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Algolagnia

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Termine coniato da Schrenk-Notzing nel 1892 per definire l’amore per il dolore fisico e più precisamente il piacere ricavato attraverso il dolore. Già nel Kamasutra si parla del dolore come di un mezzo per accrescere il desiderio. In molte epoche e culture si parla chiaramente ad es. della flagellazione come rimedio alla caduta dello stimolo sessuale e contro l’impotenza.
La separazione culturale tra dolore e piacere si ha in modo netto alla fine del 1800 con la teorizzazione ( Kraft Ebing incluso) che il loro abbinamento è sintomo di grave malattia.
Sui processi di trasformazione del dolore in piacere si è molto discusso non solo in psichiatria, ma anche, recentemente, in neurologia. Alcuni ricercatori hanno scoperto che nel nostro cervello i centri del piacere e del dolore sono vicinissimi, ma ciò non spiega come nel campo dei praticanti SM la soggettività sia massima e che solo certi dolori (giammai quello del trapano del dentista) vengano trasformati in piacere.
Rimane comunque assodato l’effetto delle endorfine ossia le morfine autoprodotte dall’organismo per combattere il dolore. Queste endorfine si legano ai recettori oppiacei del cervello determinando non solo una attenuazione del dolore, ma anche uno stato di quasi euforia. Anche questo dato non risolve del tutto il mistero delle certe e circoscritte trasformazioni del dolore in piacere tra i praticanti sub.
(F)

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