Il collare

di Master Ita & Sihaya già pubblicato anni fa su Accademia-Gabbia

Il collare è uno dei classici simboli del mondo bdsm insieme con la frusta: che sia un rustico cerchio di metallo o un delicato filo d’oro, una semplice striscia di cuoio o una solida catena, il collare per il suo significato psicologico e per la sua utilità pratica è, nell’immaginario collettivo, il simbolo della sottomissione. Per questo e per dare alcuni suggerimenti pratici di utilizzo abbiamo preparato questa scheda.

Significato storico e psicologico
Perché il collare è diventato simbolo della sottomissione? Non lo sappiamo esattamente ma certamente alcune ipotesi si possono fare; il collare cinge la gola del sottomesso e richiama inconsciamente il potere che avevano gli antichi padroni degli schiavi di controllarne la vita e la morte, il collare cinge infatti la parte più delicata del corpo umano: la gola. Non solo questo, il collare (nelle sue forme più moderne e delicate) può essere indossato nella vita di tutti i giorni apertamente e senza troppi problemi di opportunità a differenza, per esempio, di un paio di manette. E’ quindi facile da imporre ai propri sottomessi senza metterli in situazioni troppo imbarazzanti pubblicamente.

Significato simbolico
L’importanza del collare come oggetto simbolico è già stata analizzata nella prefazione; frequentando il mondo bdsm ci si accorge che alcuni praticanti senza neanche conoscere approfonditamente il proprio master chiedono se possono portare il suo collare senza avere la piu’ pallida idea di cosa questo significhi. In un mondo in cui i simboli sono molto importanti, vestire il collare di qualcuno non è una cosa scontata ma importante perché significa donarsi completamente a chi ce lo impone; lo fareste voi con qualsiasi sconosciuto? Nel mondo anglosassone dove i simboli sono molto importanti, anche troppo a volte, viene effettuata una scena di imposizione del collare, che in alcuni casi e’ una vera e propria cerimonia tipo matrimonio. Senza voler sempre imitare comportamenti provenienti da culture diverse dalla nostra non si può non notare che alcune situazioni vengono spesso da noi banalizzate e private di significato. Il collare diventa quindi simbolo di un impegno verso un’altra persona a cui liberamente ci si concede.

Significato pratico
Il collare (in tutte le sue forme) indossato dal sub non può non ricordargli in tutti i momenti il suo essere proprietà (temporanea e consensuale naturalmente) del proprio master. Questo significato è tanto radicato nel mondo bdsm che anche su internet chi assume il ruolo di sottomesso modifica il nickname aggiungendogli, con l’uso di due parentesi, un collare virtuale con le iniziali del proprio Padrone {P}

Modelli di collari
Può essere usato come collare qualsiasi oggetto adatto a cingere il collo del sub; si può partire dai gioielli, il cui potere è esclusivamente psicologico, ai rigidi collari di metallo di stampo medioevali; in mezzo a questi due estremi esistono mille varianti più o meno orientate verso uno dei due estremi. I più utilizzati sono indubbiamente i collari canini, sia perché facilmente ed economicamente reperibili sul mercato, sia per il duplice significato che ha un oggetto pensato e creato per essere utilizzato su degli animali.
Escludendo le versioni più raffinate, l’oggetto utilizzato come collare dovrebbe avere una caratteristica comune: essere scomodo perché chi lo porta non possa dimenticare di indossarlo e quindi chi lo ha imposto.

Come deve essere il collare
Per prima cosa dobbiamo dire che il collare non deve essere mai stretto al punto di diventare pericoloso per chi lo indossa, la misura minima deve comunque permettere di inserire almeno due dita tra esso ed il collo di chi lo porta, misura di sicurezza che comunque non permette alla slave di toglierlo.
I collari si dividono in due categorie, quelli che il sub può togliere e quelli che invece possono essere tolti solo dal master; i primi sono portato per il solo piacere di compiacere il proprio padrone (o per non subirne le punizioni) i secondi invece sono bloccati e vengono normalmente utilizzati durante vere e proprie scene bdsm. Vediamo ora alcuni tipi di collari in particolare.

Collare Gioiello
Una semplice collana magari con le iniziali del master come piccolo pendente è il collare più raffinato e allo stesso tempo semplice; chi lo indossa porta su di se l’amore del proprio master per tutta la giornata.

Collare di cuoio
Normalmente disegnato per i cani, può essere anche indossato quando il sub è in borghese (in determinati ambienti e con un determinato abbigliamento), se lo si sceglie abbastanza “alto” anche la scomodità comincia a farsi sentire, in più un collare per cani ha sempre un anello per agganciare un guinzaglio o un paio di polsiere per il bondage.

Collare di catena
Anche questo ha tutte le caratteristiche del precedente ma essendo più pesante può diventare più scomodo ed anche pizzicare la pelle del sub. Molti collari canini in maglie di ferro sono normalmente “a strangolo” e non sono pratici perché senza un’apertura quindi troppo larghi in quanto devono essere indossati facendoci passare la testa. Un semplice pezzo di catena con un lucchetto è molto più economico ed anche molto più pratico.

Collare specifico per bdsm
Nei negozi specializzati possiamo trovare molti collari specifici sia per il bondage sia per far assumere al sottomesso posture particolari; tra questi ultimi citiamo senz’altro i collari in cuoio molto alti che non consentono al sottomesso di abbassare la testa e tutti quelli che inglobano altri strumenti di contenimento come le polsiere che bloccano le mani in varie posizioni ma sempre impedendogli di coprire il resto del proprio corpo. Come tutti gli oggetti pensati per il bdsm hanno sempre prezzi molto alti quasi mai giustificati dalla reale qualità o funzionalità.

Collare come umiliazione
Il collare, soprattutto in cuoio e con il guinzaglio agganciato, porta immediatamente alla mente del sottomesso il cane, proprio su questa umiliazione puntano moltissime mistress e molti master. Il collare diventa quindi il simbolo della riuscita animalizzazione dello slave.

Il collare nel bondage
Il collare si inserisce molto bene in parecchie scene di bondage, le posizioni sono molteplici ma si possono dividere grossomodo in due grandi categorie che vedremo singolarmente. L’unica regola che vogliamo rimarcare ancora è che il collare mai e poi mai deve “stringere” il collo dello slave creando situazioni di pericolo, personalmente i collari che non si possono stringere (quelli di cuoio stile canino o quelli metallici stile medioevali) li considero ideali per evitare questi pericoli.

Collare che blocca la testa
Il primo gruppo di posizioni utilizza il collare per bloccare il collo e quindi la testa del sub durante una scena o durante un momento di riposo. Una slave può essere bloccata ad un tavolo o ad un letto attraverso il collare ancorato al mobile stesso non permettendole quindi di alzare la testa; un guinzaglio ed un collare ancorati ad un punto fisso, come un anello al muro o un più prosaico termosifone, costringono la sottomessa nel proprio angolo.

Collare che blocca altre parti del corpo
Un paio di polsiere bloccate all’anello del collare, sia facendole passare sul davanti del petto che dietro la schiena, non permettono al sottomesso di abbassare le braccia e quindi, per esempio, proteggersi da una ispezione o da una seduta di spanking; fatta sedere e bloccate le caviglie con una corta catena sempre all’anello del collare si inchioderà la slave al proprio posto senza potersi allontanare.

Conclusioni
Artigianale o professionale, comodo o scomodo, utilizzato come memento del proprio padrone o come strumento di bondage il collare ha giustamente guadagnato il suo posto di primo piano nell’immaginario collettivo dei praticanti bdsm e degli estranei a questo mo

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