LE FANTASIE DI MELISSA (parte II)


Per tutto il giorno, ieri, ho meditato sulle parole di Melissa. Non voglio e non posso non raccogliere la sua sfida. E del resto sono certo che lei si aspetti da me qualcosa. Abbiamo pranzato insieme, è stata particolarmente dolce con me, ammiccante e mi ha fatto intendere una serata piacevolmente calda. Non è che abbia qualcosa da farsi perdonare?… in effetti l’inusuale richiesta di qualche giorno fa aleggia ancora nell’aria.
Abbiamo combinato di uscire a cena con amici e lei mi ha chiesto se potesse indossare l’uovo. È bene che spieghi. La scorsa estate, le venne consegnato da

un mio carissimo amico, e saltuariamente nostro compagno di giochi, un uovo di legno, di quelli che si usavano (il passato è purtroppo d’obbligo) per il rammendo, con l’ordine di portarlo in vagina durante la passeggiatina serale. Di tanto in tanto veniva raggiunta telefonicamente dal nostro amico per raccogliere le sensazioni che l’oggetto le procurava. La nostra Melissa che quella sera indossava una camicetta vistosamente scollata, senza reggiseno e con nulla sotto la gonna fu molto colpita da quello strano orpello e da allora, di tanto in tanto, su mio ordine o su sua richiesta lo indossa per eccitarsi.
Ho acconsentito alle sue richieste e mi è sembrata molto soddisfatta. Mi sono recato in studio e ho continuato a pensare. Pochi punti: lei, un uomo, un grazioso alberghetto…
Le idee hanno cominciato a prendere forma: tutti gli ingredienti potevano essere modificati a mio piacere per servirle un piatto squisito quanto inatteso.
Ho pensato subito all’uomo. No. Non un uomo, meglio uno schiavo: la differenza è abissale e certamente Melissa saprebbe coglierla.
Ho l’elemento giusto per la questione: Riccardo. Lui è un altro compagno di giochi, persona colta ed elegante, che ama scrivere. A proposito, se tutto si svolgerà come ho in mente, anche lui dovrà comparire su questo blog e, perché no, anche Melissa, per raccontare da protagonisti il mio boccaccesco scherzetto.
L’alberghetto sul lago? No, meglio uno squallido motel sulla provinciale.
A seguire una serata in compagnia dei due maiali per dar loro una sistematina.
Così ho telefonato a Riccardo, convocandolo per questa mattina in studio. Tralascio di raccontare quanto successo con Melissa ieri sera: tutto molto bene e soprattutto nessun riferimento da parte sua a quanto detto la sera precedente.
Torniamo a questa mattina. Riccardo si è presentato in studio e, chiusi nel mio ufficio, gli ho spiegato quel che era accaduto e soprattutto ciò che mi sarei atteso da lui. Avrebbe dovuto portare Melissa in un albergo sufficientemente sordido, trattandola né più né meno come una puttana, scoparsela come tale verificandone la fedeltà, così sfacciatamente ostentata, nei miei confronti.
Semplice, no? Riccardo, da vero porco, per giunta schiavo, dopo un momento di comprensibile sgomento, ha accettato con entusiasmo. Ha sempre anelato farsi la mia schiava e qualche volta è stato loro concesso di soddisfare le loro voglie sotto la mia direzione che infliggeva loro patimenti e tribolazioni. L’idea di portarsela a letto dando libero sfogo alla sua foia credo l’abbia eccitato oltre misura.
La mia idea è di combinare tutto quanto per sabato, nel pomeriggio, il loro pomeriggio. Sono tornato da poco a casa quando il cellulare mi indica l’arrivo di un sms: trovato albergo, visitato camera, tutto ok. Constato che il porco si è dato da fare e me ne compiaccio.
Dopo cena, invito Melissa a sedersi accanto a me e le spiego che sabato pomeriggio dovrà incontrarsi con Riccardo. Il resto lo verrà a sapere al momento opportuno. Le dico queste poche cose con tono che non ammette repliche e lei si piega alla mia volontà, con un semplice “sì, Signore”.
È il caso di aggiungere che le foto in margine a questa puntata riguardano Melissa sono state scattate quest’estate in un meraviglioso hotel a cinque stelle, categoria alla quale è abituata. L’idea di regalarle un prezioso soggiorno in un albergaccio ad una stella, non lo nego, mi diletta. Inoltre ho ordinato all’animale, inteso come larva piuttosto che stallone, che l’accompagnerà di eseguire alcune foto ricordo che spero di potervi mostrare. Di questo in effetti non ne sono affatto sicuro perché la larva/stallone oltre ad essere discretamente imbranato con qualsiasi tecnologia più complessa di un fiammifero, sarà probabilmente troppo eccitato per combinare qualcosa di buono, almeno con la macchina fotografica…

Tags: No tags

Comments are closed.