa che offende la sensibilità di molti. Giocare a prete e peccatrice può irritare altri che hanno un senso religioso molto forte. Va dunque tenuto sempre conto di questi aspetti individuali. Del resto le possibilità sono numerose e possiamo vederne alcune.
Per pura semplicità metto al maschile la parte Dominante e al femminile quella sottomessa. Nulla cambia però la loro inversione.
- Poliziotto e arrestata
Molto semplice da realizzare, basta una stanza molto spoglia o resa tale, un tavolo, una sedia bella ed una molto spartana, una lampada vecchia da tavolo. Corde, manette. Lei con una maglietta o vestito vecchio che possano essere buttati via perché il bello è legare alla sedia la persona che deve essere interrogata e dopo una serie di domande cui l’arrestata non risponde, minacciarla di soprusi. E si inizia con il denudarla strappando o tagliando con una forbice gli indumenti per quanto la posizione seduta lo consenta. Ci stanno molto bene da parte dell’arrestata delle implorazioni a non farlo, ad avere pietà o anche insulti che a questo punto provocheranno ovvie reazioni.
Una benda sugli occhi è un optional da valutare.
Il gioco può anche prendere una piega più dura se il poliziotto è un agente segreto e l’arrestata una spia. Qui la tortura diventa forte perchè la spia deve confessare i nomi degli altri agenti segreti nonché importanti informazioni segrete.
- Medico e paziente
Ovviamente adatto agli amanti del clinical. Il posto giusto in casa può essere lo studio (se c’è) o alla peggio la sala. Utile un lettino tipo quello usato per i massaggi. Si può chiedere in prestito a qualche amico/a che ce l’ha adducendo qualche scusa. Facile da condurre con iniziali domande che vanno sull’intimo e poi un esame che si fa esso stesso intimo anche se il malessere denunciato è un persistente mal di gola. Stupore della paziente per le palpazioni delle tette, del termometro nel culetto, per visita ginecologica e tutto il solito rituale dei giochi clinical. In questo caso però conditi da dialogo, da manifesto imbarazzo della paziente che subisce con angoscia e timore reverenziale le manipolazioni dell’esimio prof. Dottore. Molto pignolo egli tutto vuol controllare forse, fin’anco, la reattività del clitoride avendo quest’organo una similitudine con la glottide della gola, quella che la paziente dice di avere infiammata. Forse sono le sue continue masturbazioni a provocare queste irritazioni. Insomma c’è da divertirsi.
- Professore e allieva
E’ un classico dei giochi di ruolo. Facile da fare. Quasi scontata l’ambientazione con l’allieva in piedi davanti un tavolo o scrivania. Gonna e camicetta. Il professore vestito in giacca e cravatta ammonisce l’allieva per la sua scarsa diligenza e per avere copiato il tema da una compagna. Solo una bella sculacciata può invogliare una studentessa pigra a diventare studiosa.
Sul tema di professore e allieva ci possono essere una infinita varietà di impostazioni.
Adatto nel caso si voglia mantenere la sessione leggera o a base di sculacciate sia con la mano sia con strumenti propri della disciplina della sculacciata.
- Inquisitore e streghe
Anche questo è un classico perchè l’Inquisizione ha sempre stuzzicato la fantasia di tanti. Quale Master non ha sognato di essere il Grande Inquisitore e quante sottomesse hanno fatto qualche fantasia sull’essere una strega nelle mani della Inquisizione.
Le fantasie sono fantasie. Ed i giochi di ruolo si basano proprio su questa separazione tra fantasia e realtà o meglio su una fantasia che permea con aspetti esteriori il normale gioco SM che rispetta tutte le Regole che deve rispettare.
Per immedesimarsi nel gioco Inquisitore-strega serve qualche accorgimento in più sulla ambientazione. Dipende da cosa si può disporre come ambienti e/o loro modifiche. Una cantina (se essa consente sicurezza e privacy) abbastanza grande e non ingombra di mille cose vecchie che sono lì in attesa di essere buttate, è una soluzione buona, purchè vi sia una temperatura accettabile.
In casa si tratta di poter disporre di una stanza con pochi mobili magari ricoperti di teli.
L’abbigliamento deve in qualche modo riportare alla mente il periodo medievale. Per la strega può esser sufficiente una maglietta bianca lunga senza scritte “I love San Francisco” o “Snoopy”. Per l’Inquisitore si pone il problema di qualcosa di pertinente al tema come ad es. un mantello improvvisato usando un velluto rosso.
Serve anche qualche attrezzo di legno tipo piccola gogna, uno sgabello di legno, corde.
Il dialogo è facile perché tutto gira attorno all’Inquisitore che deve ottenere la confessione della strega di essere tale. E anche dire quali altre donne del paese sono streghe. (nota 1)
- Datore di lavoro e dipendente
Facile da fare e da ambientare e neppure i vestiti sono un problema. Ciò che il “datore di lavoro” deve fare è preparare le prime fasi scegliendo un buon motivo per licenziare la dipendente. La dipendente supplicherà e il “datore di lavoro” suggerirà una buona punizione corporale come si usava nei tempi antichi. Ma la proposta di accomodamento potrebbe venire anche dalla dipendente disposta a una punizione corporale nonché ad essere poi compiacente sessualmente con il datore di lavoro.

- Padre Priore o Badessa e suora
Qui ahimè gli abiti e il posto tornano ad avere una certa importanza. Risolto questo aspetto i personaggi del Priore o Badessa e la suora offrono infinite occasioni per arrivare a castighi corporali nella forma della punizione (colpa da espiare) o nella forma della tortura (colpa da confessare). Basti pensare ai gravi peccati della lussuria per atti solitari o per atti lesbici tra consorelle. E talvolta anche per accoppiamenti con il giardiniere.

Molti altri giochi di ruolo sono individuabili pensando all’ambiente delle prigioni (direttore e detenuta; guardia e detenuta) oppure dei servizi segreti (direttore del controspionaggio e spia), oppure della vita militare (duro addestramento fisico), della storia (Padrone del castello e cortigiana; pirata e nobil donna fatta prigioniera) oppure della vita attuale (ricattatore e ricattata; investigatore e ladra; padrone di casa e inquilina morosa; rapinatore e donna sola in casa).
La fantasia si può sbizzarrire inventando una infinità di articolate situazioni dove l’esercizio della dominazione e della sottomissione possono entrare come elemento centrale, ma inserite in un altro contesto di spazio e di tempo.
Non è detto che il gioco di ruolo debba essere solo tra 2 persone. Nel classico esempio dell’Inquisizione, le streghe possono essere più di una e dall’altra parte ci possono essere l’Inquisitore, il carnefice, l’aiutante carnefice ecc. Anzi è ancora più stimolante se si tratta di 4 o 5 o 6 persone
Il numero delle persone è importante nel senso che dal minimo ovvio del 2 si può salire ma senza superare le 6 o 7 max 8 persone. Solo con numeri bassi ognuno può trovare soddisfazione e spazio nel gioco senza troppi tempi morti.
Come si sarà potuto notare il gioco di ruolo si presta ad essere suddiviso in due maxicategorie.
Quella dei giochi dove l’azione conseguente è una punizione (es Professore ed allieva) e quella dove l’azione conseguente è una tortura (es Inquisitore e strega).
Ognuno può scegliere in funzione non solo del gradimento, ma anche del tipo di azione che si vuole dare al gioco.
E va tenuto presente che la prima categoria citata – quella che dà luogo a punizioni – non necessariamente è più leggera dell’altra basata sulla tortura.
Si può avere infatti una punizione particolarmente dolorosa e che – salvo interruzioni perchè la parte sottomessa chiede di interrompere – va avanti fino alla fine. Se erano stabiliti 60 colpi di “cane” 60 devono essere.
Mentre se si tratta di una tortura si può verificare che la parte sottomessa confessi pienamente tutto molto presto. Quindi – in teoria – lì tutto termina. Dico “in teoria” perchè un esperto in tecniche di interrogatorio non si ferma mai alla prima confessione. Potrebbe essere una trappola o una menzogna.
Ed ancora – come ognuno avrà intuito – il sesso è ad libitum. Può essere escluso o incluso, come sempre. Qui spesso ci sta bene perchè nel gioco di ruolo la parte della umiliazione ha una importanza fondamentale ed il sesso può essere giocato proprio in questa forma di sopruso nei confronti della vittima impotente.

Qui dunque si è parlato di “gioco di ruolo”. Appunto GIOCO. Non va dimenticato. Ciò che qui muta è solo la cornice, l’ambientazione, la rappresentazione. Il resto rimane la “solita” azione BDSM che segue le ben note 4 Regole.
Il gioco di ruolo va visto dunque come una possibile variante che può, in alcuni casi e per chi ne sente il fascino, rendere più coinvolgente l’azione. Chi lo utilizza sostiene che le sensazioni sono amplificate dal pathos che si crea e che fonde meglio assieme la parte fisica con quella cerebrale.

NOTE

Nota 1 – Gioco dell’Inquisizione

Intorno al 2005 ha funzionato per un po’ di tempo un bellissimo gruppo che si è dedicato al gioco dell’Inquisizione. Ha trovato ospitalità al sabato pomeriggio al Nautilus, ma dopo che la pista era stata, per l’occasione, del tutto trasformata con l’aiuto di un telo nero lungo 40 metri, una grande quantità di tele di juta, drappi rossi, attrezzi solo in legno. Il gruppo contava tra le 7 e le 8 persone. Tutti amanti delle atmosfere dell’Inquisizione.
Pomeriggi volati come un soffio e dove la fase iniziale riferibile ai primi 5 minuti era stata bene preparata e dove tutto il resto delle 3 o 4 ore è stato sempre un intenso intreccio di azioni e di dialogo.
Ognuno si è calato tal bene nel suo personaggio che le battute sono sempre fluite del tutto pronte e spontanee ed esse hanno determinato le azioni.
Nessuno per alcun motivo è mai uscito per un solo istante con la testa da quello spazio-temporale creato per il gioco. Rammento in un sabato di inizio luglio, con un caldo infernale, di una strega che chiese a bassa voce al Supremo Inquisitore un bicchiere di acqua. Nello stupore generale andai a prenderlo e lo gettai addosso alla strega. Fine della trasmissione.
Questo fu il solo episodio in cui qualcuno disse o fece qualcosa non in linea con la situazione ed il suo personaggio.
In uno degli ultimi incontri si è raggiunta, grazie a tutti quelli precedenti, una perfezione quasi assoluta.
Sulla rivista ClubStories fu messo un lungo reportage con foto (fatte da una persona esterna al gruppo) e il testo era trascrizione, seppure parziale e semplificata, della registrazione audio.
Mi lascio tentare da una brevissima sintesi.
Templar aveva preparato con cura le fasi e frasi iniziali.
Esse vedevano il carnefice Kanzel tirare con una corda le 2 streghe (Liz, Gertrude) più un mago (Paulo) e condurre il gruppetto degli sciagurati al cospetto del Supremo Inquisitore, di Templar e di Messer Torquemada per essere interrogati stante dettagliate denunce giunte al Supremo Tribunale in ordine alle loro attività malefiche e rapporti con Satana.
Fino a qui ciò che Templar aveva preparato.
Tutto ciò che avviene da questo momento in poi è frutto della fervida fantasia dei partecipanti e di ciò che hanno improvvisato.
Il Supremo Inquisitore, Templar e Messer Torquemada danno le indicazioni al carnefice Kanzel di come torturare la prima strega, tale Liz. Essa resiste a lungo a vari tormenti ma poi confessa tutto e spiega come lei si ritrovasse con le altre 2 streghe, Gertrude e Zedda (Zedda già inquisita e condannata nel precedente processo) per dei sabba cui partecipava anche tal mago Paulo.
Il Supremo Inquisitore ordina che il carnefice Kanzel possa disporre, seduta stante, dei favori sessuali della strega Liz e così avviene in un angolo della sala mentre Templar si dedica di persona (ohh quanto zelo) a torturare Gertrude che alla fine cede e confessa di essere una strega.
E’ il turno del mago Paulo tirato in ballo dalle 2 streghe.
Il Supremo Inquisitore ha chiamato al processo anche suor Anna che aveva mandato al Supremo Tribunale molte carte con denunce di timorati villici dove si parlava di questo mago spesso intento nei boschi a fare dei sabba con femmine discinte.
A lei, distintasi nel suo convento per la crudeltà delle sue sevizie sulle consorelle, il Supremo Inquisitore affida il compito di interrogare con metodo inquisitorio il presunto mago Paulo. Ella si accanisce a lungo sul suo membro che sotto le sue torture si erge sempre più dritto, confermando così i suoi legami con il diavolo.
Egli afferma di essere un medico e questo provoca ilarità
“Ahhh un medico…. (una crassa risata) non esistono medici …ma solo maghi et ciarlatani… la medicina ahhhahhh (altra tremenda risata) è una invenzione di ciarlatani .. la medicina non esiste … invenzioni …pure fandonie…. eresie… per turlupinare il popolino, le donnine credulone e ottenere i loro favori sessuali in cambio di guarigioni che non esistono… ahhh…. Dice di essere un medico e così ha firmato la sua condanna. La sua condanna! Torturiamolo in modo che possa sentire su di sé il dolore e vedremo se è capace di curarsi da solo. Queste le parole del Supremo Inquisitore che poi si congratula con suor Anna per le sue capacità “Procedete col foco, diletta suor Anna, che vedo che siete molto abile, si direbbe quasi esperta di tormenti ai membri, ma di certo è la vostra forza morale, la vostra purezza virginale, il vostro rigore dell’intelletto ad armare la mano e a renderla così ferma. Continuate, continuate”
E mentre la tortura procede, il mago Paulo inizia ad accusare suor Anna di lussuria e urla di avere sovente copulato con lei.
Suor Anna si indigna profondamente e viene autorizzata a inasprire la tortura, ma il mago ancora lancia le sue accuse affermando di avere le prove perchè sa di una piccola cicatrice in basso sulla schiena di suor Anna.
Ella ancor più si indigna.
“Ahhh,brutto schifoso, come ti permetti di dire e d’insinuare nelle menti di questi Araldi del bene il dubbio et ancho la menzogna. Vaderetro a Te, mago del male, vaso di nequizie, vaderetro . Templar Vi prego! Difendetemi Voi dalle orribili menzogne del male che da sola non riesco a combatterlo”
Il mago è furbo e cerca di seminare confusione. Infatti mentre Messer Torquemada subito chiede con veemenza di sottoporre ad interrogatorio suor Anna
Spogliamola, strappiamole le vesti anche se monacali e avremo la verità. E poi con la tortura tutto ci dirà. Non dobbiamo risparmiarla solo perché veste da suora” il Supremo Inquisitore (si dice che anche lui godesse dei favori sessuali di suor Anna) prende tempo, balbetta frasi ridicole tipo ““Capisco capisco Messer Torquemada…certo .. certo…ma qui forse … epperciò… l’attenzione vigile …non si sa… non si può sapere di certo.. ecco forse, però non si sa e se non si sa allora vedremo…questo è fuor di dubbio… se del caso in ispecie … perché…. sub iudice talvolta non indagatur…”
Di fronte a questo farneticare senza senso gli viene in aiuto Templar che da dietro gli suggerisce di ordinare una semplice ispezione visiva della schiena della suora.
Essa si divincola come può, ma alla fine è spogliata dalla vita in su e la piccola cicatrice è proprio dove il mago aveva detto che ci fosse.
Un vero colpo di scena!
Messer Torquemada urla soddisfatto, Templar si frega le mani già pensando di metterle sul corpo della suora per torturarla. Il Supremo Inquisitore, travolto dagli eventi, cerca di trovare in testa sua una soluzione.
Fa chiamare la Madre Badessa del convento di suor Anna. Alla madre Badessa vengono narrati i fatti e prima rifiuta di credere ma poi si arrende all’evidenza.
“Battetela, battetela senza pietà, che se non la battete voi la batterò io con le verghe et ancho con rami d’ urtica per togliere il male che la pervade”.
Suor Anna, dopo essere stata spogliata del tutto, viene frustata duramente dalla Badessa e da Kanzel.
Poi ispezionata a lungo nella sua fessura e si scopre che non è più vergine.
Suor Anna è legata su un tavolaccio e Kanzel la batte con delle canne dell’ India incitato da Templar che continua a esortare suor Anna a confessare.

Chiedete pietà e perdono”
“No”
“Ancora Kanzel che tra poco ella cederà e il suo orgoglio farà posto al pentimento”

Ed infatti anche lei cede.
“Ahhii ahhii o nooo … mi spellate viva … noooo … Vi supplico …. Vi supplico ……PIETA’ … ahiii” rendendo piena confessione e quindi dando così la possibilità al Supremo Inquisitore Messer Fulvio di intervenire.“ Bravo Kanzel cessate ogni tormento e slegate questa suor Anna che ora sa di aver molto sbagliato ma è pentita”.
Il Processo termina dopo non molto con le varie sentenze e le condanne a subire altri tormenti e di essere riconvocati alla successiva riunione del Supremo Tribunale dell’Inquisizione.

Questa in estrema sintesi il racconto del tutto semplificato di un gioco durato oltre 3 ore. Ciò che è straordinario è che tutto è stato inventato dai presenti senza nessun accordo preventivo. Azioni, dialoghi, colpi di scena, tutto nato lì per lì.
L’abuso sessuale che il carnefice Kanzel fa a Liz non è un problema essendo loro una coppia.
Le efferate torture che suor Anna fa al membro del mago Paulo sono possibili perchè nella vita sono una coppia.
Anche l’intervento della Madre Badessa che qui viene descritto come “un mandarla a chiamare” è stato originato dal fatto che la bellissima donzella, che già nei precedenti processi aveva ricoperto questo ruolo, aveva potuto entrare in scena solo in quel momento per un suo annunciato ritardo.
Ecco come in un gioco di ruolo tutto “fa brodo”. Si tratta di cogliere al momento situazioni, rapporti personali, fatti, battute, stati d’animo che, chi regge le redini del gioco, deve vedere, valutare e se del caso, usare.

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