La gabbia

Revisione di un vecchio articolo di Master Ita pubblicato su Accademia-Gabbia

La gabbia è un altro di quei simboli del bdsm che tutti, praticanti o meno, associano immediatamente a questo mondo. Grande o piccola, all’aperto o in un oscuro dungeon, la gabbia identifica immediatamente il bdsm allo stesso livello del collare, della frusta o di un paio di manette.
Per gabbia si intende quel manufatto atto a rinchiudere un sub in uno spazio limitato ed allo stesso tempo renderlo visibile attraverso di essa avendo le pareti composte da una griglia o da sbarre che non nascondono l’interno.
Perché utilizzare una gabbia ? Anche per questo oggetto esistono almeno due aspetti quello fisico e quello psicologico, entrambi sono ben presenti ed entrambi utilizzati, in maniera differente a seconda del tipo di gioco e dei soggetti interessati.
L’aspetto psicologico è chiaro, la gabbia è nata per contenere animali, il sub rinchiuso non viene considerato niente di più di questo ed in aggiunta può venire esposto all’interno della stessa, le pareti non permettono di nascondere nulla di ciò che avviene all’interno sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.
L’aspetto pratico è legato alla immobilizzazione, più o meno accentuata, del sub ed allo stesso tempo dalla sua esposizione ed “accessibilità” attraverso le pareti della gabbia; essa infatti permette, almeno in parte, di poter toccare chi vi e’ rinchiuso.

Tipi di gabbia
Le gabbie possono essere di molteplici forme e grandezze, andiamo dai grossi padiglioni (tipo vecchie voliere) nel parco di una villa alle micro gabbie dove il sub entra, rannicchiato, a malapena. Ovviamente ogni tipo, dimensione e forma è maggiormente indicata per un gioco particolare e, ovviamente, per uno spazio ben preciso. Analizziamo i tipi più comuni.

Voliere
Per i fortunati possessori di spazi aperti e discreti una voliera, specie se di grosse dimensioni, permette di tenere svariati sub al proprio interno sempre pronti per l’azione, viste le dimensioni la gabbia non può che essere utilizzata come “deposito” e sito da “esposizione”. All’interno i sub non subiscono particolari trattamenti se non la forzata convivenza e l’esposizione pubblica.

Gabbie verticali
Gabbie molto alte ma strette, permettono al sub di stare dritto ma non di muoversi o girarsi, sono facili da trovare in internet (ovviamente a costi mostruosi), permettono di immobilizzare i sub in quanto in pratica si tratta di un bondage esterno, il master accede facilmente (anche attraverso diverse porte) al corpo del sub. Non sono particolarmente scomode se non per il fatto che si deve rimanere in piedi.

Gabbie cubiche
Di dimensioni varie, costringono però normalmente il sub a non poter rimanere in piedi, sono più o meno comode a seconda delle dimensioni. Anche queste si possono trovare su internet a costi spesso alti, sono le gabbie più utilizzate nei giochi bdsm potendo assumere più funzioni contemporaneamente

Utilizzo della gabbia
Ci sono alcune pratiche che trovano possibilità di esecuzione anche con il sub dentro la gabbia. Es è comodo praticare pissing, clisteri, penetrazioni, giochi con la cera o con cubetti di ghiaccio. Ma la gabbia è uno strumento adatto anche da solo utilizzato esclusivamente per il bondage punitivo o per costringere il sub a non disturbare durante situazioni che non lo coinvolgono, valga per tutti la vista della propria mistress impegnata con il proprio partner mentre il sub non può che guardare e rimpiangere.

Procurasi una gabbia
Per la propria carica simbolica possedere una gabbia è un sogno comune ma purtroppo riservato a pochi; i costi sono alti e l’ingombro la rende utilizzabile solo ai possessori di stanze-dungeon attrezzate permanentemente, chi deve far sparire gli “attrezzi” prima del rientro della mamma o della donna delle pulizie avrà difficoltà a possederne una. Vediamo allora alcune soluzioni “caserecce” ma capaci di dare comunque soddisfazione.
Può sembrare difficile ma costruire una gabbia non comporta particolari problemi a chi dispone di un minimo di manualità e di attrezzatura da bricolage. I risultati estetici non saranno magari all’altezza dell’attrezzatura professionale ma la praticità non mancherà.

Vediamo tre diverse soluzioni tutte facili da realizzare:
- Tubi innocenti: Procuratevi alcuni tubi da ponteggi, quelli che vengono bloccati dai morsetti a croce che si trovano davanti alle facciate di tutte le case in manutenzione, con circa trenta tubi lunghi un metro, un metro e venti ed altrettanti morsetti costruire la gabbia è un gioco da ragazzi. Tra i vantaggi la possibilità di smontarla quando non serve e rimontarla velocemente alla bisogna. Esteticamente non è il massimo essendo i tubi molto spessi ma la funzionalità non viene meno.
- Tubi di acciaio: Procuratevi un certo numero di tubi di acciaio, sul tipo di quelli che reggono le antenne della televisione, e montate la gabbia con dadi e bulloni dopo aver forato le estremità dei singoli tubi. Anche questo modello, molto meno solido del precedente, è smontabile e riponibile in cantina quando non serve, la sua costruzione implica un minimo di manualità nel forare i tubi nella giusta posizione ma niente di impossibile per un appassionato di faidate.
- Carrello del supermercato: Manca solo il tetto non trovate? Procuratevi un carrello da ipermercato (di quelli più grandi) chiudetelo con una rete metallica (o anche plastificata se preferite) usando qualche lucchetto ed il gioco è fatto. Abbiate l’accortezza di togliere le ruote per evitare che lo slave possa spostarsi, agitandosi, creando possibili pericoli. Certo uno slave di due metri e centoventi chili non ci sta ma persone di stazza normale non hanno difficoltà a sistemarcisi.

Accortezze comuni: in tutti e tre i casi è bene provvedere a sistemare un pavimento alla gabbia per evitare che i piedi (o la parte del corpo che appoggia al pavimento della gabbia) non abbia a ferirsi ed aumentare quindi il tempo di permanenza. Anche le pareti della gabbia non devono essere troppo sottili per evitare che il sub costretto, nei modelli più piccoli, a premerci contro si possa ferire.

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