MI MANCHI ( AD UN’AMICA)

MI MANCHI.

Te ne sei andata via un giorno di dicembre, senza preavviso, passata da una telefonata alla morte, o meglio al coma e poi alla morte.
Non so dire e non voglio descrivere il dolore che ho provato.
Ti ricordo ancora nell’ultimo saluto, mentre stavamo andando via, il tuo volto sorridente nel sole, il braccio a salutare, le tue parole ” venite ancora a trovarci presto…”
Te ne sei andata tu.
All’improvviso, come un tradimento.

Nel pieno della vita ancora, con tanto entusiasmo e gioia di vivere sei dovuta andare via.
So che non avevi paura della morte, tante volte ne avevamo parlato, e la tua profonda e vera fede non te la faceva temere, ma so anche che eri tanto contenta della vita, ancora di piu’ ora che avevi le tue nipotine, seppur lontane, ancora di piu’ ora che avevi trovato il tuo paradiso terrestre, in quella magnifica collina dove eri andata a vivere, e che era diventato il paradiso anche per noi, anche per me, perchè la tua porta è sempre stata aperta per tutti, la tua tavola apparecchiata per chiunque vi passava, la moka sempre pronta, la sigaretta sempre accesa, il bicchiere sempre pieno per chi varcava la soglia della tua casa.

Madre, sorella, amica, eri la prova vivente che il proprio passato non sempre condanna, tu che avevi vissuto l’abbandono ed il collegio sapevi amare, amare veramente. Ed in tanti siamo passati da te, ed in tanti ora siamo orfani.
Le chicchierate, le risate, le confidenze, il dolore delle cose, i corsi, i seminari, tu – voi – mi avete preparata al matrimonio, tu madrina della mia piccola che ancora tanto ti nomina.
Non manchi solo a me.

Le partite a carte, interminabili, dove io però facevo da spettatrice, troppo complicati per me quei giochi, la settimana enigmistica, tu facevi le parti piu’ difficili ed i rebus, io le piu’ facili. I tuoi puzzles da 12000 pezzi, ed io ogni volta ti dicevo ” ma come fai a farli?”

Da te ho imparato che c’è un diverso modo di stare, un diverso modo di vivere, ho visto cosa vuol dire accogliere, ho imparato un modo di amare.
Io ho perso una madre, un’amica ed una sorella, e mi manchi, mi manchi tanto.
Non mi sono ancora rappacificata con la tua morte, non l’ho ancora accettata veramente ed ancora provo rabbia nel pensarci e nel pensare perchè, con tutte le persone cattive, te ne sei dovuta andare proprio tu.

Non mi sono stupita che di tutti gli organi solo il cuore non hai potuto donare, e come avresti potuto? Tu il cuore l’avevi speso in vita, qui , per me e per tutti quelli che sono passati da te.
Da te venivano gli amici dei tuoi figli a parlare, da te venivano a confidarsi, a raccontarti problemi, difficoltà. Venivano ragazze a presentarti le loro “fidanzate”, quando ancora non avevano il coraggio di farlo coi loro genitori, e tu sempre nessun giudizio, nessuna condanna, ma voglia di capire e accettazione, e consigli, aiuti, un sorriso.

Mi manchi, dio quanto mi manchi!

E anche adesso vorrei parlarti, vorrei vederti, vorrei abbracciarti ma tu non ci sei, e non mi basta guardare il cielo e pensarti, lo so che stai bene ma mi manchi e scusami per il mio egoismo, scusami se ancora piango.

Dafne

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Una buona causa

Ecco un metodo molto efficace per raccogliere fondi…

Per beneficenza!
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Le Amazzoni

Alcuni giorni fa ero alla terrazza del club American Contourella di via Raffaello Sanzio a Milano alla presentazione del libro “Le Amazzoni” scritto da Diana Nardacchione e Antonella Ratti.
La prima ha curato la parte storica e la seconda quella attuale.
Sì, perché le amazzoni non si sono estinte 2000 anni fa, ma sotto altre vesti, ci sono ancora ai giorni nostri.
Il concetto di amazzone è qualcosa di complesso e non mi azzardo a cercare di sintetizzare, in una frase, un libro che ha 335 pagine!
Questo libro è come un ponte tra il ieri di 2500 anni fa e l’oggi passando attraverso la storia. Il comun denominatore di questo percorso è una donna assertiva, indipendente, sicura dei suoi mezzi, [Leggi tutto]

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Prostituzione 2 – Forti con i deboli e deboli con i forti

Le proposte di cui Amato si fa paladino sono di rendere illegale la prostituzione di strada e quindi perseguire i clienti, cosi come avviene in Svezia.
I 2 attuali commenti al mio precedente intervento del giorno 2 giugno, dicono che è giusto perseguire i clienti che sono essere spregevoli in quanto non possono non sapere le condizioni nelle quali si trovano molte donne costrette sulla strada con la violenza. Vero.
Ma perché fare di ogni erba un fascio ed un cliente che va con una prostituta “normale” deve essere perseguito? Compera dei favori sessuali di una donna che liberamente e senza costrizione li mette in vendita.
E’anche giusto dire che un cliente che va con una prostituta chiaramente minorenne è un disgraziato il quale meriterebbe un trattamento … non consensuale.
Ma caschi il mondo se lo metto sullo stesso piano di chi riempie di botte quella poverina che alla fine del suo turno sul marciapiede non porta i soldi che l’organizzazione si aspetta.
Ci sono piani diversi di responsabilità.
La domanda che mi pongo è quale reale obiettivo ci si pone con questa ipotesi di futura legge.
Si dice che è quello di togliere lo sconcio su certe strade e redimere le povere ragazze sfruttate. Tolti i clienti, le prostitute non ricevendo soldi farebbero morire le organizzazioni e quindi le ragazze sarebbero libere.
Io temo che dire queste cose sia solo ridicolo se ci si mette un attimo a riflettere.
Malafede? Ingenuità? Demagogia pura?
Forse un misto di tutte e tre!!

Un dato di fatto oggettivo e noto è che i confini tra prostituzione in strada e in casa sono labili e flessibili. Le organizzazioni criminali hanno donne sulla strada e moltitudine di appartamenti dove altre esercitano la professione sempre sotto il controllo delle organizzazioni.
Una volta resa illegale la prostituzione in strada tutto si concentrerà in casa. Come oggi i cinesi [Leggi tutto]

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Foto ricordo

Un’estate al mareee, stile balneareee….!!!

Tutti in posa!
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Questa è stata una settimana di quelle frenetiche, la pioggia non ha fatto che peggiorare le cose.
L’altro ieri, sotto un temporale di quelli seri, uscivo con un mio carissimo amico -solito cinema serale tra feticisti- avevo promesso che avrei messo i miei sandali nuovi, e si sa che le promesse vanno mantenute.
I sandali in questione sono delle meraviglie tacco dodici, di un colore metalico e brunito, con una elegante allaciatura che da delle sensazioni molto belle alla caviglia ed una forma magnifica.
Sono molto comodi, a me piace molto portare questo tipo di scarpa.
Non sotto la pioggia però, si sa che i tacchi a spillo ed il ciotolato bagnato non vanno molto d’accordo. Però quei sandali sono gli unici che vanno bene con il mio fantastico abito nero -molto anni cinquanta- e comunque non dovevo camminare dei km.
Mi ero dimenticata quanto fosse bello, camminare sotto la pioggia. Mi ero anche domenticata quanto fosse bella la sensazione delle gocce fresche sul piede nudo, che goduria.
Tornati dal cinema … si sa come sono i feticisti. Avevo bisogno di un massaggio e di riprendere una temperatura umana -avere i piedi freddi mi mette di cattivissimo umore.
I miei piedi hanno finito la serata con felicità, e come potete vedere dalla foto non solo loro.

Luce

Spero vi piacia, io sono stata felice preparandola, scattandola ed anche svilupando il bianco e nero. La fotografia a questo modo di rolungare il piacere e permettere di riviverlo più volte, mentre lo si rielabora.
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ADDOMESTICARE

ADDOMESTICARE
Mi piace ” Il piccolo principe”, ed ogni tanto lo rileggo.
Qualcuno mi prende in giro per questo, dice che è peggio del libro Cuore.
Ma a me piace, suscita sempre emozioni.
So che non c’entra nulla col Sadomaso, lo dico a scanso di equivoci e
non voglio assolutamente dare intenzioni mie all’autore del libro. Ma ogni
libro è anche di chi lo legge, ed è anche vero che quando leggo poi faccio
associazioni mie, e mie sono le sensazioni e le emozioni.
Piccolo grande libro, ha parole che mi arrivano dirette al cuore, e che
posso respirare, che posso sentire in profonda sintonia con qualcosa che mi
appartiene. Ha parole che possono, talvolta, farmi “male”.

Sono addomesticata? a volte mi chiedo.
Impossibile, tutto sommato mi sono sempre sentita una “randagia”, con un
qualcosa che non puo’ essere davvero di nessuno.

Sono addomesticata?

Me lo chiedo quando non coincidono i tempi ed io sento con un certo
dispiacere la mancanza di un incontro, me lo chiedo quando qualcosa non
gira bene ed io ho timore di deluderti.

Sono addomesticata?
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Cuckold – 2

Secondo quanto si sente in giro, la diffusione di coppie cuckod è in netta crescita. E’ un modo di concepire il sesso e, più in generale la vita sessuale di coppia, che attraversa trasversalmente il mondo SM e quello che non è SM ma semplicemente si può definire come trasgressivo.
Parecchie coppie, forse stanche di menage tradizionali o di semplice scambismo, puntano su una precisa linea: il partner o marito non fa sesso con la compagna/moglie ma delega questa funzione ad un terzo.
E questo uomo che può godere e far godere la donna mentre il vero e legittimo compagno assiste. In alcuni casi addirittura organizza e cerca il bull (il toro) che scoperà con la consorte. Lui niente. Forse ammesso a guardare oppure relegato in soggiorno a guardare la TV oppure mandato in [Leggi tutto]

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Prostituzione – Deboli con i forti e forti con i deboli.


Questo è il comportamento di molti individui, di molti gruppi sociali, di molti capi, di alcuni governi.
Non voglio incorrere nelle ire di chi gentilmente mette a disposizione questo spazio web che chiede a tutti noi di non toccare temi politici o religiosi.
Lascerò stare la politica, ma sul sociale ci vado, eccome!
Rendere illegale la prostituzione? Punire i clienti? Copiare ciò dalla legislazione svedese del 1999?
Giuliano Amato, nonché Ministro dell’Interno, rilascia una intervista a titolo personale dove propone di “rendere illegale la prostituzione sulle strade … così diventa possibile perseguire sia i gestori, sia i clienti ..”
Molti avranno letto le sue dichiarazioni di cui qui ho citato solo i punti nodali. Molti di noi, popolo SM, avranno pensato che la cosa non ci riguarda o riguarda solo coloro che si servono dei servizi delle Prodomme.
Temo che non sia così.
Una manifestazione plateale e palese del “deboli con i forti e forti con i deboli” riguarda tutti i cittadini.
Questa è anche una ulteriore prova di moralismo e di un pericoloso trend antisesso che da alcuni anni sta diventando sempre più manifesto e che dunque ci riguarda
[Leggi tutto]

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PAESAGGI INTERIORI

Paesaggi interiori

C’è un’acqua dentro che non corre
né ristagna, una nube
che alla sua ombra la illumina
e, in mezzo ai giunchi trasparenti,
un passero che annida
nel suo trillo, come in un letto
di fuggitive piume.
La fuga di una cerva
inseguita -non l’animale
né la sua corsa gentile-,
un dialogo di specchi, una urna
il cui interno non posso vedere,
un remo al lato di un roseto,
foglia in costante caduta
un disegno al di là di una parete.
Una città sotto la sabbia,
tracce di passi nell’aria,
un talismano, un battello,
una luce che tenta di arrivare
alla riva del sogno, questo mare
-dentro di me, senza come né quando.

Angel Crespo

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LA CINGHIA

L’ho vista,
nella vetrina di un negozio in centro.
Marrone scuro, arrotolata in un angolo.
Mi ha dato subito la sferzata di piacere.

La stessa che provo quando la cinghia lascia segni sulla tua pelle.
Tracce della tua appartenenza, segni del mio dominio.

Ho permesso che tu avessi questo dono.

Ho usato la tua cinghia, marrone, scura, resa flessibile dall’uso,consumata dall tempo.
Ora, ogni volta che la indossi
ricodi la tua paura
il dolore
il mio piacere nel vederti tremare
il tuo orgoglio per avermi saputo soddisfare
il nostro piacere nel vivere insieme momenti perfetti.

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Il correttore

…Non ci sono più le segretarie di una volta….

Rileggere sempre!
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Bondage all’aperto.

L’albero

Nella maggior parte dei casi il bondage e’ una attivita’ che si svolge tra le 4 pareti di casa o di un locale per ovvi motivi di praticita’ e sicurezza. Alle volte pero’ puo’ essere interessante anche farlo all’aperto, in mezzo alla natura personalmente preferisco farlo in … [Leggi tutto]

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Oui Maitresse – Un dialogo

Avevo salvato questo dialogo in una cartella. Non so da dove provenga, forse da uno schiavo che conosce bene la psicologia delle Padrone, forse da una Padrona che conosce bene la psicologia degli schiavi, forse da un libro di Sacher Von Masoch che conosceva una e l’altra

- Padrona, ho troppa voglia.
- Voglia di disobbedirmi e di carezzarti ?
- Sì o mia Padrona.
- Ebbene cosa aspetti? Fallo.
- Ma Voi poi mi punirete duramente.
- O certamente! Tu conosci bene il prezzo della tua disobbedienza, però almeno prima avrai goduto.
- Voi, o mia Padrona, mi state forse tentando?
- Proprio sì.
- Ma perché mia Padrona?
- Adoro quando tu sei disobbediente.
- Ma io non Vi capisco.
- Io mi nutro della tua frustrazione, ma mi diletto ancor più di punirti quando tu violi un mio ordine.
- Oh come siete macchiavellica e crudele.
- Certo, ma non eri tu che dicevi di amare le donne di questa natura?
- Si, è vero mia Padrona.
- Accarezzati. Offrimi il piacere di punirti. Sarò crudele più che mai.
- Ohh sì, mia Divina Padrona.

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Per lui, solo per lui

-Sdraiati-
Francesca obbedisce e si sdraia.
L’inquietitudine che prova nel seguire i suoi ordini si manifesta sulla sua pelle.
La seta le accarezza la schiena nuda e stranamente la riscalda,
-Alzati di nuovo e sdraiati. Più sensuale questa volta-
Francesca si alza.
È stanca di questo gioco.
Gesti di ogni giorno ripetuti ancora e ancora centinaia di volte fino a raggiungere quella che lui considera la perfezione.
Lo odia per questo.
Non si era mai sentita così inadeguata come lui riesce a farla sentire.
Non aveva mai visto tutte le imperfezioni che si celavano in lei fino a che lui non aveva iniziato a correggerle.
-Francesca, sei goffa. Rialzati e sdraiati di nuovo-
Continua da ore questo suo giudicarla.
Ha le gambe stanche Francesca ma vuole imparare.
Soddisfarlo è divenuto l’unico modo di dimostrargli l’amore di cui ha bisogno e che lo tiene in vita.
Lei avverte il suo dolore quando si accorge di una sua mancanza.
È dolore vero che lo rende infinitamente triste.
Lei lo vuole felice.
Dopo averlo conosciuto è la sola cosa che conti per lei.
Iniziò col modificarle il corpo.
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Una cravatta da Re

La sottomissione femminile, a volte legata allo spanking – ma non solo – è stato uno dei temi centrali di molte pubblicità a partire dagli anni ’30, fino ai giorni nostri. Ecco come il marchio di cravatte Van Heusen pubblicizzava i suoi prodotti, “per colpire l’immaginario del suo target di riferimento”, direbbero i pubblicitari di oggi.

Una cravatta per veri uomini
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NUDA DAVANTI A TE (seconda parte)

…e mi sussurri che la punizione non è ancora finita, che mi farai male e che mi farai fare ancora molto male…

Seconda parte.

Mi fai alzare, mi sleghi i polsi e
mi dici di sedermi, prima di farlo mi tocco le natiche, è incredibile il calore che trasmettono! Sembra di posare le mani su una stufa.
Non piango piu’, assaporo le sensazioni che mi dà il mio culo caldissimo e contuso ed il contatto delle mie natiche roventi con la pelle dello sgabello mi procura dei veri e proprio brividi.
Brividi di freddo ma anche brividi di eccitazione.

Commenti con i tuoi amici il mio comportamento durante la punizione, mi vieni vicino, mi sfiori il sedere procurandomi un piacere che vorrei continuasse a lungo e :

” Mettiti in posizione sul cavalletto, vogliamo godere della vista del tuo sedere rosso fuoco”.

Queste parole mi imbarazzano, abbasso lo sguardo immaginandomi la posizione, il culo tutto rosso per aria, alla vista tua e dei tuoi amici.
Sollevo il viso e Ti guardo: i tuoi occhi che mi scrutano, il tuo sguardo deciso, duro, e assieme all’imbarazzo ora si fa strada una certa fierezza, sono cosa Tua ora, puoi fare quello che vuoi, e sento una nota di esibizionismo farsi strada fra il turbinio di emozioni che provo e… sì, sono pronta per essere esposta, guardata, umiliata.
Sento l’eccitazione che sale.

Mi accompagni e mi metti in posizione, ben piegata sul cavalletto, le braccia sotto, ad abbracciarlo, mi rileghi i polsi, il sedere ben esposto, mi divarichi le gambe e mi sollevi ancora un po’ il sedere. Ti facilito in questa manovra, alzando piu’ che posso il culo, che sento dolente, caldo, gonfio.

Mi sento osservata, scrutata, consapevole della mia posizione che accentuo ma sono in imbarazzo, piacevolmente in imbarazzo, Tu lo sai e godi di questo, ti piace farmi vergognare, umiliarmi, ed io sono consapevole di questo Tuo piacere, così come Tu sei consapevole di tutto quello che provo ora.
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Flagellazione

Tarquinia, necropoli di Monterozzi. – Tomba della Fustigazione, visione del particolare.
Foto di Fulvio Brumatti che ringrazio per avermela fornita assieme alle altre 2

La ricerca di usanze di flagellazione nell’antichità ci porta a scoprire anche quanto antiche siano le origini dell’SM.
Accanto ad un uso della flagellazione come supplizio e anche pena di morte, troviamo una flagellazione erotica, un uso dei flagelli per risvegliare sensi sopiti o per facilitare addirittura la procreazione.
Tarquinia, città etrusca, in pieno splendore tra il VII e II secolo prima di Cristo. Oggi sono visitabili tantissime tombe (necropoli di Monterozzi) che contengono oggetti e hanno le pareti affrescate con scene volute in vita da chi sarebbe andato ad occuparla da morto. Sono testimonianze precise della antica civiltà etrusca di cui così poco sappiamo.
In una di queste tombe c’è una splendida scena di flagellazione erotica che vede una donna in piedi e piegata a 90 gradi mentre è intenta ad una fellatio (ahimé il [Leggi tutto]

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SM e Violenza

Blog per divertirsi, ma ogni tanto anche per qualche approfondimento.
La scena SM si allarga a dismisura nella misura in cui anche internet si espande e sempre più persone, talvolta anche per caso, imbattendosi nelle nostre tematiche, ne restano affascinati.
Qualcuno ha soprannominato queste persone “turisti per caso”. Io spero che molti “turisti per caso” leggano anche BloGabbia e magari proprio questo intervento ed i successivi che mi riprometto di fare.
Dalla precaria condizione di turista che casualmente si ferma in un posto trovandolo gradevole, vorrei che si passasse allo stato di amante del posto, di conoscitore del posto e delle sue regole (ogni posto ne ha), di cittadino onorario, anzi di vero cittadino con i suoi diritti e doveri.
L’SM non è improvvisazione. Ok a lasciarsi guidare dall’istinto, dalla creatività e fantasia, ma sapendo che c’è anche una filosofia che guida i comportamenti.
Continua a leggere e non spaventarti per quel termine “filosofia”. Trattasi di pochi princìpi.
Oggi più che parlare delle 4 Regole dell’SM di cui dirò prossimamente (se qualcuno pensa all’SSC è proprio fuori strada e di molto) prendo spunto da terminologie [Leggi tutto]

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Motivazioni

Nel forum di questo sito, mi sembra alla voce “Autotorture” ( ma non ne sono sicuro), si è parlato tempo fa di farsi pungere da api piuttosto che fa formiche. Molti si indignarono trovando l’idea della puntura di api rischiosa e estrema.
L’Ansa di ieri pubblica la seguente notizia: “Londra, 22 maggio 2007 – Mick Jagger, nel tentativo di aumentare le dimensioni del suo pene, infilò il membro in una canna di bambù piena di api . Adottando un metodo degli indios dell’Amazzonia, il cantante si è sottoposto alle punture degli insetti che avrebbero fatto crescere le dimensioni del pene. La rivelazione, pubblicata dal Sun, è stata fatta dal regista Julian Temple, per il quale Jagger si sottopose al rituale indio durante le riprese del film Fizcarraldo, nel 1981 in Perù”.
La mia opinione è che se non dovessi essere contento delle dimensioni del mio pene, non lo metterei in pasto alle api. Brrrr.
Ma siamo sicuri che la motivazione di Mick Jagger fosse proprio quella del pene piccolo ?????? L’Ansa sa tante cose, ma certe forse no.

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Cosa si prova?

Di articoli, scritti e saggi sul cosa si prova quando si e’ legati ne e’ pieno il web. Ma se si e’ legati, vuol dire che c’e’ stato qualcuno che ha legato … e quella persona avra’ ben provato qualche cosa, no?

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La bontà dello sperma

Capita spesso che un Padrone imponga alla propria schiava un adempimento particolare quale quello della fellatio, alias pompino. Basta leggere sulle inserzioni dei Master per capire quanto questa fantasia sia ricorrente e come l’ingoio più o meno imposto sia parte non secondaria di questa fantasia.
Si sa però quanti falsi Padroni si celino sotto il mantello SM per soddisfare solo voglie sessuali o di predominio sessuale senza una reale vocazione SM. Ma non è di questo che qui voglio accennare.
Oggi faccio cenno alle grandi virtù che questo importante liquido possiede e che lo rende un bene [Leggi tutto]

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Furbo come una volpe

L’illustrazione è di Tony Wolf, una delle matite più celebri che hanno illustrato la serie di libri per bambini americana “Woodland Folk”.

La volpe…e la volpe
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MORTE DI UN EROE “QUOTIDIANO”

Giovanni Falcone, “Cose di Cosa Nostra” (Rizzoli, 1991): “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”.

Il 23 Maggio 1992 Giovanni Falcone , sua moglie, e la sua scorta sono barbaramente assassinati.
Era rimasto solo, ed era entrato in un “gioco troppo grande” iniziando a capirne i segreti.

Buscetta lo aveva avvertito: “L’avverto, signor giudice. Dopo quest’interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. E’ sempre del parere di interrogarmi?”.

“Qualcuno” sapeva che Falcone era in Sicilia e che sarebbe passato in quel tratto di autostrada.

Lo disse anche il Cardinale Pappalardo, nella sua omelia:

“Ma è certamente motivo, e lo sappiamo, di particolare sgomento l’avere appreso che il giudice Falcone si muoveva in via e con mezzi che dovevano rimanere coperti dal più sicuro riserbo.
Chi li conosceva?
Chi li ha rivelati ai nemici dei giudici?”

Dafne.

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Trampling

Mi piace calpestare.
Lo faccio da prima di sapere cosa fosse, e non l’ho mai visto -in se- come una forma di dominazione. Almeno non allora, tanto tempo fa.
Mi piace sentire i muscoli che si rilassano, mi piace sentire la pelle che si scalda, mi piace sentire i miei di piedi, che si rilassano.
E’ diverso quando lo si fa con gli stivali, o le scarpe. Bisogna fare più atenzione, ma cambia anche l’atmosfera, calpestare con le scarpe è un qualcosa che sento come dominazione, e credo venga così percepito anche dalle persone che guardano -e sicurramente viene così percepito dal sub- cambiano le sensazioni, non solo per chi sta sotto: cambiano per me.
Questa foto l’ho fatta in una sessione poco tempo fa, spero vi piaccia.

Luce

Trampled Underfoot by NightBreed
Trampled Undefoot by NightBreed
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Feticismo del piede nella pittura

Betsabea dipinta da Hayez

Numerosi artisti, come Altdorfer. Rembrant, Gentileschi, Hayez, Cranach si sono cimentati nel tema di Betsabea al bagno, ottima occasione di rappresentare una bagnante nuda in un’opera a sfondo sacro.
Come mostrano le raffigurazioni che presento, alcuni come Hayez o Lucas Cranach sono andati oltre e qualche particolare – lascio indovinare quale – dei loro dipinti ha sempre affascinato i feticisti del piede che hanno così potuto dimostrare l’esistenza di illustri predecessori.
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Che supereroe!

Dopo Braccio di Ferro, questa volta tocca a Batman …

Batman in azione
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Feste SM – 2

Una occasione per stare insieme. Ovunque nel mondo si tenga una festa SM o una festa Fetish, è un momento di reale aggregazione.
Francis Dedobbeleer, un grande della scena SMfeticista belga e francese, scrive nel suo libello “Rendez vous Bizarre” a proposito di feste “l’importante è riunire persone che hanno i gusti in comune e di facilitare i contatti, eliminando tutti gli ostacoli che si incontrano nella vita comune”
L’ ULTIMO LUNEDI – la prima festa italiana in un locale, festa che continua a godere di ottima salute – è nato con lo slogan “chiacchiere, conoscenze e … poco più”, laddove quel “poco più” intende dire il gioco SM.
Dunque momento di aggregazione facilitato dal linguaggio comune di tutte le persone che sono lì e [Leggi tutto]

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Ma saro’ strano …

Immaginate la situazione: Una bella donna seminuda e’ legata appesa in orizzontale ad una struttura, si muove lentamente per farsi accarezzare dalle corde. La sua figura e’ all’altezza dei miei occhi, posso percepire sul mio volto il calore che emana ed io …

Non ho l’originale ma l’aspetto era questo

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Mani di Pietra

In Cina, lungo il corso del fiume Yangtze, ecco come un anonimo artista ha reso omaggio all’arte della sculacciata.

Mani di pietra
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Quotidianità

Passeggiare per la città con la propria schiava.
Camminare con lei fianco a fianco.
Tenerla per mano quando si desidera donarle dolcezza o farla camminare avanti per guardarla camminare dentro il pantalone aderente che le si è fatto indossare per esaltare il suo splendido culo.
Guardare compiaciuto il suo movimento ancheggiante dato dalla consapevolezza dei tuoi occhi sul suo corpo.

Avvicinarsi a lei e portarsi di nuovo al suo fianco ,guardarla con la “coda dell’occhio” soddisfatta per lo spettacolo che è stata capace di offrire, e al tempo stesso ansiosa di conoscere cosa altro le verrà chiesto di eseguire, e desiderosa di esserne capace.
Portare la mano sui suoi fianchi fino a posarla sui suoi glutei per “vedere” ora con il tatto il movimento fino a quel momento osservato solo con gli occhi.

Consapevoli che i passanti che seguono abbiano modo di vedere tutto , ma altrettanto convinti che in quel momento (come in ogni momento in cui si è insieme alla propria schiava ) si è concentrati e assorti solo a godere di lei e di quanto di quel momento si riesce a fare.

Fermarsi su una panchina e… [Leggi tutto]

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Un’incredibile opportunità

In linea con le promozioni di direct marketing che tanto vanno di moda, anche il blog di Spankacademy regala ai suoi lettori un’incredibile opportunità. Per non lasciarsela sfuggire basta compilare il modulo qui sotto in ogni sua parte e rispedirlo all’indirizzo spankacademy@gmail.com e un nostro incaricato verrà a casa vostra per consegnarvi una gradita sorpresa.

Compilalo ora!
Non perdere la fantastica opportunità!

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CONTANO ANCHE I SENTIMENTI ( risposta ad Ivano)

Rispondo qui ad Ivano, riportando un suo commento al mio scritto nuda davanti a te.

Commenti:

No,Dafne,puttana non mi piace più. Non la leggerò più, contano anche i
sentimenti.
Addio.

Contano anche i sentimenti. Hai ragione.
Ma quali sentimenti, o meglio i sentimenti di chi?
I miei sentimenti?
Mi sento di tranquillizzarti.

I miei sentimenti, la mia autostima, la mia sensibilità, il mio essere non sono messi in pericolo da sessioni come quella che ho iniziato a descrivere.

I MIEI sentimenti non vengono mai feriti dai giochi con Lui.
Qui il termine puttana non è assolutamente inteso come sfruttamento, obbligo, bieca costrizione senza piacere alcuno, situazione che trovo abominevole. Questo significato del termine è molto lontano da questa situazione.

Qui la parola puttana ha un’altra valenza, una valenza anche fortemente erotica.
La Sua puttana, desiderosa di esserlo, orgogliosa di esserlo, eccitata nell ‘esserlo. Dono della mia persona.
Il piacere di essere Sua, il desiderio di essere cosa Sua, di essere nelle Sue mani, per le Sue voglie, che sono anche, e talvolta ancora prima, le MIE voglie,
Lui puo’ farmi tutto quello che vuole e puo’ farmi fare tutto quello che vuole.
Ed io so che MAI prevaricherà il mio essere.

In quel momento è Suo il mio corpo, Sua la mia mente, Sua la mia anima.
Ed è solo il mio corpo che puo’ essere ” violato, usato” da altri, la mia mente è sempre con Lui, la mia anima è sempre con Lui, ed io in ogni momento avverto fin nella piu’ remota cellula del mio essere la magica alchimia ed energia che si viene a creare fra il mio piacere ed il Suo piacere, fra la Sua eccitazione e la mia eccitazione, fra la Sua mente e la mia mente, fra i mie desideri ed i Suoi desideri.
Davvero è una situazione magica!
Molto difficile da capire immagino, specie per chi guarda solo al di fuori, all’esteriorità, specie per chi non sa che “l’essenziale è invisibile agli occhi”, o lo sa solo con le parole, non con il cuore.

Forse è ancora piu’ difficile, per alcuni, accettare che una donna abbia queste fantasie, forse è addirittura incomprensibile che se le abbia possa viverle!
Come si permette? Così non mi piace più!

Contano anche i sentimenti.
Hai ragione.
I Suoi sentimenti?
Quelli sempre contano. E mai ho sentito venir meno, anche nelle sessioni piu’ “estreme”, il Suo affetto, la Sua Amicizia, il suo profondo e VERO rispetto.
Rispetto mentre mi sta “dando” ad altri? Sì! . Puo’ sembrare inconciliabile ma non lo è.
Io sento il Suo rispetto, e lui sente quello che nutro nei Suoi confronti.
Sempre il Suo sentimento per me è presente in ogni momento della sessione, ed è fatto di attentissima partecipazione ad ogni mio gemito o lamento, è fatto di estrema cura in ogni gesto che fa, è fatto di attenzione verso il mio corpo, i miei movimenti, attenzione che non scema mai un solo istante, è fatto di occhiate di intesa con gli altri. Il gioco è sempre Suo, lui lo guida.

Io Gli sono profondamente grata e sono profondamente grata al destino che mi ha fatto incontrare un compagno di giochi che NON HA PAURA delle mie fantasie, non le giudica, anzi fa in modo che possa viverle, perlomeno quelle che sono vivibili.

Contano anche i sentimenti.
Hai ragione.
I tuoi sentimenti Ivano?
Quelli non li conosco, non li posso sapere.
Posso solo dire, dal commento che mi hai fatto, che non siamo vicini come modo di sentire. Vediamo le cose in modo diverso, come spesso accade fra le persone.
E che, visto che rispetto i tuoi sentimenti come forse tu NON rispetti i miei, capisco che il non leggermi piu’ possa essere la scelta giusta per te, e senz’altro è un tuo diritto.
Dafne.

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NUDA, DAVANTI A TE

Nuda, davanti a Te. – prima parte-

Sono nuda davanti a te, ancora vestito.
Mi hai fatto spogliare sotto il Tuo sguardo duro, io quasi intimorita, ma
piacevolmente eccitata.

So che mi punirai.

“Mi hai disobbedito”?
Tu sai già la risposta.
Io sto in silenzio. In questo momento non so dire sì, non so dire no, so
solo stare zitta, a capo chino, guardo i miei piedi, il pavimento, e
desidero un contatto con te. Una carezza, una sberla, una strizzata di
capezzoli … qualsiasi cosa che sia contatto fra i nostri 2 corpi.
Da aggiungere al contatto delle menti.

Mi prendi il viso e lo sollevi, mi tieni il mento con una mano, ed inizi a
schiaffeggiarmi, lentamente, un colpo a destra, uno a sinistra, uno a
destra…

“Aspetto la risposta”

“Sì” – dico semplicemente.
Tu sorridi.
E’ un sorriso che mi mette una strana inquietudine, che fa accelerare i
battiti del mio cuore.

“E io ti punirò oggi, a lungo”.

Sì, sì sì puniscimi, dice la mia mente. Fammi male, fammi urlare, fammi
piangere. Lo voglio, lo desidero, non importa se sotto i colpi poi non lo
vorrò più, ora lo voglio, lo bramo.
Bramo il tuo male

“E non sarò solo, ci saranno 2 amici con me, per aiutarmi, per farti male,
per umiliarti..”.

Il mio cuore perde un colpo, – o forse più d’uno – ma ho un brivido di
eccitazione.
Quella che fino ad ora era stata una mia fantasia sembra tradursi in realtà.
Mi guardo in giro, come se dovessero materializzarsi i tuoi amici, ma non
vedo nessuno.

Mi stringi a Te, mi afferri i capezzoli, sussurri:

“Credevi di vederli”?
No, non è ancora il momento, manca poco. Pensa, io e altri 2 uomini, tutti
per te, per punirti, farti male, umiliarti, abusare di te .. .posso fare
tutto quello che voglio di te… è vero?”

Lo guardo e…

” Sì, è vero, PUOI farmi tutto quello che vuoi”.

Ed è vero, in questo momento sento che può fare di me tutto quello che
vuole, desidero che faccia tutto quello che vuole.
Desidero essere punita, torturata, umiliata, sentirmi cosa nelle Sue mani,
oggetto senza più volontà se non quella di essere completamente in balia
dell’altro.
Voglio, eppure ho paura.

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Braccio di Ferro

I nomi dei personaggi dei cartoon non vengono certo assegnati a caso…

Un vero Braccio di Ferro
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Rapporti verticali

Quanto può essere complicato tenere su una relazione BDSM?
Io credo sia complicato quanto lo è in genere tenere su una relazione di qualunque tipo. In tempi nei quali tutto viene liofilizzato, congelato, surgelato o precotto sembra si sia perso il concetto di vecchio e duro lavoro, il tipo di impegno che ci vuole per tenere su i rapporti.
Il punto è che le relazioni non vengono vendute preconfezionate, bisogna sforzarsi per costruire qualcosa che vada oltre l’intesa fisica, intesa che non è sufficiente da sola a sostenere una relazione. Il punto è -Come cavolo si costruisce? Quali sono i presupposti di una relazione? Come si fa ad integrare la verticalità del rapporto nella vita quotidiana senza che questo stressi i vincoli tra le parti?
Ma soprattutto -Il limite dov’è?
Si costruisce con impegno, dedizione e pazienza. Si dialoga tanto, ci si confida, si scambiano punti di vista, e si gioca. Si gioca tanto con la coscienza che ciò che si sta facendo -per quanto espressione rituale di una enorme intensità- è soltanto una parte della relazione e non la relazione intera. Quanto è difficile guardare l’altro negli occhi e vederlo oltre le illusioni che ci creiamo?
Conosco coppie che stanno insieme da molto tempo, coppie nel gioco, nella vita, nell’erotismo. Ognuno di loro ha trovato un equilibrio diverso, perché sono persone con le proprie pulsioni e temperamenti, ma il punto comune è sempre la volontà di stare insieme ed andare oltre quelle che sono le convenzioni, il quotidiano scivolare nella noia non prende il sopravvento perché la creatività e la voglia di stare insieme e rinnovarsi tutte le volte mantiene acceso l’interesse ed alimenta l’amore. Una relazione che dura nel tempo e va oltre l’incontro per una sessione poggia su fondamenti solidi, fatti di rispetto reciproco, e perché no -a volte- anche d’amore.

Luce

Rapporti verticali I by NightBreed
Rapporti verticali I by NightBreed
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Satira politica

Qualche immagine dei carri allegorici del carnevale berlinese. E’ proprio il caso di dire: una satira “bruciante”.

Oh George!

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E’ MIO

Guardo il suo corpo,
dove il tempo sembra non saper lasciare tracce,
fatto per dare piacere, per esserere ammirato,
colorarsi con segni rossi quando la frusta lo accarezza.

Ha la pelle liscia, morbida e calda.
Amo sfiorarla con dita leggere.
Sa che non puo muoversi.
Sa che ogni volta che lo fa il mio tocco diventa
un segno che porterà su di se per diversi giorni.

Amo vedere nel suo sguardo la paura che diventa gratitudine
quando il mio morso si trasforma in bacio.

Ho voglia di entrare in lui,
fino a quando le sue grida si fondono con i gemiti di piacere.
Voglio essere avvolta dalla sua carne per sentirlo completamente mio.

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Al villaggio vacanze

E poi dicono che i giochi di società dei villaggi vacanze sono noiosi e ripetitivi. Quando si dice formula “all inclusive”…

Una giornata in piscina

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Censura e scorrettezza di uno pseudomaster


Rieccomi a scrivere .
Ne è passata di acqua sotto i ponti…
…e un po’ di questa acqua mi ha fatto riflettere sull’opportunità di scrivere qualcosa che esuli dalle consuete materie trattate in questo blog.
Mi sono reso conto che spesso io parlo del mio bdsm come di un sogno .
Semplicemente perché per me è così.
D’altra parte alcuni eventi mi hanno portato alla convinzione che mentre io sto qui a parlare di sogno c’è chi utilizza il bdsm per affermare il proprio potere, per mostrare agli altri che le sue idee sono vincenti e creare attorno a sé una piccola corte di cortigiani servili.
Questo mi ha profondamente rattristato.
Mentre ormai ho fatto (e forse molti come me) l’abitudine che nel mondo le cose vadano così e la ricerca del potere sia lo sport più diffuso, meno sono pronto ad accettare che questo avvenga in quel mondo dei sogni che mi vede qui con il trischele (bandiera dei bdsmer americani) in mano.
Vedere prevaricazione delle idee, sopruso, mistificazione, corsa al potere, ecc nel nostro mondo bdsm per me è inaccettabile!
Mi deprime, mi rattrista.
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Parliamo di Feste SM. – 1

Tanti sanno e tantissimi non sanno.
Tra la popolazione che frequenta questo sito – e dunque ha certe preferenze in tema di gusti sessuali – vi sono coloro che sono interessati a partecipare ad una festa SM fetish ed altre persone che mai e poi mai ci andrebbero, salvo per curiosare e forse criticare.
Oggi mi rivolgo solo ai primi, a coloro che non scartano l’idea di venire assieme al proprio compagno o compagna in un posto dove ci sono altre 50 o 100 persone. E magari giocare.
Nessuna critica nei confronti di coloro che invece scartano a priori una simile ipotesi di tipo “pubblico”dove mancano quelle atmosfere che si creano nell’intimità di un rapporto a due o al massimo in tre o massimo massimo in quattro.
Anzi, da un punto di vista delle percentuali sono molte di più le persone che la pensano in questo [Leggi tutto]

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Un seminario di bondage

.

L’esecuzione di un karada

E’ quello appena passato, intenso e pieno, piacevole e stancante, dove sono stati coinvolti tutti i sensi, la mente ed il corpo … come dovrebbe essere sempre [Leggi tutto]

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Moda per l’estate

Un suggerimento per i costumi da bagno, per catturare l’attenzione degli spanker più timidi…

Un’ampia gamma di colori
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Vuoi giocare con me? by Raff

Sono Luce, dominante, sadica.
Sto preparando le sessioni di questo weekend -fotografiche e non- e la cosa mi prende moltissimo tempo, ma spero di poter mostrarvi le fotografie ed raccontarvi qualche storia molto presto.
Quella nella foto sono io, un ritratto fatto qualche settimana fa, la mia Sissy protesterà perché avrebbe voluto labbra più rosse e più grandi, ma lei è fatta così -piccola baldracca- a volta bisogna far vedere i sorci verdi per inculcare un minimo di disciplina a queste Sissy, un lavoraccio farla rigar dritto questa Patty. Devo però dire che col cane si è comportata benissimo, l’ultima volta, la prossima vedremo come se la cava col nerbo di bue.

Luce

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DESIDERARE ( DOLORE, UMILIAZIONE, SOTTOMISSIONE)

” Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.
Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.
Così… Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:
il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile:
e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare,
più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male
che tu non te lo puoi nemmeno immaginare”.

(A. Baricco-Oceano mare-)

Mi piacciono queste parole, spesso le rileggo.
Lascio che entrino dentro di me, che sfiorino la mia anima, che suscitino associazioni, ricordi, emozioni, pensieri.
A volte le sento molto vere, trovo molte rispondenze con me, con quella che sono, con la mia vita.
A volte le sento come lontane, quasi prive di un vero significato.
Ma sempre le amo.
Una cosa e il suo contrario, come è possibile?

Eppure è così. Forse dipende dalla mia “profondità” nel sentire, che non è sempre la stessa.

Credo davvero che a volte “desiderare” possa fare male, e possa fare stare molto male.
E’ quando si desidera nonostante tutto qualcosa che non si puo’ avere, ma perchè in realtà c’è qualcosa di “malsano”, di “distruttivo” in quel che si desidera, anzi non tanto in quel che si desidera ma in COME lo si desidera, come se desiderare ( e non poter avere), fosse solo un alibi, un qualcosa che maschera un grande vuoto, un ‘incapacità di fondo, un fallimento.

Io so di essere stata fortunata, nonostante tutto mi sono “salvata”.
e anche se è vero che:

“Mi sono fatta tanto di quel male
che tu non te lo puoi nemmeno immaginare”

quel tempo è passato, quasi del tutto, e mi sono salvata.

I miei desideri non fanno male, li ho riconosciuti in tempo.
Certo all’inizio ne ho avuto paura: desiderare dolore, umiliazione, sottomissione puo’ apparire strano anche a noi stessi all’inizio, per me è stato così, ma non mi sono fermata.
E ho saputo realizzarli quando era il momento, prima che diventassero ossessioni e prendessere il sopravvento su di me, prima che mi ferissero.

Non rovinano la mia vita perchè NON SONO tutta la mia vita, e anzi in un certo qual modo la aiutano, perchè contribuiscono a farmi stare bene.
Sono stata anche fortunata : ho trovato diverse persone che mi hanno aiutato a realizzarli, e poi Lui che non ha pregiudizi, Lui che non ha paura del mio immaginario erotico, delle mie fantasie, per quanto ardite e sconcie possano essere, dei miei desideri.

Con Lui posso desiderare tutto il male che voglio, ma senza davvero farmi male, farmi male dentro intendo.
Posso desiderare di essere umiliata con la sicurezza di non venire mai ferita. Posso volere essere sottomessa contro ogni razionalità apparente e sentire il rispetto profondo che ha per me.
Dolore, umiliazione, sottomissione, tutto fa parte di un bellissimo e desiderato gioco, desiderato da entrambe le parti, un serio, impegnativo divertente gioco, in cui entro con tutto il corpo, tutta la mente, tutta l’anima, e ne esco arricchita in sensazioni, emozioni, conoscenza, consapevolezza.
E con il corpo, la mente e l’anima un po’ più liberi.
E allora sì, è bello non aver paura dei propri desideri, è bello poter desiderare, desiderare senza farsi del male davvero.

Dafne

.

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La fotografia fetish di Marcello Mangano

Milano, 6 maggio 2007
Ieri sera ero appena entrato nella grande sala dove si teneva una performance di bondage e nella sala attigua una mostra fotografica quando, con una Canon superprofessionale in mano, mi viene incontro sorridendo e mi saluta. “Ciao Fulvio, sono Marcello ohh quanto tempo che non ci vediamo” – mi dice e vedo che è contento dell’incontro.
Ricambio la cordialità e nel frattempo metto alla frusta (oppss) il processore che ho in testa per cercare di capire chi sia realmente la persona che ho di fronte e dove l’abbia conosciuta. Il black out, complice qualche capello in meno ed un pizzetto di barba che una volta non aveva, dura per fortuna pochi secondi (ma interminabili) e poi tutto mi è chiaro. Ogni tassello s’incastra e persino la data di quando l’ho visto per la prima volta assieme alla sua compagna di allora, Barbara: il 30 aprile 1998 all’ingresso del IV Libido&Fetish, Corso Lodi, Milano.
Ora la mia cordialità si trasforma in vero piacere nel vederlo!!
Mi presenta la sua attuale compagna e modella, ragazza molto bella, ed in breve mi racconta questi [Leggi tutto]

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FIGLIO, FIGLIO, FIGLIO

Quante volte l’ho sentita scavarmi dentro ai concerti, quante volte l’ho cantata, urlata con gli amici in macchina mentre tornavamo verso casa, sentendo le parole dentro di me, ogni parola una riga sul cuore, cantavamo e ci guardavamo e sentivamo tutta le verità di queste parole.

Noi che figli non lo siamo stati mai fino in fondo, o lo siamo stati male o nel modo sbagliato, ed ora siamo dall’altra parte e a volte siamo confusi, spiazzati di fronte a questi nostri figli, e vorremmo che loro stessere meglio, sì meglio di come siamo stati noi, ma temiamo, in fondo, che non stiano affatto meglio, quella è la nostra paura.
E allora anche le parole di una canzone ci fanno sentire meno soli, ci ricordano che certe esperienze sono inevitabili, che crescere ha le sue fasi, ed è difficile.
Guardo i miei figli e penso a quanta strada dovranno ancora fare, a cosa ne sarà di loro e allora una preghiera sale dal mio cuore, rivolta non so neppure io a chi: ” Fa che la vita gli sia lieve” e sento dentro di me l’assurdità della mia preghiera, la vita non è mai lieve, non puo’ esserlo per tutto o per sempre, e a volte un certo timore mi assale e allora vorrei conoscere il futuro, e allora

“dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi cosa, dimmi cosa ne sarà di me? ”

Dafne

Figlio chi t’insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi t’indicherà le luci dalla riva?
Figlio, quante volte non si arriva!
Chi t’insegnerà a guardare il cielo fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore fino a avere i brividi dentro il cuore?
Che al di là del torto e la ragione contano soltanto le persone?
Che non basta premere un bottone per un’emozione?

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
soffocato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell’imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio chi si è preso il tuo domani?
Quelli che hanno il mondo nelle mani.
Figlio, chi ha cambiato il tuo sorriso?
Quelli che oggi vanno in paradiso.
Chi ti ha messo questo freddo nel cuore?
Una madre col suo poco amore.
Chi l’ha mantenuto questo freddo in cuore?
Una madre col suo troppo amore.
Figlio, chi ti ha tolto il sentimento?
Non so di che parli, non lo sento.
Cosa sta passando per la tua mente?
Che non credo a niente.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
spaventato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell’imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
disperato figlio, figlio, figlio.

Figlio, qui la notte è molto scura,
non sei mica il primo ad aver paura;
non sei mica il solo a nuotare sotto
tutte due ci abbiamo il culo rotto:
non ci sono regole molto chiare,
tiro quasi sempre ad indovinare;
figlio, questo nodo ci lega al mondo:
devo dirti no e tu andarmi contro,
tu che hai l’infinito nella mano
io che rendo nobile il primo piano;
figlio so che devi colpirmi a morte e colpire forte.

Figlio, figlio, figlio, disperato giglio, giglio, giglio
luce di purissimo smeriglio, corro nel tuo cuore e non ti piglio
dimmi dove ti assomiglio figlio, figlio, figlio
calpestato giglio, giglio, giglio, figlio della rabbia e dell’imbroglio,
figlio della noia e lo sbadiglio,
adorato figlio, figlio, figlio.

Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi, dimmi, dimmi cosa ne sarà di te?
Dimmi cosa, dimmi cosa ne sarà di me?

Roberto Vecchioni

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Per veri golosi…

…Una linea di conserve, marmellate e prodotti gastronomici a prova di appassionato. Dove? Ovviamente in Inghilterra, dove c’è un’azienda alimentare che ha ideato un brand molto particolare per i suoi prodotti: Spanks. A buon intenditor…

Ad ognuno il suo gusto
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IL MIO GIOCATTOLO

Le mie mani stringono.
Con le dita sento la pelle fremente
per il sudore della paura.
Le mie unghie tracciano simmetrie.
Segni dell’appartenenza.

La mia voce sussurra ordini.
Ubbidire nel silenzio è il tuo compito.
Il mio sguardo ti avvolge di dolcezza
mentre la voce sferza con severità
Solo il lamento del dolore ti è permesso.

Sento il piacere afferrami le viscere
mentre il mio braccio ti colpisce
ancora, ancora ed ancora
fino a quando dopo il mio
anche il tuo orgasmo esploderà.

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NODI CHE SCIOLGONO NODI

Ho scoperto, tempo fa, di amare le corde.
Non le corde che mi immobilizzano durante una tortura o una punizione, posso amare anche quelle, ma è un amore diverso, difficile.
Non è a quelle corde che mi riferisco.
C’è un legare “altro”, che va oltre, che ha una sua magia, e io l’ ho provata, e mi ha ammaliato.
Ho provato, e provo, la magia dell’essere legata, dell’essere immobilizzata, dell’essere “tenuta stretta”.
Forse è una malia che si puo’ provare solo se chi lega sa trasmetterla, ed io ho avuto questa fortuna.
Chi ti lega “deve” amare le corde in un modo speciale.
Il suo amore, il mio amore, dare, ricevere, alchimia perfetta.

Sento le corde, le avverto sul mio corpo leggermente stringenti.
“Sento” la mia pelle in altro modo, sono consapevole dell’impedimento del movimento, lo percepisco sulla pelle, sui muscoli, sulle ossa.
Mi lascio andare a questa consapevolezza. Non posso piu’ muovermi, il movimento puo’ essere solo dentro di me, non fuori.
Il mio corpo è tenuto, è abbracciato, è con-tenuto.
La mia mente è tenuta.
Io sono tenuta.
Sono tenuta stretta fra braccia di corde.
Posso lasciarmi andare.

Sto bene.
Immobile, tenuta dalle corde.
Occhi chiusi , e poi una benda sugli occhi.
Lasciarsi andare alle sensazioni.
Benessere, rilassatezza.
Tristezza, sì a volte c’è della tristezza dentro di me.
Ci sono nodi dentro che faticano a sciogliersi, che fanno male, che fanno trattenere il respiro.
Ci sono nodi sulla pelle che tengono, che rassicurano, che abbracciano.
Avverto questa doppia sensazione, mi muovo dentro di me.
Sento questa tristezza, la vedo, ci entro dentro.
No, non ci entro dentro, è lei che viene in alto, che si fa guardare, che si fa sentire. Ed io posso guardarla, posso sentirla.

I miei occhi lacrimano, piangono. Calde lacrime, senza sosta, una dopo l’altra.
E’ la tristezza che esce, i miei nodi dentro sono sciolti, il respiro libero ed io sto bene.
Sono rimasti solo gli altri nodi, quelli delle corde sulla mia pelle, quelli che mi hanno tenuto.
Non posso essere slegata ora, lasciami ancora un po’ così, tenuta stretta.
Lasciami ancora questa magia.

Dafne

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