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Genitals Torture

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Le genitals torture ossia torture genitali incontrano un discreto interesse, spesso più a livello mentale o voyeristico (foto e video) che non pratico.
Parliamo qui di torture genitali come pratica a sé e non come fugace passaggio nell’area genitale maschile o femminile con qualche molletta o un cordino.
Le torture di cui qui sotto accennato sono pratiche che richiedono da parte di chi conduce il gioco buona esperienza ed una ottima conoscenza della fisiologia della parte. Non è raro vedere soprattutto nelle Padrone incertezze, titubanze, paure di far male o danni. Più che giusto avere prudenza ed è meglio prudenza che non avventatezza. Ma queste incertezze sono frutto di mancate conoscenze che con un po’ di applicazione si possono recuperare con conseguente soddisfazione da entrambe le parti.
Viceversa in chi subisce il gioco serve una profonda convinzione e desiderio di sentire nella propria area genitale delle sensazioni di dolore che quasi sempre sono molto forti. Parlando di maschi, chi è veramente portato per questo tipo di gioco, dimostra tale preferenza con una bella erezione che facilita al partner il lavoro. Se non è portato il pene sarà sempre più floscio.
Le torture genitali maschili passano anche con la sigla CBT e dunque vedi voce.
Quali in concreto le possibili principali sottocategorie delle torture genitali?
Per comodità prendo testo scritto anni fa per la rivista Club. Testo che ho trovato recentemente anche su un sito che l’ha pubblicato integralmente senza citare – ovviamente – la fonte.
Al semplice elenco del testo originale sono ora aggiunte una serie di precisazioni.
Due settori ben distinti stante l’anatomia altrettanto … distinta tra maschi e femmine.

Esempi di torture genitali maschili

  • Bondage delle palle. La legatura viene fatta alla base dello scroto. La sua finalità può essere quella di mettere lo schiavo al guinzaglio (per le palle) e per es. tirarlo in giro per una stanza. Può essere di puro bondage e in questo caso si usa la corda anche per separare i due testicoli. Può servire per distanziare provvisoriamente le palle dall’asta usando una corda piuttosto grossa e facendo numerosi giri alla base dello scroto. Va tenuto presente il delicato problema della circolazione sanguinea. Per i danni possibili ai testicoli a seguito di compressioni vedi la voce “ballbusting”
  • Bondage del pene. Relativamente semplice. Di solito si procede dalla base a salire incrociando i 2 capi della cordicella e terminando alla base del glande
  • Bondage di palle e pene insieme. E’ quella più usata. Si parte ovviamente dalla base dello scroto con un paio di giri di corde per poi passare all’asta
  • Cera calda sull’asta e cera sul prepuzio. Meglio se l’asta è priva di ampio contorno di peli. Per la cera sul prepuzio, in quanto parte delicata, serve molta convinzione e desiderio. Va tenuto conto della estrema soggettività della sensibilità del prepuzio. In quanto uso della cera vedi attentamente la voce “cera”. In questo caso è più che mai opportuno seguire le norme di prudenza
  • Mollette di vari tipi sul pene e sul prepuzio, sulla corona del prepuzio, sul “filetto”, sullo scroto .Ogni parte ha il suo tipo di molletta preferenziale. Sull’asta del pene vanno bene quasi tutte a cominciare da quelle da bucato. Per la sommità del prepuzio vanno bene mollette piatte e larghe mentre per la corona (cioè la base del prepuzio) sono indicate quelle piccole piatte di legno che si trovano dal cartolaio. Per lo scroto di cui si pinza solo la pelle vanno bene quelle metalliche anche con zigrinatura. Queste sono solo indicazioni di massima e la soggettività porta molti a sopportare molto di più ed altri molto di meno
  • Minitens. Sono quelli usati per la ginnastica passiva dei muscoli oppure specifici per essere applicati ai genitali nei giochi SM e si trovano in qualche negozio ben fornito e in internet. E’ bene che abbiano più programmi e possibilità di variazioni di intensità e frequenza.
  • Cateterismo. Vedi voce catetere
  • Introduzioni. Con termine inglese sono dette “insertion”. A differenza del cateterismo, nell’uretra non viene inserito un catetere bensi un oggetto cilindrico di diametro appropriato e con punta bene rotonda. E’ pratica solitamente da autotortura. Il grosso problema è il rischio di infezioni stante la non asetticità degli oggetti anche se lavati con un disinfettante tipo amuchina. Altro rischio è quello di produrre piccole lesioni nell’uretra e quindi di aumentare il rischio di infezioni.
  • Ballbusting. Vedi voce ballbusting
  • Pesi. Si intendono i pesi legati alle palle. Per fare ciò va messa una corda alla base dello scroto, serrata in modo da non fare scivolare fuori i testicoli ma evitando di stringere troppo. Ai due cappi pendenti legati insieme si inserisce un moschettone e ad esso i pesi aumentandone la quantità. Anche qui la soggettività è massima e c’è chi può sostenere solo 3 o 4 etti ed altri che arrivano a 3 o 4 kg. Anche qui il rischio è quello di provocare danni ai testicoli. I pesi si possono mettere anche usando un paracadute . Vedi voce. I pesi possono essere messi anche appendendoli a legatura fatta alla base del prepuzio. Pesi molto leggeri. Non facile è realizzare legatura efficace cioè senza stringere troppo e senza che si sfili per il peso. Necessita una certa pratica.
  • Masturbazione con unghie. Sono poche le donne (o uomini) che sanno effettuare una masturbazione dolorosa usando molto la pressione delle dita ed anche, nella giusta misura, le unghie. Va fatta molto lentamente
  • Masturbazione forzata fino ad ottenere più eiaculazioni di seguito. A seconda dell’età e delle condizioni psicofisiche dello schiavo, questa è una tortura leggera o forte. Già tra le (famose) torture cinesi compare questa e si narra di giovani fanciulle addestrate appositamente per masturbare il prigioniero per giorni interi fino a portarlo al completo sfinimento.
  • Eccitazione e correlata negazione dell’orgasmo. Nel gergo SM viene chiamata tease and denial. Molte Padrone si divertono ad eccitare lo schiavo e poi negargli del tutto il piacere.
  • Rotella di Wartemberg Molto efficace e la pressione può essere graduata come si vuole. Vedi https://www.gabbia.com/il_blog_gabbia/rotella-di-wartenberg
  • Spazzola sul pene e prepuzio. Meglio usare spazzole nuove e non quelle che girano per casa. Pulirle comunque bene. Ci sono da quelle morbidissime fino a quelle con setole dure. Efficace è anche una spazzola morbida ma passata molto a lungo
  • Aghi sulla pelle delle palle e del pene. Pratica da farsi solo per chi ha grande dimestichezza con la introduzione degli aghi. La pelle ( qui si parla solo di pelle! ) di queste zone è molto vascolarizzata ed è facile prendere una vena.
  • Ortiche. Il reperimento delle ortiche è sempre molto arduo perchè esse crescono preferibilmente in posti poco puliti né si possono lavare altrimenti perdono del tutto la loro efficacia. Le ortiche passate sullo scroto e sull’asta procura intenso bruciore. C’è chi le usa anche sul prepuzio. Anche le ortiche, come tutte le sostanze urticanti, va provata leggermente su parti definite innocue per verificare possibili allergie.
  • Fustigazione. Esistono in commercio speciale flogger a lacinie di gomma che sono molto indicati per la fustigazione di queste parti delicate. Va prestata attenzione a quei tipi di pene che hanno in superficie molte vene e che possono rompersi con una fustigazione intensa. In ogni caso sono facili le ecchimosi.
  • Fellatio usando (più o meno delicatamente) i denti. Molte Padrone possono inorridire nel sentire una cosa simile ma tante lo fanno e si divertono. Soprattutto all’interno di coppie stabili. Per lo schiavo è un abbinamento terribile di dolore e piacere.
  • Morsi leggeri. Da abbinare a quanto detto sopra. Validi quelli dati sul filetto.
  • Vacuum. Si basa sul principio sul quale lavorano i normali tiralatte. Ossia tramite una pompa si crea un vuoto. Esistono in commercio dei cilindri di plastica rigida trasparente che si infilano sul pene collegati ad una pompa che crea il vuoto. Alla base del cilindro, ossia dove si infila il pene c’è un anello che assicura o dovrebbe assicurare la tenuta del vuoto. In questo modo il pene si indurisce ancora di più per un maggiore afflusso di sangue provocando piacere e nello stesso tempo fastidio.
  • Mani. Le mani sono sempre il migliore attrezzo per torturare un pene. Serve molta fantasia e ottima conoscenza dell’anatomia.

Esempi di torture genitali femminili

  • Cera calda. Presupponendo che i genitali siano depilati si può iniziare dal monte di Venere per vedere le reazioni e poi scendere sulle grandi labbra. Queste possono essere anche dischiuse dall’altra mano per una colatura anche nella parte interna. La sensibilità è qualcosa di molto soggettivo e non c’è una regola. Il punto di arrivo è anche qualche goccia sul clitoride, ma non sempre è opportuno perchè il dolore potrebbe essere troppo forte. In quanto uso della cera vedi attentamente la voce “cera”. In questo caso è più che mai opportuno seguire le norme di prudenza
  • Spazzola. Vale quanto detto alla stessa voce sopra per i genitali maschili. In aggiunta però, una spazzola di forma cilindrica e diametro giusto può essere introdotta in vagina. Meglio quelle di plastica perchè sono più facili da pulire. Va prestata attenzione a non graffiare le pareti della vagina. Quindi non è mai opportuno un impiego a stantuffo a mo di dildo. Meglio inserire lentamente e altrettanto lentamente sfilare. Le sensazioni possono essere ancora più forti
  • Mollette e clamps. Mollette piatte per le grandi e piccole labbra. Anche clamps (vedi voce). Ma se il soggetto è adatto ci si può sbizzarrire con mollette metalliche più o meno dure fino a quelle con i dentini purchè bene arrotondati. Per il clitoride vanno benissimo quelle piccole di legno da comperare in cartoleria. Ottimo è anche un abbinamento di molletta sul clitoride e vibratore che si appoggia sopra. Dolore e piacere super intensi ben fusi insieme.
  • Minitens. Vale quanto detto alla stessa voce sopra per i genitali maschili. I due poli si possono mettere uno per parte sulle grandi labbra o uno sul clitoride. Bene la combinazione clitoride e ingresso della vagina
  • Rotella di Wartemberg. Vale quanto detto alla stessa voce sopra per i genitali maschili.
  • fist vaginale e/o anale Vedi voce fistfucking
  • masturbazione prolungata. Un buon vibratore provoca prima o poi un orgasmo, ma non è detto che il vibratore debba poi essere tolto. Si può continuare molto a lungo creando infinite sensazioni di piacere e non piacere. Le suppliche e richieste di smettere arrivano pressanti. Ma non è detto che debbano essere ascoltate.
  • Aghi. Vedi voce ago. Le zone classiche sono ai lati, ma il play piercing più bello è il trapassare le grandi labbra . Dolore forte, ma di breve durata. L’igiene è fondamentale
  • Pesi alle grandi labbra. Servono le clamps (vedi voce) adatte che hanno nel lato inferiore un gancio cui fissare i pesi. Meglio quelli di varia grandezza che si acquistano nei sexyshop.
  • Il risultato è un momentanei allungamento delle grandi labbra che è poi quello che determina il dolore
  • Ortiche. Uso solo esterno. Per il reperimento e precauzioni vale quando detto alla stessa voce in merito ai genitali maschili.
  • Fustigazione. Esistono in commercio speciale flogger a lacinie di gomma che sono molto indicati per la fustigazione di queste parti delicate. Molto validi anche piccoli mazzetti di sottilissimi e corti rami di salice piangente. Il problema principale è impedire che la schiava chiuda le cosce. Serve un valido bondage che assicuri l’apertura delle gambe e soprattutto della parte alta delle cosce.

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